L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / LA SECONDA PARTITA SENZA SUBIRE RETI CI CONSEGNA UN PO’ DI MORALE E CONVINZIONE IN PIU’

15 Apr 2019, 22:00 2 Commenti di

SASSUOLO PARMA finale sotto curva(Luca Tegoni) – “Molto brutta partita”, direbbe uno che parla male l’Italiano ma che lo vuole parlare. Così ci sono giocatori che non hanno qualità tecniche ma credono di poter ugualmente giocare a calcio e quindi lo fanno tirando fuori il necessaire per la battaglia (domani pensa a me), senz’armi ma non s’arrendono, sono senza fiato ma respirano con altri orifizi, hanno le gambe che non rispondono più e smettono di parlare, danno ordini categorici, alterano la propria fisiognomica facciale per sembrare (o essere) minacciosi  fino a che, dopo tantissimi minuti, sempre troppi per chi deve difendersi, arrivano i tre fischi e via, sotto la doccia. Soddisfazione intima condivisa con i compagni.

Un altro punto, un risultato conseguito senza grazia e con molta forza. Anche con la fortuna, forse la stessa che in certe occasioni ci ha accompagnato nel girone di andata.

Poi, interessa poco se giochi a quattro o a cinque in difesa, se non riesci a fare tre passaggi di seguito, mi interessa poco se butti via l’unica occasione che ci è stata concessa, la più ambita, il rigore. Interessa poco se non vinci, interessa che non perdi.

Nello stadio “19 Dicembre” in quel di Reggio Emilia, cittadina emiliana di là dall’Enza, sfiorata dal Crostolo (corso d’acqua) i padroni di casa del Sassuolo dominano la partita, ma portano a casa solo un pari, pari ampiamente meritato. Recriminazioni a volontà, punti uno.

Si parte con una uscita sbagliata di Sepe che dopo due minuti non blocca il pallone, viscido per la pioggia, maledetto lui, e regala un’opportunità al Sassuolo di passare in vantaggio. La palla, toccata da terra da Matri, entra in porta, ma le righe sovrapposte e parallele del Var gli negano la regolarità del goal, la testa sporge di poco oltre il calcagno del penultimo difensore. Fuorigioco, meno male che Sepe era oltre la propria canonica posizione.

Il Parma si dispone in campo con la fredda determinazione del martire che, pur preso a sassate, non cede, non china la testa ma necessariamente deve farsi trovare pronto per trovare una via di fuga, imprevista e anche illuminata da una luce tenue. Così, dopo alcune occasioni per il Sassuolo che riesce ad entrare in area del Parma senza però lasciare il segno, se non un’ombra sul palo alla sinistra di Sepe, Barillà coglie l’attimo che non fugge, sradica la palla dai piedi di Berardi, che gnola ancora, e corre, corre, lascia la palla a Scozzarella e continua a correre per collocarsi nell’area avversaria dove il compagno lo vede e lo serve con un bel lancio. Barillà controlla la palla ma viene sradicato da una entrata un po’ troppo irruente di un difensore del Sassuolo, cadendo a terra. Dal video sembrava molto rigore ma l’arbitro, ineffabile, non lo considera tale. Si spera nei quattro amici al VAR. Avvisano il collega, un po’ superficiale, e dopo qualche minuto lo invitano ad andare a rivedere al monitor (gesto della testa quadra) l’azione. Cosicché anche l’uomo nero in campo si convince e sentenzia la massima penalità, rigore.

Ceravolo lo sbaglia, amen.

Nel secondo tempo parte da subito Gervinho al posto di Siligardi e  si comincia a sperare in qualche cosa di più. Invece il nostro sembra esserci per fare numero perchè non riesce quasi mai ad incidere, appariva molto preoccupato di non danneggiarsi e di non frenare il recupero dall’ultimo incidente occorsogli.

Squadra di lotta con un lottatore in meno, Ceravolo almeno un po’ di pressione sul portatore di palla la faceva, e quindi partita che apparentemente si complica, a meno che, appunto Gervinho non si accenda facendo cambiare il clima.

Allora a supplire alla mancanza in mezzo al campo ci pensa Sepe che con un paio di parate con tiri da dentro l’area salva il risultato.

Alla fine la pioggia che lava il sudore, non cancella il merito che si porta dietro il Parma per cui tutti ci hanno messo tutto anche se, singolarmente sembra poco ma come squadra vale anche oggi un punto. Manca poco a festeggiare, la seconda partita senza subire reti ci consegna un po’ di morale e convinzione in più. Concentrati e determinati per le ultime sei partite. A Reggio il Parma pareggia zero a zero contro i padroni di casa del Sassuolo. Luca Tegoni

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2 Commenti a “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / LA SECONDA PARTITA SENZA SUBIRE RETI CI CONSEGNA UN PO’ DI MORALE E CONVINZIONE IN PIU’”

  1. Luca says:

    Quando ritorna Inglese? Senza di lui possiamo solo sperare in qualche 0-0 per tirare avanti perchè Ceravolo non è assolutamente in grado di segnare.

  2. VELENOSO 😈 says:

    Condivido Luca 👐 👐
    Inglese è il Parma 🌟
    è la stella del Parma 🌟 🌟 🌟 🌟
    Senza Inglese anche Gervinho
    rende la metà.
    Senza Inglese GERVINHO non
    segnerà mai 😈…. purtroppo
    Sed lex dura lex