DOMENICALE, di Luca Savarese / L’eiaculatio praecox, il peccato originale del telecronista sbraitante del terzo tipo

06 Gen 2019, 11:00 6 Commenti di

LUCA-SAVARESE.jpg(Luca Savarese) – Se sbraita e si esalta per una rimessa laterale, allora statene certi, siete di fronte alla specie del telecronista del terzo tipo. Basta poco per farlo emozionare, un niente ed ecco l’orgasmo al 3’ del primo tempo, un’azione e si eccita mentre grida “Miracolo, pazzesco, strepitoso, incredibile”. E menomale che la voce, nelle telecronache, dovrebbe accompagnare, quasi accarezzare le immagini. C’era una volta la telecronaca. Come per l’accademia platonica c’era scritto: “Non può entrare chi non conosce la geometria”, lì non poteva accedervi, chi non conosceva la discrezione. Carlo Bacarelli, al microfono durante la messa in onda della prima telecronaca della storia: 13 dicembre 1953, il secondo tempo di Italia-Cecoslovacchia 3- 0 (reti di Cervato, Ricagni e Pandolfini su rigore). Quelli, erano accoliti parsimoniosi, si lasciavano guidare dalla liturgia del campo, vero sacerdote, intervenivano, commentavano, ma piuttosto di aggiungere facili nando martellinisuffissi autoarrapanti, si sarebbero tagliati la lingua. Il triplice campioni del mondo, snocciolato da Nando Martellini in calce al terzo titolo mondiale azzurro al Bernabeu, la dice lunga. Assoluta pulizia, nessuna glicemia da spasmodica ed ovvia aggettivazione. Poi vennero le pay-tv: non bastava più raccontare il calcio, bisognava anche accattivare, le teste conoscevano già il prodotto-calcio, ora era necessario conquistare le pance: ecco Marianella e le varie inserzioni, pronunciate qua e là, tra fasi di stanca e regni di lanci lunghi, simili ai cantucci di manzoniana memoria. Godibili curiosità, retroscena interessanti, chicche da centellinare. Ecco dunque esplodere la doppia coppia: il telecronista, che quasi per non cadere nella tentazione di eccedere nell’autoreferenzialità è affiancato dalla spalla tecnica o seconda voce, un ex calciatore, che setaccia l’emotività positiva o negativa del momento e la incanala nei binari dell’analisi tattica. Caressa-Bergomi, Compagnoni-Marchegiani, caressa slideRimedio-Di Gennaro. Du is megl che uan… Poi venne il giorno di un’ulteriore parcellizzazione: dal televisore piazzato in soggiorno sopra il mobile perché solo lì l’antenna prendeva, al mobile che piazza i suoi colpi: Dazn, sulla cui apparizione si è espresso, nello scorso mese di settembre su queste colonne, Riccardo Cucchi, affermando che ben vengano questi nuovi format, a patto che non scambino l’appassionato come un bancomat dal quale attingere soldi a ripetizione… Così, ti faccio vedere la partita della tua squadra sul cellulare anche mentre sei in giro o stai portando a spasso il cane. Idea performante, bruno pizzulcomodissima, ma ecco ancora una volta disgregarsi lo spirito originario del pallone e del suo racconto delicato: si moltiplicano le narrazioni, si amplificano i narratori: serie A, tutta la B, la Liga e il campionato francese, poi football, baseball, finali di Libertadores, quantità a dismisura, mesi gratis a non finire. E il sugo di tutta la storia? “Clamoroso miracolo del portiere, un gol pazzesco del bomber, dopo un calcio d’angolo incredibile”. Dopo venti minuti tutto il repertorio accrescitivo che magari un Bruno Pizzul distillava in venti partite, è già stato usato ed abusato per un incontro che alla fine terminerà solo 1 a 0. Non può essere tutto sempre “oso” o “esco” per forza e per indistruttibile vezzo ad un reportage ipertrofico. Il medium, è il messaggio ed è anche un massaggio. Sentenziava il sociologo e filosofo statunitense Marschall Mcluhan. “Dobbiamo diffidare da chi ci racconta chissà cosa sia successo, perché incapace a raccontare la normalità di un azione”, ipse dixit Ugo Russo, quando presentò pslide ugo russo primo tempoer StadioTardini.it il suo libro Un microfono a due facce, all’Aquila Longhi, nel novembre 2012. Lui, che qualche gara (circa 1.000) non in per il piccolo schermo, ma per la radio, l’aveva raccontata. Questo non vuol dire essere a priori dei passatisti o nostalgici di aedi che hanno fatto la storia e non possono più fare il presente, ben vengano i nuovi mezzi che raccontano il gioco che più amiamo, ma l’emozione non deve obbligatoriamente coincidere con l’esagerazione o lo spreco lessicale. Ricordiamoci che narrare una gara è come passare una serata con la donna che ci prende: una sana tensione tra vedo e non vedo rende tutto più focoso, più sorseggiato e meno frettolosamente scontato. Luca Savarese

Carmina Parma, In Evidenza, News

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6 Commenti a “DOMENICALE, di Luca Savarese / L’eiaculatio praecox, il peccato originale del telecronista sbraitante del terzo tipo”

  1. Gaio1974 says:

    Bell’articolo, condivido.
    Sarà che per me la telecronaca di Pizzul resta impareggiabile sia per competenza sia perché mi ricorda che avevo parecchi anni di meno, sarà che sono un amante della radio e di Carlo Chiesa che la partita me la faceva vivere come se fossi lì, e senza accrescitivi inutili, pure io ritengo che i telecronisti di oggi non valgano una cippa.
    E men che meno il commento tecnico, ricordo ancora che ho sentito parlare da questi presunti competenti di “un cautelatore di fascia” (è un tutore per le ginocchia?) oppure di “cecchino spietato” (che regolarmente due minuti dopo si divorava un gol che lo facevo io con una gamba legata alla testa).
    Si, è davvero tutto INCREDIBILE.

  2. Gaio1974 says:

    Nota: nell’articolo hai scordato di citare una nuova figura terribile, il commentatore da bordo campo!
    Il capo di questi personaggi è stato Enrico Varriale, insopportabile, che è stato di recente sostituito da Antinelli, che se possibile è peggio di lui e che ci dà informazioni utilissime.
    “Alessandro come ha reagito la panchina al gol dell’Italia?”
    “Si sono alzati tutti in piedi e hanno esultato!”
    Ma dabò? Grazie di esistere…

  3. Luca says:

    Nella categoria descritta in questo articolo rientra uno come Adani. Non succede niente, ma per lui “la partita è comunque tesa, combattuta”.

  4. VELENOSO says:

    Facinelli l’attaccante che vuole
    il Parma è
    UNO SCARTO del Bologna.
    Come attaccante è penoso.
    Segna a ogni morte di Vescovo.
    Guardate su Wikipedia
    il suo curriculum vitae
    C’e da rabbrividire
    Con Sassuolo Fiorentina
    e Bologna ha fatto in tutto 2 gol.
    No, non è un centrocampista…..È UN ATTACCANTE.
    Incredibile ma….VERO.

  5. VELENOSO says:

    Dar via Ceravolo per prendere FALCINELLI
    è come cadere dalla padella……..alle braci

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