IL COLUMNIST di Luca Russo / LA DOMENICA DELLE RIMONTE, MA CALMA E GESSO…

27 Gen 2019, 23:00 11 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Al di là di ciò che è accaduto nel posticipo tra Lazio e Juventus, che ne è stata l’ennesima riprova (1-2) questa è stata la domenica delle rimonte. Solamente sfiorate, completate e, nel nostro caso (ahinoi), addirittura coronate dal sorpasso. A Verona, nella gara delle 12.30, la Fiorentina ha pensato bene di sprecare due reti di vantaggio prima di produrre l’allungo decisivo e battere il fanalino di coda Chievo. La Roma, nel big match del pomeriggio andato in scena all’Atleti Azzurri d’Italia, ha accarezzato a lungo l’idea di espugnare il proibitivo campo dell’Atalanta che invece è riuscita a strapparle un punto dopo essere stata sotto per 3-0 ed aver gettato alle ortiche un calcio di rigore con Duvan Zapata. La rimonta più crudele, sportivamente parlando, è toccata in (cattiva) sorte al Parma. “Crudele” perché oltre al danno della rimonta, i gialloblu han dovuto subire anche la beffa e l’onta del sorpasso della Spal, che coi tre punti conquistati all’ombra del Battistero fanno un passo avanti deciso e probabilmente decisivo in chiave salvezza. Vittoria più che meritata, quella dei ferraresi. I ragazzi guidati da Semplici hanno governato il match con padronanza, tenacia e lucidità dal principio alla fine, senza mai scomporsi o farsi prendere dal panico neppure quando son finiti in riserva e in svantaggio di due reti. Quanto al Parma, va detto che ha combinato ben poco per conservare il doppio e rassicurante vantaggio maturato, per merito dserie a parma spal finaleella giornata di grazia di Inglese, tra l’inizio del primo tempo e l’avvio della ripresa, e raggiungere la vittoria che gli avrebbe consentito di portare sostanzialmente a termine la missione salvezza e dedicarsi anima e corpo al sogno Europa League. Troppi gli errori di posizionamento in fase difensiva commessi dagli uomini allenati da D’Aversa, che hanno palesato limiti piuttosto evidenti in termini di senso dell’anticipo e capacità di lettura preventiva dello sviluppo dell’azione in occasione di ogni calcio piazzato e di ogni cross degli spallini. Ma ciò in cui sono realmente venuti meno è la materia in cui si erano abituati a raccogliere voti tra l’ottimo e l’eccellente, ovvero le ripartenze. Se è stata una scelta intelligente mantenere un atteggiamento prudente, direi guardingo dopo l’1-0, non ho capito perché lo stesso attendismo è stato sbandierato pure dopo il 2-0, che al contrario del primo gol avrebbe dovuto suggerire esuberanza e una maggiore propensione al contropiede. E invece neppure in vantaggio di due lunghezze i Crociati son riusciti a scatenare le folate tutte furia e velocità di Gervinho e Biabiany; una mancanza pagata a caro prezzo, perché a quel punto gli sarebbe bastato un solo guizzo, una sola scorribanda ben condotta e ben piazzata per portare a casa game, set e match. E, soprattutto, per mettersi al riparo dalla possibile rimonta degli ospiti. Rimonta che si è consumata in meno di venti minuti: diciassette quelli intercorsi tra il 2-1 firmato da Valoti e il 2-3 realizzato da Fares (con l’intermezzo del 2-2 messo a segno da Petagna). La Spal torna al successo dopo undici gare consecutive senza vincere. Per il Parma è la quarta sconfitta casalinga, il che ci conferma che la truppa capitanata da D’Aversa è una formazione da viaggio, laddove ha collezionato cinque vittorie, altrettante sconfitte e nessun segno X, per un sorprendente quinto posto a -2 da Inter e Atalanta e a -4 dal Napoli secondo. Al Tardini, per l’appunto, le cose non vanno ugualmente bene: tre affermazioni, quattro pari, quattro batoste e un quindicesimo posto che purtroppo “inquina” il posizionamento in classifica generale. Ma non è il caso di allarmarsi più di tanto, perché, al lume della pesante sconfitta interna rimediata dal Bologna contro il Frosinone, i gialloblu hanno conservato un margine di 14 punti sulla terz’ultima piazza occupata proprio dai rossoblu. E se in ventuno giornate i felsinei hanno messo insieme la miseria di 14 punti, non vedo come possano recuperarne altrettanti nelle restanti diciassette. Quindi, calma e gesso. Luca Russo

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11 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / LA DOMENICA DELLE RIMONTE, MA CALMA E GESSO…”

  1. Gabriele says:

    Non sono molto d accordo sull analisi, ok la spal ma più che il posizionamento difensivo è mancato totalmente il filtro del centrocampo, erano cotti, il mister doveva intervenire prima, a maggior ragione quando la spal ha fatto i cambi, si potevano adattare sia gazzola che gobbi purtroppo ci siamo suicidati noi. C erano indisponibili e deiola lasciato andare nel momento del bisogno però la partita andava gestita meglio sia dal tecnico che dai giocatori, peccato, ora bisogna tenere duro perché arriva un miniciclo molto impegnativo

  2. VELENOSO says:

    Russo te l’avevo detto che facevi l’ICARO.
    Al termine del campionato dobbiamo andare
    a piedi a Fontanellato dalla,Madonna
    PER GRAZIA RICEVUTA
    se riusciamo a salvarci altro che Europa Leagle.
    E ora andiamo su Stepinsky.
    Bisogna spendere se vuoi un giocatore
    giovane e valido in prospettiva
    CHI PIÙ SPENDE….MENO SPENDE
    Non sempre andare a pescare nei
    pensionati si trova un altro Gervinho.
    Ho notato nell’intervista di D’Aversa
    che lui pensa di essere già salvo
    e questo suo folle pensiero
    inconsciamente l’ha trasmesso
    ai giocatori che sono entrati
    in campo senza fame.
    Se D’Aversa pensa di essere già salvo
    potrebbe trovare
    strada facendo brutte sorprese.
    Se il Parma non diventa
    cinico
    affamato
    umile
    operaio
    di punti nel girone di ritorno
    visto il calendario che avremo
    di punti ne faremo veramente pochi
    se non ritorniamo umili e concentrati.
    Ricordo che tra tutte le partite
    che ci attendono da qui alla fine
    del campionato la partita con la SPAL
    era tra tutte la partita più facile.
    Tutte le altre 17 sono più toste.
    A buon intenditor…..

  3. Luca Russo says:

    Finché ci sarà il sostegno dell’aritmetica, io non mi arrendo e non dovrebbe farlo nemmeno la squadra. Al momento la classifica continua a raccontarci che siamo più vicini al sogno Europa League che all’incubo retrocessione. Del resto, se il Bologna ha messo insieme appena 14 punti in ventuno giornate, non vedo come possa recuperarne altrettanti nelle restanti diciassette. Va da sé che la salvezza resta il core business di questa stagione, ma se dovesse esserci spazio per qualcosa di più, bisogna farsi trovare pronti.

    • Luca says:

      Juventus
      Inter
      Cagliari
      Napoli

      Contento te. Se facciamo 1 punto nelle prossime 4 è oro colato.

      • DavideO says:

        Non per difendere Luca Russo che non ne ha bisogno, ma anche se facessimo 1 punto in queste partite, vuol dire che nelle partite successive noi avremo già affrontato le prime 3 della classe, gli altri dovranno ancora sfidarle, quindi non vedo il problema.

        Oltretutto non capisco il problema con le dichiarazioni sull’Europa League. Luca Russo parla solo di numeri, non ha mai detto che a livello di rosa siamo da europa, però siamo lì e tanto vale farci un pensiero.

  4. artemio says:

    prima tutti volevano in campo baraye dopo che d’aversa non lo ha messo preferendogli Gazzola e Munari (anche Siligardi, l’unico cambio con un po’ di senso, ma tardivo), nessuno dice niente? C’era da recuperare, non da difendere e Yves avrebbe potuto essere utile alla gara. Quello che non ha capito d’aversa era che non doevva fargli fare una passerella, ma appunto considerarlo una variante utile, proprio perché come diceva lui prima di tutto viene il bene della squadra e il bene della squadra ieri era mettere baraye

    • DavideO says:

      Penso che D’aversa l’abbia proprio valutato così ed è per quello che non è entrato, perchè Siligardi era ritenuto più funzionale.

  5. Ludovico il Moro says:

    Artemio….Yves avrebbe potuto essere utile alla gara!!!

    Ha Ha…ti consiglio di farti vedere da uno bravo….

    Yves bravissima persona non lo discuto, ma per il resto…..

    non farebbe nemmeno la differenza in B…….

    Ma tutti quei campioni che sono passati da Parma

    non li ricorda più nessuno???? MERMORIA CORTA!!!

    Nel Parma di oggi i buoni sono solo un paio:

    Gervinho e Inglese i restanti sono solo comparse….

    e arrivare a metà classifica quest’anno è oro colato.

    Sig. Luca Russo i suoi articoli sono semplicemente

    racconti fantastici….dovrebbe presentarsi in qualche

    rassegna letteraria di categoria…un premio è alla sua portata!!

  6. Lukfur says:

    A difesa delle tesi di Russo ripropongo la classifica del campionato tenendo conto solo dei primi tempi….
    http://1x2stats.com/it/ITA/Serie-A/classifica/primo-tempo/
    Saremmo secondi, a 2 soli punti dalla Juve.
    Questo dato fornisce sounti interessanti di riflessione.
    Nei secondi tempi abbiamo perso 10 punti!!!! mentre la Juve ne avrebbe guadagnati ben 19!!!!
    A mio avviso ciò può dipendere da:
    – scarsa consizione fisica
    – scarsa motivazione (ormai raggiunta la salvezza chechè se ne dica!)
    – scarsa capacità del mister nel reagire ai cambi degli avversari
    – scarsa capacità del mister nel leggere ed interpretare la partita durante il suo corso (così inizio, così finisco…)
    – scarso possesso di palla e assenza di gioco propositivo.

    Conscludo pertanto che quei 10 punti persi sono più che altro dovuti al mister ed al suo staff…. altro che 10 anni

    • SavoMilosevic says:

      aggiungo anche un’altra considerazione:
      – giocatori DI GAMBA come Gervinho, Biabiany, Di Gaudio, Siligardi (ma aggiungo anche Inglese che si da molto da fare anche in fase difensiva) danno il meglio nel primo tempo, nel secondo tendono a perdere freschezza e lucidità sotto porta (vedi Inglese al 90 con la Spal o Di Gaudio / Gervinho Biabiany in altre gare).
      consideriamo che raramente il Parma andato sotto ha poi ribaltato la gara.. motivo? manca il GIOCO, e una squadra in vantaggio solitamente tende a gestire non a lasciare il predominio agli avversari come abbiamo fatto noi.
      Avrei accettato il non possesso se poi in contropiede fossimo micidiali ma di micidiale c’è solo Gervinho quando è in forma e non ingabbiato come ieri e costretto a fare più il trequartista che il contropiedista.. poi nei contropiedi ci vogliono due-tre passaggi PRECISI E RAPIDI, ieri Scozzarella non mi è sembrato così sul pezzo…
      eravamo forse in estremis?
      allora è un serio problema avere SOLO un metodo di gioco.

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