DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (3^ puntata) – LA DOMENICA DEL SILENZIO: STADI CHIUSI, ZERO BOATI E IL RUMORE DEL PALLONE MESSO IN FUORIGIOCO

15 Mar 2020, 19:00 2 Commenti di

Luca Savarese(Luca Savarese) – Non è facile passare, in rapida successione e senza alcun preavviso dalla liturgia della domenica del pallone millenaria, intangibile, sacrosanta, ad un’altra senza nessun canovaccio prestabilito, dove la partita si gioca in casa, tra divani, attenzioni scrupolose e fornelli. L’iter consueto dell’homo domenicalis calcisticus era, prima dell’incombere del Coronavirus, il seguente: mattino santa messa, poi un giro nella pasticceria di fiducia a prendere un cabaret di paste, l’immancabile pranzo domenicale, dove già all’arrivo del secondo, le antenne del cervello scattavano e cercavano collegamenti con le antenne delle radio e delle tv: fosse anche una briciola di notizia, un accenno alla probabile formazione, ah che manna per noi assetati cagnolini. Poi, quando il caffè annunciava il suo aroma, ecco l’attacco di Tutto il calcio, digestivo puntuale per chi la giornata la seguiva dalla propria abitazione, pronto sottofondo per chi, cuffiette alle orecchie, decideva di vivere il campionato a passeggio, discreto compagno auricolare per chi invece, tra i banchi di qualche italica tribuna stampa, viveva giornalisticamente dal vivo l’evento. Insomma, questo rito, che credevamo indefesso se non immortale, aveva un suo compagno, un alleato fisso: il rumore. Quello del battito del pallone, che sui sagrati o negli androni dei cortili, anticipava, tra ragazzi picareschi, l’inizio delle partite. Quello della radio, che gracchiava prima di trovare la stazione giusta, quello dello speaker, che annunciava, negli stadi, le distinte delle formazioni, quello dell’altoparlante, che notificava le sostituzioni. Quello della gente, che sfollava, sigarette o caffè alle labbra, alla fine del gioco, una volta scesa dalla giostra delle tribune, tra improperi o peana, a seconda degli abbagli o dei lampi dePALLONE SGONFIOi loro beniamini. Ecco che più che le partite in sé, oggi, quello che ci è mancato di più, è stata proprio questa fenomenologia del rumore applicato alla nostra domenica del pallone. Il Tardini, San Siro, il Marassi e gli altri templi come le chiese, sono rimasti chiusi, un agglomerato di prati e mattoni in attesa di essere rifrequentati da questi vivaci rumori, ammutoliti da questo Virus. A casa e da casa, certo si possono vedere antichi filmati, gustose rovesciate di Rombo di Tuono, vedere Scozzarella che legge le favole di Gianni Rodari alla sua prole, ma la tiritera di quel vociare della domenica del pallone, no, non si riesce proprio a ricreare, neanche con l’App più sofisticata. Luca Savarese

#Terza puntata Domenica 15 Marzo 2020

Carmina Parma, In Evidenza, News

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2 Commenti a “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (3^ puntata) – LA DOMENICA DEL SILENZIO: STADI CHIUSI, ZERO BOATI E IL RUMORE DEL PALLONE MESSO IN FUORIGIOCO”

  1. Luca says:

    Ci consoliamo con le “balconate”.

  2. Maria Teresa says:

    Sì, speriamo si possa presto risentire ” l’aroma” e ” il rumore” del calcio… grazie Luca Savarese per il tuo articolo!

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