CHI DEVE PAGARE PER METTERE A NORMA I SEGGIOLINI DEL TARDINI?

Trattandosi di un “adeguamento strutturale” logica vorrebbe che l’onere spettasse al padrone di casa (Comune), nonostante all’inquilino (il Parma) tocchi la manutenzione ordinaria e straordinaria

seggiolini tardini alta qualità(gmajo) – Tentiamo di dare una risposta ad una domanda che è tornata di strettissima attualità dopo la delusione della migrazione della Nazionale azzurra dal Tardini, sede inizialmente identificata per lo svolgimento di Italia-Estonia (stasera, venerdì 3 giugno, ore 20.45) – al Braglia di Modena, per colpa dei seggiolini non omologati a norma UEFA dell’ Ennio: a chi spetta l’onere dell’adeguamento? In parole povere: chi paga? La questione non è di poco conto, perché, occhio e croce, potrebbe ballare qualcosa come 1 milione di euro, naturalmente a seconda del costo dei seggiolini prescelti, il cui costo è variabile, a seconda della qualità, tra i 50 e i 400 euro circa, (nella foto quelli “top class” della Tribuna Vip) ma con l’obbligo di uno schienale di (minomo) 30 centimetri, per l’intera capienza dello stadio, dal momento che, sia pure per appena 2 cm, quelli attuali (28 cm) delle Tribune, non rientrano nei parametri richiesti, men che meno quelli delle curve (5 cm circa) . Continua all’interno

assessore roberto ghiretti alla partita del cuoreTrattandosi di un “adeguamento strutturale”, logica vorrebbe che l’onere spettasse al padrone di casa (alias il Comune di Parma, proprietario della struttura, ma come si vede nella foto l’Assessore allo Sport Roberto Ghiretti alza le mani…), nonostante all’inquilino (il Parma FC) tocchi, secondo la convenzione pluriennale in essere, la manutenzione (totale per l’ordinaria e gran parte della straordinaria). Il precedente caso analogo riguardava l’installazione dei tornelli d’accesso, adeguamento strutturale previsto per rientrare nella normativa “speciale” dal tornelli stadio tardiniLegislatore Italiano (il DM Pisanu), tesa a scongiurare la violenza negli stadi: quella volta, dal momento che si trattava di una conditio sine qua non (altrimenti non si sarebbe potuto ospitare incontri di serie A) se ne fece totalmente carico il club. Ragionevolmente sarebbe potuta accadere la stessa cosa anche in questo caso allorché Ghirardi avesse avuto sentore che ci fosse in vista una qualificazione per l’Europa, ma dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e con gli stenti che hanno accompagnato l’intera gestione Marino in campionato, neppure il più ottimista avrebbe ghirardi morrone debito saldatopotuto immaginarne la possibilità. E allora perché investire la cifra necessaria per un adeguamento che comunque non è necessario, dal momento che per giocare la serie A sono perfettamente a norma gli attuali seggiolini? Il Pres ha preferito quindi risparmiare questi “biadini”, perché in questi tempi di vacche magre anche i ricchi piangono e se c’è modo di poter procrastinare il più possibile una spesa non vale certo la pena di anticiparla. E’ un po’ lo stesso ragionamento che sta alla base del pagamento degli emolumenti dei calciatori all’ultimo giorno prandelli a parma 2previsto dalla normativa in riguardo (90 giorni, cioè, per esempio, entro il 31.12 gli stipendi maturati entro il 30.09), o di spuntare ai fornitori un pagamento se non eterno quanto più lungo possibile. Certo, sostituendo i famosi seggiolini Parma, Città Europea dello Sport 2011, non avrebbe patito l’onta di essere surclassata, in questa prestigiosa occasione, da Modena, che ha, oh yes, seggiolini con schienale omologato dalla Uefa. Del resto il Braglia è piuttosto fresco di restyling, nonostante abitualmente vi si disputino solo incontri di serie B. A parte la Nazionale stasera, SAM_5382of course. Andrea Gavazzoli, che ringrazio per l’attenzione che mi ha dedicato invitandomi oggi a disquisire di questa tematica durante il Telegiornale di Tv Parma, era incorso in un piccolo errore durante l’intervista esclusiva dei giorni scorsi al Presidente Ghirardi, quando, immagino per gusto di provocazione, considerato il campanile, gli aveva detto che non sarebbe stato bello andare a disputare gli eventuali incontri di Europa League  a Reggio Emilia. No, la sede alternativa non sarebbe stata Il Giglio, bensì di nuovo il Braglia. Sempre per via degli schienali dei seggiolini, che pure ghirardi agorà[2]nell’impianto d’Oltrenza non raggiungono i 30 centimetri. Se il Parma fosse andato in Europa avrebbe quindi, con ogni probabilità, adeguato (a proprio spese) la struttura, trattandosi di un’esigenza ineludibile per ospitare gli incontri nella propria abituale dimora: il Comune di Parma, che si dimena tra non poche difficoltà di bilancio, non ha voluto o potuto fare altrettanto per avere l’onore di ospitare gli Azzurri al Tardini, e certo sarebbe stato un bel fiore all’occhiello nell’anno di Parma Città vignali ghirardi presentazione partita cuoreEuropea dello Sport 2011: peccato che proprio quest’anno il Tardini sia stato bocciato… dall’Europa. Pazienza, tanto ci siamo consolati con la Nazionale Cantanti, per ospitare la quale non c’erano troppi lacci e lacciuoli (come direbbe Galliani)…
Per non dilungarmi eccessivamente (come faccio di solito) mi fermo qui, promettendo, a breve, un mio intervento sulla inutilità (a mio modestissimo avviso, contento Angelo F.?) di questi seggiolini con schienale superdotato, per lo meno in certi settori come le Curve o i popolari. Dove potrebbero risultare addirittura assai pericolosi, se non fuori legge. In questo caso Italiana, datosi che il DM 8 marzo 1996 fa riferimento a norme UNI che al contrario vorrebbero seggiolini da 15 cm in giù… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “CHI DEVE PAGARE PER METTERE A NORMA I SEGGIOLINI DEL TARDINI?

  • 3 Giugno 2011 in 16:37
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    Sono un abbonato in curva nord; seguendo la partita da seduto sarei molto contento degli schienali nei seggiolini. Quelli attuali non sono per niente comodi.
    Sognando la copertura antipioggia al momento mi accontenterei parecchio.

  • 3 Giugno 2011 in 19:57
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    Gentile Marco, in un successivo post approfondirò le tematiche inerenti l'altezza dello schienale dei seggiolini, che indubbiamente possono risultare comode in situazioni ideali tipo gli stadi inglesi che prevedono uno spazio seduta e di separazione tra i seggiolini indubbiamente superiori rispetto a quanto normalmente succede in Italia, ma che al contrario con l'esiguità di spazi che ci sono da noi (parlo degli stadi italiani in genere, ma soprattuto del nostro caro Ennio) potrebbero rivelarsi assai pericolosi per l'incolumità degli spettatori. Consideri cosa possa significare un ostacolo del genere nelle curve italiche dove c'è l'abitudine di stare in piedi (al contrario che in Inghilterra dove l'obbligo di star seduti è tassativo anche nei "popolari".
    Circa la copertura il discorso è lungo: se non si riesce a trovare una soluzione per adeguare i seggiolini, si figuri per quello… Grazie per l'attenzione, saluti Gmajo

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