IL COLUMNIST di Luca Russo / E ORA NON SI PARLI DI ECCESSO DI BUONA SORTE…

19 Nov 2019, 00:00 7 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Un avvio di stagione entusiasmante. Una squadra esaltante che sta trascinando la piazza a suon di prestazioni da urlo. E la percezione di poter replicarle perché stavolta nessuno può imputarle un eccesso di buona sorte. Semmai è l’esatto contrario, visto e considerato il sovraffollamento dell’infermeria. Cui si è aggiunto, come da nostro flash delle 22.30, anche Andreas Cornelius, fattosi male durante Irlanda-Danimarca, con l’attacco gialloblù per la prossima gara ridotto a Kulusevski, Sprocati ed Adorante. E poi c’è chi parla di Cul di D’Av, anche se è proprio nelle emergenze che questi tira fuori il meglio dal proprio gruppo. Certo, i punti sono gli stessi di dodici mesi fa, ma è diverso il modo in cui il Parma si è costruito la sua attuale classifica. Se l’anno scorso, almeno fino ad un certo punto, gli è andato tutto per il verso giusto, quest’anno ha dovuto imparare a maneggiare e a gestire le avversità. Di carattere prevalentemente numerico: abbiamo ormai perso il conto delle partite affrontate con una lista di disponibili ridotta ai minimi termini. Eppure i Crociati se la sono cavata. Di più: hanno superato la prova a pieni voti. E aggiungerei a mani basse. Chi di volta in volta era abile e arruolabile si è dimostrato valido e affidabile almeno quanto il compagno fermo ai box: la sublimazione del concetto di turnover forzato, con buona pace di chi è intollerante alle rose allargate. Merito di D’Aversa che ha saputo instillare la mentalità giusta, ovvero vincente, in tutti gli elementi del gruppo, rendendoli di fatto intercambiabili e soprattutto sempre pronti a gettarsi nella mischia. Gruppo forgiato con maestria dal tecnico abruzzese, che ha saputo conferirgli la tempra necessaria per non accusare particolari scompensi nel passaggio dall’impiego dei titolarissimi a quello dei cosiddetti rincalzi. Un’abilità, questa, che eleva il Parma una, se non due spanne sopra le altre formazioni in lotta per la salvezza. E che al momento giusto gli permetterà di raccogliere numerosi dividendi: a primavera inoltrata, quando le forze inizieranno a scarseggiare e le gambe finiranno inevitabilmente in riserva, il contributo di chi ha passato più tempo nelle retrovie che non in prima linea si rivelerà determinante per il buon esito dell’annata. Solo la Juventus, il Napoli e la Roma, in A, possono vantare una panchina altrettanto profonda. L’Inter, che punta allo scudetto e alla qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, è andata in tilt non appena si sono fermati Sensi e Sanchez, a testimonianza di una rosa piuttosto ristretta (in barba al triplo impegno stagionale) che ha scatenato le prevedibili ire e lamentele del sempre incontentabile Conte. Basta questo per cogliere la bontà del lavoro compiuto dalla società e da Faggiano, ai quali va indirizzato un grosso applauso per aver consegnato al mister un parco giocatori perfettamente allineato, per quantità e qualità, agli obiettivi da centrare. E così bene allestito da sorvolare in scioltezza sulla lunga sequela di infortuni che ne hanno funestato l’inizio di campionato. Prima della tegola Cornelius sembrava che la cattiva sorte fosse intenzionata a concederci una tregua: Gervinho, contrariamente a quanto sospettato e temuto inizialmente, potrebbe ritornare disponibile già domenica prossima in occasione del derby della via Emilia: “I dottori stanno facendo di tutto per recuperarlo – ha dichiarato D’Aversa –, giovedì faremo valutazioni definitive se averlo col Bologna o meno”Chiaro che con le ultime dall’Aviva Stadium di Dublino la valutazione sarà un po’ più forzata. Comunque tra un applauso e l’altro per questo Magico Parma, incrociamo le dita… Luca Russo

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7 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / E ORA NON SI PARLI DI ECCESSO DI BUONA SORTE…”

  1. Luca says:

    Se si mancasse anche Cornelius direi che domenica saremmo obbligati a cambiare modulo. Non credo che Barillà faccia l’ala.

  2. Demo says:

    Ma notizie di Siligardi?lo fanno rientrare a sto punto? … Cmq credo farà un 5 3 2…gagliolo iacoponi alves dermaku darmian barilla scozzarella kucka Sprocati kulu..

    • Sardina says:

      In effetti Silingardi è uno preco: almeno Munari è stato riciclato come osservatore, ma tener fuori rosa silingardi con eei posti liberi e pagargli lo stipendio è assurdo, anhe perché poi la famosa lista da gennaio in poi può esser completamente rifatta

  3. Davide says:

    Se rientra Siligardi siamo alle barzellette e Faggiano dovrebbe quanto meno rispondere a chi di dovere di averla pestata e anche grossa coi vari Inglese & C. Siamo a quando andavi a giocare al sabato pomeriggio, ti mancava uno perchè il Fercio era bloccato a casa con lo scoràus e chiamavi il Gaibo che poveretto si alzava al dop mesdì perchè poveretto aveva fatto il turno di notte in Bormioli e dovevi convincere sua mamma a svegliarlo e arrivava un pò sbavacciato e con le cricle ancora negli occhi.

  4. Davide says:

    Spero che per decenza non rientri SIligardi come l’anno scorso o davvero ridursi così per due anni di fila è una roba da promozione/prima categoria.

  5. Demo says:

    Semplicemente credo che in realtà siano due anni che Siligardi rifiuta le offerte ricevute nonostante la società gli abbia detto che sia fuori dal progetto. Ipotizzo che la società magari non abbia potuto completare qualche operazione causa ingaggio pesante di Siligardi e per questo è finito fuori rosa. Si vede che a Siligardi sta bene così.. Non giocare più a pallone ma ricevere regolarmente lo stipendio. A sto punto visto che è sotto contratto lo farei rientrare vista l emergenza incredibile.. Non vedo nessuno scandalo in questo. Secondo voi se la Juve nn avesse più punte non farebbe rientrare Mandzukic?

  6. Davide says:

    La differenza è che la Juve non si ritroverebbe mai a fare la figura di m. di dover richiamare uno che hai messo fuori rosa perchè ha rifiutato le offerte. E’ una questione di immagine. Se lo meti fuori rosa hai giustamente i tuoi motivi, ma devi farlo col c..o coperto o prendi freddo. E noi abbiamo giocato con la rosa corta, sperando come i malvestiti che faccia un buon inverno, dimenticando che della rosa fanno parte due sogetti (Inglese e Grassi) che statisticamente passano più tempo in fermeria che sul campo.