IL COLUMNIST di Luca Russo / SE L’ATALANTA CORRE “TROPPO” COME UN TEMPO LE SPAGNOLE…

20 Feb 2020, 14:00 11 Commenti di

luca russo 06 01 2020(Luca Russo) – Un tempo, dopo certe partite di Champions League, si urlava, con fare sguaiato, che “le spagnole corrono troppo”. Adesso a correre troppo, tanto, sempre e senza soste è l’Atalanta. Una roba che se con la stessa intensità e la stessa continuità corresse una a caso tra Inter, Juventus e Milan, l’italiano medio darebbe sfogo alle peggiori dietrologie possibili. Del resto è lo stesso doppiopesismo tutto nostrano per cui in presenza di una Lazio eventualmente scudettata non si stilerebbero classifiche comparate “con” e “senza errori arbitrali”, sebbene gli uomini di Inzaghi di favori ne abbiano incassati a ripetizione (e qui a Parma lo sappiamo benissimo), cosa che invece accadrebbe se lo scudetto dovesse restare sulle casacche dei bianconeri di Sarri o finire su quelle dei nerazzurri di Conte. Ma, per tornare a noi, a correre così bene sono gli orobici, per cui va messo al bando chiunque non supporti la narrazione della favola della provinciale che si fa spazio e si fa grande tra le grandi d’Europa. Peraltro il cammino dei bergamaschi nella coppa dalle grandi orecchie dimostra quanto il peso specifico di questa competizione sia stato via via sminuito e svilito da chi la gestisce, a dispetto dell’immensa e sconfinata visibilità mediatica di cui gode. In un girone incredibilmente abbordabile per un club inserito in quarta fascia ai nastri di partenza, la Dea è riuscita a qualificarsi nonostante un avvio caratterizzato negativamente da tre sconfitte sconfitte consecutive e avendo collezionato appena 7 punti, gli stessi che non sono bastati all’Inter per superare il raggruppamento di ferro che le è toccato in sorte (Barcellona dalla prima fascia, Borussia Dortmund dalla seconda) malgrado avesse un ranking migliore degli uomini di Gasperini. Se poi si ripensa al Napoli che nel 2013 fu eliminato dall’alto dei suoi 12 punti, si capisce come in Champions il fattore casualità spesso prevalga sui meriti. Spesso, non sempre: l’anno scorso l’Ajax ha dovuto sgomitare con Bayern Monaco e Benfica nella fase a gironi, col Real Madrid agli ottavi e la Juventus di Cristiano Ronaldo nei quarti, salvo fermarsi sul più bello nei minuti di recupero della semifinale di ritorno col Tottenham, che avrebbe comunque schiuso le porte ad una finale durissima contro il Liverpool. Sotto questo aspetto l’Atalanta (gruppo di difficoltà medio-bassa e un abbinamento non proibitivo agli ottavi) sta avendo assai più fortuna, vita molto più facile e un percorso simile a quello dell’Italia ai mondiali del 2006, allorquando i primi avversari seri si materializzarono solo al penultimo (Germania) e all’ultimo atto (Francia). In tal senso credo che in Uefa sia giunto il momento delle opinioni forti e di decisioni che ne siano il riflesso. Visto e considerato che la fu Coppa dei Campioni è già piuttosto “inquinata” da sorteggi più o meno favorevoli e da serate più o meno storte, si abbia il coraggio di accentuare questo suo tratto distintivo e di valorizzare la sua “collaborazione” con la Dea Bendata, si faccia un passo indietro e si ritorni al torneo che prevedeva esclusivamente doppi turni ad eliminazione diretta e la sola partecipazione delle squadre vincitrici della massima divisione del proprio paese; o, al contrario per renderla più meritocratica, la si trasformi in un campionato con girone di andata e girone di ritorno in cui tutti incontrano tutti. Perché se vuoi fregiarti del titolo di Campione d’Europa, devi affrontare più avversari e più partite; se invece ti “accontenti” di vincere la Coppa, allora basta e avanza questa formula qua in cui le sliding doors contano più della bravura.

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11 Commenti a “IL COLUMNIST di Luca Russo / SE L’ATALANTA CORRE “TROPPO” COME UN TEMPO LE SPAGNOLE…”

  1. FORZA PARMA says:

    Quindi?? Giuro che non capisco cosa vuoi dire

  2. Luca says:

    Strano che Russo critichi l’Atalanta. Non lo fa mai :D

  3. FORZA PARMA says:

    Allora visto che non mi hai risposto di là, te lo richiedo qui:
    Luca Russo
    Le statistiche del ns campionato mettono in testa alla classifica di chi corre di piú 1a l’Inter e 2a il Parma.
    Quindi?? Fammi capire dove vanno a finire le tue allusioni sull’Atalanta che corre piú di tutti (cosa non vera peraltro).

    • Luca Russo says:

      Come ho già specificato in precedenza, l’oggetto delle mie critiche è il doppiopesismo tipicamente italiano nella valutazione di ciò che accade sotto i nostri occhi, per cui se a correre come corre l’Atalanta fosse il Milan si darebbe sfogo alle peggiori dietrologie possibile. Poi, mi scusi, ma non ho ancora trovato la parte in cui avrei scritto che l’Atalanta corre più di tutti. A tal proposito, però, credo sia più interessante e indicativa la classifica dei chilometri percorsi in accelerazione.

  4. Davide says:

    Russo io condivido e in ogni caso qualche dubbio viene. Ieri ascoltando Andrea D’Amico ospite di una trasmissione radiofonica su Radio 24 mi hanno molto colpito le sue parole a proposito dei metodi di Gasperini.D’amico (che non è l’ultimo arrivato) ascriveva alla c.d. particolare” preparazione fisica dello staff bergamasco/bianconero la ragione degli attuali successi dell’allenatore bianconero ballerino. Come raccontava D’Amico, Gasperini tra le altre cose non sopporta i giocatori convalecenti, claudicanti e mezzi infortunati sempre. Quando in estate si raccontava di Inglese bramato dall’Atalanta si raccontava la più grossa c…a del pianeta. Diciamo che l’Anedda degli allenatori da noi o a Bologna (altra piazza con infortuni seriali) andrebbe incontro a rischi di infarto per l’incazzatura.

  5. Lupo says:

    Di base sarei a favore dell’idea di una coppa dei campioni con più ‘campioni’ ma poi avremmo le prime fasi con match tra squadre blasonate e team di impossibile pronuncia con scarso interesse e praticamente a senso unici… Quindi preferisco di gran lunga questa formula. Match importanti fin da subito e molto spesso anche da dentro o fuori. Riguardo l’Atalanta non ci trovo nulla di strano. Gasperini ha in mano un bel giocattolo e finché quei tre li davanti fanno gol si può aggiungere poco. Fortunati? Certo. Ma tutti quelli che vincono lo sono. Aiutati? Certamente, del resto quando Doni combinava la partita con il Crotone forse ci siamo tutti accontentati di qualche inquisito, di qualche condanna ridicola, e della solita giustizia italiota, innamorata delle storie di redenzione, dove chi si reputa più furbo del suo avversario viene premiato, preso per un orecchio e poi gli viene detto ‘non farlo più!’. In fondo mi sembra che Masiello giochi ancora giusto? Ma lo sport in Italia é anche questo. Qualcuno ha detto Calciopoli?

  6. Siberianhusky says:

    La domanda giusta sarebbe del tipo … È nato prima lo sport professionistico od il ricorso alle “bombette” ?
    In Spagna non esiste legislazione antidoping e la ragion di stato ha bloccato le poche inchieste sul fenomeno. Vedi il caso del Dr. Fuentes, dove quando si poteva risalire ai tantissimi clienti Spagnoli è calato il sipario. Quelli stranieri invece sono stati giustamente puniti dalle loro autorità sportive.
    Ci fu il caso di un famoso ciclista Spagnolo che non veniva a correre in Italia perché sarebbe stato arrestato sulla base di un’indagine aperta dalla nostra magistratura.
    Nel calcio la condizione fisica è importante, ma da sola non basta, se non c’è capacità tecnica. Come spiegava Liedholm a chi gli chiedeva perché Di Bartolomei fosse uno dei suoi giocatori preferiti ” la palla viaggia più veloce di qualsiasi avversario “

  7. Pencroff says:

    La spagnola Sa correr così, tutto il giorno la notte e il dì