IL COLUMNIST di Luca Russo / La società è solida, presente, genuina e strutturata come ai tempi dei primi trionfi nazionali ed europei

25 Dic 2018, 18:00 3 Commenti di

il-columnist-luca-russo1-300x166(Luca Russo) – Alzi la mano chi sul finire dell’estate immaginava o credeva che il Parma attraversasse queste feste natalizie col vento in poppa. E una classifica da far strabuzzare gli occhi: -6 dalla Champions, -4 dall’Europa League e addirittura +9 sulla zona retrocessione. No, dubito che qualcuno, fosse anche il più ottimista degli ottimisti, potesse mettere in preventivo tanta abbondanza. Eppure eccoci qua al cospetto di una squadra che sta facendoci divertire, sognare e vincere, sebbene si tratti semplicemente di una neopromossa, di una di quelle formazioni che un tempo venivano definite abbordabili o alla portata quando ci giocavi contro. Mi darete del visionario che viaggia un po’ troppo con la fantasia, ma continuo a pensare che gli uomini di D’Aversa abbiano nelle proprie corde una stagione in grado di regalarci qualcosina in più della pur sempre preziosa salvezza. Una convinzione, la mia, avvalorata dalla classifica attuale – e dai distacchi snocciolati qualche riga più su -, dal gioco che i gialloblu hanno espresso finora e soprattutto dal “dietro le quinte” che è alla base di questo Parma e che anima ciò che poi vediamo sul rettangolo verde. La società è solida, presente, genuina e strutturata come ai tempi dei primi trionfi nazionali ed europei. Lo staff tecnico e D’Aversa governano la rosa con la fermezza necessaria per metterla nella condizione di competere coi giganti della A senza particolari affanni. E il collettivo, oltre che seguire alla lettera le indicazioni e gli insegnamenti dell’allenatore, è riuscito a trasformarsi in gruppo anteponendo gli obiettivi di squadra a quelli individuali, merce non sempre disponibile tra gli scaffali del calcio moderno. Se non è il ritratto di un’oasi felice, poco ci manca. Vien quindi naturale convincersi e immaginare che ci sia tutto ciò che occorre per tratteggiare una stagione speciale. Una valutazione che comunque ha in sé qualcosa di irrazionale visto che almeno in parte scaturisce dalla voglia e dal desiderio per certi versi ingenuo e spericolato di ritornare a fantasticare dopo tante, troppe stagioni di vacche magre. Nel 2015 il Natale lo passammo in vetta al girone D di serie D. Quello del 2016 al quinto posto a 3 lunghezze dal Venezia capolista, ma dopo aver vinto ben due derby consecutivamente (il primo contro la Reggiana, il secondo col Modena). L’anno scorso di questi tempi eravamo in cadetteria, quarti a -4 dal Palermo in fuga solitaria e freschi di pareggio col Bari al San Nicola. Ora siamo in A e più vicini alla musichetta della Champions che ai tormenti da possibile retrocessione. Mi scuserete, quindi, se ho deciso di mettere da parte la paura, di sognare. E addirittura di farlo in grande, senza badare a spese. Ma, per parafrasare Emma Marrone e una delle sue canzoni più belle a mio parere, “ci è costata una fatica arrivare fino a qui, caro Parma. C’è stato l’inverno e ci ha fatto paura, ma l’amore passa anche di lì. Non coprire nessuna ferita, perché sei più bello così”. Godiamoci il momento. Buone Feste a Tutti! Luca Russo

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3 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / La società è solida, presente, genuina e strutturata come ai tempi dei primi trionfi nazionali ed europei”

  1. Lukfur says:

    La smetterei con questo “nessuno si aspettava che…” in quanto dopo 16 partite getta solo fumo negli occhi ed evita di riconoscere tutt i problemi tecnici della squadra, soprattutto nell’impostazione del gioco.
    Direi piuttosto che stiamo perdendo delle occasioni fantastiche per fare ciò che fece nel 1991 Nevio Scala, neopromossa, tutti si aspettavano un celere ritorno in B, invece ci siamo qualificati dritti dritti per la coppa uefa (allora…) alle spese del Milan…
    E non mi venite a dire che DAversa non ha a disposizione dei giocatori dello stesso livello.
    E’ mia opinione che il tasso tecnico sia ottimo, Sepe, Bastoni Gagliolo Alves, Barillà Inglese Gervinho e Siligardi sono giocatori da alta squadra di serie A (per i tempi che attualmente corrono…) mentre Iacoponi, Stulac, Rigoni, Scozzarella sono da serie A, punto.
    La differenza è nel gioco, che Scala è riuscito a dare (Scala ha giocato a Parma il miglior calcio d’europa per anni!!!!) centrando due coppe ed una finale, con giocatori buoni ma non campioni (guardate cosa hanno fatto i vari Osio etc… lontano da Parma).
    Pertanto alla luce delle occasioni perse (milano e milan in primis, le vittorie mancate con le piccole, Frosinone, Chievo e Bologna) bisogna solo mangiarsi le mani per un’altra impresa non riuscita.
    Si poteva addrittura essere a ridosso del 4o posto….
    Pertanto faccio un appello, basta adesso con questa fola della neopromossa o della salvezza… questo fa solo rilassare la squadra e favorire i cali di tensione…
    Alziamo l’asticella e iniziamo a spronare la squadra parlando di zona UEFA… è alal nostra portata, almeno proviamoci, così gli stimoli non mancheranno…

    • Douglas says:

      “Alziamo l’asticella e iniziamo a spronare la squadra parlando di zona UEFA… è alal nostra portata, almeno proviamoci, così gli stimoli non mancheranno…” …..
      Well said Lukfur …… sono a 100% dacordo con questo postura …
      pensando ….e parlando de salvazione sempre ….stanca …. anche mentalmente …. giochiamo con gran corragio , inteligenzia … humilta’ …. ambizione …come tutte le partite sono finale ..
      Forsa Paerma
      Straje’

  2. Gaio1974 says:

    Invidiabile ottimismo. Ma forse eccessivo. Ora abbiamo 22 punti, effettivamente ci avrei messo la firma a inizio campionato, ma vedo una squadra deboluccia al momento.
    Se giriamo a 23 credo che abbiamo ottenuto il massimo.

    a Gennaio calcio mercato, e comincia un altro campionato.