CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / HABEMUS PALLONEM

29 Mag 2020, 13:00 7 Commenti di

gianni barone fase 2(Gianni Barone) – «Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus papam (pardon pallonem)». Così al termine del Teleconcistoro Governo – parti sociali del calcio, Federazione, Lega ed assimilati – con il viso felicemente (sic) contrito del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che fa a pugni con l’eminentissimo e reverendissimo significato dell’annunzio. Dopo tante fumate nere, ed oltre cinquanta sfumature di fumate grigie. finalmente ecco quella bianca – pallida sin che si vuole – di ieri sera, che sancisce la ripresa del campionato dopo 80 giorni che hanno sconvolto il mondo e non solo quello del calcio. Bianca e pallida come i nostri visi post lockdown che, in tema di calcio che risorge, accompagnano con forza il motto «Corvo Covid non avrai il mio scalpo». Qualcuno parla di tempo infinito che prima o poi finisce, in questo caso è sembrato un «poi» pieno di smentite, scetticismi, pregiudizi e maldicenze condite da cali da parte di chi è apparso, solo in apparenza, forse, nemico del calcio. Al contrario di quel tenace tessitore di Gabriele Gravina che ha sfoderato la stessa determinazione che lo aveva contraddistinto, anni fa, nel condurre in serie B, il miracolo del suo Castel di Sangro. «Adesso, per favore, smentiamola (e smettiamola) con la storiella che il Governo ed io avessimo dubbi sull’importanza del calcio». Così ha chiosato Spadafora, definito da Barbano del Corsport, il ministro più neghittoso, più indifferente, più inaffidabile, che il calcio vincenzo spadafora si al calciopotesse aspettarsi. Giudizio alquanto tagliente, nel solco della crociata anti-Ministro dello Sport intentata dal quotidiano sportivo diretto da Ivan Zazzaroni, nei confronti di chi, invece, sostiene di aver lavorato tanto per far ripartire tutto lo sport, calcio compreso, in sicurezza. E’ ovvio che il giuoco delle parti vada sostenuto fino in fondo, anche dopo il risveglio del Campionato che risveglia una parte dell’Italia, da sin troppo tempo assopita. Alla fine hanno vinto tutti, vincitori e vinti che si mescolano in un trasformismo di idee senza precedenti, in cui sembra lecito scambiarsi le parti al fine di giungere, tutti dalla parte giusta, quella che tiene al bene del calcio che non poteva e non doveva, per nessun motivo al mondo, arrendersi. Si accetta il verdetto a GABRIELE GRAVINA PRESIDENTE FIGCdenti stretti, in questo regime chiamato libertà, dove tutti sognano uno Stato autorevole e cittadini responsabili (e non solo cattivi), ma, dopo una sequela di divieti infinita, che però finisce, si devono accontentare solo delle date certe, al momento, per porre fine a quella strana sensazione e voglia di harakiri, che a giorni alterni, aleggiava sul calcio di serie A, per colpa di pavidi, furbastri e intransigenti esperti, ancora non si è capito, di cosa. Ora il pallone ritrovato rotolerà sui campi vuoti, ad orari inconsueti (inconsulti), secondo uno dei tre slot, finora presi in esame, e forse prevarrà quello con gare in onda, rispettivamente, alle 17.15/19.30/21.45 a partire Parma_Associazione_Calcio_-_Coppa_Italia_1991-1992_-_Lorenzo_Minottidal 20 Giugno. Prima c’è la Coppa Italia, già della discordia (figurarsi), che vedrà le 4 Semifinaliste in campo dal 13 e 14 Giugno in gare, emendate a priori, (non il magazziniere del Parma), dallo spettro dei supplementari, in caso di parità, che non ci avrebbe, come successo in passato, allontanato dal piacere del maccherone fumante. Le milanesi hanno già dichiarato di non gradire la compressione del programma in tre/quattro giorni proprio alla vigilia del tour de force del Campionato. Non si è mai contenti di niente nemmeno dell’idea dell’assegnazione rapida di un titolo in una manifestazione mai tanto gradita dalle grandi. Si dovrebbe essere tutti felici per la ripresa, ma già qualcuno lo è meno di altri. Si deve tornare alla normalità (limitata), fatta di prescrizioni e obblighi, solitamente, anomali e quindi anormali, con l’incubo, incombente, di nuovi contagi, e con l’incognita degli infortuni da mettere in preventivo in presenza di gare da disputare a ritmi serrati e ravvicinati. Però si gioca, anche se l’Inter per la partita di Coppa Italia contro il Napoli, paventa, per protesta l’impiego della Primavera. Come successe nel 1960/61, allorché, in occasione della ripetizione di una gara contro la Juve, sospesa sospetta invasione di campo a Torino, Moratti ed Helenio Herrera, che rivendicavano la vittoria a tavolino, moratti herrera 1961 juve-iner (primavera)decisero di non schierare la prima squadra. Si rigiocò e vinse 9-1 la Juve contro la Primavera dell’Inter in cui esordi,e segnò il gol della bandiera, un giovanissimo Sandro Mazzola, proprio nel giorno dell’addio in maglia bianconera di Giampiero Boniperti. Corsi e ricorsi storici, si dirà, che non contano molto, perché speriamo che ciò non accada visto che di tutto si ha bisogno tranne che di ulteriori ed inutili polemiche. E che il Campionato abbia finalmente il suo nuovo inizio, in chiaro in Tv o no, ancora non è dato sapere, purché si riesca, ipocrisie a parte, a mettere tutti d’accordo: chi ci ha sempre creduto e chi ha finto di farlo e ora, a parole, si dichiara soddisfatto. Gianni Barone

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7 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / HABEMUS PALLONEM”

  1. Luca says:

    E cosa speravano? Lo sapevano che il calendario sarebbe stato compresso per permettere di finire la stagione in tempo per la nuova.

  2. Davide says:

    Io vedendo Speranza (nomen omen) tenere un microfono coi guanti di lattice azzurri al gomito da chirurgo finché non vede rotolare la palla non ci credo. La quarantena di squadra è una follia del comitato teocratico salutista del Regime per bloccare tutto dopo mezz’ora dall’eventuale fischio di inizio. La sola cosa che possiamo fare è continuare ad abbassare la mascherina per sorseggiare uno spritz nelle vie della movida, dai Navigli a Via Farini, da Via Clavature al lungomare di Posillipo. Ogni Negroni gustato alla faccia degli ayatollah della salute, di Brusaferro, Speranza, Venturi, Galli e compagnia è come un mattone scagliato da Lecht Walesa contro la recinzione dei cantieri Lenin di Danzica che fece crollare il blocco sovietico. Che il popolino giovane di età o di animo levi il calice pensando a Speranza coi guanti di gomma e Galli che si augura nuove carcerazioni collettive draconiane (magari potrebbero dargli in mano uno schaker in un bar sarebbe utile).

  3. joe dimaggio says:

    anche un pangolino crudo, con un po di ortolina, e’ commestibile

  4. LG says:

    Ripartiamo tra gli ultimi e con la spada di damocle della quarantena di squadra in caso di una positività… non c’è una ratio a questa scelta anche xké facendo tamponi prima di ogni gara mi sembra che i rischi siano molto remoti (atteso che il rischio zero ovviamente non esiste).
    Comunque sempre e solo forza Parma!!

  5. Joe dimaggio says:

    Beati gli ultimi se i primi non arraffano tutto,da il pranzo a buffet IN SAMARIA. ( dal vangelo secondo joe)

  6. Quinto Potere says:

    E intanto la Pizzarotti SpA scappa dal Parma Calcio. Basta guardare le locandine delle edicole. Ma tutta la stampa asservita e ginuflessa muta e zitta. Tutto va bene madama la Marchesa.

    • Gabriele Majo says:

      Temo che Lei si sia limitato a sbirciare la locandina in edicola senza leggere l’articolo e soprattutto senza leggere gli articoli di chi sul web si è occupato della vicenda, ossia SportParma, che inizialmente aveva ripreso la “vulgata” della Voce di Parma, salvo apportare poi le giuste correzioni (https://www.sportparma.com/parma-calcio/parma-nuova-variazione-societaria.html) e Parma Today (http://www.parmatoday.it/sport/parma-calcio-nuovo-inizio-pizzarotti-continua-a-far-parte-della-societa.html).

      In ogni caso la stessa Voce di Parma, dentro l’articolo, non azzardava nessuna fuga dei Pizzarotti, ma si limitava a riferire delpassaggio delle quota dall’impresa a Pietro Pizzarotti a titolo personale (che avrebbe avuto così circa il 24% delle quote da solo):peccato però che la visura da loro citata del 18 Maggio 2020, sia stata nel frattempo superata da quella del 25 Maggio dove il pacchetto dei soci di Nuovo Inizio resta sostanzialmente il medesimo di prima. Ergo la notizia non c’è: perché non c’è nessuna fuga di Pizzarotti né in avanti, né dietro.