IL COLUMNIST di Luca Russo / PARMA E LECCE: STESSO CURRICULUM, RENDIMENTO E TIFO DIFFERENTI

15 Gen 2020, 00:00 35 Commenti di

luca russo 06 01 2020(Luca Russo) – Parma e Lecce, così simili nel curriculum, così diverse nel contorno. Entrambe esperte di arrampicata, climbing per quelli che parlano bene o vogliono darsi una certa aria. I Crociati risaliti dalla D alla massima serie con un percorso netto, se si trattasse di salto ostacoli, disciplina equestre che ben si adatta al racconto della scalata gialloblu. Dalle ceneri del fallimento all’incenerimento del crack, non più presente nei nostri ricordi, tranne che nella misura in cui deve rammentarci che determinati ostacoli richiedono gambe adeguate e non passi che ne superino la portata. Ostacoli, e gabbie di ostacoli, che non hanno intimorito il cavaliere D’Aversa e il cavallo Ducale, l’uno abile a tracciare la strada, infischiandosene delle buche sparse qua e là, l’altro fenomenale a non finirne fuori pure quando il fiato era corto e le energie ridotte ai minimi termini. Un connubio navigatore-pilota praticamente perfetto, sublimato dal rapido rientro nel calcio che ci compete – eccome se ci compete! – e dall’attuale settimo posto. E chi se lo sarebbe immaginato l’estate scorsa? Alzi la mano chi avrebbe azzardato tanto, su. Non ne vedo…timidezza o consapevolezza? Direi la seconda, perché eravamo tutti consci che questo Parma aveva nelle sue corde la costanza di rendimento, mica il miracolo sportivo. Contrordine: eccolo lì impacchettato, non sotto l’albero ché ora ci avviamo verso il Carnevale e il Natale è solo un puntino lontano, ma in classifica. Settimi, appunto, a una lunghezza dall’Europa League, a sette dalla coppa dalle grandi orecchie e, udite udite, con 14 punti di vantaggio sulla zona retrocessione e 28 in cassaforte. In altre parole: allo striscione dell’arrivo ci mancano meno chilometri di quelli che le altre devono fare per ricucire lo strappo e incollarsi alle nostre ruote. Salentini inclusi. Anche loro arrampicatori seriali, nel senso di serie, inferiori, scavalcate in serie fino ad attraccare nell’olimpo del calcio nostrano, facendosi tenere per mano, pardon per piede, da un compagno di viaggio inusuale per chi deve badare alla sostanza più che all’apparenza: il calcio propositivo. Che il Lecce, educato al coraggio e alla bellezza da Liverani, non ha mai tradito, che dovesse affrontare la Paganese o l’Inter. Ci ha provato anche al Tardini a coniugare giochismo e risultatismo e a mandarci in tilt col suo palleggio spesso ipnotico, non ci è riuscito perché di fronte si è trovato un undici che raramente smarrisce controllo ed equilibrio e che di solito le staffe le fa perdere agli avversari: per info e delucidazioni chiedere a Mazzarri, Fonseca, Ranieri e Gattuso. E dire che in trasferta, fin qui, i salentini avevano fatto nonbenemabenissimo (detto proprio così, tutto d’un fiato), ricavandone 11 dei 15 punti totalizzati al giro di boa. Parma e Lecce, stesso curriculum, rendimento parlec-33differente. Diverso è pure il tifo che le sostiene. Diverso per quantità e qualità. La sfida dell’altra sera ha fatto registrare al botteghino 2.156 paganti: 1.596, ossia la maggior parte, erano di fede giallorossa. E no, non c’entra la pancia piena, ché noi, al di là dei trionfi e della grandeur degli anni novanta, dovremmo essere affamati di calcio almeno quanto loro, essendo reduci come loro da qualche stagione a pane (duro) e acqua. E non c’entra nemmeno che siano tanti i leccesi a lavorare dalle nostre parti, perché noi a Bergamo, Milano, Genova e Torino non ci andiamo in massa, a dispetto delle distanze relativamente brevi e dei collegamenti indubbiamente ottimi. Quattro anni fa, di questi tempi, bazzicavamo tra Villafranca e Valdagno. Quattro anni dopo, tre promozioni in stecca dopo e una salvezza dopo, ci è voluto il gol dell’ossigenato Iacoponi per dare ossigeno al Tardini, sottrarlo al silenzio in cui normalmente si rifugia quando il Parma scende in campo e sentirlo cantare come si conviene a una piazza di massima serie. In vista del match di Coppa Italia contro la Roma in programma domani sera, al momento sono appena duemila i tagliandi venduti, di cui mille acquistati dai tifosi della Maggica. Meno del minimo sindacale da parte di chi ha la fortuna e il privilegio di tifare per una squadra settima in classifica, con l’Europa nel mirino e l’incubo retrocessione ormai alle spalle. Luca Russo

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35 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / PARMA E LECCE: STESSO CURRICULUM, RENDIMENTO E TIFO DIFFERENTI”

  1. Gabriele says:

    In un contesto di serie a come curva attualmente facciamo ridere, lo si può dire tranquillamente che è innegabile

  2. VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

    Spiegati meglio Gabriele.
    Cosa volevi scrivere?
    Perché la curva fa ridere?
    Non si butta il sasso nello
    stagno e poi si scappa.

    • Luca Russo says:

      Non mi pare che Gabriele abbia buttato il sasso nello stagno e poi sia scappato. È stato, invece, molto chiaro. Anche se forse si riferiva all’intera tifoseria, non solo alla curva. Da quando siamo tornati nel calcio che ci compete, il nostro tifo non ne è mai stato all’altezza: col Lecce ci è servito il gol del vantaggio per iniziare a tifare come si deve; e la prevendita per la gara con la Roma non va per niente a gonfie vele, con appena 2000 tagliandi acquistati, di cui 1000 dai tifosi ospiti. Sembra quasi che si faccia il tifo per una squadra dal rendimento deludente invece che per una settima in classifica.

      • Gabriele says:

        confermo, è valido per tutta la tifoseria ma in particolare per la curva che da sempre è il settore più caldo, quello che sostiene (o dovrebbe sostenere) la squadra per tutti i 90 minuti.
        Se ragioniamo nei termini di cui sopra al ritorno in serie a abbiamo quasi sempre “giocato in trasferta”, con la tifoseria avversaria, numericamente spesso inferiore, a sovrastare nettamente la nostra.
        E i giocatori ci badano, non si dica che non lo avvertono.

  3. Davide says:

    Domani sera non facciamoci ridere dietro. Mettiamoci una “giacca a vento” anche vintage perché siamo oculati e non buttiamo soldi in vestiti ma cacciano fuori la pila e andiamo allo stadio. I tempi delle beccate a Lentigione sono per fortuna passati e lasciamo lì anche con gli scioperi delle trasferte che fanno ridere. Ma secondo voi alla Juventus Spa frega qualcosa se noi non andiamo allo Stadium per il caro biglietti?Su siamo seri. Sembriamo l’UPI quando protesta che i dazi di Tramp.

  4. Luca says:

    Purtroppo i due orali serali di fila non aiutano, ma questo non toglie il fatto che quando c’è da cantare e incitare facciamo abbastanza pena.

    • Luca Russo says:

      Alle 15 avremmo detto che era orario lavorativo. Alle 18 che eravamo appena usciti dal lavoro. Alle 20 che eravamo ancora a tavola a cenare. E alle 21 che eravamo ancora alle prese con la digestione. Lamentarci ci riesce meglio che sostenere la nostra squadra del cuore.

  5. VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

    Ma scusate uno che viene da fuori Parma non può venire in
    motorino perché fa troppo freddo e,allora viene in macchina ma dove parcheggia la macchina?
    La deve mettere forse a,10 chilometri di distanza perché è risaputo che a Parma ci sono telecamere dappertutto come foglie su un albero in primavera e tante vie sono vietate, uno che viene da via,bnon lo sa e viene multato specialmente alla,sera dove i cartelli di divieto al buio si vedono poco.
    Ecco perché per questo motivo o diciamo per motivi tecnici
    e per il freddo vista l’ora della partita, molti sono costretti a guardarsi la partita a casa con.la macchina parcheggiata o davanti a casa o in garage e al caldo rinunciando così per cause di forza maggiore a vedersi la partita allo stadio non rischiando un malanno e non rischiando così di rimpinguare a proprie spese i bilanci del Comune.

    • DavideO says:

      Se vieni da fuori puoi mettere la macchina dal Paganini e sono 10 minuti a piedi.
      Potrebbe essere più comodo ma se non hai problemi di deambulazione allora direi che è fattibile.
      Penso sia molto peggio avere una curva scoperta quando ci sono 2 gradi che farsi 10 minuti a piedi.

      • Gabriele Majo says:

        DavideO, mi consenta: come ho scritto nel post precedente una volta le curve cantano: Piove, piove, l’ultras non si muove… Ebbene a parte quelle 2-300 persone che ci sono sempre in casa e in trasferta e che denotano passione pura, tutti quanti gli altri, specie quelli che si sbizzarriscono sulle bacheche virtuali, si sono imborghesiti, oppure non hanno, o più facilmente, al di là della moda, mai avuto una vera passione, quella che ti fa andare oltre i limiti.
        Ora, lei scrive che è molto peggio avere una cuirva scoperta quando ci sono 2 gradi… Benissimo, ci si imbacucca ben bene, se si ha passione, e con questo ardore e calore si supera tutto. Tra un annetto circa, quando la Curvba sarà coperta, ma non credo riscaldata, poi voglio vedere i numeri di chi ci sarà effettivamente…
        Il ragionamento, peraltro, è nato dallo scarso afflusso nella prevendita di Parma-Roma (poi i soliti lamentinio verranno a lamentarsi per le code dell’ultimo minuto ai RRbotteghini…) gara di Coppa Italia snobbata dalla moltitudine e che invece, al culmine della nostra parabola ascensionale, avrebbe meritato ben altra risposta. Però il problema non è solo attuale, ma si perde nella notte dei tempi, perché, come scrivevo prima, anche le gare di Coppa Uefa, temporibus illis, non portavano folle oceaniche. E allora rendiamoci conto di chi siamo, scendendo un po’ dal pero o dal piedistallo, senza continuamente bearci e crogiolarci nel nostro crederci migliori di altri

        • DavideO says:

          La mia non era assolutamente una polemica per la curva scoperta, personalmente quando posso vado indipendentemente dal tempo.
          Era solo riferito alla mancanza di parcheggio che mi sembra una giustificazione da poco. Penso che possa influire maggiormente stare al freddo che farsi 10 minuti a piedi.
          Poi sono assolutamente d’accordo sul fatto che il problema principale sia la passione.
          A questo riguardo, credo che il problema sia più riuscire ad attrarre tifosi giovani, che di solito sono più appassionati. Penso che da questo punto di vista la società si sia già mossa con iniziative per rendere il territorio più partecipe, ma sicuramente continuare in quella direzione non è una cattiva idea.

      • VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

        Ma vedi Davide tu sei di Parma e conosci.tutto.io il Paganini nemmeno so dov’e.

  6. VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

    In quanto al tifo nello stadio anche
    la squadra ci deve mettere del suo
    L’importante era vincere giocando
    come nel primo tempo anche DA VOMITO
    ma non si può incitare una squadra che
    non fa VERAMENTE NULLA per meritarsi
    gli applausi ed entra in campo senza voglia,
    apaticae deconcentrata sbagliando SEMPRE
    due passaggi di fila e infatti solo e
    sottolineo solo dopo che il primo tempo
    era finito, i giocatori sono usciti dal
    campo sotto i fischi cosa rara perché
    di solito anche,quando si gioca da cane
    i giocatori non vengono mai fischiati
    e quindi per essere fischiati i nostri devono aver
    giocato veramente male.
    Poi nel secondo tempo c’e stato impegno
    concentrazione, grazie al GENIO e
    si è vinta la partita è allora ci
    sono stati scroscianti applausi.
    Se tu entri in campo solo CON.LA CARCASSA
    e deconcentrato non puoi pretendere di
    essere applaudito.
    SE VUOI. DEVI DARE.
    W la curva MATTEO BAGNARESI

    • Luca Russo says:

      Così, però, viene meno l’essenza stesso del tifoso, che in quanto tifoso dovrebbe innanzitutto sostenere la squadra, anche quando è in difficoltà, anche quando gioca male, soprattutto quando è in difficoltà, soprattutto quando gioca male. Altrimenti non si è più tifosi, ma clienti, per cui ti rendo qualcosa solo se tu mi dai qualcosa, salvo poi lamentarsi del calcio moderno e lagnarsi che i calciatori di oggi sono tutti i mercenari. Lo diventano pure i tifosi, se iniziamo a ragionare in questi termini. Chi è ex atleta può comprendere quanto bene faccia sentire alle spalle la spinta e l’entusiasmo dei propri tifosi, ma ormai qui si dà tutto per scontato.

      • VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 says:

        Ma non si può incitare una,squadra con dei giocatori
        che non s’impegnano che non onorano la maglia
        fregandosene della partita.
        Sulla,panchina notavo il GENIO che era incazzato
        come un’aquila reale o se preferite come una bestia al macello.
        Ricordo che non vedevo l’ora che finisce il primo tempo, mi dicevo
        “Se nei minuti finali non becchiamo gol, poi ci pensa il GENIO a dire nello spogliatoio quello che va detto a quei lavativi”
        e infatti….

  7. Simone T. says:

    Velenoso per una volta non ha detto stupidate. Il problema del Tardini è che di certo non attira tiffosi, sopratutto di sera e in inverno.
    Se poi vogliamo aggiungere che si gioca alle 21:15 con il rischio di arrivare sotto zero il gioco è fatto. In Torino Genoa in coppa italia ci sono stati 4000 paganti….ho detto Torino eh?
    Quindi non mi stupisco più di tanto per certi numeri. La Coppa italia non è una novità che non abbia un grande appeal,è risaputo. Per la qualità del tifo invece concordo…stiamo raggiungendo dei livelli imbarazzanti

    • Gabriele Majo says:

      Ci sono esempi positivi (vedi il Lecce l’altra sera, ed era lunedì in notturna anche per loro, con 1.000 km per i non trapiantati al Nord, o la Spal, che ultima in classifica porta in giro un migliaio abbondante di tifosi per la Penisola ogni volta) ed altri negativi (vedi Torino), ma, corbezzoli, qui siamo a Parma, all’apice della nostra parabola ascensionale, dove dovrebbe esserci entusiasmo alle stelle, invece che un popolo (e il nostro spazio commenti ne è specchio eloquente) di brontoloni, spacca-maroni, che han anche la presunzione di capirne di pallone (salvo prender cantonate in faccia) e si permettono l’ardire di fischiare quella che dovrebbe essere la propria squadra, all’intervallo di un match tatticamente bloccato (e meno male che non badano solo al risultato, dailà, non pigliamoci per il deretano) e che una volta sbloccato improvvisamente è diventato spettacolare, rianimando il tifo soporifero. C’è chi a vanvera ha scritto “vergogna” in questi anni nelle bacheche social (tipo Ancona, calunniando): vergogna, dico io, a chi fischia una squadra settima in classifica, che sta andando ben oltre i propri limiti e confini. Solo dopo la rete del biondo platinato Iacoponi hanno iniziato a sostenere la propria squadra, per nulla capendo che il bisogno era prima, nella necessità.
      Purtroppo la serie D era una moda, col ritorno dei cinquantenni che 25 anni prima avevano seguito la moda del primo Parma in serie A. Appunto una moda, che solo per qualcuno è passione vera, quella che ti fa fare “pazzie” come appunto macinare chilometri per le trasferte (dove abbiamo numeri impietosi) o almeno venire in casa, nonostante, in alcuni settori, l’ospitalità non sia il massimo. Ma una volta gli ultras cantavano: piove l’ultras non si muove, oggi ci si è imborghesiti, se si sta a casa se c’è troppo caldo o troppo freddo!
      A parte che ricordo bene come venivano snobbate le gare di Coppa Uefa, persino durante l’epoca dell’Amministrazione Straordinaria, quando arrivare in Europa e rimanerci (vedi il 2004-05 fino alle Semifinali) era meno faciule che durante la grandeur, ma appunto non si sapeva cogliere l’eccezionalità dell’evento.
      E oggi con la presunzione di allora ancora si dà di naso a una partita come quella “eccezionale” di Coppa Italia con la Roma! La verità è che non meritiamo questi palcoscenici, perché non ci sappiamo rigenerare, non sappiamo gustare il buon brodo grasso, siamo diventati vegani della pelota… Con questi chiari di luna il pericolo è quello di naufragare, sparire, senza più nessuno che ci lanci, come i Magnifici 7, una ciambella di salvataggio per farci credere che siamo sul tetto del mondo o quasi.

      • lorenz says:

        Il problema però non si presenta solo in Coppa Italia o Coppa Uefa/EL. In campionato abbiamo si 13.000 abbonati, un buon risultato anche se non entusiasmante, ma avere l’abbonamento non significa essere presente. Ho spesso notato che nella partite normali, escluse le big, le presenze sono molto inferiori agli abbonati. Le immagini della curva nord nella partita della scorsa stagione con la Samp sono li da vedere: è vero pioveva ma la Nord era mezza vuota, una cosa imbarazzante. Per non parlare della curva sud riservata ai parmigiani/ parmensi, in cui in ogni partita si possono contare ad uno ad uno, 20/30 spettatori al massimo. Per quanto riguarda le trasferte le spiegazioni plausibili sono poche ma pesanti: i prezzi dei biglietti spesso esagerati, le distanze che spesso sono notevoli, la comodità di Sky e…la pancia già piena (?).

        PS per Majo:
        chiamare più volte Porcellotti Carlo Ancellotti, uno dei più grandi giocatori/allenatori della storia del Parma, si può considerare espressione di opinioni e di critica oppure è solo un volgare insulto?

        • Gabriele Majo says:

          Grazie, invito Davide alla moderazione, perché in effetti il troppo storpia…

          Per le trasferte il problema è la pancia piena, non solo Sky… Sioamo una tifoseria comodosa… Anche perché gli alibi indicati valgono anche per gli altri, anche per chi ha molto meno di noi per essere felice, vedi il Lecce (1.500 sugli spalti lunedì sera nonostante siano scoperti, la copertura, viceversa, della tv, il freddo e blablabla) o la Spal. Ribadisco: siamo al settimo posto, e ci attende una gara di Coppa Italia con una big con prezzi popolari…

  8. Simone T. says:

    Dai direttore, sa meglio di noi che la coppa italia è ignorata un pò in tutta Italia fino a che non arriva la semi finale / finale, dove allora gli stadi sono quasi pieni. Fino ad allora è seguita poco o nulla e questo non solo a Parma, lo sa meglio di me.
    Dal punto di vista degli abbonamenti non siamo da meno delle altre società del nostro bacino di utenze, anzi…e anche questo lo sa meglio di me. Dal punto di vista del tifo sono pienamente d’accordo. Non so per quale motivo, ma l’involuzione è allarmante. C’era molto più tifo in d che in A e questo è allucinante. Idem per le trasferte ovviamente.
    Sta di fatto che spesso e volentieri anche le società snobbano la coppa italia, mettendo in campo le riserve per non compromettere il campionato, quindi dire che siamo di fronte ad un concorso di colpa, non crede?

    • Gabriele Majo says:

      Siamo molto bravi a trovare degli alibi e a criticare il prossimo, senza mai accettare serenamente le critiche quando sono rivolte a noi: è questa l’amara verità, che, nei bei tempi andati, provavo anche sulla mia pelle, perché certe cose le dicevo anche una volta, salvo esser schiacciato come il grillo parlante…

      E allora: è vero che la Coppa Italia è generalmente snobbata, nessuno lo mette in dubbio, ma la nostra diversità parmigiana dov’è? La verità è che adesso, arrivati là dove ci compete (ma chi lo ha detto, poi, che ci compete essere lì…) ci siamo seduti. Peraltro chissà se siamo stati mai in piedi… Insomma: come argomentavo prima, il Parma è stata una moda agli inizi degli Anni Novanta, grazie ai successi genuini (direi pre-biologici) di Scala, con i 25enni di allora tramutatisi in cocoon col ritorno in serie D che pure faceva moda. Così come ora fa tanto moda sparare corbellerie sui social o con gli audio di whatsapp dove tutti pontificano e spargono fake news, alle quali i pescioloni abboccano, trasformandosi in inconsapevoli ripetitori…
      Allora: poche balle. Grazie alla Coppa Italia il Parma aprì il suo ciclo vincente battendo la Juve, e approdando alla Coppa delle Coppe con Wembley e compagnia bella. Noi parmigiani dovremmo essere affezionati alla Coppa Italia, o no? E allora io dico: con prezzi popolari e la squadra al settimo posto (uno in meno del tanto idolatrato Cagliari che non mi stupirei facesse un ritorno tipo il nostro dell’anno scorso) è uno scandalo che ci siano pochi supporters sugli spalti.
      Ieri sera in Inter-Cagliari, che non mi pare fosse già la Semifinale o la Finale (ma un Ottavo in gara secca come la nostra) non mi pare che abbiano fatto eccessivo turn over le due squadre che appunto ci tenevano a passare il turno (specie i nerazzurri di Conte, cui manca questo Trofeo): è chiaro che per arrivare in finale devi giocare anche i turni precedenti, capisco anch’io che parma-roccacannuccia alle 21.15 di giovedì potrebbe non richiam,are persone, però dico io, la Roma, già regolata poco tempo fa, non attira nessuno? A nessuno gliene impipa di sostenere i Crociati in un match che potrebbe regalarci la Juve, tra l’altro giocando al Tardini così non abbiamo neanche da scioperare per i prezzi? Le cose vanno contestualizzate: una partita con la Roma, con la squadra al settimo posto, altrove farebbe fare l’esaurito, pur trattandosi di un ottavo di Coppa Italia.
      Poi vedo anche certo comico “terrorismo” che fa cerchiare di rosso questa partita come problematica per le forze dell’ordine: ma, dico io, saranno al massimo 4.000 persone, certo con 1.000 e foprse qualcuno di più romanisti e la si considera gara a rischio? Diamo altri alibi alla gente per stare a casa…

  9. Simone T. says:

    Ah dimenticavo…ricordo che il Lecce erano parecchi anni che non calcava i campi della serie A, un fattore entusiasmo ce lo vogliamo mettere? Quanti tifosi pensate possano aver viaggiato dal salento lunedi per venire a vedere la partita? Sappiamo tutti che al massimo ci saranno stati un paio di pulman e il resto sono residenti a Parma o provincia…abbiamo una comunità salentina di tutto rispetto, lo sanno anche i muri

    • Luca Russo says:

      Erano 7 anni che il Lecce mancava dalla massima serie, cioè dal 2012. Noi dal 2015 al 2018 abbiamo mangiato polvere. Credo che al livello di fame di gran calcio non debba esserci tutta questa gran differenza, ma mi chiedo: se la comunità parmigiana di Milano (per fare un esempio) fosse nutritissima, a San Siro riusciremmo ad andarci in 1.500?

  10. Simone T. says:

    Poi vogliamo aggiungere 20 euro per vedere un ottavo di cotta italia il giovedi sera alle 21:15? E’ vero, c’era la prelazione, ma a mio avviso una prelazione a 10 e 15 per i ritardatari avrebbe attirato forse più gente allo stadio.
    Sicuramente il pubblico di Parma, come di molte altre realtà, purtroppo si è imborghesito, ma il sistema calcio non fa neanche nulla per fare avvicinare la gente allo stadio, anzi…

  11. Luca Battaglia says:

    La qualità dell’attaccamento alla squadra, a parte lo zoccolo duro in casa di 8/9.000 spettatori e di 3/400 in trasferta, è da lega pro. Molti fanno l’abbonamento non da tifosi del Parma, per poter vedere le 5/6 partite con le big del campionato. In trasferta poi è una pena se si va a Bologna in 7/800 o a Milano in 500….. poi a fine primo tempo si fischia la squadra solo perchè era un pò in difficoltà. Qualcuno qui ha avuto il coraggio di temere “l’onda barbarica degli Atalantini” non conoscendo le dinamiche ultras di certe squadre, ma parlando giusto per dare fiato alla bocca. Oppure da Lecce saranno stati al massimo 2 pullman: di lunedì, 3000 km, in quanti da Parma con la squadra quart’ultima si sarebbero mossi? i soliti 100 sempre presenti. Siccome sono uno di quei 100 mi permetto di scrivere certe cose. I tempi della D, giusto, per molti, un’occasione per fare sfilate di moda in tribuna, sono finiti: grazie a Dio certe persone sono tornate alle loro occupazioni serali e domenicali, non se ne sente la mancanza di certo. Perciò facciamo meno gli snob, ipercritici/saputelli/allenatori e tiriamoci su le maniche aiutando questo gruppo eccezionale a continuare in questa favola. Altrimenti ci sono altre 9 partite da vedere, nessuno è obbligato ad assistere a quella del Parma.

    • Gabriele Majo says:

      Quoto in toto, salvo che in un passaggio: purtroppo i “modaioli” non è che se ne siano tornati alle loro tradizionali occupazioni: purtroppo, infatti, poi ci flagellano attraverso improbabili esternazioni social, oh yes così di moda anche per gli over 60, farneticando del Parma (e non solo)…

  12. Simone T. says:

    Sono il primo direttore, a criticare il nostro tifo per qualità, ma non mi sento di criticare chi non va allo stadio alle 21:15 del 16 gennaio.E una critica a chi pensa a certi orari in pieno inverno no? L’altra sera Torino Genoa è finita a mezzanotte?Le sembra normale?
    Sono abbonato dal 1990 e sinceramente mi sono rotto il cazzo di dover fare sacrifici per andare a vedere una partita di calcio. Non bisogna sacrificare sempre i tifosi in questo mondo, per agevolare non so quali interessi, perchè alle 21:15 anzichè le vecchie 20:30 non capisco quale senso possa avere. Poi li vuole chiamare alibi?Ok , ma non è che debbano sempre e solo avere ragione chi decide e noi genufletterci sistematicamente.

    • Gabriele Majo says:

      Non nascondiamoci: l’affluenza sarebbe stata scarsa comunque anche alle canoniche 20.30. Le 21.15 è un orario televisivo, per consentirne la visione ai comodosi

      Però basta dare sempre la colpa agli altri…

  13. Simone T. says:

    Ok, capito…sempre colpa dei tifosi…ormai è un classico

  14. Luca Battaglia says:

    Sula qualità del tifo il problema maggiore è quello delle nuove generazioni: basta darsi un’occhiata in giro e la fascia tra i 16 e i 20 anni passa la maggior parte del tempo a guardare il proprio smartphone: in questo modo è impossibile seguire la partita (problemi loro) ma soprattutto partecipare ai cori con enfasi ed entusiasmo. In certe curve i telefonini volano in campo se ne viene abusato l’utilizzo: certo non arriviamo a certi estremi, ma una sana via di mezzo sarebbe plausibile. Inoltre sono presenti, nelle parti laterali della curva, persone che vogliono vedere la partita comodi, seduti e a cui non frega nulla tifare; in questo modo il tutto si riduce ai soliti irriducibili nel mezzo, 3/400 persone. Ma Parma è questa, speravo che dopo il purgatorio degli anni scorsi qualcosa fosse cambiato…. poi basta fare un giro sui social e ti accorgi di quanto tempo la gente ha da sprecare in cazzate. E per quanto riguarda giovedì spiace pensare ad uno stadio vuoto, però anche gli organizzatori hanno messo un bel carico da 90….. Buona giornata.

    • ZALVERMAN says:

      in effetti, a parte il discorso tifoso made in Parma, purtroppo concordo che i giovani sembrano non avere senso di appartenenza e di partecipazione (non solo nello sport).

  15. Paolo G says:

    In linea di principio sono d’accordo con Majo che per un Ottavo di Coppa Italia a eliminazione secca, per di più contro un avversario prestigioso, ci sarebbe da aspettarsi una buona affluenza di pubblico.
    Però è anche vero che in Italia, ormai da diversi anni, il prodotto ‘Calcio’ allo stadio attira sempre meno. A parte le eccezioni Inter degli ultimi 2 anni, Juve (che vince sempre e ha uno stadio piccolo e confortevole), per il resto si vedono ovunque praterie di seggiolini vuoti. Udine ha lo stadio nuovo, bello e presumo comodo ma ciò che si nota è la policromia dei seggiolini…
    Poi è anche vero che a Parma c’è sempre stato un tifo un po’ distaccato.
    Le lamentele per lo scarso seguito in trasferta c’erano anche nei ruggenti anni 90 quando la qualità dello spettacolo era superiore e la tv era meno invasiva.

  16. morosky says:

    IO MI POSSO PERMETTERE DI ALZARE ENTRAMBE LE MANI:

    so che vado ripetendomi ma, A FINE LUGLIO 2019, il sottoscritto, battezzato profeta su STADIO.TARDINI, aveva pronosticato 26 punti ( superati dai ragazzi, 28 ) e ben 50 a fine campionato:

    il primo step è stato superato
    per il ritorno…VEDREMO …

    ALZO ENTRAMBE LE MANI ….

    moro morosky …PROFETA

  17. morosky says:

    Per quanto riguarda i GIOVANI, per dimostrare che hanno dei valori

    ( vita, testa, educazione, cultura, …ecc ecc ) ,

    dovrebbero DIMOSTRARE QUALCOSA di CONCRETO, …

    usare il cervello, non copiare le mode, vestirsi in modo diverso e NON TUTTI UGUALI….jeans corti, SENSZA CALSETT, pancina scoperta, giubbottino trendy e tutt uguel, ….UNIFORMATI, OMOLOGATI, CLASSIFICATI, INQUADRATI ….
    ..
    sveglia ragazzi ….OPEN YOUR MIND …ma, a la svelta, sensza perdar tropp temp ..

    val dig mi …
    can ni so miga ..

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