IL COLUMNIST, di Luca Russo / 25 punti al giro di boa valgono il titolo di Campione d’Inverno tra le squadre in lotta per non retrocedere

29 Dic 2018, 23:00 5 Commenti di

il columnist luca russo(Luca Russo) – Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, si può ugualmente affermare che chi arriva velocemente, e bene, a metà dell’opera si trova nella condizione di poter approcciarsi a ciò che accadrà con la serenità tipica di coloro che sanno di aver dato il massimo e per questo di non dover rimproverarsi nulla. Il Parma scollina il girone di andata con un bottino roseo oltre ogni più rosea aspettativa: 25 punti, 7 vittorie, 4 pareggi, 8 sconfitte, 17 gol fatti e 23 subiti. Numeri impressionanti, specie se si considera che il vero ed unico compito assegnato agli uomini di D’Aversa ai nastri di partenza era quello di salvarsi. Numeri che diventano incoraggianti se proiettati sulle 38 partite: riuscissero a mantenere il ritmo delle prime 19 esibizioni, i Crociati chiuderebbero la stagione a quota 50 punti, ovvero quelli che l’anno scorso sarebbero bastati per finire esattamente a metà classifica. Alzi la mano chi in estate non avrebbe sottoscritto prospettive così promettenti. E che nemmeno la sconfitta subita per mano della Roma può inquinare. A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che non è mia intenzione minimizzare le due scoppole che la truppa di Di Francesco ha stampato sul volto dei ducali, ma in linea di massima non sono queste le gare in cui Gervinho e soci devono far la legna da ardere nella concitata battaglia per conservare la categoria. Tanta, e troppo evidente, la differenza – in termini di bagaglio tecnico, sapienza tattica ed equipaggiamento fisico – tra giallorossi e gialloblù. Ciononostante i capitolini han dovuto sudare tre o quattro delle proverbiali sette camicie per venire a capo di un match che almeno nel primo tempo li ha visti sì comandare il gioco ma non creare chiare occasioni da gol. E’ stato anzi il Parma con Siligardi ad accarezzare il vantaggio: peccato che nella circostanza Olsen abbia clonato l’Olsen che un anno fa sbarrò all’Italia la strada per i mondiali di Russia 2018. Nella ripresa la pressione della Roma è aumentata vertiginosamente, ed è nell’incapacità di adattarvisi che i Crociati hanno posto le basi della loro sconfitta: schiacciati dal pressing condotto in maniera costante, coordinata ed armonica dagli attaccanti e dai centrocampisti della Magica, non hanno più trovato un solo varco, una sola linea di passaggio libera e pulita che gli permettesse di ripartire, di innescare Gervinho in contropiede. Normale, dunque, che a furia di provarci gli ospiti prima barllà parma romao poi imbeccassero la via della rete (con Cristante e Under in rapida successione) e centrassero una vittoria che li rilancia nella corsa ad un posto in Champions League. Una vittoria che hanno meritato, come certificato dalle statistiche del match. La Roma ha tenuto di più la palla (62.5% a 37.5%), calciato più volte verso la porta (11 a 5), battuto più calci d’angolo (7 a 2) e prodotto più cross (25 a 9) e dribbling (16 a 3). Insomma, la Roma è stata di più in ognuno dei fondamentali che definiscono i contorni e le sorti di una partita di pallone. Al Parma, oltre che l’amarezza per aver salutato con una sconfitta il girone d’andata e il 2018, deve restare la soddisfazione per il capolavoro affrescato nelle gare precedenti: 25 punti al giro di boa valgono il titolo di Campione d’Inverno tra le squadre in lotta per non retrocedere. Luca Russo

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5 Commenti a “IL COLUMNIST, di Luca Russo / 25 punti al giro di boa valgono il titolo di Campione d’Inverno tra le squadre in lotta per non retrocedere”

  1. VELENOSO says:

    Finalmente Luca,Russo è planato sulla terra
    dopo voli pindarici alla…….Icaro
    Andare in Europa Leagle era una bestemmia sportiva.
    Firmerei per arrivare quart’ultimo
    Senza “se” e senza “ma”

  2. Luca says:

    Niente più Europa League, eh? Con altre 4 vittorie dovresti essere salvo.

    • Luca Russo says:

      La classifica continua a “raccontarci” che siamo aggrappati alla zona Europa League. L’obiettivo principale resta salvarsi, ma finché l’Europa resta nel mirino è un dovere provare ad agguantarla.

  3. VELENOSO says:

    Magari queste 4 vittorie arrivano a marzo o aprile.
    Dai Luca plana sulla terra anche tu.
    Rimanere in A è il nostro scudetto.
    Guarda l’Atalanta, finché era impegnata nell ‘Europa Leagle
    era negli ultimi posti della classifica e poi eliminata
    ha potuto far vedere di che pasta è fatta.
    Non avesse avuto la scocciatura dell’ Europa, ora sarebbe in Champions.
    Immaginati il prossimo anno un Parma in Europa.
    Retrocederemmo di sicuro non avendo la,squadra
    per fare 3 partite a settimana e poi dall’Europa verresti eliminato e ti ritroverete con un pugno di mosche in mano e con pochi punti in campionato, nel carniere.
    Guai andare in Europa Leagle.
    Sarebbe la fine
    Guarda che la,l Sampdoria terminato il girone d’andataa 26 punti, qualche anno fa retrocesse. anche l’udinese l’anno scorso pur avendo totalizzato nel girone di andata 27 punti si è salvato all’ ultima giornata quindi
    BASTA
    BASTA
    con questa maledetta Europa,Leagle.BASTA

  4. Gaio1974 says:

    Mi tocca dar ragione a Velenoso, pensa tì…