IL COLUMNIST di Luca Russo / MERCATO, MEGLIO LA GALLINA DOMANI: ANTI-ECONOMICO E NON LUNGIMIRANTE SPENDERE PER MIGLIORARE L’ATTUALE PIAZZAMENTO

10 Gen 2019, 01:00 31 Commenti di

russo 1(Luca Russo) – Investire per migliorare il piazzamento oppure per puntare al consolidamento sportivo? L’interrogativo, che mi ricorda tanto il “meglio l’uovo oggi o la gallina domani?”, ci è stato ispirato dal nostro olettore Lukfur, il quale,  nei giorni scorsi, rivolgendosi al Direttore Gabriele Majo, si è chiesto e soprattutto  gli ha chiesto quale fosse la differenza – in termini di introiti da diritti tv, sponsorizzazioni e premi – tra una squadra che chiude il campionato al 17° posto e una che si piazza al 9°. Dunque: la differenza è trascurabile se si guarda ai ricavi da sponsorizzazioni, sui quali incidono parametri di altro tipo: su tutti, notorietà del marchio e palmares (la società Crociata è la quarta italiana per numero di trofei internazionali vinti), come ci è stato dimostrato dall’anno trascorso in D, quando cioè, sebbene fosse in quarta serie, il Parma ha fatto incetta di accordi così ricchi e aonprestigiosi (ad esempio Aon come il Manchester United) da far impallidire perfino quelli sottoscritti dalle grandi di B e dalle piccole di A. Una differenza che invece si accentua se spostiamo la lente d’ingrandimento sui diritti televisivi. Posto che in giro a tal proposito è difficile reperire informazioni e stime precise, secondo calcoli e approfondimenti della redazione di StadioTardini.it insisterebbe una differenza di più o meno 400.000 euro per posto tra il 10° e il 20°, cifra che schizza a circa 800.000 euro per ogni posizione dalla decima in su. Per intenderci, se gli uomini di D’Aversa a fine stagione confermassero l’attuale dodicesima piazza, ci ritroveremmo in tasca grosso modo 2 milioni in più rispetto alla somma stimata ai nastri di telecamera tardinipartenza, allorquando ci si sarebbe “accontentati” anche e solo di finire 17esimi. In apparenza la cifra risulta invitante e giustificherebbe il “mercato per migliorare il piazzamento” richiesto a gran voce dal lettore Lukfur (e non solo). Tuttavia la realtà è ben più articolata e complessa. Spendere per provare la soddisfazione direi platonica di migliorare la classifica significherebbe mettersi in casa calciatori over 30 pronti all’uso, dal rendimento garantito (per quello che può essere garantito nel calcio, governato dai capricci di Eupalla…) per i prossimi cinque o sei mesi, ma che ti chiedono un ingaggio da 1 milione netto a stagione (che al lordo diventano 2 e passa) e almeno due o tre anni di contratto. Ovvero giocatori che sono un fardello insostenibile sia adesso, considerato il company cost che comporterebbero, che in prospettiva, dal momento che i loro ingaggi pesanti bisognerebbe portarseli balotelli parma papirusdietro per almeno due o tre anni, senza poi che possano essere parimenti utili sul rettangolo verde. Al lume di quanto appena detto e appurato che nel rapporto costi/benefici tra l’arrivare noni e dodicesimi cambia davvero poco e quindi investire per arrivare noni non ha senso – perché per incassare una fetta più grande di diritti tv spendi di più e ti esponi al rischio di ricadute negative in futuro – considero decisamente antieconomico il mercato da parte sinistra della classifica tanto caro a Lukfur. Paradossalmente in questo momento per una società sana come il Parma è meglio piazzarsi al 17° posto, ma senza gli over 30 di cui sopra che economicamente parlando costituirebbero un macigno per gli anni a venire. Non è più il tempo di sbancare né quello di sbracare, adesso l’obiettivo è preservare gli equilibri e la buona salute del bilancio. Ecco perché mi schiero sul fronte dottor faggianoopposto a quello occupato dagli “uovisti”, e cioè tra i “gallinisti”, ossia tra coloro che vorrebbero un Faggiano orientato a un mercato di consolidamento sportivo che svecchi la rosa, ne alleggerisca il monte ingaggi e, se ci si riesce, ne innalzi il tasso qualitativo con un occhio ai talenti del domani. Consolidamento che però ora come ora passa necessariamente dal sostenere una spesa straordinaria (e indispensabile) per l’acquisizione del “top player” che sostituisca Grassi e, date per scontate le partenze di Ceravolo e Calaiò (anche se il secondo meriterebbe di restare, al di là dei pippein, per talenti e meriti sul campo), di un attaccante 23enne/24enne/25enne che oggi sia in grado all’occorrenza di rimpiazzare Inglese e nel prossimo campionato di raccoglierne l’eredità e la maglia da titolare. Altrimenti si rischierebbe di scarabocchiare sul capolavoro affrescato dalla squadra nel girone d’andata. Luca Russo

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31 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / MERCATO, MEGLIO LA GALLINA DOMANI: ANTI-ECONOMICO E NON LUNGIMIRANTE SPENDERE PER MIGLIORARE L’ATTUALE PIAZZAMENTO”

  1. VELENOSO says:

    FALCINELLI non giocando mai ha
    una condizione atletica da
    PENSIONATO.
    Ora a mala pena troverebbe
    un posto in serie D nel Bari.

    • Gabriele Majo says:

      Velenoso, hai raggiunto la quota massima dei commenti su Falcinelli.

      Pertanto, in automatico, ogni ulteriore commenti contenente quella parola è destinato al cestino, come già accaduto per gli ultimi due o tre commenti postati

      Ricordo che su StadioTardini.it non è gradito reiterare lo stesso contenuto per più messaggi, pur apprezzando la fantasia per dire la stessa cosa im nille modi diversi

      Grazie

  2. luca tegoni says:

    i punti fatti nel girone di andata sono tanti e meritati ma è tutto merito della squadra, almeno per quanto riguarda difesa e centrocampo e non dei singoli. Il che vuole dire che non è detto che si riescano a computare altri quindici punti con tanta abilità nel solo girone di ritorno. La squadra deve essere rinforzata almeno a centrocampo. In attacco, con il sistema attuale, può giocare solo Inglese da centravanti, invece di pensare ad un sostituto di Inglese è meglio pensare a soluzioni offensive diverse. Poi secondo me Ceravolo ha comunque fatto troppa fatica e se lo cercano in B meglio che vada. Qualcuno in ogni caso deve uscire.
    Se poi si vuol pensare al futuro è meglio pensare ad una squadra di trentenni che diano garanzie di salvezza ancora per i prossimi anni ed inserire di volta in volta, cosa difficilissima, qualche ragazzo giovane. Se ci va bene, per far tornare i conti, i giovani li vedremo in prestito. Per averli di proprietà, modello Atalanta, non pensiamoci nemmeno. Di modello Atalanta c’è solo l’Atalanta e anche quando il Parma era ricco e vincente tanti giovani non ne uscivano dalle giovanili per la prima squadra.
    p.s.
    W (viva) il catenaccio
    M (abbasso) salvini

    • Gabriele says:

      Considerazioni tecnico-tattiche che condivido al 100%

    • Siberianhusky says:

      Ceravolo in Serie A fa tanta fatica a fare il centravanti perche’ gli mancano centimetri e kg. Come attaccante laterale vale il livello, e’ in grado di fare il gioco di Siligardi.
      Di fronte ad offerte vantaggiose sotto il profilo tecnico od economico puo’ essere ceduto, ha diverse richieste e Faggiano sapra’ valutare il da farsi.
      Per il futuro la squadra va ringiovanita, i giocatori esperti e validi richiedono ingaggi molto onerosi. Solo con la formazione e la valorizzazione dei giovani la societa’ potra’ trarre le risorse per conciliare esigenze tecniche e costi senza costringere gli azionisti ad aprire sempre il portafoglio.

    • LucaB says:

      Buongiorno direttore Mi rivolgo a lei in primis per questa nota di un suo collaboratore…
      Ma non aveva detto che questo è un sito dove NON si parla di Politica?
      Grazie.

  3. Lukfur says:

    Consolidare con giovani di buone prospettive.
    Abbiamo Alessandro Bastoni per esempio.
    E’ in prestito con diritto di riscatto?
    Lo riscatteremo?

    • DavideO says:

      Purtroppo credo che non abbiamo il riscatto per Bastoni.
      Il riscatto dovremmo averlo solo per Sprocati e quelli in prestito dal Napoli (forse ad eccezione di Ciciretti) che però ha il diritto di controriscatto.

    • Gabriele says:

      Bastoni prestito secco
      Sepe Inglese prestito con diritto di riscatto a noi e controriscatto al napoli
      Grassi non ricordo con certezza ma credo secco
      Dimarco non ricordo proprio

      • DavideO says:

        Credo proprio che anche la situazione di Grassi sia come quella di Sepe e Inglese. Tutti e tre con circa un milione di differenza tra riscatto e controriscatto.
        Dimarco credo come Bastoni prestito secco.

        • Lukfur says:

          La situazione mi sembra molto Chiara.
          DI giovani promettenti neanche l’ombra, con tanti saluti ai buoni propositi del rinforzo future.
          Bastoni l’anno prossimo tornerà all’inter mentre I vari Sepe, Inglese etc torneranno al Napoli con riscatto – controriscatto. L’unico guadagno saranno un paio di milioncini con cui comprare un altro 30enne a fine carriera. Il nostr osettore giovanile al momento non mi sembra in gran forma.
          Fermo restando il grande sforzo per essere riaprtiti da 0, ma dopo 3 anni qualcosa si dovrebbe vedere all’orizzonte. Ma nulla. Mastaj a giocare in serie D… poi?
          Per questo cercherei di investire per migliorare la posizione, anche perchè I giovani promettenti ben difficilmente sceglieranno squadre che lottano per la retrocessione, ben diverso è il discorso se si lotta per l’Europa… (anche se poi non ci si riesce)

          • Gabriele Majo says:

            Non mi sembra che la situazione Le sia particolarmente chiara.

            I giovani promettenti, prima che possano essere sfornati, come si vorrebbe, dal proprio settore giovanile, serve che passi un ragionevole lasso di tempo, non bisogna avere tutta quella fretta che Lei sembra avere sempre per qualsiasi argomento si tratti.

            Non per ripetere la solita filastrocca, ma il fallimento ha avuto effetti collaterali pesanti soprattutto sul settore giovanile, laddove l’opera di ricostruzione si è dovuta focalizzare soprattutto sulle fasce più giovani, mentre era difficile trovare sul territorio, specie in serie D, calciatori delle fasce più grandi perché la selezione era già stata fatta prima e i selezionati hanno seguito il loro selezionatore Palmieri in gran massa al Sassuolo.

            Ma proprio la storia di Palmieri dovrebbe farci riflettere su come il “vivaio” necessiti – anche in condizioni normali – di tempo per poter dare frutti. Prima che uscisse qualche nome decente o che si vincesse qualcosa in ambito giovanile, infatti, furono necessari circa 5 anni. ora tutti lo rimpiangono, ma ricordo molto bene le critiche che subì nei primi anni di lavoro. Appunto: serve pazienza. Non voler tutto e subito.

            In più non aveva senso investire troppo, negli ultimi anni, sulle fasce alte del settore giovanile, non solo per via della selezione di cui si accennava prima, ma anche perché spendere troppi soldi per prendere giocatori che ti facciano fare un piazzamento migliore in primavera ma che non siano tali da offrire garanzie in prima squadra (anche nei tempi migliori sono stati ben pochi quelli travasati da primavera in prima squadra) equivaleva a buttarli via.

            Meglio spendere con oculatezza sulle fasce inferiori: e quest’anno – per lo meno questo è stato il responso del girone d’andata – ad esempio gli acquisti dell’Under 15 (oggi prima in classifica con 4 Nazionali) sono risultati azzeccati, essendosi inseriti alla perfezione grazie alle loro qualità (bravi ad individuarli tra i Dilettanti romani) sia perché l’innesto è stato fatto su una piantina particolarmente rigogliosa – e positiva – quali i 2004 ottimamente guidati da Mister Michele Saltori.

            Ma anche nelle fasce immediatamente sopra le cose, rispetto alla scorsa stagione, sono andate, finora, decisamente meglio, visto che sostanzialmente siamo a metà classifica con Primavera e Under 16, mentre Under 17 dopo aver perso le prime 6 ha fatto una serie positiva di sei risultati utili, iniziata con la Juventus.

            Vedremo il responso del Girone di Ritorno. Questo per dire che non è vero che il Settore Giovanile fatichi. Però di qui a poter pensare che qualche prodotto del vivaio possa approdare in prima squadra ce ne passa, e, ribadisco, non ha senso spendere milionate (anche lì i costi sono elevati) per migliorare il tasso tecnico della Primavera.

            Mastaj è al Trapani, non in serie D, in serie D ce ne sono diversi altri passati dal nostro settore giovanile, ma la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, ed anzi non c’è da schernirsi del brodo grasso.

            Non sono altrettanto ferrato sulle vicende della prima squadra, ma ragionevolmente penso possa essere confermato Sepe, mentre è chiaro che i valori in gioco per i Bastoni e gi Inglese possano far ragionevolmente riflettere che siano passati di qui per un solo anno.

            Ma anche in serie A non bisogna avere fretta: sarebbe già buono se per la prossima stagione si riducesse il numero dei prestiti, abbassando un pelo l’età media, e appunto crescesse qualcuno per la patrimonialità.

            Infine proprio non capisco che cosa Lei possa pretendere e assieme a Lei tutti coloro che si lamentano della presunta piocioneria dell’attuale proprietà. Ma vi rendete conto o no, Benedetto Iddio, che sono stati “bruciati” per essere “come noi nessuno mai” ben 40 milioni ?!?!?!? Cosa benedetta mazza dovevano ancora fare costoro che sul piatto non hanno messi dei pagherò o delle carte false – come da recenti esempi di gente venerata in passato – ma soldi verdi, inclusi quelli dell’aumento di capitale di 12 milioni sottoscritto poche settimane fa?

            Investire per migliorare la posizione – come pensavo le avesse ben spiegato Luca Russo nel suo articolo a Lei dedicato dell’altro giorno – non serve a una Benedetta Mazza: essere 12imi oggi è già da baciarsi i gomiti, perché sono ben 5 caselle in più rispetto alla programmata 17^ posizione. Se poi migliori la posizione con questo organico, senza spendere altro – al di là degli aggiustamenti fisiologici – tanto meglio, ma, per dire, spendere 3 milioni oggi, moltiplicato 3 anni, per ricavarne 1,5 mi pare demenziale.

            Con questo nessuno si tira indietro: non mi pare che in giro ci siano competitor che, perso Grassi, rilancino con un Kucka al mercato invernale…

          • Lukfur says:

            Egregio direttore Majo,
            la riingrazio per la precisazione su Mastaj, mi era sfuggito che giocava coln la colonia crociata al Trapani. Questa è l’unica cosa che corrisponde al vero nella sua risposta, contestandole infatti:
            1) non ho mai dato dei pocioni alla società. Anzi, ho sempre apprezzato I soldi investiti dalla società evidenziando in alcuni miei post come siano sempre state allestite in serie C ed in sereie B formazioni di qualità superior alle alter. In un mio post specifico sottolineavo infatti come in serie B fosse la seconda squadra più pagata (con oltre 20 milioni) dopo il Palermo.
            2) non chiedo nulla ad alta voce, tantomeno acquisti roboanti. Infatti pochi giorni prima di natale sostenevo che I nostril migliori acquisti di gennaio potevano essere Calaiò e Munari….
            3) Non sono d’accorso con l’accontentarsi, con 25 punti mi sembra un po ipocrita parlare di salvezza, ma alzare l’asticella degli obiettivi a mio modesto avviso serve anche ad inforndere nuovi stimuli alla squadra (che abbiamo visto in passato soffrire pesantemente di pericolosi cali di tensione). Lo stesso Luca Russo si è poi smentito, avvicinandosi alle mie posizioni qualche giorno fa in un suo post di risposta, in cui sosteneva essere doveroso aspirare a qualcosa in più …

          • Gabriele Majo says:

            Salve Lukfur,

            quando rispondo a un lettore, trattandosi di uno spazio commenti aperto a una pluralità di persone, mi rivolgo non solo a Lui (in questo caso a Lei), ma anche agli altri: prendo atto che lei non fosse tra coloro che davano dei piocioni ai Magnifici 7, ma da attento frequentatore del nostro forum si sarà imbattuto di certo in post di lettori che così li definivano (il capostipite è Davide, cui vanno i diritti di primogenitura dell’espressione) per cui le mie argomentazioni erano rivolte erga omnes in particolare, appunto, a chi accusa gli attuali maggiorenti di braccino corto.

            Ci sono alcuni altri, poi, che dopo aver sparlato di piocioneria storcevano il naso e si stracciavano le vesti per i milioni bruciati per divenire “come noi nessuno mai”. Lei non sarà stato tra costoro, ma il suo sprone – investire per migliorare l’attuale 12^ posizione – mi ha offerto il là per rivolgermi anche a costoro.

            Venendo, poi, allo squisito merito della questione (e avrà certo notato la considerazione che le riserviamo, dal momento che il nostro Columnist Le ha dedicato un intero articolo) del piazzamento, il mio pensiero è il seguente: condivido che non bisogna accontentarsi, quando un traguardo è in vista o a portata di mano; però se lo si raggiunge con le attuali forze è un conto (cioè con l’attuale organico), ma se si deve pensare di spendere 3 milioni per 3 anni, solo per passare dal 12° posto al 9°, allora dico di no. Ma questo non vuole dire tirarsi indietro sul campo, laddove i giocatori e chi li guida devono fare di tutto per salire il più in alto possibile, ma senza il “doping” di uno o o più top player che facilitino la scalata.

            Chiaro che sarebbe bello aggiungere un ulteriore tappa al “come noi nessuno mai”, magari passando dalla D all?europa; epperò bisogna esser razionali e ragionare cosa ciò voglia dire e comportare per una società comunque neopromossa, in fieri, con un passaggio dalla fase di star up alla seconda fase, sempre in vendita, ma ancora con un socio di minoranza dentro con il quale è stato aperto un contenzioso… Insomma: bello fare record, ma non bsiogna essere schiavi di questo, né accecati dalla sola ambizione. E poi il fine del “come noi nessuno mai”, sul cui altare sono stati investiti circa 40 milioni di euro, era quello di raggiungere la serie A, ma non solo platonicamente per l’ambizione sportiva, bensì, concretamente, per i più alti ricavi che consentono una gestione più equilibrata.

            Se arriverà Kucka come pare Nuovo Inizio avrà già fatto l’ennesimo regalo alla piazza, andando a sopperire (e non mi pare che altri club si siano mossi altrettanto) il vuoto lasciato dall’infortunio di Grassi. Qualche innesto di prospettiva, ma già utile nell’immediato è, a mio avviso l’ideale.

            Cordialmente

            Gmajo

  4. lorenz says:

    Apolloni è riuscito a farsi esonerare anche in serie D….

  5. VELENOSO says:

    Perché come vice di Inglese, non andiamo su PEPITO ROSSI.
    Se solo si avvicina a quello di una volta
    il Parma farà………… BINGO

  6. Luca Russo says:

    A Cagliari, vuoi anche per l’investimento direi corposo e non solo per il rendimento distante dalle attese di inizio campionato, pare non siano contentissimi di Cerri. Mi garberebbe assai se lo riprendessimo e se lo si riproponesse come bandiera del Parma che verrà.

  7. Davide says:

    Ma Inglese è il nuovo Grassi o il nuovo Cicirotto?Si può sapere come fa uno nel pieno della carriera ad essere sempre rotto?E l schiena e la febbre e il polpaccio. Ma basta!!!

  8. Davide says:

    A spanne da inizio campionato Gervinho e Inglese hanno giocato insieme 1/3 delle partite…credo sia veramente ora di andare su profili fisicamente sani.

  9. Luca says:

    Terzino
    Centrocampista
    Vice-Inglese

    Basta e serve questa gente qua.

  10. Lu.Po. says:

    Inglese già dalle occhiaia che ha doveva far scattare l’allarme !!! Non ha la cera di uno che sta bene bene …… o si tocca molto frequentemente !!!http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_wink.gif