L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / ARBITRI, AUMENTANO I CASI DI SUPERBIA E VANITA’

06 Lug 2020, 16:00 2 Commenti di

PARMA FIORENTINA 003

(Luca Tegoni) – Mentre, anno dopo anno, alla ricerca di un centro di gravità permanente, l’istituzione arbitrale si consuma nella determinazione del fallo, ineluttabilmente, oggettivo, la discrezionalità insita nell’animo umano, il libero arbitrio, prende il sopravvento e gli arbitri fischiano e non fischiano rigori a casaccio, un po’ come capita, tutti insieme, in campo e in VAR. Aumentano i casi di superbia e la Vanità, intesa come peccato preferito dal Demonio (L’Avvocato del Diavolo, cit. Pacino), si diverte nella sua incessante coltivazione dell’incoerenza.

Così anche ieri il Parma può recriminare sull’operato dell’arbitro. L’uomo nero di ieri, Abisso (minchia!), ha portato a sei il numero di rigori fischiati contro il Parma nelle ultime cinque giornate. Lo stesso Abisso (minchia!) ha però interrotto il digiuno dagli undici metri fischiandone uno a favore del Parma.

A proposito di coerenza quando il Parma trova una squadra chiusa che non si fa mai trovare scoperta, un po’ catenacciara, anche senza mandare la palla in tribuna, dalla serie C ad oggi, perde. Eh, già, siamo ancora qua!

Il primo tempo della partita di ieri giocata al Tardini, sfavillante del proprio colore giallo, giallissimo con il sole mentre si abbassa, è stato soporifero. Fiorentina chiusa dalla propria organizzazione che riesce con un’azione e mezzo a fare due goals su rigore. Questa volta niente miracoli, nel secondo tempo invece Sepe si addestra in esercizi di ipnotismo evitando più volte al Parma di uscire di partita.

Con altri intenti riparte i Parma dopo l’intervallo e subito, dopo pochi minuti, riesce a dimezzare lo svantaggio con un rigore calciato da Kuçka.

Squadra lenta con molti giocatori in difficoltà, non credo sia una difficoltà fisica, tutto sommato le due squadre si sono equivalse nella lotta alla stanchezza.

Difficile capire perché giocano certi giocatori e non altri, per esempio manca molto il Barillà dello scorso anno al quale non si danno possibilità dopo l’arrivo di Kurtic, centrocampista titolare della squadra ultima in classifica, oppure perché non dare più fiducia a Laurini che ogni volta che ha giocato ha surclassato l’immagine sbiadita di Darmian.

E poi Pezzella, nelle ultime partite impiegato per pochi minuti in cui però ha saputo mettere in mezzo, e ben, più palloni che Gagliolo e Kurtic insieme, (grande stima per Gagliolo, comunque).

Se non gioca Scozzarella andiamo sempre in difficoltà a centrocampo e Kuko diventa instabile, nervoso continuamente a rischio di cartellini. Tante domande ci si può fare quando si perde. Immagino che quelle che si fa lo staff tecnico non siano le stesse o magari si ma le risposte sono diverse, tengono conto di fattori ignoti a coloro che sono esclusi dalle segrete stanze (spogliatoio).

Se poi infine si dice che l’obbiettivo non è ancora raggiunto e che bisogna mantenere alta la concentrazione e gli stimoli per farlo, allora, forse, quando si hanno trentanove punti a undici giornate dalla fine l’obbiettivo non era meglio cambiarlo?

L’Olimpico si è quasi sempre dimostrato troppo vasto per noi, disorientante, ma faremo sicuramente meglio di ieri.

Parma Fiorentina uno a due.

C’era un volta Morricone che ci ha lasciato un’infinita bellezza. Luca Tegoni

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Stadio Tardini

2 Commenti a “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / ARBITRI, AUMENTANO I CASI DI SUPERBIA E VANITA’”

  1. Luca says:

    Squadra lenta con molti giocatori in difficoltà, non credo sia una difficoltà fisica

    Ma certo! Abbiamo mollato mentalmente. Non sono un caso tutti i gol da polli che stiamo prendendo.

  2. Velenoso il valore aggiunto del sito fin dal lontano 2012. says:

    È una difficoltà mentale.
    E ora sconfitte su sconfitte
    fino a Lecce- Parma ultima di
    campionato che sarà decisiva.