CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CIRCA IL MOTTO “VINCA IL MIGLIORE? SPERIAMO DI NO…”, LE ESULTANZE UN PO’ COSI’ E I SILACCHI…

18 Set 2018, 13:00 10 Commenti di

vinca il migliore speriamo di no(Gianni Barone) – Il motto “Vinca il migliore? Speriamo di no…”, coniato alla fine degli anni 50, da un giovane e sconosciuto Nereo Rocco, allora allenatore di un Padova muscolare e mai favorito al cospetto delle grandi, è andato in onda anche a San Siro, con un PARMA, vincente, a sorpresa (“Clamoroso a San Siro”), un po’ per tutti, anche per i più inguaribili tifosi ottimisti, nei confronti di Inter più che mai piena di contraddizioni. Una squadra – quella nerazzurra – che ha deluso, un po’ tutti, tranne coloro che hanno recriminato, a mezzo stampa rosea, su alcuni episodi, a loro dire, non valutati con perizia dallo stesso (stessa) VAR (War), addirittura non chiamata nemmeno in causa, sempre a loro dire, come avrebbe dovuto avvenire. Ecco: una squadra che ambisce al primato, non dovrebbe appellarsi a cose di questo genere, anche perché, di fronte non vi era certo, una squadra, il PARMA, che di solito induce o suscita favoritismi evidenti da parte della classe arbitrale. Per lo meno in serie A: ma speravamo che certe perle da Loviso a Zamparini per il tramite di Tedino fossero terminate con la Cadetteria. Anche Spalletti ci è cascato quando nel suo intervento ha accennato ad un rigore non dato. Tutto questo non doveva certo servire a sminuire l’entità dell’impresa compiuta dai giocatori del PARMA, sul campo, e dal tecnico D’AVERSA, dalla panchina, ma soprattutto in sede di preparazione della gara stessa. Perché non neghiamolo, quando si è in presenza di imprese di questo stampo, il merito dell’allenatore, non è da d'aversa san siroconsiderare, certo, irrisorio, anzi. Bisogna ammettere, che già contro la Juve, l’atteggiamento positivo, si era visto; contro l’Inter, invece, l’assetto tattico equilibrato, e la capacità di reggere il confronto e di soffrire al punto giusto, da parte di tutti, hanno fatto il resto, per riuscire ad avere la meglio nei confronti di una avversario, apparso a tratti, e soprattutto, a centrocampo, abbastanza incongruo. Eh sì: il centrocampo di una presunta grande che si regge sull’agonismo scialbo di Brozovic e alla sua scarsa attitudine, alla regia, e sulla pochezza di Gagliardini, uno dei giocatori più sopravvalutati del nostro campionato, non può certo pretendere di fare sfracelli contro un Parma, messo bene in campo, e abile, a centrocampo, a saper chiudere con efficacia, linee di passaggio e quant’altro, e mettere in mostra uno STULAC, più che mai a suo agio, oltre che nell’impostazione anche nell’interdizione, sempre ben spalleggiato, da un Barillà, quasi immenso, per ciò che sa mettere sul stulac inter parmaterreno, in termini di umiltà, sacrificio, forza, grinta e cat(t)iveria agonistica. Un modello da seguire, questo centrocampista, che l’anno scorso viveva ai margini della squadra titolare in B, e che invece si sta dimostrando adatto in serie A, a recitare un ruolo molto importante nell’economia del gioco di una squadra che ha come obiettivo la salvezza. E con lui occorre citare anche Gagliolo, che in coppia con sempre tranquillo e positivo ALVES, è riuscito ad imbrigliare, finora, attaccanti, molto farti come Ronaldo e Icardi. La classe operaia dei Gagliolo e dei Barillà, con il carico giusto di umiltà e fatica, sta rendendo al massimo al pari degli attaccanti che lavorano anche per la squadra (INGLESE su tutti), e degli altri che, tipo Gobbi, Iacoponi, Di Gaudio, STULAC, stanno facendo al meglio la loro parte. Non si direbbe se solo si desse retta alle pagelle stilate da importanti giornali sportivi nazionali, dopo Inter-PARMA, visto le esigue votazioni e le sonore bocciature in ogni classe operaia va in paradisoreparto, per i Crociati. La solita storia (mister): già è difficile vincere (a San Siro), poi i giornali locali incensano, a ragione, a mio avviso, nello specifico, nella gara vinta, mentre i nazionali si dimostrano meno propensi alle lodi sulle prestazioni dei Crociati, sorvolando su meriti effettivi dei singoli, all’interno di una formazione che ha dimostrato compattezza e solidità. Poi si è filosofeggiato, sempre più a livello nazionale, sulla prodezza di Dimarco, sulla sua esultanza, e sul suo attaccamento ai colori neroazzurri, lo stesso attaccamento che la società, sembra non abbia, finora, dimostrato nei suoi confronti, visto il suo continuo peregrinare, da alcuni anni questa parte, con annuali prestiti in Italia e in Svizzera, lo scorso anno al SION. Dire che si punta su giocatore, solo quando si è presenza di exploit come quello di sabato, non si fa una gran figura, e allora perché preferirgli un DALBERT qualsiasi? Ogni tanto bisognerebbe anche essere seri, e dirlo, e ammettere i propri errori pubblicamente: non che con un gol del genere si può affermare che un giocatore sia maturo e pronto per una grande squadra, però non prendiamo e non prendiamoci in giro (per i fondelli) più di tanto. Inoltre condanniamo le critiche dei social, sempre meno edificanti nella loro quotidianità, sull’esultanza del giocatore (ma lo stesso dovrà essere quando qualche core n’grato segnerà al Parma): mettiamoci nei suoi panni, fai un gol spettacolare al MEAZZA, contro la tua ex squadra che finora ti ha fatto giocare solo nelle giovanili, e cosa fai, al momento, chiedi scusa? Per avergli fatto perdere la partita? Certo che esultanza di marco dopo gol all interno, il tempo per le scuse (e per l’ipocrisia) non è vincolato alle reazioni, emotive, e di orgoglio, da manifestare sul campo. A tal proposito mi viene in mente un episodio del calcio dilettantistico, in cui in una partita un giocatore fa un gol da urlo, alla squadra che l’anno prima e non lo ha confermato, e come prima cosa, invece di esultare, si divincola dai compagni e corre verso la panchina avversaria, dal suo ex allenatore e gli profferisce la seguente frase “ E questo è per te, testa di ginocchio”, anche se al posto dell’articolazione, da me citata, per evitare uno sgradevole, e mai consentito turpiloquio, a mezzo stampa, il calciatore, come genitivo, si era riferito ad un organo collocato, nel corpo umano, qualche decimetro sopra. Certo questi eccessi – specie i silacchi, vero Douglas Costa? – non sono proponibili e accettabili, ad ogni livello, però nella testa, di chi gioca, qualche cattivo pensiero ogni tanto frulla, salvo poi, apparire nel dopo gara, incredibilmente misurato. In questo mondo silacco douglas costadel calcio tutto è perdonato, alla fine, anche le intenzioni, un po’ meno, a quanto pare, le omissioni della VAR (simpaticamente per noi “War”). Guerra per chi non accetta i verdetti sul campo, e per chi amplifica, a mezzo stampa, le inadempienze del protocollo. Ma tutto è bene ciò che finisce bene (e l’ultimo chiuda la porta…), il Parma ha vinto la prima partita in A, Cristiano Ronaldo ha segnato, e ci siamo tolti tutti un gran pensiero (che do bali), e l’Inter vedremo dove manderà, la prossima volta, colui il quale (DIMARCO) è un giocatore, a parole, su cui puntare. Intanto attenzione al CAGLIARI che attualmente schiera il miglior centrocampista italiano (BARELLA) che a quanto pare non ha ancora impressionato a dovere il C.T. Mancini, visto che nelle ultime due partite della Nazionale, non lo ha schierato neanche per un minuto, preferendogli, Pellegrini, Cristante e, ahinoi, Gagliardini. PENSA TE, mo che lavor! Gianni Barone

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10 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CIRCA IL MOTTO “VINCA IL MIGLIORE? SPERIAMO DI NO…”, LE ESULTANZE UN PO’ COSI’ E I SILACCHI…”

  1. Gabriele says:

    meno male perchè in questi giorni è venuto il dubbio che qualcuno non si sia reso ben conto che non si vinceva a san siro dal 99

  2. Farfallina says:

    Sempre degne di attenzione le tue parole…. Ciao!

  3. SavoMilosevic says:

    bell’articolo!!!

    noi gara perfetta e logo in giornata NO.
    ora serve continuità, di prestazione e risultati.

    ps: Barella più che forte è fortissimo!!! incontenibile domenica sera. facciamo a dicembre un scambio con il quasi omonimo Barillà?!?

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yes.gif

  4. Reizer84 says:

    Qualcuno ha visto la foto di ciciretti? È la metà dell’anno scorso al livello di kg, ha fatto la cura durante questo infortunio?

    • Stefano says:

      Beh, già nel ritiro del Napoli si era presentato tirato a lucido e penso che un po’ di allenamento in palestra in questi giorni glielo abbiano fatto fare..

  5. Luca says:

    Per la proprietà transitiva siamo più forti del Tottenham? :D

  6. Siberianhusky says:

    Rocco non era proprio uno sconosciuto quando iniziò ad allenare il Padova. Da calciatore arrivò a giocare in Nazionale e fece tanta Serie A. Poi da allenatore divenne un mito e fece scuola

  7. jdm says:

    Barone i silacchi mi ricordano una Parma che non c’e’ piu’ ,tradurre per gli ariosi grazie http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  8. Pencroff says:

    Ah i silacchi lanciati dalle panchine della Cittadella o sui campi!
    Una mia giovane collega, pur conoscendo il dialetto (ha anche smoccoato un “va’ a cagher” riferito ad una situazione di lavoro, pur così bella e bionda) non conosceva questo termine che però ha riconosciuto essere estremamente efficace – onomatopeico. Non lancia silacchi ma gli ha capiti….
    Grazie della citazione del vecchio caro sputone quasi solido