CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / D’AVERSA, NELLE EMERGENZE, E’ IL MIGLIOR ALLENATORE ITALIANO (E A SAN SIRO, NONOSTANTE TUTTO, HA AGGHIACCIATO CONTE…)

28 Ott 2019, 17:00 8 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – Se Conte per D’Aversa è da considerare come uno dei migliori allenatori d’Europa, lo stesso D’AVERSA, ha dimostrato, una volta di più, di essere, nelle emergenze, uno dei migliori, se non il migliore degli allenatori italiani. E lo ha fatto in tutte e tre le categorie professionistiche, con strutture di campionati, situazioni, organici, e avversari sempre differenti. Bravo nelle emergenze contro squadre blasonate e forti, affrontate con organici ridotti all’osso, come contro l’Inter sabato scorso: quando non si ha niente da perdere, lui non perde mai. Forse è meno bravo nella normalità quando, affrontando avversari di pari livello o inferiori, vedi quest’anno con la Spal, fallisce l’approccio, (lo stesso che lui imputa ai suoi calciatori in quelle occasioni) anche se la prossima gara ravvicinata con l’Hellas Verona – di domani sera, martedì 29 Ottobre 2019 – potrebbe essere utile ad a invertire questa scomoda e antipatica tendenza. Un antonio conte dopo inter parmaPARMA vero, vivo e utilitarista, senza fronzoli, in casa del maestro Conte (nella foto a lato nella conferenza post Inter-Parma: ma chi si occupa del marketting nerazzurro non potrebbe fare sì che la foto dell’Acqua Norda non impallasse l’allenatore, non potrebbero metterla leggermente più a lato come ben fanno quelli del sodalizio ducale?), il quale, scevro di ogni scienza o filosofia applicate la calcio, mette sempre in campo squadre che fanno del pragmatismo estremo, l’arma migliore, se non addirittura l’unica. Un Parma che ribalta il risultato, sorprendendo e sfruttando errori commessi anche da giocatori titolati. Che sfrutta alla rovescia l’ampiezza dell’Inter, che se in fase di possesso è una potenzialità, diventa una debolezza quando non garantisce densità al centro, scordando IMG-20191026-WA0004marcature preventive e scalate dei cosiddetti “quinti” sui destinatari delle ripartenze avversarie. Errori che da una squadra di Conte non si sarebbero mai aspettati, ma sfruttati alla perfezione dalla squadra dell’emergenzista (o emergenzialista, o emergenialista) D’Aversa che è riuscito a dimostrare, aldilà degli episodi contingenti e di tutte le dichiarazioni finali, che, talvolta, la forza del collettivo può avere la meglio, o per lo meno, riesce a reggere – e alla grande! – il confronto con l’elevato valore tecnico dei singoli (avversari). Un Parma vero, vivo, dicevamo, capace di esaltare il “tuttismo” di Kulusevski, vero giocatore universale, il quale dimostra di saper far tutto in fatto di ruoli e compiti tattici, e che anche quando sbaglia stop e controlli elementari (a ripetizione potrebbe andare anche dfranco ricci coach 6100 milan parma campo vismara 27 10 2019al maestro di tecnica Coach 6100, noto ai nostri lettori per la produzione in diretta di gare di calcio giovanile, oltre che dal già da noi pluricitato specialista Sergio Pissarotti), trasforma, grazie alla sua potenza e alla sua forza veloce, gli errori in auto-passaggi che lo lanciano verso la porta saltando gli avversari come birilli (un po’ come la contropersona di Francis). Poi alla voce emergenza, D’Aversa, aggiunge la sorpresa azzeccata, di buttare nella mischia la scelta creativa Karamoh, in luogo di quella più scontata, pronosticata ed istituzionale di Sprocati, sebbene sulla Rosea, alla vigilia, il vate Schianchi avesse ipotizzato o sancito, a seconda dei casi, la certificata idiosincrasia del francesino alla disciplina e alla tattica, tale da indurre il tecnico, a rimandarne ulteriormente l’utilizzo. Ma D’Aversa ha stupito tutti, amici intimi compresi, e la sua intuizione felice (= genio) è stata premiata ampiamente non solo dal goal e dall’assist del succitato ex discolo, ed ex interista, ma anche dallo spirito di sacrificio che ha condito la prestazione, decisamente positiva, di Karamoh. Anche l’ostinazione di trattenere in estate Dermaku si è rivelata un’arma in più in mano al Parma per affrontare (al meglio) le difficoltà, vista la forza con cui l’aitante difensore albanese di Montecchio, ha duellato a suon di sportellate con il gigante Lukaku, preferito nonostante le incertezze della viglia legate alla condizione fisica, al giovane emergente. 2002, Esposito che se (dubitativo) schierato dal primo minuto avrebbe creato, forse, qualche IMG-20191027-WA0000problema in più alla difesa del PARMA. (Forse). La quale difesa del Parma si è avvalsa dell’interdizione preziosa di Scozzarella (nella foto a lato in ottima compagnia), utile più che mai, che a dispetto dell’esile struttura, dimostra di essere incontrista di primo livello. Anche Kucka, solitamente troppo attratto dalle percussioni offensive, ha garantito quel filtro necessario, randellando a destra e a manca, recuperando palloni sempre preziosi in situazioni critiche. Hernani, invece, pur lottando, ha sofferto il clima non proprio idilliaco dei contrasti, mettendo a nudo la sua natura troppo brasileira, poco avvezza a questo tipo di contese (e qui mi si consenta di rimarcare, giacché ancora non lo avevo fatto, che la propria natura o indole non andrebbe ripudiata, e, infatti, noi italiani, al di là dell’illusorio rinascimento in atto nella nazionale verdazzurra, abbiamo demolito la nostra scuola di portieri, stopper e liberi che ci aveva fatto vincer tutto). Il Gervinho, poi meno solista delle sgroppate in velocità e più inserito (proprio a casa Schianchi, se mi passate la battuta) nel tessuto connettivo della manovra ha fatto il resto. Certo che se l’ivoriano non fosse uscito nel finale per fare posto all’interdittore aggiunto  Barillà, forse quel paio di contropiede capitati all’esausto Kulu, avrebbero, forse, potuto sortire esiti più favorevoli alla causa Crociata, propiziando l’eventuale gol della vittoria (meritata) che avrebbe scatenato l’ira furiosa di Antonio Conte facendolo sbottare nel suo proverbiale “agghiaggiande”, lui che, nell’occasione, è stato comunque agghiacciato dal suo amico Roberto d'aversa conte faggiano foto parma todayD’Aversa (e qui bisogna che finalmente renda pubblica la previsione di circa un anno fa di Gabriele Majo, dunque non di questi giorni, secondo cui entro otto anni l’attuale allenatore Crociato vincerà il Mondiale alla guida della Nazionale Italiana). Sarebbe stato il massimo, sarebbe stata la beffa per l’Inter e sarebbe stata la perfezione per il PARMA, solo rasentata dalla conquista del pareggio. Il Parma – quantunque Conte abbia detto che non meritava neanche il pareggio -, però, non ha sorpreso più di tanto qualcuno che se lo aspettava, qualcuno che non si era spaventato del fatto che i convocati fossero solo 17 e non aveva gridato “ma i giovani dove sono?”. A questo qualcuno piace questo PARMA versione senza orpelli e possessi sterili, questo PARMA, poco letterario, in termini di gioco manovrato, che esalta alcuni e spazientisce altri; questo PARMA da battaglia ridotto ai minimi termini (adesso fuori anche GAGLIOLO, e 18 convocati inclusi Adorante, impalpabile nel rovescio primaverile col Milan al Vismara di adorante milan parma 26 10 2019sabato, e Camara) numerici, ma esponenzialmente elevato in fatto di forza grinta e cativeria (con una t sola, mi raccomando, Morosky!). Questo è e dovrebbe essere il vero volto migliore della squadra che vede e mira la sua azione sempre in verticale. Dove anche le spazzate dall’area di Dermaku, Iacoponi, Gagliolo le cosiddette “sparecchiate” che fanno inorridire scienziati (tempi grami per loro, oggidì sbaccaliti) ed esteti, sono tremendamente utili in partite in cui basta un errore in area in fase di appoggio e di palleggio per fare la frittata e rovinare tutto il lavoro e il lavoro di tutti. E per finire due dubbi amletici: il primo sul goal del pareggio interista, la war (questa volta con lettere minuscole) ha decretato che il piede sinistro di Scozzarella tenesse in gioco Candreva senza prendere in considerazione la posizione degli altri arti dell’interista, tipo spalla e braccio, al contrario di quanto successo alla prima di campionato con la spalla di Cristiano Ronaldo, autore di un goal poi annullato dalla tecnologia. Dubbio: quali parti del corpo vanno considerate allora? Il pene? Poi, per non bastare, l’intervento su Karamoh era proprio così regolare? Et infine secondo dubbio: gli abbonati di Sky del Parma pagano lo stesso canone di quelli dell’Internazionale Milano? Non si direbbe visto che l’emittente in questione si si ostina a schierare come commentatore tecnico (fazioso) Beppe Bergomi, persone preparata e degnissima solo quando non impegnato nelle gare della Beneamata. Sarebbe come se a commentare per SKY, per l’intero territorio nazionale, il Parma ci fosse Sandro Piovani o Sandro Melli. Non vi sembra? Comunque buona emergenza a tutti… Gianni Barone (Foto di copertina da un vecchio scoop di ParmaToday)

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Stadio Tardini

8 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / D’AVERSA, NELLE EMERGENZE, E’ IL MIGLIOR ALLENATORE ITALIANO (E A SAN SIRO, NONOSTANTE TUTTO, HA AGGHIACCIATO CONTE…)”

  1. pavel says:

    hanno deciso di squalificare scozzarella per una giornata per bestemmia tramite prova tv..diamo fastidio.qualcuno ha fatto avere le immagini al giudice sportivo evidentemente …

    • Gabriele Majo says:

      Non mi è mai piaciuto il vittimismo, né ho visto le immagini incriminate (che comunque hanno già a disposizione perché il calcio di questi livelli è a uso e consumo delle tv e di quanto ci ruota attorno e non credo, razionalmente, che ci siano state delazioni), epperò… epperò… bisognerebbe squalificare non so quanti altri calciatori, allora, per labiali evidenti e audio eloquenti…
      Ma non è col così fan tutti che si risolvono i problemi, me ne rendono conto. E visto che per lavoro seguo il calcio giovanile debbo ammettere di sentire “Madonne” anche tra i dodici o tredicenni, ed è un pessimo ascoltare… Ma intervenire con una squalifica una tantum mi pare molto da farisei…

  2. mauromb says:

    Guardando un po’ di calcio in tv, capita decine di volte a partita di vedere labiali palesemente blasfemi: notare che l’unico (o primo di una lunga serie…??) squalificato è Scozzarella, potrebbe alimentare del complottismo… Se non ricordo male, perfino il giovane Esposito, dopo il suo bel tiro a fil di palo, non si è certo lasciato andare ad innocenti imprecazioni
    Bestemmiare in campo era proibito anche 50 e più anni fa; chi ha qualche decina d’anni forse ricorda l’episodio di Correnti – capitano del Como – al quale fu fischiata punizione per bestemmia dal limite dell’area, da cui poi scaturì il gol della vittoria degli ospiti. Ma, che io sappia o ricordi, non si sono più verificati episodi del genere. Sparite le bestemmie?

    Posso concludere con del facile vittimismo? Sarà difficile veder squalificati per lo stesso motivo giocatori delle milanesi, romane, Juve o Napoli!!!

  3. mauromb says:

    Mi è rimasta nella tastiera che gli ospiti del Como di Correnti erano quelli della Juve…

    • siberianhusky says:

      Ricordo quell’episodio, ma se non sbaglio la Juventus non vinse, ma pareggio’ in extremis sugli sviluppi della punizione.
      Sarebbe più indicato multare chi bestemmia in campo piuttosto che squalificarlo avvantaggiando senza motivo i prossimi avversari. Una multa importante smorzerebbe le espressioni blasfeme di sicuro.
      Comunque si è creato un precedente e vedremo tante segnalazioni in futuro da parte di chi vuole creare problemi mirati a squadre concorrenti.

  4. Luca says:

    Si, il mister è bravo quando ha l’acqua alla gola. Deve solo migliorare quando partiamo favoriti.

  5. GIANNI IL FRANCESE says:

    Vi ricordo che ormai tutti i giocatori che bestemmino o parlino normalmente tra di loro o con l’arbitro si mettono la mano davanti alla bocca…..Per non farsi beccare dall’inquisizione. Scozzarella in questo senso è stato diciamo un po sprovveduto. Per quanto riguarda la parte del corpo da rilevare per il fuorigioco, se fosse quella indicata da Barone nessuno vorrebbe più giocatori di colore in squadra.

  6. Pencroff says:

    Biastumare è come sbadigliare: occorre mettere una mano davanti alla bocca…
    Forza delle televsiò cl’at rimbabisà c’me un cojò (cit. Jannacci). Leggere Popper, McLuhan ecc.
    Etor che feisbuch, l’è sent’ani che la televisiò la rimbambisà la genta.
    Ed io che, causa età, l’ho guardata più di voi….