PERRONE RIAPRE L’OMBRELLO

Sui giornali di oggi il delegato alla sicurezza torna sulle tensioni di domenica, ma non fa riferimento al disabile cui sarebbe stato sequestrato il parapioggia

perrone informazione interaStefano Perrone, delegato alla sicurezza del Parma FC, in un articolo di Matteo Billi dell’Informazione di Parma, ma anche la Gazzetta di Parma ospita una parte delle sue dichiarazioni che sotto riportiamo integralmente, torna a parlare del caso ombrelli in Parma-Chievo, ma non fa riferimento al disabile cui sarebbe stato sequestrato il parapioggia secondo le tante testimonianze arrivate a stadiotardini.com Del resto, da noi interpellato giorni fa, spiegò di non essere al corrente di questa circostanza. Sul giornale leggiamo che le norme da 5 anni a questa parte non sono cambiate, che è una questione di spazi occupati e che gli ombrelli sequestrati sono stati 1.500, tra cui quello di qualche bambino: «Se lascio passare il bambino con l’ombrello succede che appena qualcuno se ne accorge, rivuole anche il suo… E’ più complesso prendere una decisione di buon senso quando hai delle pressione esterne che ti limitano molto o ti impediscono la tua libertà di pensiero (non di azione). Lo steward che lavora da solo, è preposto a un servizio di cortesia però deve essere messo in grado di lavorare, domenica invece le condizioni per un certo periodo non ci sono state». Spunti di riflessione che non mancano e dibattito ancora aperto: da parte nostra la massima ospitalità, qualora lo desiderasse, ad intervistare il disabile. (gmajo)

Dal quotidiano l’Informazione di Parma:

perrone informazione dett«Riduce spazi e visibilità. Oltre a essere fonte potenziale di attriti». Stefano Perrone, delegato alla Sicurezza del Parma Fc, spiega quali sono i motivi per cui nelle curve dello stadio Tardini sarebbe meglio evitare di andare a vedere la partita con l’ombrello. Dopo la gara di domenica scorsa tra i gialloblù di Pasquale Marino e il Chievo non sono mancate le discussioni e le proteste dei tifosi. «Rispetto alla scorsa stagione le disposizioni non sono cambiate. Anzi,negli ultimi cinque anni è sempre stato vietato. In tutte le strutture non coperte è così. In Curva Sud sono entrati gli SAM_5730ombrelli, ma sapevamo che ci sarebbe stato un centinaio di persone, se ci fossero stati problemi di attriti con tifoserie presenti nello stadio non sarebbero entrati nemmeno lì». Perrone al di là dell’opportunità spiega: «Una persona in Curva Nord occupa uno spazio “vitale”di 45 centimetri per 45. Un ombrello normale ha da 110 ai 130 centimetri di diametro per cui è facile capire che in mille ombrelli tengano il posto di circa duemila persone. E questo solo per quanto riguarda lo spazio. Se pensiamo anche alla cosiddetta SAM_5731linea di visibilità del campo ecco che ogni ombrello mifa saltare un gradino di visibilità». L’ombrello se viene utilizzato per coprirsi «non è un oggetto pericoloso ma in una curva scoperta riduce lo spazio e siccome si possono creare degli attriti per via dello spazio che viene ridotto può anche diventare un oggetto contundente». E’ stato detto da qualche parte che è mancato il buon senso: «Non è così, se arriva quello con l’ombrellino pieghevole di 50 centimetri nessuno glielo SAM_5732toglie. Ombrelli senza punta, piccoli, portatili sono stati fatti entrare». Il problema però stando alle proteste seguenti alla gara di domenica derivano anche dal diverso trattamento riservato ai tifosi: «Se lascio passare il bambino con l’ombrello succede che appena qualcuno se ne accorge, rivuole anche il suo. Per cui è stato dato agli steward un input preciso: passano sono gli ombrelli piccolini. Le direttive devono essere molto oggettive con poco margine di decisione SAM_5733perché all’interno dell’impianto dobbiamo garantire la sicurezza di tutti e non di un singolo». Di certo anche la situazione che può venire a crearsi in certi contesti non aiuta nelle scelte: «E’più complesso prendere una decisione di buon senso quando hai delle pressione esterne che ti limitano molto o ti impediscono la tua libertà di pensiero (non di azione). Lo steward, che lavora da solo, è preposto a un servizio di cortesia però deve essere messo in grado di lavorare, domenica invece le condizioni per un certo periodo non ci SAM_5735sono state». In tribuna i tifosi entrano con l’ombrello «perché applichiamo il buon senso: piove, la gente lo usa per arrivare fino all’impianto poi peròlo chiude. Dà fastidio? No. Può diventare un’arma contundente? Potrebbe…. Il Parma Fc però valuta a inizio stagione che rischio può accettare all’interno del suo impianto,non viene mai fatta nella contingenza di un determinato evento. In quest’ultimo caso può soltanto essere l’ordine pubblico che ti può imporre certi comportamenti che vanno contro certe vSAM_5718alutazione». Per quantoriguarda gli ombrelli sequestrati «domenica ci siamo ritrovati con 1500 pezzi,un numero così alto non l’abbiamo mai avuto e ci siamo arrangiati con un deposito di fortuna. Per il seguito della stagione ripristineremo il tagliandino con il numero». Discorso diverso invece i disagi patiti in Tribuna Est a causa delle infiltrazioni di pioggia:«Confermo quanto già detto nei giorni scorsi – conclude Perrone – Abbiamo già incontrato le ditte appaltatrice dell’intervento. Non credo faremo in tempo a sistemare del tutto la situazione per la prossima partita casalinga,quella di giovedì con la Sampdoria, ma di certo per la sfida con la Lazio il problema sarà risolto». (Matteo Billi)

Dal quotidiano Gazzetta di Parma:

perrone gdp dettStefano Perrone, parmigiano pacato ma determinato che da anni cura la sicurezza del Tardini, è allibito ma soprattutto amareggiato dalle molte polemiche nate prima e dopo Parma-Chievo, a causa dei divieti d’ingresso in curva Nord con gli ombrelli. «So no almeno cinque anni che esi stono queste norme – spiega in­troducendo il problema -, non ca pisco perché solo domenica scorsa si è scatenato tanto caos». Era no infatti più di mille gli ombrelli parcheggiati in rifugio di fortuna all’interno della curva Nord, in at tesa della fine della gara. «Il problema non è semplicemente di si curezza, pensando che i tifosi possano utilizzare gli ombrelli co­me arma impropria – spiega Perrone – ma piuttosto per garantire una vivibilità corretta della cur va ». Insomma il Parma non ha bloccato l’ingresso degli ombrelli in curva pensando a possibili scontri tra tifosi, ma semplice­mente ricordando che «ogni tifoso occupa SAM_5716un posto che è quarantacinque centimetri per quarantacinque mentre il diametro minimo di un ombrello è di alme no cento centimetri». Quindi «ci sarebbero problemi di convivenza tra i tifosi stessi – spiega ancora Perrone -, con ombrelli ad altezza occhi e ancora visuale coperta a chi sta sopra». Bisogna ricordare che la Nord è di fatto tutta esaurita, ad ogni gara e con «gli ombrelli aperti è come dimezzare gli spazi». Per questo in curva Sud non è stata adottata la stessa misura: gli spettatori erano di meno e gli spazi consentono l’ingresso degli ombrelli, almeno in una gara come quella con il Chievo. «In ogni caso queste sono decisioni prese ad inizio stagione, quando si valutano i rischi e si decide come garantire la sicurezza. Per questo si danno indicazioni agli steward, chiare e precise che non ammettono deroghe. Gli steward, domenica, a tratti non era no in condizione di svolgere il loro lavoro». S.P.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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