IL COLUMNIST di Luca Russo / JURAJ KUCKA, CHE FU IL MIGLIOR COLPO ITALIANO DI ANDREA BERTA, E’ LA SOMMA DEI PREGI DI VIDAL E ALLAN

13 Gen 2019, 00:00 9 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Non succede, ma se dovesse succedere… il Parma sarebbe l’unica tra le squadre in lotta per conservare la categoria a calare sul tavolo del mercato invernale un pezzo grosso come Juraj Kucka. Alla faccia della piocioneria di cui vengono ingiustamente accusati i Magnifici 7, che al contrario di passate gestioni ben più idolatrate, hanno messo in campo moneta sonante e oculatezza, mica pagherò, promesse per niente sostenibili e passi più lunghi della gamba. Ma torniamo all’attualità: non è nelle mie intenzioni tirare la più classica delle gufate alla riuscita dell’operazione ormai data tutti i mercatologi per conclusa, pare, infatti, che siano davvero pochi i dettagli da perfezionare per il suo buon esito. Andasse in porto sì che ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio colpaccio da parte del club Ducale. E i perché son presto spiegati. Kuco – questo il suo soprannome, che peraltro utilizza kucka genoaanche sulla maglia da gioco – ha alle spalle una lunga militanza italiana (al Genoa dal 2011 al 2015 e al Milan fino al 2017); conosce a menadito le dinamiche e l’atmosfera del nostro calcio e pertanto lo si può e lo si deve ritenere un calciatore pronto all’uso, dettaglio non trascurabile per una formazione chiamata al non semplice compito di salvarsi e dunque bisognosa di atleti che non necessitano di ripetizioni. Ma ciò che più di ogni altra cosa farebbe dello slovacco uno dei giocatori Crociati di spicco è il suo essere ragazzo con la testa a posto – tutto campo, casa e famiglia, senza vizi particolari – e centrocampista completo, dotato come è di notevole forza fisica e di una certa confidenza col pallone e col gol. Sia pure con le dovute proporzioni, lo considero la somma dei pregi di Arturo Vidal e delle abilità di Allan: del cileno ha la propensione all’inserimento negli ultimi 25 metri, i perfetti tempi di incursione, l’accelerazione, la capacità di “strappare” (anche se, non arturo vidalessendo più giovanissimo, potrebbe aver perso un po’ dello sprint micidiale degli esordi), l’efficacia nel gioco aereo e la gran qualità al tiro; quanto al brasiliano, lo ricorda per l’eccellente lavoro in fase di interdizione e l’attitudine ad essere sempre presente in ogni parte del campo e, nelle vesti di disturbatore o guastafeste che dir si voglia, su ogni linea di passaggio avversaria. Se Kucka non è mai riuscito ad affermarsi in un grande club – di certo non lo era il Milan del biennio 2015-2017 – è perché ha avuto la “sfortuna” di emergere e imporsi all’attenzione dell’Italia pallonara in un momento storico nel quale il calcio nostrano a metà campo non era ancora così avaro di stelle e campioni come invece lo è oggi. Per intenderci e per fare un esempio, mentre Nainggolan, facendosi forte della scarsa concorrenza nel settore, negli ultimi tre o quattro anni si è potuto fregiare del titolo platonico di “unico tra tanti”, il Kucka delle prime stagioni all’ombra della Lanterna, stretto berta-tommasi-signorini.jpgnella morsa dei diversi ottimi centrocampisti di serie A dell’epoca, si è dovuto accontentare di essere “uno dei tanti”. Ma col senno di poi e dopo averne pesato caratteristiche e prestazioni, non penso di rischiare la scomunica se dico che lo slovacco è stato Nainggolan ancor prima che lo fosse Nainggolan. E se aggiungo che si è trattato del miglior colpo italiano di Andrea Berta: lui lo ha scovato e portato nel Bel Paese quando era alla corte di Preziosi al Genoa. Un affare ispirato da Gasperini, che aveva espressamente chiesto una mezzala che garantisse fisicità e profondità da affiancare a Milanetto, e intavolato e chiuso dall’ex diesse del Parma, abilissimo nella circostanza a battere la concorrenza del Palermo, che come i rossoblu genovesi si era innamorato dello slovacco vedendolo all’opera in Europa League. La scoperta di Kucka è solo uno dei numerosi successi professionali di Andrea Berta, che in carriera finora di soddisfazioni se ne è tolte e ne ha distribuite tantissime. Ha cominciato al Carpenedolo e ha continuato al Parma del suo amico di vecchia data Tommaso Ghirardi. Parma del quale è stato direttore sportivo e col quale ruppe, contrattualmente parlando, ai nastri di partenza della stagione 2009/2010, quando cioè la mamma dell’imprenditore bresciano esercitò pressioni perché il club Crociato si avvalesse dei servigi di Pietro Leonardi, in barba alla riconoscenza e alle parecchie volte in cui Berta ha fatto da “parafulmine” delle malefatte ghirardiane e da capro espiatorio per la BERTA SLIDE 2stampa locale e i tifosi che non avevano il coraggio di “sparare” al bersaglio grosso, ovvero a Ghirardi. Da quel momento, nonostante l’allontanamento dalla società gialloblu, la sua carriera ha conosciuto solo alti e nessun basso, toccando l’apice all’Atletico Madrid. In Spagna, ad oggi, si è portato a casa uno Scudetto, una Supercoppa, due finali di Champions League e una serie di bilanci da record, tra ricavi monstre da plusvalenze e utili in costante ascesa. Prima però c’è stata l’esperienza nella Genova rossoblu, dove grazie alla sua bravura e alle sue indiscutibili conoscenze calcistiche è riuscito a ingaggiare calciatori del calibro di Birsa, Veloso, Granqvist, Antonelli e appunto Kucka. Sulle cui doti dunque non possiamo nutrire alcun dubbio perché “coperte” dalla garanzia Berta, sinonimo di lungimiranza e competenza. Luca Russo

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9 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / JURAJ KUCKA, CHE FU IL MIGLIOR COLPO ITALIANO DI ANDREA BERTA, E’ LA SOMMA DEI PREGI DI VIDAL E ALLAN”

  1. Lele says:

    Concordo con tutto ottimo articolo.

  2. borgo poi says:

    peripatetico strutturale

  3. morosky says:

    Si però, Luca, o siamo da lotta per la salvezza o siamo da Europa League come scrivevi un mese fa……

    accontentiamoci, viste le rigide temperature, di perseguire
    ( nonostante i 25, attuale buon punteggio ) il nostro obiettivo primario che , a mio avviso, rimane attuale..

    cmnq complimenti per l’articolo e, sono d’accordo che Kuko, salvo visite mediche che lo attestino SANO, è UN OTTIMO GIOCATORE, per il nostro centrocampo sarebbe sicuramente un gran colpo, top player certamente ( se non ha niente di rotto )

    moro

    • Luca Russo says:

      Non ho mai scritto che il Parma è stato costruito per centrare la qualificazione alla prossima edizione di Europa League. Ho invece scritto che considerate le prestazioni fin qui esibite dalla squadra e l’attuale classifica, siamo da Europa League. Insomma, non che lo siamo in assoluto, ma che lo siamo perché questo ci racconta il momento. Poi se dovessimo perdere le prossime tre e invece che a -5 dal sesto posto saremo a +1 sulla terz’ultima, scriverò qualcosa di molto diverso.

      L’obiettivo del Parma è e resta la salvezza. Ma se ci sarà l’opportunità di conquistare qualcosina in più, è un diritto e un dovere provarci.

  4. Gaio1974 says:

    Parlerò quando sarà ufficiale che giocherà con noi.
    Non prima.

  5. Douglas says:

    Ottimo articolo Luca Russo ….

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  6. LG says:

    Ho letto tanti articoli e tante opinioni su quale mercato deve fare il Parma e su quali obiettivi deve avere da qui alla fine del campionato, argomenti che ovviamente sono correlati.
    A mio parere il Parma non può darsi quest’anno l’obiettivo Europa in quanto ci sono almeno 7 big che sono di un altro livello oltre ad almeno 3/4 squadre che sono abbastanza più forti e strutturate come rosa. Oggi in classifica il Parma è la prima delle squadre che potremmo chiamare normali, ovvero sia squadre che devono primariamente salvarsi e confermare la categoria.
    Non so quanto avrebbe senso inserire solo giocatori esperti e di valore per alzare l’asticella. Occorrerebbe arrivare a livelli più alti con il tempo, cercando di investire su giocatori giovani o che vengono dal vivaio (anche se in questo caso i tempi potrebbero non essere brevi). Un paio di giocatori già pronti (vedi Kucka e Caceres) potrebbe essere utili per formare una ossatura per i prossimi 2/3 campionati nella quale inserire gradualmente ogni anno 3/4 giocatori da plusvalenza. Con il mercato di oggi che vede una incredibile bolla dei prezzi non è impossibile trasformare qualche giocatore giusto in elementi vendibili anche a 20-30 milioni di euro o oltre.
    Sempre e solo forza Parma

  7. Luca says:

    Sicuramente un grande colpo per noi. Ora a centrocampo siamo a posto.