IL COLUMNIST di Luca Russo / QUANDO L’ESONERO TOCCA A UNO STRA-VINCENTE…

20 Nov 2019, 00:00 1 Commento di

russo 1(Luca Russo) – Al lume delle notizie giunte da Grosseto, fossimo nei panni di Roberto Mancini, ci sentiremmo seriamente a rischio esonero dopo il 9-1 che la sua Italia ha calato sulla malcapitata Armenia. Naturalmente è uno scherzo: un CT che fa 10 su 10 nel girone di qualificazione ad Euro 2020, chiudendolo con una vittoria dalle proporzioni olandesi o spagnole più che italiche, semmai rischia un robusto prolungamento di contratto, altro che esonero. Eppure in Maremma c’è un allenatore che ha perso il posto per aver… vinto con punteggio rugbistico. Incredibile, ma assolutamente vero. È accaduto domenica scorsa al signor Riccini, tecnico dell’Invictasauro, formazione grossetana che partecipa al campionato juniores provinciali, colpevole d’aver letteralmente sommerso di gol il Marina, superato per 27-0. Una vittoria extralarge che ha scatenato l’indignazione dei suoi superiori e segnatamente di Paolo Brogelli, patron del club, il quale ha affidato ad un comunicato stampa tutta la sua delusione: “Abbiamo appreso con stupore e rammarico il punteggio della partita con la quale la nostra squadra juniores provinciale ha inflitto al Marina calcio 27 reti. I presupposti e i valori con i quali, da una vita, sono nel mondo del calcio giovanile, sono agli antitesi di cose del genere. L’avversario va sempre rispettato ed, oggi, questo non è avvenuto. In qualità di presidente mi scuso sinceramente con la Società Marina e con tutto il l’ambiente sportivo. Comunico che il nostro direttivo ha deciso, unanime, di esonerare il signor Riccini. I nostri tecnici devono avere il compito di allenare e, sopratutto, di educare i ragazzi. Questo oggi non è avvenuto”. Non se ne abbia a male il presidente dell’Invictasauro, ma dissentiamo completamente dalla sua decisione. Detto che è ammirevole riconoscere al calcio, e allo sport in genere, una funzione educativa, crediamo che l’avversario lo si rispetti continuando a giocare e a segnare, anche 27 gol, non fermandosi. Quella sì che sarebbe un’inelegante manifestazione di non richiesta commiserazione. Inoltre, ma non è il caso di una gara del campionato juniores provinciali, lo stesso rispetto va garantito a coloro che scommettono su questo o quell’evento sportivo: se al 65′ sto vincendo 5-0 e arbitrariamente decido di non spingermi oltre il pokerissimo per non urtare ulteriormente la sensibilità degli avversari, finisco col farlo con quella di chi ha pronosticato che la partita terminasse con 6 o più gol. Non fermarsi e non smettere di segnare equivale peraltro a garantire la regolarità di un torneo, considerato che in alcuni casi, a parità di punti, l’assegnazione di un titolo o una retrocessione vengono stabilite in funzione della differenza reti, per cui nel primo caso è conveniente fare più gol possibili e nel secondo è auspicabile che l’avversaria di una nostra concorrente diretta gliene faccia tanti. A conferma del fatto che non vanno rispettati solo i rivali che hai di fronte sul campo qui e ora, ma pure quelli che nello stesso momento giocano altrove e per un motivo o l’altro dipendono dal tuo risulato. Insomma, la questione è cosi ampia, spinosa e delicata, che andrebbe maneggiata con cautela e competenza, ovvero con la dovuta conoscenza del regolamento, e rendendosi conto che il rispetto ha un raggio d’azione molto più largo di quel che immaginiamo. Quanto all’Italia di Mancini, precisato che dal nostro punto di vista ha fatto bene a cercare, trovandola, la via della rete finché ha potuto e finché ne ha avuto, gli contestiamo una sola cosa: si poteva evitare di esultare all’ottava o nona marcatura come fosse stata la prima realizzata in pieno recupero. Questa sì che ci è parsa una scortesia nei riguardi di un’Armenia in totale disarmo tecnico e tattico. Ma gli Azzurri del Mancio, al netto di quei tre o quattro senatori, son ragazzi: avranno tempo e modo per capire che a un avversario al tappeto va concessa almeno la possibilità di salvare la faccia. Luca Russo

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1 commento a “IL COLUMNIST di Luca Russo / QUANDO L’ESONERO TOCCA A UNO STRA-VINCENTE…”

  1. Luca says:

    Se la Nazionale esulta al nono gol significa che c’è voglia ed entusiasmo, cose che mancavano da tempo. Per il resto concordo con l’articolo.