CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / GRAZIE AL TEOREMA D’AVERSA E’ SUPERFLUO ANDARE AL SUPERMERCATO. SALVINI E IL CATENACCIO…

09 Gen 2019, 00:00 20 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – Quando sembra tutto definito, quando siti, e trasmissioni tv locali e nazionali, danno per certa la conclusione di una certa trattativa, quando l’acquisto di Tizio e Caio, viene strombazzato ai quattro venti e trova asilo nelle paginate di mercato di qualsiasi giornale, ecco che occorre fare una riflessione. Ecco che occorre diffidare e porsi qualche quesito. Del tipo: ma siamo proprio sicuri, che al Parma, che ha il doppio dei punti, dopo il girone d’andata, di molte squadre in lotta per la salvezza, serva acquistare, per forza, un difensore, un centrocampista, un attaccante per centrare il suo obiettivo stagionale? Oppure è proprio obbligatorio disfarsi di quasi tutti i giocatori, fuori dalla lista over, e mandarli in B, invece di cercare di trattenerne qualcuno da inserire per completare la rosa in vista del girone di ritorno? Ed infine siamo proprio certi che i vari Caceres, Kucka, Matri, Benito (addavennì il baffone…) siano i giocatori giusti, o meglio siano quei giocatori che riescano ad alzare il tasso tecnico della squadra? Su questi temi credo sia opportuno fare IMG-20180728-WA0017puntualizzazioni, in quanto acquistare tanto per acquistare (è come scrivere tanto per scrivere e noi lo sappiamo bene visto che i nostri ciclostili sono sempre in azione), per illudersi di poter far meglio o di potenziarsi, credo non serva poi tanto. O no? Eh? O no? E poi diciamocela tutta: i prospetti – come dicono quelli che sanno parlar bene o se ne intendono più di me di mercato e non solo – non hanno alle spalle, nell’ultimo periodo, prestazioni indimenticabili o fuori dal comune sotto il profilo tecnico e dei risultati. Quindi non sarebbe auspicabile rimanere come si è e mantenere ciò che si ha invece di inseguire sogni e vanità impossibili se non inutili? Qualcuno eccepirà che tutto questo discorso non ha senso; qualcuno smetterà di leggere in anticipo il pezzo, anche se non ho ancora fatto riferimento, all’italianità del nostro calcio e di conseguenza non ho ancora citato Salvini, che proprio l’altro giorno ha trattato temi inerenti al calcio italico (no, non ha ancora fatto una apologia del catenaccio, ma spero di convincerlo presto. Intanto, però, anche lui sta portando il catenaccio negli stadi che dovranno esser forniti di camera di sicurezza…); qualcuno non sarà d’accordo, perché Il PARMA ha bisogno estremo di giocatori esperti, per chiudere bene la stagione, e di giocatori giovani, in prospettiva, per iniziare bene la stagione successiva. Ma chi l’ha detto? Questo mercato, che nessuno definisce più riparazione (a suo tempo Leonardi lo aveva ribattezzato “Il ricetta salvinimercato dei disperati”) non è una necessità per chi ha fatto bene nella prima parte delle stagione, come il Parma, è un obbligo forse per il  Chievo che ha vinto solo una partite e ha già cambiato tre allenatori, per il Frosinone che ha stentato al massimo, per il Bologna che si trova ad avere un organico non in linea con la categoria, per l’Udinese che dopo l’avvento dello scienziato carneade Velasquez, ha deluso e con l’arrivo del neo tecnico Nicola ha bisogno di rinforzi, per Spal, Genoa, Cagliari, Empoli, per tutte quelle squadre che seguono in classifica, ma non per una squadra che ha fatto 25 punti grazie al TEOREMA D’AVERSA, che le ha permesso di subire pochi gol, e di vincere molte più partite di quello che si pensava alla vigilia. Il Parma sta bene così, cosa serve chiamare il giocatore djulio velazquezi nome: e poi, visto che tutti nomi fatti stanno per sfumare, per carità, lasciamo dove stanno i bluff, che oggi sono stati accostati alla squadra crociata: TEODORCZYK (da non confondersi con Theodorakis, che è quello della Danza di Zorba) e FALCINELLI. Per carità, non ci rendiamo conto che stiamo parlando di due elementi che non giocano mai nell’UDINESE e nel Bologna, chissà per quale motivo? Ce lo siamo chiesti? E poi, immancabile, spunta per l’ennesima volta il nome Balotelli: ormai non se ne può più, ad ogni sessione di mercato ecco che Super-MARIO (ma super dove? Beh, lo sappiamo…), immancabilmente viene accostato al PARMA come futuro salvatore della patria o delle sorti Crociate. A parte che parte che a Parma non si deve salvare nessun tipo di PATRIA, e poi per favore, un po’ più di fantasia: signori periodisti, professionisti e pubblicisti (o assimilati), che vi occupate di mercato sui giornali e sui siti, inventate, ogni tanto, qualcosa di nuovo: non se può più! Quindi, come direbbe Salvini (ah no scusate sto rischiando di perdere qualche altro lettore di quelli magari spintisi ad arrivare sino a questo rigo, nonostante il precedente riferimento e la foto di apertura…), quindi, si diceva, non sarebbe meglio trattenere uno tra Ceravolo o Calaiò per l’attacco (meglio il secondo); uno tra Dezi e jacopo dezi visita medicaMunari, per il centrocampo (anche a lui han proposto di fare il dirigente, come già a Lucarelli? Ma non l’avevano promesso anche a Corapi? Avanti, c’è posto!) ricordarsi che in difesa tra il giovane Di Marco, Gazzola e Gobbi le alternative non mancano. Lo so: queste mie affermazioni potrebbero fare male a chi, anche su queste colonne, è affascinato dal calcio mercato, e vuole sognare attraverso i nomi e i futuri acquisti da effettuare, ma se (dubitativo) qualcuno vuole proprio sognare un calcio migliore, un gioco migliore, un Parma migliore, non deve accontentarsi di quello che passa il convento di questo mercato, ma deve andare oltre le pagine, tutte uguali, che trattano solo di calciomercato, non dico controcorrente per forza, però in attesa, degli eventi – leggi ripresa del campionato – speriamo, per sconcerti 2019 tendenzetrovare qualche spunto interessante altrove. Ad esempio, e qui forse di lettori ne perdo ancora, gli ultimi, l’altro giorno sul Corriere della Sera, l’immarcescibile Mario Sconcerti, in un pezzo di analisi sul fair play finanziario e tutte le sue implicazioni, ha inserito alcune considerazioni sulla situazione (molti direbbero, alla moda, stato dell’arte), del lato tecnico del nostro, vostro, loro, calcio, alla luce delle ultime evoluzioni. Il Buon MARIO (non il Super, quello lasciamolo Oltralpe, né Ruben Lopes Pegna, ma Sconcerti) parla di possesso palla, che negli sviluppi del gioco, diminuirà, perché non più funzionale a cercare il gol, ma buono, solo, per tenere la palla in sicurezza nelle propria metà campo prima di allungare, secondo estro, in verticale e in velocità. Credo – e Sconcerti lo ha confermato – che la velocità, nel nuovo anno, nel gioco, sarà sempre più ricercata, solo che tale ricerca evidenzierà le differenze tecniche, cioè di palleggio, delle varie squadre. “Non si può sempre essere veloci”, egli afferma, “Quindi sta portando le squadre migliori, dovunque, ad avere sistemi diverse, formazioni diverse, a d'aversa conte faggiano foto parma todayseconda degli avversari”. Ha poi aggiunto “Qualcosa del genere c’è sempre stato, ora è diventato un metodo, viene applicato ad interi reparti: è il teorema di ANCELOTTI, perfezionato in pochi mesi ribaltando le sue stesse convinzioni di un vita. Diverso quello di ALLEGRI, l’avversario aiuta la variante, ma contano di più le esigenze della squadra, il rapporto con le riserve, il minutaggio singolo, cioè la JUVE gioca in base a sé stessa, non all’avversario”. Abbiamo capito che non è più questioni di moduli o sistemi, ma di teoremi: giorni fa abbiamo apprezzato i Teoremi d’attacco di Klopp e Guardiola, tutti in velocità, in verticale, frutto di un tecnica superiore da parte degli interpreti, salvo poi ricorrere a ricette antiche, nel finale per difendere il vantaggio, fino a scendere nella scala al TEOREMA D’AVERSA che ha dimostrato di aver bisogno solo dei giocatori che ha, di un po’ di flessibilità, di tanta grinta e tanto carattere, e soprattutto mercato gamberodi un avversario che faccia la partita e si scopra il più possibile. Il resto non conta e non serve richiamare, come fanno molti, dall’estero giocatori che cercano il rilancio, o ritornano dopo non aver convinto o non essersi ambientati. E’ la moda del momento: il ritorno in patria dei vari Sansone, Viviano, Sturaro, Darmian, e Zappacosta, Ogbonna, e che più ne ha più ne metta e di sicuro, in quest’ottica qualcuno avvisterà nei pressi del BARINO, Faggiano in compagnia non solo dei procuratori Cattoli o Tinti, che rappresentano chi, i tifosi, vorrebbero qui da noi, ma anche qualche altro agente, più noto, il cui nome lo lascio alla vostra immaginazione e alla vostra fantasia. Ai vostri teoremi, come quello di Marco Ferradini, che qualcuno, come il nostro direttore (mortarone), ricorda ancora con tanta nostalgia… Gianni Barone

Cattivo Cittadino, In Evidenza, News

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20 Commenti a “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / GRAZIE AL TEOREMA D’AVERSA E’ SUPERFLUO ANDARE AL SUPERMERCATO. SALVINI E IL CATENACCIO…”

  1. Luca says:

    Almeno un terzino e un sostituto di Grassi ci servono. Non tanta gente, ma giusto qualche ritocco.

    • VELENOSO says:

      Ho capito perché Faggiano vuole acquistare la riserva della riserva del Bologna FALCINELLI che NESSUNO vuole nemmeno.in B.
      È suo amico e se non è un vero amico che ti fa giocare in serie,A anche se sei un mediocre giocatore di B, che amico sei?
      E Inzaghi brinda.

  2. VELENOSO says:

    Sono d’accordo.
    Portare al Parma giocatori che non giocano in quanto scarsi, ( vedi FALCINELLI) tanto per fare mercato non ha senso.
    Non siamo la nettezza urbana del Bologna.
    Portare al Parma giocatori che sono bravini ma vogliono assolutamente il posto in squadra ( vedi Balotelli) non ha senso
    Dei novelli Cassano non sappiamo che farcene
    Invece di rinforzare la squadra si rischia D’INDEBOLIRLA
    Pochi umili ma buoni.
    Gente che faccia gruppo.
    Solo così ti rinforzi.

  3. Gabriele says:

    Vabbè Barone ma a parte li investimenti di chi ha grosse disponibilità (pochi) è chiaro che si muovono i giocatori scontenti per scarso utilizzo. I non campioni, ossia quasi tutti, magari non rendono in una squadra e poi sono utili ad un altra

  4. artemio says:

    per me è uno scandalo far fuori calaiò alla faccia della solidarietà di facciata durante il processo
    va bene provare a indovinare un attaccante 25enne, ma calaiò poteva finire qui il suo contratto in b e in a ci ha portato lui

    • Alessio says:

      Al di là della riconoscenza, forse è un modo per potergli consentire di accasarsi immediatamente in un altro club strappando un prolungamento di contratto che ragionevolmente il Parma non gli potrebbe fare
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  5. Siberianhusky says:

    Bisogna decidere quale sarà l’impostazione tecnica della squadra per il futuro. Se il catenaccio sarà il modulo di riferimento, la rosa andrà allestita di conseguenza. In pratica con una base di faticatori forti sul piano fisico in grado di esaltare le qualità di pochi solisti.
    Con un paio di centrocampisti che siano precisi nei passaggi per impostare le ripartenze si farebbe da subito un bel passo avanti.
    Se invece si decide di provare a giocare c’è bisogno di un roster qualitativamente migliore nella media, senza giocatori di spicco.
    Alla fine la spesa non dovrebbe discostarsi troppo.
    La seconda opzione nel medio-lungo periodo può portare risultati migliori, ma è più complessa e rischiosa.
    Trovo sbagliati i riferimenti a Salvini quale simbolo di qualcosa di Italiano in ambito calcistico, è la stessa persona che prima della finale di Euro 2000 dichiarava che avrebbe tifato Francia.

  6. Rikman says:

    Non capisco perché voler infilarci Salvini, forse per mettere una pezza al “pezzo” precedente? Se così, la pezza è peggio del buco.

    • Gabriele Majo says:

      Mi sembrava di esser già stato abbastanza chiaro nei giorni scorsi circa Salvini. Lungi da noi fare politica – ché questo non è il posto giusto – però per metafora l’attuale Ministro degli interni è una sorta di simbolo di “italianità” per via di certe sue frasi (pur non sempre condivisibili) sul primato degli italiani. Orbene: siccome da tempo questa testata ha iniziato (e diffidate dalle imitazioni) una campagna pro calcio all’italiana, ci siamo “impossessati” di questo simbolo (appunto il vicepremier) quasi fosse una sorta di testimonial. E il bello sarebbe se Barone riuscisse davvero a strappare a Salvini una apologia del catenaccio: avreste idea della cassa di risonanza?
      StadioTardini.it ritiene che l’aver per anni nascosto in cantina, vergognandosene, il calcio che ci ha fatto vincere i Mondiali, e che ci ha sempre contraddistinto in tutto il mondo per la nostra scuola di portieri e difensori, per cercare di scimmiottare un calcio non nostro, non nella nostra tradizione, non nelle nostre corde, sia stato un errore madornale, e non può non godere per questo rinascimento del catenaccio, da tempo auspicato.
      Dunque di calcio e basta trattasi, non di Sea Watch o altri argomenti del genere che non ci interessa trattare non trattandosi del nostro “core business”.

      • Siberianhusky says:

        Sarebbe interessante qualche intervista a giocatori che furono allenati da Nereo Rocco per avere testimonianze dirette sul vero catenaccio Italiano degli anni ruggenti ed avere il loro parere circa quello che sta facendo D’Aversa.

  7. VELENOSO says:

    Allora.
    Se si vuole acquistare un attaccante che prenderà il posto dell’IMMENSO inglese il prossimo anno, bisognerà prendere un
    giocatore giovane e bravo che abbia fame, anche in prestito per fargli fare quest’anno esperienza all’ombra di Inglese
    altrimenti possiamo tenere Calajo’ ed anche,Ceravolo fino alla fine del c Campionato cercando per il prossimo anno un signor centravanti di categoria giovane e non certamente una vecchia gloria alla MATRI o una testa calda alla Balotelli ma un signor centravanti…….all’INGLESE

  8. Ludovico il Moro says:

    Il nocciolo della questione è chiara e trasparente:

    aghè gnanca un dù da fèr balèr na scimmia….

    • Gabriele Majo says:

      Iniziamo a piantarla le solite illazioni senza fondamento, vieppiù dopo che questi 7 Signori si sono svenati in un aumento di capitale piuttosto consistente (quasi 12 milioni) e dopo che hanno cacciato, assieme a Lizhang, 40 milioni in meno di 4 anni senza piantare chiodi in giro e vincendo tutti gli obiettivi possibili e anche inimmaginabili.

      • jdm says:

        capire tu non puoi ,tu chiamale se vuoi ,illazioni

        ma quale simmia velenoso la costa anca còle

  9. VELENOSO says:

    Sono d’accordo con Majo.
    I MAGNIFICI 7 stanno facendo di tutto e più.
    Io non.li cambierei mai con nessuno.
    SON CERTO per questo non essendo degli
    sprovvedutiche impediranno l’arrivo di
    FALCINELLI
    per fare un favore a Faggiano ma un grosso
    dispetto al Parma Calcio 1913 che paga fior
    di calciatori e non paga
    SCAMORZE.
    perché di favore si tratta essendo amico di
    FAGGIANO avendo giocato con.lui.
    Uno scarto del Bologna non può il prossimo anno
    divenire titolare in serie A guidando l’attacco del Parma.
    Majo guardi spezzoni di partite di FALCINELLI
    le faccia guardare ai MAGNIFICI 7 che forse non lo
    conoscono fidandosi del giudizio Faggiano.
    Metta la sua parola affinché non vengano buttati soldi
    perché son certo che sarà senz’altro un’ottima persona
    ma come giocatore vale
    UNA CICCA FRUSTA.
    Come giocatore è meglio di gran lunga
    GUAZZO o Musetti.
    Teniamoci piuttosto Ceravolo o Calajo’
    e poi ciliegina sulla torta
    FALCINELLI NON GIOCA MAI
    È fuori forma.
    Non è pronto per giocare nemmeno da schifo.
    Faccia qualcosa Di Majo non diamo motivo a Inzaghi
    di brindare con Champagne
    DOM PERIGNON d’annata.
    Metta la,sua eccelsa parola che poi vale molto.
    Grazie

  10. VELENOSO says:

    Qualunque centravanti verra’
    quest’anno sarà riserva dell’immenso Inglese.
    A questo punto perché non provare Giuseppe Rossi.
    Potrebbe diventare la sorpresa del campionato e potrebbe
    divenire titolare il prossimo anno.
    Serio e umile come persona è da Parma.
    Se uno scommette su FALCINELLI lo
    SCARTISSIMO del Bologna a
    maggior ragione bisognerebbe
    scommettere su Pepito e il Parma
    il prossimo anno potrebbe fare…….BINGO

  11. Gallo di Castione says:

    Cari voi. È un poco che manco da questi spazi. Chissà cosa mi attrae. Forse il desiderio di un articolessa che manca ormai da troppo o forse l’argomento futile del calciomercato.
    Probabilmente quest’ultimo perché é un argomento nel quale tutti si cimentano ma sul quale siamo tutti forzatamente ignoranti. Spiego. Nessuno di noi sa quali siano le richieste dell’allenatore. Nessuno conosce le ambizioni della società perché é chiaro che puntare alla salvezza partendo da un meno 10-12 é diverso che provarci per un obiettivo superiore. Nessuno conosce il budget di Faggiano. Nessuno conosce la strategia immediata o pluriennale per cui non sappiamo se gli eventuali acquisti saranno futuribili o da spendersi subito. Insomma le variabili son tante e inevitabilmente ci sfuggono. Eppure. Tutti han da dir la loro sul calcio mercato, spesso suggerendo gli acquisti o deprecando gli obiettivi. Il calcio é bello perché appartiene a tutti e tutti si sentono esperti DS ed esperti allenatori. Io, visto che non ho la pretesa di poter incidere sulle scelte della società, mi limito a fare una considerazione peraltro scaramantica. Visto che oramai la salvezza pare raggiungibile e che il gradino successivo in classifica è indubitabilmente complicato, varrebbe forse la pena di programmare il futuro, nei modi e con gli investimenti che la società riterrà opportuni. Io sono soddisfatto ed ottimista sul futuro e quindi non mi resta che auzpicare che la società tutta, allenatore, DS e proprietà, continuino sulla strada intrapresa che io non ne avrei azzeccata una da tifoso. E invece magicamente sta andando tutto per il meglio. Bravi loro.

  12. Ludovico il Moro says:

    Signor direttore mi faccia capire,

    che strategia è il continuare ad acquistare over,

    rotti e panchinari, con contratti faraonici?

    • Gabriele Majo says:

      Caro Ludovico,

      Lei mi commette lo stesso errore di fondo del buon Paolo Grossi di stamani sulla Gazzetta di Parma, il quale ci ha spiegato non tanto quella che è la strategia del Parma, quanto quella che lui vorrebbe la fosse. Un po’ come quando si cimenta con le formazioni – non so adesso, ma almeno ai miei tempi faceva così – in cui propone non tanto l’undici più probabile quanto quello che lui farebbe giocare. Deviazioni da “mister” quale è per il patentino che detiene e l’attività di allenatore amatoriale, che però non dovrebbe interferire con la fonte primaria del suo stipendio garantitogli dal mestiere di giornalista professionista praticato per il foglio locale e sotto forma di collaborazione con il Corriere dello Sport Stadio. Anche se lo fa a fin di bene, perché pensa di offrire contributi o spunti che possano ispirare i suoi lettori con potere decisionale o su mercato o su formazione.

      Nell’articolo di oggi di “Antenna”, come benevolmente lo chiamano dalle sue parti, non si legge un nome a supporto del suo teorema, ma si può immaginare che si riferisca a tutti quanti quelli fuoriusciti sui siti specializzati o sul giornale che, attenzione bene, non è detto che siano REALI obiettivi del Parma e altrettanto non è detto che siano tutti trattati (mi verrebbe da dire nessuno, ma non vorrei esagerare).

      Dunque non si può tracciare oggi, senza acquisti effettuati, quella che è la filosofia alla base del mercato del Parma, proprio per assenza di fatti.

      I rumors di questi giorni non possono essere tenuti come fondamento della filosofia alla base del mercato del Parma, così come spero si eviti che qualcuno scriva nei prossimi giorni che il giocatore Y trattato (trattato !?!?!?!) dal Parma si è accasato alla squadra Z, specialità di un noto sito specialista, per cui chiunque gli dicano (i vari maneggioni….) che è trattato dal Parma allora diventa trattato dal Parma anche quando non è così. E lo stesso dicasi delle strategie dei dirigenti che indicano la suocera quando gli interessa la nuora…

      Detto questo, a mio modo di vedere, la filosofia del Parma per il presente mercato invernale, potrebbe essere quella che già avevo accennato nei giorni scorsi in un commento e cioè un top player che potrebbe essere un Kucka per sostituire Grassi, per il quale non si baderebbe troppo ai parametri, un attaccante, ma non certo un Matri o un Balotelli, bensì qualcuno che possa oggi fare da vice Inglese per magari raccoglierne l’eredità l’anno prossimo, dall’età tra i 24 e 25 anni, un terzino. Un mercato di consolidamento e di prospettiva, che nasce dalla relativa tranquillità della posizione raggiunta in classifica, coniugata agli imperativi della fase di uscita dalla fase di start up, cioè di inizio di costruzione patrimoniale anche sportiva della Società (che non mi pare abbia lasciato mai nulla al caso).