“PIZZI AL POSTO DI MARINO”, L’ANACRONISTICA PROPOSTA DI CERVI

A Bar Sport l’opinionista propone una soluzione “alla Montella” da attuarsi subito; intanto su Teleducato disquisiscono sulla ipotetica conferma dell’attuale tecnico per la prossima stagione
fausto pizziAntonio Cervi, vecchia gloria del Parma che fu, oggigiorno opinionista di Tv Parma, ha sganciato, durante Bar Sport, quella che il conduttore Giuseppe Milano ha definito una “bomba”. E cioè la candidatura quale immediato tecnico del Parma di Fausto Pizzi, attuale allenatore della formazione crociata dei Giovanissimi Nazionali, ed ex fantasista ai tempi di Scala, con un passato anche nell’Inter, secondo quella che Cervi ha spiegato quale una svolta alla Montella. Premesso che a Roma Ranieri si è dimesso per più che probabili problemi a gestire uno spogliatoio guidato da Totti, e che per questo motivo un tecnico emergente e non di carriera poteva fare più al caso dei giallorossi, la candidatura di Pizzi, è stata bocciata (con estremo dispiacere perché i due sono amici) da Sandro Piovani, poiché anacronistica. Continua all’interno

antonio cervi a bar sportIl giornalista della Gazzetta di Parma, infatti, ha argomentato che non avrebbe senso cambiare Marino adesso dopo una partita nella quale non gli si possono additare responsabilità, anzi gara che l’attuale tecnico ha saputo gestire bene, nonostante le estreme difficoltà incontrate. Il discorso sarebbe stato diverso se Cervi avesse avanzato l’idea dopo precedenti gare del Parma. Per quello che può contare la mia opinione, ribadisco che se il mister siciliano non è stato cacciato dopo le partite con Lecce, Milan e Cesena (o dopo la gara con la Sampdoria dell’andata, il primo degli snodi stagionali da lui superati) è giusto confermarlo fino alla fine. Del resto l’AD Leonardi, martedì scorso a Traversetolo, ha spiegato la filosofia aziendale che sta dietro alla scelta di difendere il tecnico in carica.
stefano nava calcio e calcioDi Marino si è parlato anche su Teleducato, dal momento che Michele Angella, conduttore di Calcio & Calcio, tra i vari temi, ha proposto anche quello della eventuale conferma per la prossima stagione dell’attuale coach. Ipotesi ritenuta non praticabile dal suo parterre: secondo Stefano Nava (ieri a Verona ha commentato per Sky la gara col Chievo) sarà lo stesso tecnico a fine anno a chiedere di andare via, dal momento che a Parma non è scoccata la scintilla e trattandosi di un allenatore preparato e di valore non mancherà di trovare una destinazione. Andrea Schianchi, che stima Ghirardi e Leonardi quali due dirigenti preparati, reputa che, proprio per queste loro indubbie qualità, non commetteranno l’errore di valutare l’allenatore per le ultime dieci giornate, ma trarranno un giudizio globale di quella che è stata una stagione che già si sa essere deludente.
matteo caselliSullo stesso canale hanno animatamente discusso Enrico Boni (che al suo pessimo repertorio ha aggiunto, ad inizio trasmissione, anche quello di ruminare o biascicare qualcosa) e Matteo Caselli, che già propongono contrapposti punti di vista sul nuovo quotidiano cittadino La Sera. Certi stucchevoli teatrini d’avanspettacolo, imitazione mal riuscita degli originali, personalmente preferirei evitare di vederli. Ma forse sono solo io che sono un po’ demodè. Ma certi attacchi alla nostra tifoseria, proposti da questo personaggio d’Oltrenza, sono gratuiti ed esagerati. E sarebbe ora che la smettesse se non altro per rispetto della comunità che (non enrico boniso quanto volentieri) lo accoglie. A dargli la stura era stato un tifoso, di cui non ricordo il nome, il quale sosteneva di parlare a nome dell’intera curva, che aveva attaccato Ghirardi e Leonardi, con tesi non del tutto condivisibili (o perlomeno esagerate). Ma tutte queste persone che telefonano non potrebbero limitarsi a dire che parlano per se stesse? Perché tutte le volte ci si deve mettere in mezzo la Curva. Ma hanno un mandato? Sono stati eletti dal popolo? Uno , quando chiama, esprima la propria opinione personale, stravagante o sensata che sia, lasci stare la rappresentatività.
piovani a bar sportPunto di congiunzione tra le due reti l’elogio della nuova mentalità operaia del Parma tessuto da una parte da Piovani e dall’altra da Schianchi. Strano che quest’ultimo abbia fatto passare liscia a Ghirardi l’espressione di oggi: “Dobbiamo battagliare tutte le domeniche”, pronunziata in tempi di guerra. No, perché qualche anno fa quando Tommaso si insediò lui lo bacchettò duramente sulla rosea (cosa poi ripresa da tutte le tv) per un innocentissimo: “Correre e picchiare” che lo aveva fatto inorridire solo per averlo visto scritto sulle locandine del quotidiano locale in tutta la città…
massimo barbuti calcio e calcioUn’ultima curiosità: tra gli ospiti di Calcio & Calcio stasera figurava anche Massimo Barbuti, amatissimo ex centravanti crociato, che una stagione fa figurava nella squadra di opinionisti di Bar Sport. In compenso la settimana precedente Francesca Goni, da anni volto del salotto sportivo di Teleducato, ha cornificato l’emittente che l’ha lanciata per fare una comparsata su è tv, invitata dalla stretta amica Francesca Devincenzi. E si sussurra che possa trattarsi non di una presenza isolata. Staremo a vedere: nel caso nel salotto di Angella, come quota rosa tra gli opinionisti, rimarrebbe la sola Chiara Andreoli. A proposito di donne: nell’immediata vigilia della loro festa il macho  Boni ha detto che le tifose dovrebbero pensare a fare gli anolini. Senza parole. (gabriele majo)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo ““PIZZI AL POSTO DI MARINO”, L’ANACRONISTICA PROPOSTA DI CERVI

  • 8 Marzo 2011 in 04:26
    Permalink

    caro gabriele, non condivido minimanente l'opinione di antonio cervi. ci sono decine di allenatori disponibili, diciamo una decina che potrebbe venire anche per 10 giornate, ma con esperienza. quella che manca totalmente a fausto pizzi. bravo ex giocatore, ma ancora inesperto da allenatore. non amo gli allenatori predestinati, catapultati all'improvviso, preferisco gli esperti, ma almeno leonardo, mihajlovic e montella hanno avuto una carriera da primattori, anche nelle rispettive nazionali. pizzi non è stato a quel livello.
    esprimo qua il mio parere, visto che con antonio cervi è sempre difficile prendere la parola, considerato che strepita e parla sempre lui.
    vanni zagnoli

  • 8 Marzo 2011 in 09:17
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    Ciao Vanni, grazie del contributo. In effetti Pizzi un po' di esperienza quale "mister" l'avrebbe anche, dal momento che già da alcuni anni allena i Giovanissimi Nazionali crociati, ma un conto è badare a loro, un conto gestire uno spogliatoio di serie A. Cervi ha fatto la boutade, durante la trasmissione alla quale hai partecipato ieri sera, perché a suo avviso "la scossa" potrebbe darla il cambio dell'attual guida tecnica tout court, e non conta chi ne prenderebbe il posto, considerato il parco giocatori a disposizione. Del resto lui ha sempre dichiarato che la componente che conta è soprattutto quella dei calciatori. Io, invece, ritengo che l'allenatore, quale capo-macchina, sia la componente fondamentale: nel senso che mi pare determinante per plasmare l'opera, per creare l'alchimia. Detto questo, a dieci giornate dal termine, ribadisco che è superfluo cambiare. Se andava fatto, andava fatto prima, prendendo atto della situazione che è sotto gli occhi di tutti. Avendo voluto insistere sul cammino percorso è ormai troppo tardi per tornare al bivio precedente. Io non tratterei più la tematica cambio di allenatore per questo motivo, men che meno dopo il pareggio di Chievo, per il quale Marino ha strappato la sufficienza persino ad un giudice implacabile (nei suoi confronti) come Michelotti. Tornando al primato dell'allenatore: la mia "utopia", basata però sull'esperienza di recente maturata, è che in questa piazza serva un tecnico forte, di fascia superiore. Uno come Ranieri, insomma, il quale potrebbe anche svolgere le funzioni di manager. Si potrebbe percorrere la via della Roma (che a me non piace per nulla, perché come ho già spiegato nel pezzo si è voluto acconentare uno spogliatoio guidato da una personalità forte come quella di Totti, il quale dovrebbe pensare a fare il calciatore e basta), seguendo l'identikit che tu Vanni hai tracciato, puntando su Hernan Crespo. Lui, per qualità professionali, umane, conoscenze, curriculum, potrebbe essere un ottimo candidato. Ma questa moda di affidare le panchine a ex giocatori di prestigio alle prime armi, comunque, non mi convince per nulla. Il rischio dell'autogestione (Roma) è sempre dietro l'angolo: in più, preferisco quegli allenatori di personalità, capaci di chiudere la porta dello spogliatoio in faccia anche a presidenti o direttori, che non si facciano mettere i piedi in testa dai sottoposti, ovverosia i calciatori, i quali dovrebbero starsene al loro posto, senza fare branco contro nessuno. Ciao Gmajo

  • 12 Aprile 2011 in 03:52
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    Fausto potrebbe essere una bella svolta, se non ci salviamo, ripartire da lui sarebbe una bella idea

I commenti sono chiusi.

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