IL COLUMNIST di Luca Russo / Non è finitA finché ricominciA

17 Mag 2019, 17:00 4 Commenti di

russo 1(Luca Russo) – L’altro giorno, poche ora prima che i ragazzi di D’Aversa scendessero in campo contro il Bologna, ho rivisto il filmato dello spareggio salvezza del 2005 che realizzai per celebrare quella che ancora oggi, a dispetto della recente e trionfale cavalcata dalla D alla A con 3 promozioni consecutive, resta una delle più belle e pazzesche imprese del Parma. La truppa di Carmignani fu capace di salvarsi in campionato e contestualmente di centrare, grazie al determinante contributo dei ragazzini della Primavera, una clamorosa semifinale di Coppa Uefa infischiandosene dei riflessi a dir poco negativi del crack Parmalat; o forse addirittura nutrendosene per dotarsi di un pizzico in più di carica agonistica. Quel miracolo sportivo è secondo solo alla qualificazione europea ottenuta nel 1991, al primo anno di massima serie. Speravo che rivedere le immagini di 14 anni fa, qualche ora dopo ci portasse fortuna, che facesse da talismano in un match che, se lo avessimo vinto, ci avrebbe regalato un’altra stagione di sepe bologna parma 13 05 2019A. È andata male, anzi peggio, perché i 90 minuti del Dall’Ara ci hanno consegnato solo l’ennesimo supplemento di sofferenza di un girone di ritorno in cui troppe volte ci siamo avvicinati, pericolosamente, al punto di non ritorno. La salvezza dovremo conquistarcela in casa contro la Fiorentina domenica prossima oppure sette giorni dopo all’Olimpico contro la Roma che saluterà Capitan Futuro Daniele De Rossi. Sempre che una tra Empoli e Genoa non decida di togliere il disturbo prima, of course. Intanto il 4-1 subito lunedì scorso in qualche modo ha fatto sorgere in me la voglia di mettere a confronto il Parma di Carmignani col Parma di D’Aversa e un interrogativo: cosa manca a questo Parma per stupire quanto quel Parma? Indubbiamente la medesima (e sublime) cifra tecnica (Morfeo, Gilardino, Bresciano, Marchionni, Grella e Simplicio, per citare alcuni dei giocatori in rosa nel 2004/2005 e che oggi sarebbero titolari in qualsiasi undici di A tranne che nella Juventus), la stessa dedizione in termini di applicazione tattica e, più di ogni altra cosa, l’identica voglia di ribellarsi a un destino che sembra CARMIGNANI-CON-MAJO-A-SIVIGLIA.jpggià tracciato e scritto. Il Parma di Carmignani rendeva fattibile ciò che non lo era o lo era poco, non si lasciava scoraggiare dalle difficoltà, non temeva gli imprevisti, non subiva gli eventi ma alla sua maniera li domava, non indietreggiava dopo una sconfitta, al contrario se ne alimentava per prendere la rincorsa e ripartire più forte di prima. Ero allo stadio la sera del 14 giugno del 2005. Ero in Curva Nord. Ricordo perfettamente il silenzio e il gelo che calarono sul Tardini al gol di Tare. Silenzio e gelo gialloblu che facevano da contraltare alla gioia incontenibile dei tifosi bolognesi stipati nel settore ospiti. Ma rammento nitidamente anche il coro “Noi ci crediamo” cantato in faccia ai nostri al triplice fischio di Farina. Cardone venne ad omaggiarci sotto la Curva. E con una mimica inequivocabile e direi volutamente plateale ci fece intendere che “sì, ci credo anche io, ci crediamo anche noi”. A Bologna, quattro giorni dopo, fu proprio Cardone a riportare in equilibrio il confronto con un giuseppe-cardone-291x300_thumb.jpgrocambolesco gol di stinco/ginocchio/calzettone e chissà cos’altro. Gilardino, con altrettanta casualità, ma al termine di un’azione bene orchestrata e ai più apparsa quasi studiata a tavolino, completò l’incredibile rimonta. Fuori casa. In un derby. A un passo dal baratro. E dal fallimento. Il Parma era salvo, la Parma calcistica era salva. Contro ogni pronostico. Perché quel Parma ci credeva. E lasciava credere a noi tifosi che nessuno potesse vincerci e che l’inferno in cui fummo catapultati fosse solo una piazzola di sosta, non la meta del nostro viaggio. Il 19 o il 26 maggio mi piacerebbe poter dire più o meno le stesse cose anche del Parma di D’Aversa. Che in verità fino al giro di boa ha emulato quello di Carmignani, facendoci immaginare che l’impossibile, ovvero il pass per l’Europa o la salvezza con largo anticipo, potesse essere possibilissimo. Il Parma di Carmignani seppe portare a termine la missione e rifinire l’opera d’arte. Senza scarabocchi. Auguriamoci che il Parma di D’Aversa faccia lo stesso. Solo così potremmo far nostro e appiccicare sulla copertina del racconto di questa stagione lo slogan che ho letto sul libro “La meraviglia dell’ultimo amore” di Gabriele Romagnoli: non è finitA finché ricominciA. Luca Russo

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4 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / Non è finitA finché ricominciA”

  1. VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

    In campo con la Fiorentina
    vogliamo bestie assatanate.
    Certo è duro trasformarsi da
    grossi pecoroni impauriti 🐑 🐑 🐑
    come abbiamo dimostrato di essere
    a Bologna in leoni famelici 🐯 🐯 🐯
    nel giro di una settimana. 🕒

    V.I.N.C.E.R.E.
    Non ci sono altre vie di fuga
    Vogliamo la vittoria anche di culo,
    giocando anche da cani ma
    vogliamo i 3 punti come non
    importa ma vogliamo i 3 punti.
    Chi non se la sente, si finga
    infortunato si finga ammalato,
    si scansi come ha fatto Alves
    non sentendosi pronto per la
    partita che entrerà NELLA STORIA
    DEL CLUB, tirandosi volontariamente
    fuori dalla partita più importante.
    da quando è nato il Parma calcio 1913
    facendosi volontariamente buttar fuori
    Come sarebbe servito domenica Alves.
    Vergogna Bruno.

  2. Luca says:

    Io spero di salvarmi e poi reset totale. Un altro anno così non lo reggo.

    • Gabriele Majo says:

      Caro Luca, come scrissi già in altre occasioni ad altri utenti, bisogna cercare di alzare il proprio livello di pazienza, perché se non reggi un altro anno così diventa (per te) un problema serio, dal momento che di annate così ce ne fossero… Purtroppo, quando si lotta per non retrocedere, capita di dover patire sofferenze, ma l’importante è centrare l’obiettivo. Il duro pane della salvezza – chiedetlo a chi ci sta alle spalle o a chi ci è vicino – è questo: il Bologna ha fatto un riotrno esaltante? Bene, noi abbiamo fatto il girone d’andata… Però alla fine l’importante è che i conti tornino. Ma della sofferenza, quando si lotta per non retrocedere (il duro pane della sopravvivenza) capita di vivere situazioni come quelle del girone di ritorno…

  3. Pencroff says:

    Luca, se speri di salvarti va’ in cesa! (e pentiti).
    Qui si parla di calcio