PARMA-NAPOLI 1-3 / TENSIONE NEL POST PARTITA, FERITO POLIZIOTTO

Secondo la ricostruzione della Gazzetta di Parma un gruppo di supporter crociati ha scagliato bottiglie, sassi e oggetti vari contro tifosi napoletani, colpendo un poliziotto
incidenti foto gazzetta di parma(Fonte testo e foto: gazzettadiparma) – Situazione sotto controllo fino al fischio finale, ma poi all’uscita la tensione è arrivata alle stelle. Al passaggio dei tifosi napole­tani davanti al Petitot, è comin­ciato un scambio sempre più ac­ceso di sfottò. Le due tifoserie erano sempre più vicine, finché la polizia è intervenuta per di­sperdere gli ultrà. E da parte di un gruppo di supporter crociati è cominciato un lancio di bot­tiglie, sassi e oggetti vari. Ad ave­re la peggio, un dirigente della questura colpito alla testa da un pezzo di legno. Trasportato al Maggiore, dopo essere stato soc­corso sul posto, il poliziotto pare aver riportato una lesione lieve.
All’interno il commento di Gabriele Majo

gazzettadiparma (gm) – Non sono un testimone oculare di questo nuovo evento di cronaca con protagonisti alcuni (pare noti) personaggi della Curva Nord del Tardini (ero impegnato ad ascoltare in sala stampa lo tsunami  Leonardi), ma lo stesso mi sento in dovere di stigmatizzarlo in quanto va ad infangare la supposta civiltà ed ospitalità della nostra città e lo stesso buon nome dei nostri Ultras, i quali in questi giorni sono impegnati a raccogliere fondi, tramite una riffa, per finanziare la propria attività, oltre che per finalità benefiche. Come auspicato dopo i deplorevoli fatti di Levico – per i quali non è necessario andare chiedere perdono a Lourdes, potrebbe essere già sufficiente Fontanellato – mi piacerebbe una netta e precisa presa di distanza da parte dei portavoce dei Boys, magari accompagnata dalla notizia dell’espulsione dall’organizzazione dei responsabili del lancio (qualora fossero riconducibili a detta organizzazione), oltre che della Società Parma FC, spesso, a mio modesto avviso, un po’ troppo accondiscendente con chi rovina, con queste azioni, la propria immagine e quella della comunità di cui è espressione. Essendo stato colpito un poliziotto (con un oggetto contundente, pare un pezzo di bancale) non è da escludersi che possano esserci immediate ripercussioni di carattere amministrativo-penale (minimo il Daspo) per qualcuno degli autori del movimentato post-gara. Mi è stato riferito che qualcuno di costoro avrebbe cercato pure di impartire lezioni di ordine pubblico ai dirigenti della Polstato, rei, evidentemente, di aver fatto transitare la tifoseria avversaria davanti al ritrovo della Nord (qualcosa del genere lo si evince anche dai commenti postati sul sito gazzettadiparma.it, tipo quello di un certo Alessio (alle 08.49): “Ma qualcuno mi può spiegare come sia possibile che si faccia passare ogni volta la tifoseria ospite davanti la Petitot bloccando il passaggio della gente della propria città?! E’ ovvio che poi possano accadere queste situazioni! La violenza non si può mai scusare, ma il nervosismo aggiunto a questa provocazione può portare a queste situazioni. E la prevenzione non dovrebbe evitarle?! Bah”. Il buon senso è sempre auspicabile, ma la via più breve passa proprio attraverso i viali attualmente utilizzati. Sette minuti prima tale Napoliultras aveva imbucato: noi civili, voi aggredite polizia. Vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” Senza parole. A proposito di Ultras del Napoli, stavolta, al Tardini, (per lo meno i tanti NO Tessera) non erano presenti, per via dell’identico provvedimento emesso a suo tempo contro i doriani (anche se molti lettori del sito internet del quotidiano locale hanno fatto un po’ confusione al riguardo): come noto, però, in queste cose la memoria è lunga. Speriamo non ci siano ripercussioni alla prossima occasione.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 pensieri riguardo “PARMA-NAPOLI 1-3 / TENSIONE NEL POST PARTITA, FERITO POLIZIOTTO

  • 14 Marzo 2011 in 18:40
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    Genitle sig. Majo,
    leggendo il suo articolo non posso fare a meno di chiedermi come lei possa essere così convinto di quello che ha pubblicato, essendo "impegnato ad ascoltare in sala stampa lo tsunami Leonardi". Da buon giornalista cui si reputa dovrebbe innanzi tutto informarsi sui fatti, e non sputare sentenze sul sentito dire. Ecco, io le do occasione di poter scrivere un articolo pressochè veritiero in merito ai fatti accaduti nel post-partita in quanto, a differenza sua, ero presente. Sono uscita dalla curva nord quando tutta la gente era abbondantemente defluita, e per non rischiare delle brutte avventure, ho aspettato che il corteo di tifosi napoletani defluisse, rifugiandomi al sicuro nelle transenne degli ingressi della curva nord insieme ad un gruppo di ragazze con anche figli al seguito, osservando il gruppo di Boys che rispondeva alle offese (ma pensi!!) partite dai napoletani con i vari sfottò della vittoria. I Boys rispondono ovviamente a tono, e quando la tensione verbale si alza da entrambe le parti, la polizia pensa giustamente di aumentare le distanze tra i supporters, ma con i manganelli in mano, e solo – ripeto: SOLO – rivolgendosi ai tifosi giallo-blu, lasciando i napoletani alla loro tranquilla passeggiata. I Boys giustamente indietreggiano, lanciando rami e quello che potevano trovare nell'aiuola adiacente il viale (da quando ci sono dei bancali davanti alla Nord?! L'ha già avvertita l'ENIA?!). Come lei può ben immaginare in quei momenti concitati non è che si possa fare un inventario molto curato sugli oggetti da scagliare a poliziotti con manganello in mano, casco protettivo e scudo, tanto meno staccare parti di fantomatici bancali. Dopo che i Boys sono indietreggiati e che i napoletani sono defluiti, il mio gruppo zuppo di pioggia fa per andare ma… che succede, sig. Majo? La polizia non ci fa passare?! Ad un gruppo di donne con bambini?! Ostaggi in casa nostra… Restiamo relegate tra le transenne per un'altra mezz'ora, zuppe di acqua e freddo, quando all'improvviso arriva un altro agente che ci chiede "Cosa succede qua? Qui non potete sostare!". Mi piacerebbe raccontarle che sia uno scherzo, ma non lo è… Piazzale pressochè deserto, solo un gruppo di donne e i Boys sparsi, e non potevamo andarcene. Poi salta fuori che non potevamo rimanere li! Eravamo forse tutti comunque in torto, qualsiasi cosa facessimo?!
    Ora, sig. Majo… non metto in dubbio che non tutti sono nella posizione di impartire lezioni di ordine pubblico… ma anche le fa parte di quest'ultimi, e prima di scrivere su fatti che non le appartengono, faccia il suo lavoro con un briciolo di obiettività senza i suoi (a mio avviso anche inutili) giudizi personali, come un qualsiasi giornalista che si definisca tale farebbe.

    Una tifosa

  • 14 Marzo 2011 in 21:08
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    Scusi Signor Majo,ma per quale motivo ce l'ha cosi' tanto con i Boys Parma 1977? Gia' il fatto che Lei dica che non e' stato testimone oculare dell'evento non le lascia il dubbio che le cose possano non essere andate come da lei descritte? Guardi che cio' che scrive la stampa non corrisponde sempre a verita' o a parola divina,anzi…Pensa che sia logico e sensato fare defluire i tifosi ospiti proprio sotto alla curva nord? Pensa che i fatti di Parma-Inter di tre anni fa siano stati colpa dei tifosi del Parma o di chi,con scelte scellerate,dirigeva l'ordine pubblico quel giorno?E allora,una volta tanto,anziche' attaccare sempre e solito le stesse persone,cominci a comporre articoli anche contro chi mette una partita come Parma-Napoli in serale,aumentando le difficolta' alla gestione della sicurezza visto l'oscurita'.Cominci a parlare dei vergognosi prezzi dei settori popolari di ieri(25 euro la nord,35 euro la sud…..popolarissimi direi) Cominci a parlare di come mai Parma e' l'unica citta' d'Italia dove i tifosi ospiti sono liberi di andarsene a zonzo intorno allo stadio mentre quando si va in trasferta noi non ci lasciano nemmeno andare a mangiare un panino al "baracchino"…Parli di tutte queste cose,visto che si ritiene un giornalista che fa informazione.E l'informazione,me lo lasci dire,dovrebbe essere a 360' gradi. Altrimenti non e' piu' informazione,ma diventa accanimento.

  • 15 Marzo 2011 in 10:14
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    Ringrazio per i contributi postati, ma quello che più mi colpisce è l'abituale tentativo di assoluzione di episodi certo poco edificanti come quello che abbiamo riportato ieri, copia incollando (dopo averlo verificato sentendo anche altre fonti) quanto scritto dai colleghi (dei quali conosco la professionalità) della Gazzetta di Parma presenti ai fatti. L'ammissione che non fossi testimone oculare era doverosa per l'onestà con la quale mi rivolgo ai miei lettori ai quali offro anche spunti di riflessione, che possono essere condivisibili o meno. Personalmente aborro (ed è l'ennesima volta che lo dichiaro) ogni tipo di violenza, e mi piacerebbe non essere l'unico a prendere pubblica distanza da chi li commette, ma vedo che non mancano gli avvocati difensori, sempre pronti a parlare di rirsposta a provocazioni o ad accusare il sottoscritto di avercela coi Boys. Io non ce l'ho con i Boys: io ce l'ho con chi commette atti tipo il post-Bologna, Levico e buon ultimo quello di ieri sera. Se non sono Boys ne prendano pubblica distanza. Io adoro il tifo colorato, il caldo sostegno alla squadra, ma episodi come quelli dell'altra sera li ritengo ripugnanti. Sono il primo che auspice buon senso: ma il buon senso deve essere bilaterale. E se il calcio si è ridotto allo schifo che è la colpa non è da una parte sola. Mai che si senta un po' di sana autocritica… Comunque, a seguire, posto quanto scritto sulla vicenda oggi dalla Gazzetta di Parma, che titola: "Poliziotto ferito alla testa, caccia all'ultrà parmigiano". Saluti Gmajo

  • 15 Marzo 2011 in 10:16
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    Non ho mai avuto stima di quei giornalisti che scrivono e scrivono senza aver visto realmente il fatto raccontato. Lei rientra ampiamente in questa categoria. Nonostante ammetta che alcuni fatti successi siano incresciosi, non mi spiego come possa un giornalista scrivere un articolo perché la Gazza ha pubblicato la notizia.
    Ma d'altra parte viviamo in un paese in cui se stai dalla parte di chi comanda a prescindere, avrai SEMPRE benefici…o no?
    Lei sarà contro la violenza, ma la sua è violenza verbale bella e buona.
    Claudio

  • 15 Marzo 2011 in 10:16
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    Dalla Gazzetta di Parma del 15.03.2011 / POLIZIOTTO FERITO ALLA TESTA – CACCIA ALL'ULTRA' PARMIGIANO
    Una notte in osservazione al Maggiore, i controlli e poi il so­spiro di sollievo. Sta meglio il di­rigente della questura colpito al­la testa da un lancio di oggetti domenica sera dopo la partita: la Tac ha escluso lesioni interne, e il funzionario è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.

    Intanto, s'indaga su chi possa aver lanciato il pesante pezzo di bancale che lo ha centrato tra l'orecchio destro e la nuca. Il no­me non è noto. Per ora lo è solo l'aggettivo che gli può essere ac­costato.

    Fotogramma per fotogram­ma, gli uomini della Digos stan­no passando al setaccio le im­magini registrate dalle teleca­mere della zona del Petitot. Sem­bra che il responsabile sia da ri­cercare nel gruppetto di ven­ti- trenta giovani mascherati da tifosi e travisati con la sciarpa del Parma. Un manipolo di scalma­nati appostati dalle parti dell'e­dicola all'inizio di viale Partigia­ni d'Italia.

    I giovani hanno accompagna­to con slogan non proprio di ben­venuto gli ultimi supporter na­poletani scortati dalle forze del­l'ordine verso il Barilla Center (dove molti degli ospiti avevano parcheggiato l'auto).

    Ma dal momento che i tifosi di casa si erano avvicinati troppo ai partenopei all'inizio di viale Pier Maria Rossi, il reparto Mobile ha avanzato verso il gruppetto per allontanarlo: un intervento in assetto antisommossa a cui gli sconosciuti hanno risposto con un lancio di bottiglie di birra e altri oggetti (contro un funzio­nario della questura è stata sca­gliata anche una bicicletta). E' in questo frangente che dal grup­petto è volato un pezzo di ban­cale. Il legno ha superato le pri­missime file dei poliziotti, per colpire il funzionario che stava appena dietro, voltato perché or­mai sembrava che si fosse creato lo spazio sufficiente tra le due «fazioni».

    Il poliziotto s'è quasi accascia­to a terra. Non ha mai perso co­noscenza, anche se è rimasto molto stordito. Che non perdes­se sangue non era di per sé un dato positivo. Per questo i col­leghi hanno quasi costretto il di­rigente di borgo della Posta ad accettare il ricovero. Trattenen­do il fiato fino all'esito della Tac. (da Gazzetta di Parma, 15.03.2011)

  • 15 Marzo 2011 in 10:26
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    Egregio Claudio, io non sto proprio dalla parte di nessuno. E mi sembra anche piuttosto ridicolo affermare che stia dalla parte dei potenti: se conoscesse un minimo la mia storia professionale forse avrebbe il buon senso di evitare di scrivere questo tipo di castronerie. Io sono dalla parte del buon senso, della non violenza, di chi va allo stadio a vedere la partita perché ha Parma nel cuore e non a giocare a fare il bandito, prendendosela sempre con i più deboli. Come già chiarito, per onestà, ho scritto di non essere stato testimone oculare, ma mi sopno confrontato con altri che mi hanno confermato il descritto svolgimento dei fatti. E comunque, presente o non presente, mi fa schifo pensare che sciarpe del Parma servano per mascherare inqualificabili gesti come quelli sopra descritti. E mi creda sarebbe molto più semplice far finta di niente (come colpevolmente fanno in tanti anche tra i miei colleghi o capi tifoseria che dicono che a Parma non c'è marciume. Nonostante gli avvertimenti sento il dovere civico di esprimere questo dissenso. Altro che stare dalla parte dei più forti. Gm

  • 15 Marzo 2011 in 16:15
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    Gentile sig.Majo dal momento che lei non era presente, forse non era il caso di riportare un episodio di cui lei ha solo sentito dire. Le scrive uno che con il mondo ultras non ha nulla a che spartire, ma allo stesso tempo frequenta gli stadi da 30 anni. Lei scrive giustamente di essere contro la violenza, ma di suoi articoli quando i violenti sono altri non ne ho letti, eppure mi pare che anche li di episodi ce ne siano o sbaglio? Non ultimo Parma-Sampdoria.
    Se vuole scrivere su scontri e quant'altro sia almeno presente e non si limiti a fare del copia/incolla, esprima i suoi giudizi dopo aver visto come si sono svolte le cose.
    Un caro saluto
    Paolo

  • 15 Marzo 2011 in 16:38
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    Gentile Paolo, mi perdoni, ma il suo appunto mi pare un po' superficiale (oltre che ripetitivo di un concetto già espresso da alcuni altri che l'hanno preceduta, ma almeno mi consente di chiarire di nuovo, visto che evidentemente ce n'è bisogno). Cioè, mi spieghi: secondo lei (voi) per stigmatizzare un episodio io dovrei assistere per forza de visu allo stesso? Mettiamo, per esempio, che intenda condannare la repressione in atto da parte di Gheddafi: dovrei essere in Libia? Non posso farmi una idea – ed esprimerla sul mio blog, che per definizione è un diario/contenitore di opinioni – leggendo un documentato articolo di giornale, magari anche dopo averne verificato i contenuti confrontandoli con altre fonti? Se è per quello non ero presente neppure a Levico, ma chi ha avuto la ventura di assistere a quella nefandezza me ne ha riferito ed io, riconoscerà in maniera piuttosto coraggiosa ed impopolare, non ho lesinato un giudizio severo, che mi rende antipatico a chi è abituato solo a sentirsi dire quanto sei bravo, quanto sei bello, solo perché è parmigiano (e qualcuno pure importato)? Io sono contro la violenza sempre, comunque e a prescindere. Chi avalla o chi giustifica si rende complice di chi fa questo tipo di scorribanda, nascondendosi (e se io fossi un tifoso mi ci "incazzerei") dietro i nostri amati colori sociali. Io seguo il Parma, non seguo altri club: pertanto esprimo valutazioni che hanno a che fare con il nostro club. Nel caso di Parma-Sampdoria avevo raccontato (quella volta ero presente di persona) quello che avevo visto. Con libertà ed equidistanza, senza pregiudizi. Perché amo il mio "lavoro", che considero una "missione" o un compito sociale, e non mi interessa essere in qualche modo condizionato. Vale per i Boys, per Leonardi, per Ghirardi, per Marino, per i calciatori, per Gallo, per Maroni, per la Questura e di tutti coloro dei quali ho scritto in questi mesi. Con onestà estrema. Magari sbagliando valutazione perché ci può stare, ma sempre con lealtà e riconoscimento dell'onore delle armi. Trattamento che spesso a me – appunto per pregiudizi vari – non viene altrettanto riservato. Se faccio, come nel presente caso, un copia-incolla, lo scrivo, perché è onesto nei confronti della fonte cui attingo e dei miei lettori. Ma non devo essere per forza un testimone oculare per esprimere quello che mi aspetterei da ogni persona di buon senso: una civile presa di distanza. Cordialmente Gmajo

  • 15 Marzo 2011 in 16:51
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    mi scuso non mi sono spiegato bene.
    Il mio cappello iniziale e ripetitivo serviva solo ad arrivare ad un altro punto. Colpa mia se non ha capito a chi mi rivolgevo.
    Lei non scrive mai su episodi violenti commessi dalle forze dell'ordine. Violenze anche verbali, intendo. Esempi dopo Parma-inter del 18 maggio, in cui mentre mestamente rientravo a casa, mi sentivo rivolgere in un linguaggio non nostrano, "simpatici" insulti ed auguri vari. Per inciso ero io, con mia moglie, quindi non un gruppo armato di spranghe.
    Le chiedevo come mai, visto che lei è spesso presente allo stadio, non ha mai riportato anche questo genere di episodi
    Saluti Paolo

  • 15 Marzo 2011 in 17:06
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    "lasciare che i tifosi ospiti se ne vadano in giro"… ma cosa stiamo dicendo? i tifosi "ospiti", quindi quelli del settore ospiti, sono usciti per ultimi dallo stadio…
    poi se vogliamo parlare della stragrande maggioranza dei tifosi partenopei che affollavano lo stadio le forze dell'ordine potevano mai tenere chiusi nello stadio il 75% dello stadio?? paradossalmente, sarebbe stato più semplice far uscire per ultimi i tifosi parmigiani, essendo in numero inferiore!!
    infine… quelli che andavano a giro a zonzo come ha detto qualcuno, beh, semplici cittadini/tifosi di parma e dintorni, o vogliamo vietare la partecipazione a qualsiasi tifoso abbia la sigla NA in qualsiasi parte del documento di identità?!?

  • 15 Marzo 2011 in 17:17
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    Salve Paolo, in occasione di Parma-Inter dello sciagurato 18 maggio 2008, ero ancora in servizio per la Società Parma FC, sicché non svolgevo attività giornalistica o "da libero pensatore" come adesso. Facevo parte di una squadra, all'interno svolgevo un ruolo altrettanto critico (tant'è che debbo ad un ex collega la felice definizione di "Grillo Parlante"), ma all'esterno mi attenevo la linea che veniva impartita (sulla quale, va da sé, alle volte ero d'accordo, altre no, ma interpretando il gioco di squadra me lo facevo andar bene lo stesso). Sicché non ho avuto modo di esprimere valutazioni in merito, né ero adeguatamente documentato. In occasione della già citata Parma-Sampdoria, invece, ho espresso su questo sito (e si trovano tuttora) valutazioni critiche sia nei confronti della Polizia (e Maroni) sia nei confronti degli Ultrà. Cercando di capire le ragioni degli uni e degli altri, mettendomi in mezzo. In un pezzo certo non tenero né per gli uni, né per gli altri. Ho cercato di scoprire – e l'ho scritto – cosa non ha funzionato (vedi articolo il baco del sistema), spiegando le falle di un sistema (quello della Tessera) che non mi convince affatto per efficacia. I miei non sono interventi a senso unico: e la collezione degli articoli è lì da leggere. Certo capisco di non essere al massimo dell'indice di gradimento se scrivo (unico ed inimitato) che 150 biglietti stampati da una tabaccheria di zona Conservatorio sono curiosamente finiti ai tifosi No TDT doriani cui era stata vietata la trasferta a Parma (sebbene siano gemellati), con provvedimento che pure ho stroncato piuttosto decisamente, ma che era anche capibile considerato cosa era avvenuto a Cesena nel turno precedente. Poi che sia assurdo vietare le trasferte, limitando la vendita in una determinata rea geografica, l'ho ripetuto millanta volte (provvedimento inefficace), così come gli enormi limiti della Tessera. Ma non per un discorso ideologico, ma per gli effetti della stessa. Nell'articolo di Parma-Sampdoria ho criticato l'operato del questore Gallo (peraltro da altri colleghi elogiato), ma ho anche osservato che se si creano premeditatamente tensioni nei momenti topici non si collabora certo alla migliore riuscita delle operazioni o alla tranquillità generale. Mi si diceva che donne e bambini erano stati maltrattati dalla Polizia prima di Parma-Sampdoria: ma com'è che in prima linea, in quella occasione, c'era rimasta proprio la fascia debole, dopo l'arrivo in unità compatta? Non si voleva, forse, solo cercare di dimostrare concretamente l'inutilità del provvedimento creando apposta problematiche, per poi mettere all'indice chi aveva proibito la trasferta accusandolo (tranello nel quale, peraltro, ero caduto pure io) di aver voluto trasformare una festa annunciata in una serata ad alta tensione? Sono spunti di riflessione che ho cercato di proporre, stando, come scrissi in quella occasione, nè dalla parte della polizia, nè da quella degli Ultrà. Cordialmente Gmajo

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