L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / ARRIVI IN FONDO E POI SCAVI

18 Mar 2019, 11:00 2 Commenti di

sepe lazio parma 17 03 2019(Luca Tegoni) – Dopo venti minuti di noia Sepe sbaglia l’intervento e la partita cambia, senza accendersi, anzi, con un andamento lento la Lazio spegne il Parma senza spingere, quasi con indifferenza. Passano due minuti, Iacoponi, in area, spicca il volo ma una sua ala viene colpita da un pallone vagante, l’arbitro, ineffabile, fischia il rigore. Poi ad arrivare alla fine del primo tempo un tiro da fuori di quello con il ciuffo bianco finisce alla destra di Sepe dopo che uno svagato Bruno Alves oppone strenua resistenza alzando la gamba. Infine da un calcio d’angolo, anziché palla in mezzo, palla al limite per Lulic che colpisce di interno destro e la mette dove nessuno può arrivare, almeno Sepe non riesce.

Imbarazzo, tra il pensiero e la voce rimbalzano vari epiteti tra lo sdegnato e l’incazzato.

Poi l’intervallo e il secondo tempo. Un grande Sprocati ci fa sognare ma la Lazio si chiude e il Parma nulla può.

Non non è vero. Come nel primo tempo la squadra non ha identità, lotta a pezzi, corre male. Un altra giornata buttata al vento che non insegna niente. Di positivo c’è solo che il campionato si è accorciato di una partita. Il distacco dalla terzultima è ancora considerevole e si spera che la pausa consenta di recuparare qualche giocatore a centrocampo.

Bisogna tenere insieme i giocatori che appaiono, in giornate come questa, destinati alla deriva e allontanarsi dal traguardo. Sarà più facile attendersi magie e miracoli o ricomporre la compattezza che dava fiducia, che consentiva a tanti di guardare lontano, oltre le Alpi laddove l’illusione si apriva all’Europa? Sarà frutto del lavoro e della concentrazione, della determinazione e dell’esempio dei Capitani.

I giocatori sono questi e questo è l’allenatore. Inutile piangersi addosso  o puntare il dito. Se il Chievo, retrocesso da sempre, riesce a pareggaire contro l’Atalanta, allora significa che la determinazione può portare punti e che la determinazione va allenata. Altrimenti se pensi che sei arrivato in fondo e puoi solo risalire, beh improvvisamente ti trovi una vanga in mano e ti metti a scavare.

Parma straperde a Lazio quattro a uno. Luca Tegoni

 

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2 Commenti a “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / ARRIVI IN FONDO E POI SCAVI”

  1. Davide says:

    Sepe essendo a Roma sentiva l’aria di Napulé e aspettava una tazzulella e caffè per quello dormiva sul primo gol.

  2. Luca says:

    Quando Sepe vede azzurro si scoglie come neve al sole :D