GABRIELE MAJO A PALLA IN TRIBUNA RICORDA QUANDO DA MARASSI SI DOVEVAN FAR VERSI DA GATTI PER TRASMETTERE LA RADIOCRONACA DI SAMPDORIA-PARMA

14 Dic 2018, 21:00 7 Commenti di

gabriele majo foto di elisa morabito 14 12 2018(Gmajo) – Debbo ringraziare Giuseppe Milano, coordinatore di redazione di Radio Parma, nonché conduttore di Palla in Tribuna, per il bel tuffo nel passato che mi ha fatto fare oggi, durante la trasmissione calcistica quotidiana dedicata al Parma, in onda alle 14.30 sui 102 e 104 megacicli: egli, infatti, in collegamento telefonico mi ha consentito di ricordare i “versi da gatto” che dovevamo fare noi antichi “pirati dell’etere” per trasmettere da Marassi, all’epoca di gran lunga il campo più difficile da “profanare” in particolare proprio con la Sampdoria, particolarmente attenta e severa, sia in sede di concessione di accrediti (anche se noi eravamo per certi versi blindaati) che di controllo. Erano i tempi in cui trasmettere era vietato, se non alla Rai, e se da qualche parte le “private” erano tollerate, lì proprio no. Non dico roba da caccia all’uomo, ma quasi… Ovviamente, poi, quando si riusciva a portare a casa il servizio era una bella soddisfazione, proprio per via delle impervie difficoltà da superare. Difficoltà di tutti i tipi, appunto quelle già citate, ma anche legate alle condizioni meteo: spesso, infatti, dovevamo andarci a nascondere in piccionaia, all’ultimo piano dove il vento soffiava forte e gelido; lì già c’erano i cellulari, più o meno valigetta, più o meno adattati con microfonini da spia, ma in tempi più pionieristici ancora c’era da chiedere ospitalità alle case vicine per andare su balconi da cui si vedevano solo porzioni di campo: una volta, siamo attorno all’86 – io che all’epoca ero della struttura del Giornale Radio, ben lontano dal pensare che un giorno mi sarei occupato di calcio, o stabilmente di calcio – quando non si sa come riuscii ad entrare con un fantastico “Superphone” in tribuna stampa a confezionare in barba a tutti il servizio delle interviste e il commento a supporto del radiocronista ufficiale Gianluigi Calestani, appunto sul balcone, che mi teleguidava da lontano, manco fossi stato un precursore di Ambra e lui di Boncompagni: “Vedi quell’anima lunga? Si chiama Cervone…” e via con l’intervista con il portiere… Bei tempi… Comunque non bucammo mai un radioservizio, pur dovendone inventare di ogni… Ricordo, anche se per la privacy ometterò i cognomi degli interessati, benché tutto sia ormai caduto in prescrizione, quando mi venne un vero e proprio coccolone nel sentire – mentre mi crogiolavo al sole del Tardini – che un giovane mio inviato a Marassi era stato pizzicato mentre stava tentando di entrare nello stadio di Genova sotto le mentite spoglie di un altro collega, regolarmente accreditato, ma impossibilitato ad essere presente. Lui era all’esordio e se la cavò, in maniera mediterranea in qualche modo, riuscendo a trasmettere, sia pure in ritardo di ben tre minuti rispetto allo svolgimento delle azioni, manco andasse via satellite, la partita, entrando pure lui in barba a tutti. Erano i tempi quando non ci accontentavamo solo di trasmettere le partite del Parma, ma avevamo allargato il giro alle dirette concorrenti per offrire meglio il polso della situazione agli ascoltatori in tempo reale, scimmiottando Tutto il Calcio, e ben prima che nascessero Tele +, Stream e compagnia bella, antesignani degli odierni Sky e Dazn. Mamma mia che nostalgia… All’epoca ero convinto – e anche dopo esser diventato poliziotto dopo aver fatto il ladro – che il racconto radiofonico di una partita non dovesse esser soggetto ad alcun “diritto” per esser esercitato, purtroppo, però, anche quelli divennero col tempo oggetto di compravendita, e l’arrivo delle cosiddette radio ufficiali andò a ridurre drasticamente le libere espressioni: pensate che all’epoca gloriosa delle Coppe Europee si potevano ascoltare ben cinque differenti racconti “privati” più il “pubblico” della Rai… Altri tempi…

Già che sono in vena di ringraziamenti, eccone uno per la mitica fotografa Elisa Morabito che mi ha paparazzato ieri alla Festa degli Auguri degli Sponsor, e che è l’immagine di accompagnamento di questo amarcord…

E a tutti voi grazie per l’ascolto, e a risentirci…

Magari, presto, molto presto…

DAL CANALE YOU TUBE DI STADIOTARDINI.IT LA CLIP CON L’INTERVENTO DI GABRIELE MAJO A PALLA IN TRIBUNA

In Evidenza, L'Opinione, News, Videogallery Amatoriale

Autore

Gabriele Majo, 54 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 Commenti a “GABRIELE MAJO A PALLA IN TRIBUNA RICORDA QUANDO DA MARASSI SI DOVEVAN FAR VERSI DA GATTI PER TRASMETTERE LA RADIOCRONACA DI SAMPDORIA-PARMA”

  1. Luca says:

    Belli aneddoti :)

  2. Pencroff says:

    Miao

  3. Benni says:

    Arriva hernanes?

  4. Lukfur says:

    Mi perdoni la domanda, ma non ho seguito la squadra femminile. Leggo solo oggi che giocano in eccellenza. Ma non giocavano in serie C una volta? Mi potrebbe gentilmente riassumere cosa è successo?

    • Gabriele Majo says:

      Semplice: nel frattempo c’è stata la riforma dei Campionati Femminili, per cui, in soldoni, quello che fino alla passata stagione era il campionato regionale di Serie C Femminile, ora ha assunto la definizione di Eccellenza Femminile, ma in pratica è lo stesso Torneo cui il Parma Femminile (1^ Squadra) è iscritto dall’inizio della propria fondazione. Il primo anno le Crociate si piazzarono seconde alle spalle del San Marino, poi promosso; il secondo anno vide un piazzamento a metà classifica; la passata stagione, terzo anno, le Crociate si piazzarono terze, dopo esser state per tutto il Campionato nella piazza d’onore. Quest’anno è Campione d’Inverno ex aequo col Pievecella (che però al momento è in vantaggio negli scontri diretti), ininfluente la partita di domani col Riccione Femminile, iscritto come “fuori classifica”.

  5. Lukfur says:

    Grazie mille per la precisa risposta