BUCCI: “IO COME CARMIGNANI? NE SONO ORGOGLIOSO…”

Una storia parallela unisce il nuovo preparatore dei portieri Crociati ed il suo antico, indimenticato Maestro, il “Gede”… Tutta la conferenza di “Luca il Montanaro”…
IMG_0368(gmajo) – Dalla primavera al capezzale della prima squadra: l’improvvisa svolta professionale di Luca Bucci, passato dall’essere preparatore dei portieri dei ragazzini a quella del quasi coevo Pavarini e dell’azzurro Mirante, ricorda molto da vicino quella di Gedeone Carmignani, il generoso Maresciallo travasato dal vivaio ai grandi (addirittura con il grado di mister titolare) centrando due memorabili salvezze. Sollecitato in proposito da www.stadiotardini.com, Luca, autoribattezatosi “Il Montanaro” – per la cocciutaggine (che lo ha portato a concludere la carriera a 40 anni, come suo padre, perché così si era ficcato in testa) – si è proclamato orgoglioso di questa storia parallela con il suo Maestro. Fu infatti il Gede a curarne la crescita: “Non tutti sanno che quando io sono arrivato qui a 14 anni e mezzo o 15 è stato lui a farmi il provino ed è stato lui che mi ha preso e mi ha plasmato, insegnandomi come fare il portiere. Quindi, per me, è un motivo di orgoglio se qualcuno paragona la mia storia ad una persona che io stimo davvero tanto…”
All’interno la trascrizione integrale della conferenza di Luca Bucci

piovani centro sportivo collecchioSandro Piovani, Gazzetta di Parma – Ci fa piacere, ma non ce l’aspettavamo di ritrovarti in questa sala stampa…
“Onestamente non me lo aspettavo nemmeno io: avevo da svolgere ‘il mio lavoro’ al settore giovanile con i miei ragazzini, ed ero contento di quello che stavo facendo, perché era molto appassionante e bello. Per un certo aspetto mi è dispiaciuto lasciare incompiuto il mio compito di insegnare a questi ragazzini e a questi bambini. Mi è stato chiesto di dare una mano al Parma in questo momento di difficoltà e ovviamente non potevo assolutamente dire di no. Sono altrettanto contento di essere qui: spero di riuscire ad incidere a dare una mano alla squadra che, obiettivamente, si trova in un momento di difficoltà”.

IMG_0361Sandro Piovani, Gazzetta di Parma –Senti, un portiere, in un momento così, visto che tu hai anche vissuto queste situazioni sul campo fino a poco tempo fa, cosa deve superare? Dal punto di vista tecnico Mirante ha dato dimostrazione del suo valore, eppure ogni tanto pure lui, come tutta la squadra, ha di questi black out. Qual è il problema? Qual è la scintilla che non c’è?
“Mah… Intanto io credo che Antonio sia un portiere di grande valore, tanto è vero che fa parte di quei portieri che sono in Nazionale. Io ho iniziato a parlare con lui, ma non lo conosco molto bene, conosco meglio Nicola Pavarini: cercherò per quella che è stata la mia esperienza da giocatore di aiutarlo e di dargli qualche IMG_0358consiglio utile per questa situazione. Non è così semplice, nel senso che quello del portiere è un ruolo molto delicato. Ci sono grandi portieri che sono in difficoltà: a tutti può capitare un momento particolare, però quello a cui lui deve pensare è il suo valore. E il suo valore è tanto. E’ uno dei migliori portieri della categoria: devo solo trovare serenità e cercare di ritrovare fiducia. E poi, secondo me, non è neppure così drammatica la sua situazione, perché domenica scorsa, contro il Bari – io ero allo stadio – non credo che potesse fare molto di più di quello che ha fatto; con la Sampdoria – avevo visto la partita in televisione – è stato decisivo per il risultato, quindi non stiamo parlando di un portiere in crisi, stiamo parlando di un portiere che ha ottime qualità e che sta facendo la sua parte. Sono convinto che da qui alla fine continuerà a farla, come la possono fare gli altri, perché io ho molto rispetto del lavoro fatto da Senatore, con il quale ho parlato spesso, quindi sono convinto che siano stati preparati fino adesso adeguatamente tutti i portieri. Sono convinto che Antonio farà la sua parte, come gli altri se saranno chiamati in causa”.

michele galleraniMichele Gallerani, Sky – Luca, al di là dei portieri, che situazione psicologica hai trovato in questa squadra? Le tue prime sensazioni, visto che in queste poche ore non sarai riuscito a farti un quadro completo della situazione…

“Per dire delle cose giuste e sensate, bisognerebbe essere, diciamo… degli psicologi. Io posso dire solo questo: bisogna iniziare a non pensare troppo a quello che è stato, perché non si può tornare indietro. Non si può tornare indietro a giocare delle partite, non si può tornare indietro a risolvere dei problemi o dei fatti che sono accaduti ieri, o ieri l’altro, o un mese fa. Quello che dobbiamo fare, a mio modesto avviso, è solo guardare avanti. E per avanti intendo ogni secondo, ogni minuto dell’allenamento; per prepararsi in ogni giornata di allenamento, ogni giornata che ci divide da qui alla prossima partita e IMG_0355alla prossime ancora, a focalizzare bene quello che è il nostro evento, ed il nostro obiettivo, cioè quello di riuscire a fare il prima possibile dei punti. E ogni partita ti dà la possibilità di ottenere dei punti, di centrare dei piccoli obiettivi. Tutto il resto, cioè pensare a cosa è stato e ai problemi, distoglie solo energie ed attenzione a quello che, invece, deve essere il nostro obiettivo, che è quello che dicevo poco fa: solo guardare avanti”.

Michele Gallerani, Sky – Dai primi colloqui che hai avuto con Colomba, che impressione ti ha IMG_0356fatto?
“Mi sembra una persona di grande equilibrio, di grande spessore umano: io non lo conosco personalmente; abbiamo iniziato a collaborare. Mi sembra strano a dire ‘collaborare’ perché fino ad un anno e mezzo fa ero un calciatore, però la vita va avanti e cambia. Io spero di riuscire a dargli una mano per quello che riguarda l’allenamento dei portieri, e se me lo chiederà, per quelle che sono le mie possibilità, se me lo domanderà e se lo riterrà opportuno, ad offrirgli il mio punto di vista o dei consigli”.

IMG_0370Gabriele Majo, http://www.stadiotardini.com/ – Che effetto ti ha fatto tornare in quello stanzone, dove si era conclusa, purtroppo non tanto bene, la tua carriera quale portiere del Parma?
“Sì, in effetti non si era conclusa molto bene, purtroppo con una retrocessione. Ma quello è tempo passato… Un effetto strano: onestamente, non so se tutti lo sanno, ma lo spogliatoio dei mister è in fondo al corridoio, mentre quello dei giocatori è subito a destra, IMG_0354ed io ho avuto un attimo di… Poi, però, mi sono accorto che il mio posto era in fondo… Un effetto strano perché è da pochi anni che ho smesso e certe ferite fanno ancora un po’ male; però io credo in quello che ho detto prima: che bisogna solo guardare avanti, fare tesoro delle esperienze passate, ma difficilmente ti si propone lo stesso identico problema, con la stessa identica soluzione da adottare. La vita è un’evoluzione continua, e quindi i problemi sono sempre un po’ diversi, le persone cambiano e gli aggiustamenti o la risoluzione dei problemi bisogna sempre ricercarla ed avere la fortuna di capire e cogliere al momento giusto il problema e avere la soluzione nel più breve tempo possibile ed è quello che ci auguriamo noi”.

carmignani29Gabriele Majo, http://www.stadiotardini.com/ – La tua storia ricorda un po’ quella di Carmignani, anche lui pescato nel settore giovanile e trapiantato in prima squadra, tante volte con grandi risultati, ed in una di queste belle avventure tu stesso fosti chiamato da Carmignani…

“Che si dica questo mi fa piacere, perché io con Carmignani ho un rapporto particolare: non tutti sanno che quando io sono arrivato qui a 14 anni e mezzo o 15 è stato lui a farmi il provino ed è stato lui che mi ha preso e mi ha plasmato, insegnandomi come fare il portiere. Quindi, per me, è un motivo di orgoglio se qualcuno paragona la mia storia ad una persona che io stimo davvero tanto”.

Michele Gallerani, Sky – Tornando a quello che hai detto tu adesso, cioè riguardo le differenze tra le situazioni: ci sono molte differenze o molte assonanze rispetto a tre anni fa?
“Mah… Bisognerebbe essere dentro questa situazione da più tempo, e conoscere un po’ di più i protagonisti. Quindi mi viene difficile dare una risposta completa. Non voglio dare la responsabilità a nessuno, però obiettivamente siamo in una situazione che non è quella che ci si aspettava: noi non dobbiamo tanto pensare indietro, ma valutare i problemi che ci sono serenamente, con obiettività, e cercare delle soluzioni efficaci nel minor tempo possibile, perché sette partite sono tante, ma possono anche essere poche; ci sono pochi margini e noi dobbiamo cercare di fare le scelte giuste per i problemi che riterremo dover risolvere”.
Michele Gallerani, Sky – Permettimi di aprire una parentesi. La tua carriera si è conclusa con una esperienza a Napoli: io, da lontano, l’ho vista un po’ strana come esperienza, poi tu mi dirai se ho sbagliato l’aggettivo o meno; però, da uomo che ha vissuto quello spogliatoio e quell’ambiente con questa società, cioè l’attuale presidente De Laurentiis, ti saresti mai aspettato una esplosione come quella che sta vivendo il Napoli quest’anno?
“Intanto la mia decisione di finire la carriera è capitato che sia stato a Napoli perché io avevo un sogno da ragazzino che era quello di giocare fino a 40 anni come aveva fatto mio padre: e quindi essendo un montanaro, essendo testardo, volevo farlo e alla fine sono stato premiato perché Marino, che era il direttore generale del Napoli, aveva bisogno e mi ha chiamato, poi ha visto che ero pronto, perché io mi stavo allenando, anche se era fine gennaio. Quindi questa è la spiegazione per la quale io ero andato a Napoli. E a Napoli devo dire che ho trovato un ambiente, sotto certi aspetti molto affascinante e credo che, per come stavano lavorando, non sia una sorpresa per me questa esplosione. Hanno giocatori di grande valore tecnico, giovani; hanno impostato in lavoro nelle scelte che non è casuale, ma arriva da anni di voler raggiungere un certo obiettivo, con delle scelte ben precise e questa è la conseguenza. Quindi quello di Napoli è un ambiente molto particolare, molto umorale, la città vive la situazione della squadra con una enfasi molto particolare, quindi si stanno incastrando tutte le cose, per me”.
Michele Gallerani, Sky – Potrebbero vincere lo Scudetto?
“Eh, non lo so perché comunque ci sono anche altre squadre, anche se adesso sembra che siano rimasti solo loro a lottare con il Milan. Sembra… Però, il Milan, ha più giocatori abituati a giocare un certo tipo di partite, rispetto al Napoli…”.
Sandro Piovani, Gazzetta di Parma – Tornando a noi, anzi a te: di solito iniziano così delle storie strane nel calcio, cioè che un allenatore va in un posto e trova un collaboratore, e poi si forma quello che viene chiamato uno staff. Non è che stai anche pensando, da grande, di far parte di uno staff, magari anche non più nel Parma?
“Rispondo in una maniera molto precisa: il mio obiettivo quest’anno era fare bene ed insegnare il più possibile a dei ragazzini che vanno dai 10 ai 15 anni. E’ capitata un’urgenza a livello di prima squadra e mi è stato chiesto di dare una mano e io sono ben contento. Adesso il mio obiettivo è dare il massimo, da qui a quando sarà ritenuto opportuno, per la salvezza di questa squadra. Sarò limitato, ma non riesco a pensare molto avanti: io, quando faccio una scelta, mi tuffo con tutto me stesso, con tutta la passione che posso avere, in quello che sto facendo. Il mio obiettivo è solo arrivare alla fine di questo anno con il Parma salvo. E poi, alla fine, mi verrà detto cosa devo fare, mi verrà proposto qualcosa e prenderò delle decisioni. Ora non riesco a pensare oltre”.
(Conferenza stampa di Luca Bucci al Centro Sportivo di Collecchio del 06.04.2011 – Registrazione audio e trascrizione di Gabriele Majo, foto di Jonathan Belletti per www.stadiotardini.com)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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