CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MODELLO REDS? MODELLO ATALANTA? CHE NE DITE DEL MODELLO GIUDITTA?

26 Lug 2019, 19:00 12 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – Abbiamo sentito parlare molto, negli ultimi giorni, di modelli, per quanto riguarda il gioco del PARMA: tutti concordi nell’affermare che il modello da imitare sia quello del Liverpool, mentre per quanto riguarda la gestione societaria, il suo consolidamento, i suoi sviluppi, non ci sono dubbi ma certezze (e il professor Bellavista chioserebbe: statevene accuorti!), per raggiungere gli obiettivi prefissati nel lungo periodo, tutti d’accordo, che quello universalmente da rincorrere sia quello dell’ATALANTA, ora più che mai in auge. Tutti d’accordo, in questo clima d’entusiasmo e soddisfazione, nessuno che a parole, ora, magari a parte tali Luca o Davide o Ludovico il Moro (da non confondersi col nostro Morosky) remi contro: saranno contenti i diretti interessati alle vicende calcistiche e societarie del club crociato. O  no? Eh? O no ? Il modelli servono per crescere, per identificarsi, per costruire programmi, ma a volte allontanano l’attenzione dalle singole realtà, dei vari club: credere di vedere tutto il bene da una parte, per crescere, e tutto il male dall’altro, per non farlo, potrebbe non sempre essere utile alla causa, perché se è chiaro che l’andamento delle ultime operazioni porta verso certe direzioni – e cioè quelle che vanno dal parma calcio settore giovanile 2019-20 presentazione 23 07 2019consolidamento con l’acquisizione di giocatori di proprietà, fino alla creazione di giocatori, fatti in casa, o scovati, con attenta operazione di osservazione (scouting per gli addetti ai lavori) – ciò che ancora non è chiaro è quali saranno gli orientamenti prossimi per riuscire a raggiungere tali obiettivi. Soprattutto la scoperta di talenti giovani, di casa nostra e d’oltralpe, come sarà effettuata? Perché sinora, alla luce anche dei proclami, fatti in sede di presentazione del Settore Giovanile, qualcosa ancora non è chiaro.  Quando e come si arriverà ad avere giovani, nati e cresciuti nel settore giovanile, o scovati attraverso lo scouting internazionale, da far crescere, da far esordire in prima squadra per poi riuscire anche a barillavendere (e non solo comperare come accaduto nella presente sessione, per esempio proprio dal “modello” Atalanta) per ricavare quelle famose plusvalenze che, nel calcio dei piccoli club, come il PARMA, rappresentano linfa vitale per la sopravvivenza ai massimi livelli? Aldilà delle parole, delle promesse, dei proclami, e dei modelli da imitare, finora i fatti, al quinto campionato dal Nuovo Inizio, non hanno ancora prodotto, almeno in questo senso, alcun risultato pratico, pur riconoscendo alla Società i noti passi da gigante in breve tempo, sinterizzati nel fortunato claim “Come noi nessuno mai” in tanti altri settori, pure particolarmente vitali, e troppo spesso dimenticato dai cornaccioni. E’ ovvio, qualcuno eccepirà, che ci vuole tempo, che bisogna avere pazienza, che dall’oggi al domani, non si può creare nulla di particolarmente concreto in materia, però qualche minimo segnale lo si potrebbe – e oramai pure avvocato johnny stecchinodovrebbe – anche far intravedere. Invece dopo quattro anni in cui, partendo da zero, come viene da più parti ribadito, si assiste ad un continuo alternarsi e vorticoso (votticoso ye tentacolare direbbe l’avvocato di Johnny Stecchino), di volti nuovi, ogni anno, fra tecnici e giocatori, e non si riesce ancora a scorgere la continuità, delle operazioni compiute dai vari tipi di scouting, locale, nazionale ed internazionale. Tutti bravi a ricostruire, partendo da zero, ribadiamolo ancora una volta, però il Chiesa o il Barella in salsa parmigiana sembra lontano dal materializzarsi. Qualcuno obietterà: ma l’Atalanta, è da anni che lo fa, e grandi riscontri stanno arrivando adesso; in passato, se parliamo di selezione internazionale nella scoperta dei talentini, altre società come l’Udinese o il Palermo, del tanto vituperato Zamparini, avevano cercato di percorrere questo tipo di strada, e pur piazzi majo veronese slidecon qualche risultato e con qualche scoperta, poi, sono state costrette ad arenarsi, perché questo tipo di percorso è irto di ostacoli, e per niente facile nella sua totale attuazione. Ora il Parma, ha compiuto un ottimo lavoro, a livello di prima acquisizione di giocatori di proprietà, però ci si chiede, ragionevolmente: un giocatore tipo Cornelius, ad esempio, con tutto il rispetto, invece che prenderlo dall’Atalanta – e quindi pagandone già una sontuiosa valorizzazione – non lo si poteva andare a scoprirselo da soli all’estero, attraverso una rete, che come detto dal responsabile del Settore Giovanile, è già funzionante o in via di definizione? Credo che il modello Atalanta consista anche in questo: perché gente come Gosens, Hateboer, Castagne, imprescindibili, a quanto pare, nell’undici di GASPERINI, siano gasperinifrutto di una capillare attenta selezione internazionale, che i visti i risultati, funziona. Quindi prima di parlare di modelli, occorre avere struttura e collaboratori validi, nell’osservazione e nella selezione ad ogni livello, e purtroppo, e io lo rimarco, da diverso tempo, a livello locale, non è così, e lo ribadisco perché ho visto, nelle mie esperienze passate, all’opera chi lavora in questo settore e posso affermare che non ci siamo proprio. Osservatori troppo vecchi, da un lato, con poca flessibilità, messi in campo o osservatori bambini, sguinzagliati nei campi di provincia, privi di esperienza, preparazione e intuizioni. In campo internazionale dovrebbe essere ancora più difficile, quindi occorre costruire bene e meglio di adesso. Poi passando al gioco, adesso, il Modello Reds, di Klopp, impera, è la moda del momento, tutti sognano un PARMA come il Liverpool, anche al momento, sembra essere solo una suggestione giornalistica, messa in campo da alcuni che intravedono nella cura che il tecnico D’Aversa, a livello tattico e di novità, la strada giusta per arrivare alla completa assimilazione del modello calcistico, spettacolare e per ora vincente, che la squadra inglese a guida tedesca, liverpoolsta realizzando. I modelli, sono sempre affascinati, prendono, catturano, che siano di gioco e di gestione, al punto che, nel cercare di imitarli e di identificarcisi, si corre il rischio di fare come nel film “Il piccolo diavolo”, in cui Benigni, nella surreale passerella di moda sfoggia MODELLO numero 4, il famoso Modello Giuditta, dal nome dell’esilarante protagonista della pellicola. Quindi tutti pronti al prossimo modello Giuditta, originale, che ogni squadra dovrebbe avere per esprimere il proprio gioco, quello più congeniale alle caratteristiche dei propri giocatori. Un modello Giuditta non più fatto di sole di ripartenze, e soluzioni sui calci piazzati è all’orizzonte secondo quanto ci riferiscono, i pochi testimoni, che stanno seguendo la preparazione, in terra d’Austria, staremo a vedere, le prossime amichevoli, ci daranno, sicuramente indicazioni positive in proposito. Al momento, però, oltre al laterale sinistro che dovrebbe arrivare a breve, forse, oltre al centrale difensivo, la squadra è alla ricerca di play basso, mediano centrale d’impostazione, che molti indicano  in Brugman del modello giudittaPescara, giocatore già inseguito nelle precedenti sessioni di mercato, il cui arrivo potrebbe aprire la strada alla cessione di Scozzarella, dopo quella a titolo definitivo di Stulac. Il reintegro, in rosa, a centrocampo di Rigoni, va letto nell’ottica di una ricerca di concretezza nel settore, mai da sottovalutare, sempre se anch’egli rimarrà: noi lo auspichiamo, perché  giocatori del genere, poco appariscenti, non infiammano le platee, ma in campo danno equilibrio, e aiutano tantissimo la squadra, questo lo dovrebbero ricordare tutti e in primis gli osservatori o presunti tali, che nelle loro relazioni privilegiano sempre i giocatori bravi tecnicamente e basta, alla Balotelli, tanto per intenderci, che pare, che nessuno voglia accogliere a braccia aperte. Anche per lui una bella passerella con camicione  bianco del famoso modello GIUDITTA non farebbe male. Cosa dite? Gianni Barone

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12 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MODELLO REDS? MODELLO ATALANTA? CHE NE DITE DEL MODELLO GIUDITTA?”

  1. Jdm says:

    Modello circo orfei

  2. morosky says:

    Ciao Gianni,

    GIUDITTA, modello numero 4 ..mi piace troppo…mi affascinava all’epoca del film…
    con la tua approvazione ( diritti & royaltyes compresi ) la prenderò in prestito

  3. Luca says:

    Sto vedendo l’amichevole contro il Trabzonspor: Senza voler criticare da subito il mister la trama di gioco sembra sempre quella: difesa e contropiede. Speriamo sia dovuto solo alla preparazione.

    • Se ciao says:

      Delle modifiche tattiche magari ci saranno, ma in avanti io mi aspetto la solita cosa con una differenza, prima c’era palla a Baraye e speriamo che si inventi qualcosa, poi palla a Di Gaudio e speriamo che si inventi qualcosa, poi venne palla a Gervais e speriamo che bruci tutti in velocità, la differenza quest’anno sarà che ne avrai due che speriamo si inventino qualcosa, Gervais e Karamoh ma grandi cose raffinate in attacco, a parte le palle da fermo, io non me le aspetto.

  4. Gabriele says:

    Ho letto con molto interesse, tutte riflessioni opportune.
    Sulla prima squadra sono d accordo, volendo migliorare (coi soldi altrui) le priorità sono un difensore e un mediano di ruolo.
    Il settore giovanile è una realtà che conosco poco, i tanti cambiamenti sono una cosa oggettivamente anomala, a maggior ragione se si pensa che sulla prima squadra si è privilegiata la continuità (giustamente). Ho avuto sempre L impressione che quel poco di impostazione data dal socio cinese abbia influito più lì che altrove, anzi forse solo li, ma posso sbagliare ho seguito poco

  5. Bruno says:

    Alla faccia di chi diceva che avremmo preso 3 gol

  6. morosky says:

    Post amichevole in Austria :

    a mio avviso …circa i nuovi
    bene HERNANI ….per me, molto bene DERMAKU , imbattibile nel gioco aereo …

    ..
    gol preso da COLOMBI : era sul suo palo …forte, all’incrocio ma, sul proprio palo …

    il resto nella norma, carichi di lavoro pesanti e gambe di conseguenza..
    un amichevole estiva…

  7. Ludovico il Moro says:

    D’Aversa è TUTTO tranne un ALLENATORE……..

    Paragonare D’Aversa a Gasperini
    è come paragonare la Mazzamauro alla Belen……stessa cosa……….

    • Gabriele Majo says:

      Tolto che la Mazzamauro per il Rag. Fantozzi aveva anche un suo perché, io colgo l’occasione per ribadire una mia previsione (mi perdonerà l’influencer Morosky se gli frego il ruolo di profeta… #menomalechemoroskyce) e cioè che entro 8 anni D’Aversa vincerà il Mondiale.

      Credo che sia segnale di intelligenza saper adattare la tipologia di gioco alle caratteristiche dei calciatori a disposizione per esaltarli. Poi quando un domani non sarà più da noi, lo rimpiangeremo, vedi Ancelotti, con tanti complimenti a chi lo criticava per il cappellino o perché masticava il chewing gum

  8. Ludovico il Moro says:

    Direttore,
    se D’Aversa vincerà entro 8 anni il Mondiale,
    sarà solo grazie alla DIVINA PROVVIDENZA.
    il suo gioco è chiaro e lampante
    da sempre: LANCI LUNGHI E PEDALARE….

    Spero che paragonarlo al grande ANCELOTTI
    sia una semplice battuta………