IL COLUMNIST / IL TURNO UNICO FAVORISCE IL RACCONTO COMPOSTO, MISURATO, ELEGANTE, EDUCATO E COINVOLGENTE DI “TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO”

28 Dic 2018, 13:00 5 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – In occasione di Santo Stefano e del diciottesimo turno di serie A, “Tutto il calcio minuto per minuto” è ritornato ad essere il caleidoscopio di emozioni di cui mi sono innamorato da ragazzino. Consumato all’ora di pranzo l’anticipo tra Frosinone e Milan e in attesa delle gare del tardo pomeriggio e del big match serale Inter-Napoli, sono stati ben 5 i campi collegati in contemporanea dalle ore 15: quello centrale a Bergamo per Atalanta-Juventus, poi Bologna-Lazio, Sampdoria-ChievoVerona, Fiorentina-Parma e Cagliari-Genoa. Roba d’altri tempi. Un menù ricco e accattivante, merce rara nell’epoca delle piattaforme televisive a pagamento e del pallone tutti i giorni a tutte le ore come se fossimo in una condizione di perenne “spezzatino”. Un’occasione da non perdere per chi, come il sottoscritto, al calcio urlato e condito di inutili e fuorvianti polemiche al vetriolo visto in tv, tutto il calcio 26 12 2018preferisce quello composto, misurato, elegante, educato ma non meno coinvolgente “visto” alla radio e raccontato dalla radio. Un pomeriggio appassionante, scandito dai rimbalzi di linea da questo a quello stadio e spettinato dalle interruzioni dovute alla segnatura di questa o quella squadra. A Fiorentina e Parma è toccato il quarto posto nella scaletta del 26 dicembre. Collocazione che col senno di poi si è rivelata indovinata visto che le due formazioni impegnate al Franchi non sono riuscite a dar vita ad un confronto particolarmente vibrante. A raccontarlo la brava Sara Meini, terza donna nella storia della trasmissione dopo Nicoletta Grifoni e Gabriella Fortuna. Una storia che almeno in parte è possibile rivivere attraverso le pagine di “Radiogol”, la più recente e a mio parere la più riuscita delle fatiche editoriali di Riccardo Cucchi. Una storia cominciata poco più di mezzo secolo fa. Un matrimonio, quello tra l’Italia e “Tutto il calcio minuto per minuto”, che è stato celebrato il 10 gennaio 1960. Soprattutto per merito di Guglielmo Moretti, il suo ideatore, cheradiogoal riccardo cucchi qualche anno prima a Parigi, dove lavorava, sentì i francesi mandare in onda una trasmissione radiofonica sportiva con svariati collegamenti a ognuno dei quali corrispondeva una disciplina. Ce n’era per tutti i gusti: atletica, rugby, ippica. Pensò che una cosa simile si sarebbe potuta fare anche qui da noi, però limitatamente al calcio. E così sottopose l’idea al vaglio severo e diffidente della Rai. Il progetto non destò l’entusiasmo atteso, ma l’Italia si stava apprestando ad ospitare le Olimpiadi di Roma 1960 e la tv di stato aveva la necessità di raccontarle. E ancor prima di esercitarsi per arrivare preparata al grande evento. “Tutto il calcio minuto per minuto” venne visto come il banco di prova ideale per iniziare a prendere confidenza e dimestichezza coi collegamenti in contemporanea. Fu così che tutto ebbe inizio. La prima puntata, datata per l’appunto 10 gennaio 1960 e nella quale Carosio, Ameri e Boscione dovettero dividersi e condividere le luci della ribalta, andò parecchio male tra problemi tecnici, interventi troppo lunghi e mancanza di ritmo. Logica avrebbe voluto che la trasmissione fosse chiusa ben prima che potesse beneficiare di qualche necessario aggiustamento, ma per stessa ammissione di Moretti “non fummo fermati solo perché dovevamo fare queste benedette Olimpiadi”. Ecco come è nato il capolavoro radiofonico che ha allietato, rendendole indimenticabili e irripetibili, le mie domeniche da adolescente innamorato pazzo del calcio, che il calcio allora poteva vederlo solo aTutto il calcio minuto per minutottraverso gli occhi, le parole e le emozioni di quel manipolo di narratori dalla professionalità indiscutibile, dallo stile impeccabile e dal racconto equilibrato ma non per questo poco trascinante. Lo spezzatino imposto dalle dinamiche commerciali e televisive del calcio moderno in parte ci ha scarabocchiato sopra, ma non ne ha minimamente scalfito il fascino. Che si conserva intatto, come se il pallone in tv fosse un’invenzione ancora lontana dall’essere realizzata. Sabato 29 dicembre, in concomitanza del giro di boa della massima serie, “Tutto il calcio minuto per minuto” replicherà la contemporaneità del giorno di Santo Stefano con addirittura 7 campi collegati simultaneamente. E mi restituirà, per la seconda volta in pochi giorni, la tenera atmosfera di quelle domeniche anni ’90 in cui mi bastavano una radio e le sue voci per disegnare sulle pareti di casa le partite del campionato più bello del mondo. Luca Russo

ASCOLTA LE EMOZIONI DEL 26 DICEMBRE 2018 A TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO CON TUTTI I GOL

(sintesi da Tutto il CalcioBlog)

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5 Commenti a “IL COLUMNIST / IL TURNO UNICO FAVORISCE IL RACCONTO COMPOSTO, MISURATO, ELEGANTE, EDUCATO E COINVOLGENTE DI “TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO””

  1. VELENOSO says:

    Penso che i nostri ultras siano i migliori del campionato di serie A.
    Non c’e tifoseria migliore della nostra.
    Intelligenti educati, non fanno mai casini e io sono orgoglioso di loro.
    Avessimo una curva becera razzista violenta nazista e senza dignità come quella dell’Inter e della Lazio, nemmeno mi sarei abbonato.

  2. Luca says:

    Alla fine l’idea del Boxing Day all’inglese non è stata proprio male http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cool.gif. Spero si ripeta anche in futuro e non resti un unicum.

    • Luca Russo says:

      Più che il boxing day all’inglese mi è piaciuto il turno unico.

      Sarebbe bello se si ritornasse a giocare tutti alla stessa ora dello stesso giorno, ma essendo una soluzione ormai non piu praticabile, per ovvie ragioni televisive e quindi economiche, mi accontenterei di turni unici del tipo di quello che sarà disputato domani. Un anticipo, qualche posticipo e il grosso delle partite alla stessa ora, così Tutto Il Calcio ritornerebbe ad essere ciò che era prima dell’introduzione dello spezzatino.

  3. VELENOSO says:

    Chi fa quelle delinquenze nelle curve è gente che non avendo fatto il militare ed avendo avuto magari genitori molli e spenti. vive ( per modo di dire) allo sbando senza ideali come animali da fogna.
    Non sa vivere, è gente che nella testa e’ morta, non sa amare ma sa solo odiare.
    Certo quello che è successo è stato è terribile ma quell’uomo assassinato con una moglie e due figli che lo aspettavano a casa poteva evitare di andare a fare guerriglia.
    Cazzo era da molti anni maggiorenne, sapeva cosa rischiava
    e poi aveva avuto già due daspo non era un agnellino.
    Se l’e cercata diciamocelo chiaramente.