L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / L’EFFICACIA DELLE COSE SEMPLICI

08 Ott 2018, 13:00 13 Commenti di

bruno alves genoa parma(Luca Tegoni) – A prendere tutte quelle testate i palloni avrebbero dovuto essere sgonfi. Magari un po’ gonfia rimarrà la testa di Bruno Alves e Riccardo Gagliolo protagonisti indomiti dell’area Crociata. Non passa niente e se passa una palluccia ecco Sepe, piazzatissimo e lestissimo a respingere ogni tentativo dal 5° minuto in poi, minuto in cui il polacco Piatek porta il Genoa in vantaggio con un colpo di testa un po’ storto.
I minuti precedenti sembravano prodromici ad una disfatta soprattutto per le iniziative di Lazovic che sulla sinistra faceva quello che voleva. E invece… giocata dopo giocata il Parma si riorganizza e comincia la ricostruzione. Dopo poco, rivediamo, finalmente, uno schema da calcio d’angolo che porta Di Gaudio al tiro da dentro l’area (ma perché proprio lui che non è proprio uno che a tirare ci prende?).

rigoni genoa parmaIl Parma insiste e afferma la propria presenza nell’area del Genoa con una serie di calci d’angolo, uno dei quali ci consegna il pareggio. Bel calcio di Siligardi che arqua la traiettoria del pallone, il movimento di Alves inibisce l’intervento del portiere del Genoa e la palla si adagia sul piede di Rigoni che la colpisce con violenza mettendola in rete.
Al cuor non si comanda e non si esulta, va beh!

Ancora su calcio d’angolo, dopo un rimbalzo anomalo sul prato di Marassi, che per poco non inganna Sepe, il Genoa per tramite del suo Carneade – Piatek chi era costui? – va vicino al vantaggio non fosse che la rapidità di Sepe nello smanacciare la palla, che sembrava quasi dentro, viene confermata dall’occhio tecnologico e quindi palla in gioco e riprovateci se potete.

siligardi festeggiato dai compagni dopo il gol in genoa parmaMa se non c’è Gervinho che corre, che scappa, che segna chi potrà mai creare pericolosità in questo Parma che fatica a creare gioco e opportunità da rete? Il titolo di domenica scorsa, Palla a Gervinho e pedalare, viene prontamente smentito con una azione corale che porta Siligardi dentro l’area, ben lanciato da Rigoni (forse, non sono sicuro), a liberarsi per il tiro dopo il classico rientro da destra verso il centro dell’area e a portare il Parma in vantaggio. E il vantaggio comincia ad essere meritato.

Diventa meritatissimo dopo cinque minuti, quando un sublime invito di Barillà per Ceravolo consegna alla Belva il colpo di testa per completare il ribaltamento del risultato. Tutta la difesa del Genoa fuori posizione, portiere compreso, colpo morbido che lo scavalca e palla in rete.

fabio ceravolo genoa parmaResto incredulo davanti a tanta efficacia nell’esecuzione delle cose semplici. Elementare Watson!

Questi quarantacinque minuti ci regalano anche l’emozione di un Var a nostro favore, allorquando scova il fuori gioco di Criscito che aveva impattato la palla di testa per accorciare il risultato, ma testa e corpo troppo oltre l’ultimo baluardo difensivo cosicché la tecnologia, almeno oggi, ci sorride.

Il Genoa nel secondo tempo pratica l’assedio che genera sentimenti, per ogni minuto che passa, contrastanti. Rassegnazione involontaria e subliminale per il Genoa, conforto consapevole per il Parma.

ceravolo siligardiSublime prova di catenaccio ad oltranza che provoca nel Genoa oltre alla rassegnazione finale, ed insinua, il dubbio prevaricatore dell’impotenza. La fiducia nei propri mezzi alimentata da supremazia fisica e ardore mentale sfocia nella generosa solidarietà dell’aiuto reciproco, dell’apparire improvvisamente a supporto di una leggera imprecisione, di un tocco sbilenco. Il tutto mentre passano inesorabili i minuti. Il tempo si impossessa di tutto tranne che di ciò che resta, il risultato che premia l’umile lavoro del fabbro, dell’artigiano innamorato del proprio manufatto.

Parma superbo nella Città Superba, squadra vera nonostante “gli scarsi” (Preziosi dixit) laddove “il tutto è maggiore della somma delle sue parti”. E speriamo che continui ad esserlo anche quando le sue parti saranno ben migliori.
Grande vittoria del Parma a Genova contro il Genoa per tre a uno. Luca Tegoni (foto estratte  dallla gallery del sito ufficiale www.parmacalcio1913.com)

In Evidenza, News

Autore

Stadio Tardini

13 Commenti a “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / L’EFFICACIA DELLE COSE SEMPLICI”

  1. lukfur says:

    e cosi siamo ad 1/3 del cammino… 40 punt ideve rimanere l’obiettivo.
    Fra le cose positive della giornata:
    1) Super Gagliolo e super alves
    2) 3 gol fatti (mai fatt ifinora in serie A)
    3) compattenzza e carattere che ha permesso di recupaerare lo svantaggio iniziale
    4) Siligard ie Ceravolo
    5) la capacità del mister di cambiare assetto in campo (vedi difesa a 5 con Bastoni). Si potrebbe anche provare a partire con il 5-3-2 o 4-4-2 magari con le squadre più forti (vedi Lazio Torino, Milan…)
    6) 3 tiri… 3 gol

    Aspetti negativi:
    1) il terzo gol preso nei primi 5 minuti per distrazione – occorre scendere in campo concentrate fin dal minuto 0, anche perchè poi la difesa si rivela il più delle folte attenta e solida. Il mister saprà lavorare anche su questo
    2) Da Cruz
    3) gli infortuni, sempre troppi….
    4) gestire meglio I recuperi palla in difesa, tante volte si perde palla troppo presto, senza poter effettuare Il contropiede

    • PRINCESS says:

      Hai proprio sbagliato fin dall’inizio. Abbiamo appena superato 1/5 del cammino.

      Anche perchè fossimo ad 1/3 del cammino con 13 punti saremmo scarsamente in media per i 40 punti

      Fra 5 partite saremo ad 1/3 del cammino circa

      • Lukfur says:

        la matematica non è un’opinione… si dice… 13 punti, moltiplicato 3 fa 39, cioè la quota salvezza. Da raggiungere il prima possibile… spero…. e poi tutto quello che viene in piu…. ben accetto.
        Oppure tu fai I conti su 60 punti per la zona uefa?

  2. Gabriele says:

    Di Guadio perchè su azione da corner in partenza non è certamente tra quelli piu attenzionati dagli avversari

  3. Luca says:

    Ieri con 7/11 da B abbiamo distrutto il Genoa perché la squadra ci ha messo grinta e umiltà. Avanti così.

  4. Davide says:

    Come abbiamo modo di leggere tutti, settimana scorsa Andreazzoli, oggi Preziosi affermano che siamo scarsi tecnicamente. Si ok abbiamo vinto etc. però evidentemente un fondo di vero c’è. E stiamo evidentemente cavando fuori il sangue nemmeno dalla rape mai dai giaroni della Parma. A gennaio urge correre ai ripari…almeno due esterni bassi, uno destro e uno sinistro di qualità servono come il pane. Sperando che il Chievo ingaggi Ventura.

    • LG says:

      Chi dice che siamo scarsi è perché brucia come un falò!! Se perdi e sei pure più forte allora devi stare doppiamente zitto.
      Al Parma mancavano i tre colpi del mercato estivo (Gervi, Inglese e Grassi) oltre a DiMarco (che è diventato importante nel gioco del mister) e Biabiany (che se tornasse anche solo in parte quello di una volta sarebbe fondamentale) per forza che la qualità ne ha risentito, vorrei pure vederlo.
      Anche la Svezia ha eliminato l’Italia e fatto un più che discreto mondiale giocando sfruttando le sue doti: difesa attenta, fisicità, contropiede e cattiveria agonistica.
      La rosa è sempre migliorabile è ovvio e verranno anche i momenti più difficili ma il vero segreto è la presenza di un gruppo forte e coeso che gioca con la fame di vittorie cosa che a Parma non si vedeva da molto tempo.
      Sempre e solo forza Parma

    • Siberianhusky says:

      Andreazzoli e Preziosi erano sicuri di vincere. Il Parma invece è riuscito a prevalere distruggendo le loro certezze. È vero che la sorte ci ha aiutato, ma queste vittorie non sono frutto del caso. D’Aversa, con realismo, ha preso atto che il catenaccio vecchio stile è il modulo di gioco più produttivo per il Parma. La squadra resta più corta ed i centrocampisti non devono correre spesso a vuoto come succedeva l’anno scorso dove quasi tutte le partite si trovavano in inferiorità numerica. Anche i laterali d’attacco non sono costretti a fare gli straordinari. Adesso non è che non si corra, ma solo poche volte lo si fa a vuoto.
      In Serie A il lato pratico è molto più importante di quello estetico, specie se in avanti ci sono individualità importanti. Molto meglio un catenaccio di alto livello rispetto ad un 4-3-3 velleitario. Bravo D’Aversa per essersi adeguato alla realtà della Serie A

      • Douglas says:

        Italian football is famous for being tactico …
        A very typical discription …..
        Italian = Tactico
        Spanish = Tecnico
        English = Physical ..
        of course these are all generalizations …
        However there is some truth to these ideas ..
        D’Aversa is doing a great job tactically …and motivation of the players … all I can say is ” Chapeau ” … another element …talking about running … it brings to memory the great midfielder from Barca Xavi Hernandez … in an interview someone said to him …” You are very slow on the pitch , you do not run fast ” His response was you are correct …. I am slow with my feet but with my mind I am very fast ..
        El Straje’

      • lukfur says:

        sono d’accordo. Per questo il gioco del mister in generale è più adatto alla serie A che alla B, quando ti toccava fare la partita.
        Bravo il mister inoltre a giocare sfruttando le qualità dei giocatori, senza sfruttarli e farli correre inutilmente.

  5. VELENOSOl says:

    Beh dobbiamo essere onesti
    Questo D’Aversa dal.primo D’Aversa
    è cambiato in meglio
    TANTISSIMO

  6. Simone T. says:

    Ah beh, quindi se lo dicono Andreazzoli e Preziosi vuol dire che è vero che siamo scarsi, ovvio….mo mama,a sema mis bè

  7. lukfur says:

    Preziosi si può unire al club dei rosiconi insieme a Zamparini etc…
    Capisco che brucia il didietro per aver perso una partita quando si era andati in vantaggio e quando si è tenuto il pallino del gioco in mano per gran parte del tempo, per di più in casa.
    E’ la dura legge del gol…. diceva uno e cantava l’altro….
    Questo parma non sarà bello da vedere e fa soffrire I tifosi (fare il countdown alla fine delle partite quando gli avversari attaccano come forsennati non è il Massimo!) ma è concreto, sbaglia pochissimo. Poco importa se gli altri fanno gioco. Noi poi la prendiamo e la buttiamo dentro…. Come cantava il buon Max Pezzali….