IL COLUMNIST di Luca Russo / IL MERCATO INVERNALE NON S’HA DA FARE…

21 Nov 2019, 00:00 17 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Il mercato invernale non s’ha da fare. Non dalle nostre parti, perlomeno, perché non se ne avverte l’esigenza. Il Parma va che è una meraviglia, nemmeno gli infortuni in serie di questo primo assaggio di campionato – incluso l’ultimo del Vichingo Cornelius durante Irlanda-Danimarca – son riusciti a frenarne la corsa verso i quartieri alti e nobili del calcio italiano. E allora parole quali acquisti, prestiti e cessioni le lasciamo volentieri alla concorrenza. Noi siamo a posto così, checché ne dicano i soliti incontentabili. Squadra che vince, non si cambia. E i ricambi, nelle emergenze, han dato se possibile meglio degli attori principali, che potrebbero diventare i classici nuovi acquisti, appena saranno di nuovo disponibili. Inutile ingolfare la rosa, per quel che possibile rompendo i magici equilibri sin qui creati. Ma squadra che non vince abbastanza o che convince poco, uno o due ritocchi se li deve aspettare. È il caso di almeno mezza Serie A. Napoli, Milan e Bologna stanno battagliando per regalarsi e regalare ai propri tifosi la tentazione Ibrahimovic. Paratici della Juventus è sulle tracce di Rakitic, separato in casa al Barcellona. L’Inter di Antonio Conte vorrebbe Kulusevski – che non arriverà alla corte dei nerazzurri come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi – un vice Lukaku e un mediano di caratura e spessore internazionali che dia man forte a Brozovic e sopperisca all’inesperienza a certi livelli di Sensi e Barella, peraltro certificata a mezzo stampa da chi li allena. Diversi chilometri più a sud, nella Capitale, le romane iniziano a ragionare sui possibili rinforzi: lo impone la corsa a un pass per la prossima Champions League. Fiorentina e Torino, partite con propositi europei, ma ancora intrappolate nella pancia della classifica, difficilmente resteranno alla finestra. Cairo non può accontentarsi dell’ennesima stagione da vorrei, posso, ma non riesco. Commisso, dopo aver trattenuto Chiesa e rilanciato con Ribery, tirerà fuori dal cilindro un’altra sorpresa? Probabile, è nella sua indole di manager che non ama rimandare a domani ciò che va fatto oggi. Dubitiamo che la piazza gigliata mandi giù un’altra stagione senza coppe, ci sta che a gennaio il magnate italoamericano faccia all in nel tentativo di riconquistarle già quest’anno. Movimenti in entrata e in uscita pure per quelle che stazionano in fondo alla graduatoria, e lo capiamo: di riffa o di raffa ci si dovrà salvare, guai a lasciare qualcosa di intentato. Intanto, tra presidenti ansiosi di ritornare sul mercato e direttori sportivi che stanno già lavorando sotto traccia, il club Crociato si è messo lì in un angolino, in disparte, a guardare. Non per mancanza di risorse economiche, ma per assenza di necessità: perché fermarsi a fare benzina con il serbatoio pieno? La citazione di Mauro Milanese, amministratore unico della Triestina, calza a pennello sul Parma Meravigliao finora ammirato. E se adesso non abbiamo bisogno di andare a far la spesa, il merito, equamente diviso, è di società, area tecnica e squadra. La proprietà ha lavorato alla grande in estate, consegnando a D’Aversa un parco giocatori coi fiocchi. L’allenatore abruzzese e il suo staff hanno saputo farlo rendere al meglio e al massimo. E i ragazzi in campo, indipendentemente dall’essere titolari o seconde linee, non si sono mai risparmati. Dermaku e Corneius che aspettano il loro momento facendosi trovare non pronti, ma prontissimi, ci danno l’idea di un gruppo in cui nessuno molla foss’anche un solo centimetro. Tutti per un…obiettivo (la salvezza). Un obiettivo per tutti. In un mondo inquinato dall’individualismo, il Parma di D’Aversa è un raro e prezioso esempio di cooperazione armoniosa e vincente. Godiamocelo fino in fondo. Luca Russo

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17 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / IL MERCATO INVERNALE NON S’HA DA FARE…”

  1. Luca says:

    Eh no Russo, qualcosa ci vuole. Ora siamo ridotti veramente all’osso, soprattutto davanti. Non sempre ti può andare bene di trovare alternative all’altezza dei titolari.

    • Luca Russo says:

      Sono convinto che in questo Parma il vero top player sia il gioco – non necessariamente spagnoleggiante come da moda ormai diffusa se non addirittura imposta perfino nelle categorie inferiore, ma indubbiamente avvincente, emozionante, avvolgente e coinvolgente – che D’Aversa è riuscito a dargli. In tal senso, la mano del tecnico abruzzese mi pare da Re Mida almeno quanto quella di Gasperini, per cui il loro spartito va mediamente benone indipendentemente dalla composizione delle rispettive orchestre. Motivo per cui, considerato che il nostro obiettivo è la salvezza e non il piazzamento europeo (anche se frequentiamo più i quartieri europei che non i sobborghi in zona retrocessione), le cosiddette seconde linee possono bastare fino al termine della stagione, senza mettere mano al portafoglio per giocatori che rischiano di tornarci poco utili. E poi, si sa, a gennaio raramente si fanno buoni affari.

  2. Davide says:

    Direttore allarmi il sito è stato hackerato. Questo articolo è stato scritto da un funzionarione dell’UPI che si spaccia per il Columnist durante il convegno di ieri su Logistica e Infrastrutture (paroloni non per il popolino) svoltosi nelle prestigiosissime sale affrescate di Palazzo Soragna e affollato dalla presenza di almeno 20 persone relatori inclusi (con le solite 4 divise in prima fila e i i 5/6 dottoroni nelle seconde e terze). Dalla fretta di pubblicarlo si è dimenticato però di aggiungere che non bisogna fare il passo più lungo della gamba e che le spese vanno fatte in modo oculato

    • Marco says:

      Che do bali chi lù

    • Luca Russo says:

      Qualche anno fa fui accusato di essere fin troppo severo col Parma, adesso mi si contesta di essere schierato dalla parte opposta. Non le viene il dubbio, per questa ragione, che scrivo esattamente quello che mi passa per la testa senza ricevere ordini di scuderia, che peraltro se pure ci fossero disattenderei categoricamente?

    • Nicola says:

      Davide,
      Risulti una puntina peso….
      Sei da latte al c..o!
      Basta nano’…..

  3. Davide says:

    intanto però se nn serve fare mercato, visto che Infortuninglese fino a gennaio non lo vedremo in campo per poi andare sotto i ferri dopo qualche spezzone di gara (me lo aspetto già vedi anno scorso rientro a Bologna e subito nuovo infortunio), che Cornelius per quanto più sano del bomber di Lucera è soggetto a guai muscolari, che Gervi anche lui (nel suo caso in modo ovvio) ogni tanto si ferma, chi ZOGA?

    • Luca Russo says:

      Gioca il gioco vincente di D’Aversa. E, sopattutto, il suo attacco rotante, nel quale ci puo essere spazio anche per calciatori che non siano attaccanti di ruolo.

      • Stefano says:

        Ne riparliamo dopo Bologna Parma.. il gioco del mister prevede un centravanti forte fisicamente oppure un trequartista e 2 punte veloci : domenica saremo senza centravanti e senza punte veloci (Non considero sprocati una punta veloce).

  4. Pencroff says:

    Let the music play, alwais the same. canta David Sgionfy

  5. Luca Battaglia says:

    a gennaio si dovrebbe trovare una punta disposta a venire e fare la terza scelta, oppure un centrale disposto a fare la quinta scelta. C’è il rischio di raccattare roba di scarto. E chi era svincolato a settembre ed è ancora sul mercato, forse non è un gran affare.
    Certamente rinforzare la rosa con un paio di elementi non farebbe male, ma esiste sempre il rischio di fare un buco nell’acqua, prendendo gente che non risolve alcun problema.

  6. Davide says:

    Una punta di così detta terza scelta oggi avrebbe già giocato almeno 4 partite su 13 e con presunto titolare Inglese che è fragile come il femore di un novantottenne le probabilità di giocare sono cmq sempre tantissime.

  7. Benni says:

    Balotelli allontanato dell’allenamento, meno male che non è venuto qua

  8. Pencroff says:

    Eh sí, vorrei sapere cosa ne pensano quegli scienziati che sognavano Balo mentre io sono sempre stato contrario