23 ANNI FA AL SANT’ELIA, PER CAGLIARI-PARMA, L’ULTIMA VEZ DA RADIOCRONISTA DI SANDRO CIOTTI

16 Feb 2019, 00:00 5 Commenti di

Luca Savarese(Luca Savarese) – Dice il filosofo Carlo Sini, per molti anni docente emerito di Filosofia Teoretica presso l’Università Degli Studi di Milano, che i grandi della storia, sono quelli che sanno farti vivere un evento come fosse l’ultima vez, l’ultima volta. Dono di pochi, missione di quelli, che anche se avessero a disposizione un solo minuto, saprebbero come riempirlo di fascino. Ultimo, nel calcio, è un aggettivo che si snocciola con enorme frequenza: ultimo minuto, ultima partita, ultima occasione. La grammatica dell’ultimo è lì, pronta a farsi abbracciare dall’interpunzione del tempo. Sandro Ciotti da Roma, sembrava aver letto, prima degli altri, questo particolare manuale di come dar vita agli istanti, per sottrarli alla vuota caducità, per cristallizzarli in un continuo gioco d’intarsi. Lui, venuto su a colpi di pianoforte e corse sui campi di pallone, aveva mandato a memoria una lezione utilissima in ogni ambito, ma preziosa quasi vitale se ti trovi ad essere giornalista: per essere preciso devi gioco forza risultare conciso. Sandro coccolava la precisione ed era un sarto della concisione. Gli si adagiava al bacio quello che ebbe a dire Virgilio a Dante nel III canto del Purgatorio, “Perder tempo a chi più sa più spiace”. Sandro sapeva molto e pochissimo, voleva perdere. Amava la pochezza, si presentava in cabina con una penna ed il pacchetto di sigarette Chesterfield o Camel, gli piaceva quasi danzare sul tempo, arrivando quando alla partita mancavano una manciata di minuti, come ammette lo storico tecnico di Radio 1 Rai per la Lombardia, Daniele Bulgarini: “Sandro era davvero unico: tu preparavi tutto per filo e per segno, poi quando la partita stava per cominciare, spuntava lui, serafico, mentre tu eri un po’ agitato”. Indimenticabile la sua voce, un’improvvisa carezza di carta vetrata, come venne definita, in mezzo a tante voci di cartapesta o addirittura specie dopo di lui, di plastica. Il nostro, raccontava spesso che gli venne così dopo 14 ore di pioggia durante le Olimpiadi messicane del 68. Arguto, fine dicitore, ironico: “Siamo giunti al minuto che intercorre tra il 16’ ed il 18’…” amante delle sfide, come quelle, infinite, di notte a carte con Enrico Ameri: Peppone e Don Camillo, il diavolo e l’acqua santa, semplicemente sé stessi, due valvole, indispensabili, senza le quali, il pallone della radiofonia, sarebbe rimasto sgonfio, senza parabole, destinato ad un viaggio solo rasoterra. L’ultimo palleggio vocale, Sandro, lo ha realizzato, proprio in quel di Cagliari. Stadio Sant’Elia, 12 maggio 1996. Negli anni 70 narrò con sano entusiasmo le gesta degli isolani che arrivarono in cima all’Italia, trasmettendo agli italiani, la certezza dello scudetto, vissuta allo stadio Asandrociottimsicora il 12 aprile 1970 nel cuore di un Cagliari-Bari 2 a 0. Il destino, lo riportò a Casteddu, anche per la sua ultima radiocronaca. I rossoblù, vinsero per 2 a 0 sul Parma, ma a vincere alla fine fu lui, quando chiese la linea a Provenzali ed annunciò: “Soltanto dieci secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai. Un grazie affettuoso a tutti gli ascoltatori, mi mancheranno”. Poche parole, che contenevano tutto. I grandi, non hanno bisogno di orpelli. Allora domani, chissà che il suo spirito, la sua carezza di carta vetrata, non ripassi, verso la fine di Cagliari-Parma, dalle parti della tribuna stampa della Sardegna Arena, per riabbracciare quella sua ultima vez. Luca Savarese

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5 Commenti a “23 ANNI FA AL SANT’ELIA, PER CAGLIARI-PARMA, L’ULTIMA VEZ DA RADIOCRONISTA DI SANDRO CIOTTI”

  1. Lele says:

    Un articolo bellissimo. Grazie a Luca per avermi ricordato la giovinezza e soprattutto quanto le radiocronache dell’epoca fossero meglio di una partita in HD. Ciotti un monumento del calcio.

  2. Luca says:

    Ho avuto modo di ascoltarlo solo di rado, visto che all’epoca non ero ancora nato e nel 1996 avevo solo 9 anni. Me lo ricordo però benissimo doppiatore in Space Jam :D

  3. SavoMilosevic says:

    articolo di spessore,
    complimenti.

    grandi ricordi le radiocronache di Sandro,
    Ciotti.

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  4. pencroff says:

    Ciotti l’era al pu fort ed tut!

  5. Vonmodel says:

    Bravo,un po mi sono commosso scritto bene