CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / GIU’ LA MASCHERA!

25 Giu 2020, 15:00 4 Commenti di

gianni barone sine maschera(Gianni Barone) – Giù la maschera! Non nel senso: abbassiamo le mascherine di protezione anti-Covid, e anzi usiamole a mo’ di foulard o papillon, ma giù la maschera da parte del Parma che, a detta dello Zio Bergomi, piaggeria a parte, gioca bene ed è stato costruito bene, e che finalmente mostra il suo vero volto: quello di una squadra pratica, equilibrata, risoluta guidata da un tecnico preparato, tatticamente flessibile, razionale nelle scelte, realista e non romantico che non rischia dall’inizio Kucka (autore del gol riparatorio tre giorni prima nella Torino Olimpica, perché gli serve integro, come ha spiegato in sala stampa a Marassi, per il futuro, anche come alternativa a Cornelius. Un tecnico che ora, pure lui, deve gettare la maschera sulle sue ambizioni e quelle della squadra. Un Parma all’ottavo posto che ha superato quelle che, gli espertologi di turno, avevano dichiarato le rivelazioni del campionato e cioè il Verona, dietro di 1 punto, e il Cagliari, di 5, non più quello dell’andata, e non perché al timone non c’è più Maran, che i vari Condò ci descrivevano come un grande tecnico mai abbastanza valorizzato, ma il masnadiero Coach Z ( Zenga) sempre pronto a cambiare, troppo spesso e volentieri, porto e veliero. D’Aversa no, non nasce come scienziato e filosofo, ma scalando le categorie dimostra di conoscere la materia quanto se non più o meglio degli altri, tanto celebrati, ad ogni piè sospinto, dall’Accademia dei talent che stravede per i Giampaolo o roberto d'aversa dopo genoa-parma 23 06 2020i De Zerbi. Soprattutto dimostra di essere molto abile nella gestione delle emergenze, prima, quando gli infortuni nella sua rosa fioccavano, e gestore delle risorse, ora, che ad organico completo, deve effettuare nell’inedito mini-torneo estivo, scelte conservative e propositive al tempo stesso. Una volta le scelte erano obbligate, adesso sono ragionate: non ama le critiche, i consigli, le etichette e le definizioni, qualsiasi siano, e da qualunque parte arrivino, non dice mai qual è il suo calcio (il suo numero il solito 4-3-3 o il rolandiano 2-4-1-4-9), perché il calcio non è di ognuno, ma di tutti, quindi quello che pratica è frutto del lavoro e della disponibilità di tutti coloro che ha a disposizione. Si direbbe un pragmatico all’ennesima potenza (alla n, come l’ex giampiero majo giuseppeGauso, oggi in invidiabile forma fisica seppur sempre in fieri), ma in questo caso si entra nell’area di ciò che lui gradisce di meno. È attentissimo ai mal di pancia di chi storce il naso dopo un pareggio esterno, alla prima post-Covid, contro un avversario agguerrito, sciupone, e in cerca di punti per risalire, non esitando a sottolineare con fermezza il suo disappunto. Al TG 5, nei titoli, post Genoa-Parma, si parla di una squadra con buoni giocatori guidati da un ottimo tecnico, lasciando intendere che il merito enorme è proprio suo nella esplosione di Cornelius, cecchino al momento infallibile (specie col Grifone, sei reti in due gare, chapeau), che al suo arrivo, l’estate scorsa, non aveva suscitato, nell’ambiente, pari entusiasmo di ora, vero e proprio idolo delle folle. In questi casi, come in quello di Laurini, autore a Marassi di due assist al bacio, non ci si può sottrarre dall’attribuire alla guida tecnica, la capacità di aver tratto il meglio da ciò in cui pochi avrebbero creduto. Il calcio non è né scienza e né filosofia, e gli allenatori non essendo necessariamente scienziati o ideologi, cornelius genoadevono saper capire, pensare, aspettare e se è il caso digiunare (figuratamente), nel senso di accontentarsi, è saper dare il massimo con il poco, oltre a inventarsi soluzioni e formazioni con le sole armi del buon senso e dell’intuizione. Ora che, senza tanti giri di parole, tutti danno per scontato la salvezza ed invitano società e squadra a gettare giù la maschera, in tema di ambizioni e obiettivi europei, noi ci chiediamo quale sarà il futuro di D’Aversa. Al Parma, in virtù del contratto in essere, o altrove vista la penuria, a livello di grandi squadre medio alte, di tecnici all’altezza del compito e della situazione? E’ ovvio che i precedenti di allenatori bravi in provincia è un po’ meno nei grandi palcoscenici, non mancano, vedi Gasperini e il suo flop all’Inter, dopo gli exploit al Genoa, che lo aveva costretto a ritrovare smalto e fiducia di nuovo in provincia, con il miracolo Atalanta ancora splendente ai nostri occhi e a quelli di Lotito, suo malgrado. Però certi destini sembrano segnati: quello di D’Aversa, realista e non romantico, ancora no. Questo campionato in appendice, che fa scrivere fiumi di parole solo su precedenti e statistiche su chi segna di più alle stesse squadre sulla scia di Cornelius anti-Genoa, speriamo fornisca altri spunti mariolino corsoper capire se si può avere il tempo e lo spazio per giocare bene e vincere. Ora che tutto ha preso a funzionare bene, attendiamoci un Parma, che, svelato il suo nuovo volto senza mascherina, possa veramente divertire. Un appunto, non certo al Parma, che ha subito due gol di cui uno, ininfluente, su rigore, a tutte le squadre e i relativi tecnici che hanno smarrito la strada dell’equilibrio difensivo e delle buone marcature. Fasi difensive allucinanti e allarmanti e non ci riferiamo solo al Genoa e al Sassuolo, che sono quelle, sotto quest’aspetto, che hanno iniziato peggio. Anche l’Inter di Conte, prossimo avversario del Parma, fra Coppa e Campionato,pierino-prati in fatto di amnesie non si è fatto mancare niente. Kulusevski, che a Torino era sembrato – almeno al Secolo XIX – sull’orlo della bocciatura, per una prestazione un po’ al risparmio, su sollecitazione, presumiamo del tecnico, ha lasciato da parte ogni tipo di prudenza e ha dimostrato che non può non permettersi il lusso di essere compassato o riflessivo, e che con la complicità attiva di Hernani, ha saputo interpretare in maniera molto proficua il ruolo di attaccante esterno stringendo al centro. Un po’ come faceva il compianto Mariolino Corso, sinistro di Dio, nell’Inter del Mago, che ci ha lasciato, pochi giorni fa, insieme a Pierino «la peste» Prati, ex 11 del Milan del Paròn. Entrambi ex miei compagni di studio a «Novastadio» di Visnadi su Telenova, qualche stagione fa. (R.I.P). Gianni Barone

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4 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / GIU’ LA MASCHERA!”

  1. Luca says:

    Ormai la bravura di Bobby è sotto l’occhio di tutti. Anche il suo critico più feroce lo ammira, quindi lo blinderei di nuovo. Con lui si può costruire un ciclo http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  2. mauromb says:

    Mi ha fatto piacere leggere nella seconda parte del bell’articolo dell’amico Gianni l’osservazione sulle difese… “allegre” di questo “nuovo” campionato.
    Ho ancora davanti agli occhi l’allucinante movimento di Colley su Lukaku, fin dall’inizio dell’azione, in occasione del gol di quest’ultimo contro la Samp; per contrappasso, ecco la geniale uscita di Ranocchia che crea buco e libera l’uomo per il vantaggio di Caputo; e, perchè no, l’attenta marcatura su Cornelius sul suo terzo gol…
    Ma va bene così: ci troviamo in una posizione di classifica che il più ottimista del mondo avrebbe faticato a pronosticare; a Marassi, il Parma ha giocato con una sicurezza ed autorevolezza rare; sinceramente, io penso ancora a racimolare gli ultimi 2 o 3 punti per la tranquillità più assoluta, ma che bello poter giocare senza l’angoscia del risultato a tutti i costi, abbinato magari alla concomitanza di altri risultati favorevoli!
    Resta da vedere e valutare se di fronte a prevedibili ottime offerte per il bomber vichingo, per il portiere ecc, sarà meglio resistere o realizzare succose plusvalenze…

  3. VELENOSO il vero valore aggiunto al sito fin dal lontanissimo 2012 says:

    Sento che domenica vinceremo per 2-1
    Cornelius sotto porta è freddo e glaciale.
    E implacabil
    Un vero vichingo.
    Sempre sorridente. in campo e fuori io
    ve lo dico sinceramente
    stravedo per lui.
    Grande colpo FAGGIANO.
    Chapeau

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