FORZA PARMA ANCHE SUL SET DELLA CERTOSA

La bella storia di Luca, che frequenta la Nord dall’82, ieri figurazione alla Reggia di Colorno per la miniserie Rai. E gli è toccato di indossare la divisa da gendarme… L’emozione della sartina al ricordo dello Spareggio. Majo da medico a popolano
certosa di parma(gmajo) – “Forza Parma”. L’urlo è riecheggiato dal serpentone umano che si snodava sugli scaloni della Reggia di Colorno ieri, al termine della dura giornata di lavoro di circa 120 comparse per la fiction Rai “La Certosa di Parma”. A lanciarlo è stato Luca, tifoso della Nord dal lontano 1982, mentre andava a svestire i panni di Gendarme che gli era toccato indossare quale “figurazione” della miniserie. Magari adesso qualche suo amico di Curva gli darà del “pulotto” o dello “sbirro”, curioso contrappasso dovuto pagare per qualche secondo di notorietà. In realtà Luca spesso ha a che fare con il mondo dello spettacolo, dal momento che, oltre a fare il Dj, lavora come attrezzista per le varie produzioni cinematografiche o televisive che transitano in zona: ieri ha obbedito alla richiesta della produzione di trasformarsi in comparsa per esigenze di servizio. Gli avevo chiesto di inviarmi una foto ricordo da pubblicare in costume sul blog, ma lui ha declinato l’invito non volendo mischiare la passione per il Parma con il lavoro. E così supplisco con una foto di gruppo “spigolata” alla Gazzetta di Parma di oggi… Continua all’interno
palla certosaNiente foto, d’accordo, ma non potevo tenere per me e non raccontare ai miei due lettori, della sua passione per i nostri colori emersa non solo con il “Forza Parma” di ieri, ma anche con il ricordo di quella volta che indossò la felpa dei Boys sul set dei Ris, quando ancora si girava a Parma, sperando che venisse ripresa e dunque teletrasmessa in tutta Italia… Oltre a lui ho incontrato diversi altri tifosi con cui ho scambiato qualche chiacchiera nel lager (così abbiamo amorevolmente ribattezzato il set, causa le condizioni piuttosto proibitive di ieri per via del sole a picco sulla Piazza e dei pesanti costumi d’epoca indossati): da Daniele di Fidenza, contento per la svolta Colomba che ha salvato i crociati dalla dannazione, a una giovin fanciulla, in servizio in sartoria, che impietosita mi ha concesso metà del suo ghiacciolo. “Dove l’ho già vista?”. “Immagino in televisione”, ho risposto come agli altri a cui la mia faccia non risultava nuova, prima che la ragazza ricordasse di avermi incrociato al Centro Sportivo di Collecchio quando, giovanissima e tifosissima, lì l’accompagnava a vedere i suoi beniamini in allenamento il nonno ai tempi di Gedeone Carmignani. “Che pelle d’oca quello spareggio”. Già, una stagione di sofferenza, sublimata dalla salvezza al fotofinish, nello scontro fratricida con il Bologna, che ha segnato migliaia di supporter crociati.
majo dottor catturoQuanto a me, non posso evitare di annotare su questo diario che tengo – crociato, sì, ma talvolta anche personale, è inevitabile (e ieri pure poco aggiornato proprio per esigenze di scena, dal momento che la chiamata era per le 6.45 e abbiamo staccato poco prima delle 20) – che la seconda esperienza da “figurazione” non mi ha più visto in camice bianco come nella precedente esibizione per Baciato dalla Fortuna, quale medico del nostro nosocomio investito dal ciclone Asia Argento in corsia (la pellicola, in uscita con estremo ritardo, dovrebbe essere nelle sale dal prossimo mese di ottobre), ruolo valsomi il camomilliano appellativo “Dottor Catturo” bensì in quelli più umili e faticosi del popolano. Mi è perfino toccato in sorte di partecipare ad una rivolta fronteggiando a mani nude i gendarmi come Luca armati di carabina. Prima, sempre come rappresentante del Quarto Stato (definizione che mutuo dal celebre dipinto realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901, inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori, conservato al Museo del Novecento di Milano), avevo assistito, dinnanzi al patibolo, all’impiccagione di due sventurati, patrioti casuali vittime esemplificative del tiranno, urlato “Viva l’Italia, Viva la Libertà”, (per l’estero tradotto solo in “UUUHHHH EEEHHHH) ) quando l’attore “Palla” era salito sul banco delle tele per inneggiare alla rivoluzione e quindi mercanteggiato sulla pubblica piazza l’acquisto di alcune zucchine (che più che fresche erano ormai cotte a puntino) al banchetto dell’ortolana. In attesa, se ci sarà, di una prossima chiamata. Anche perché le riprese della miniserie non sono affatto terminate: sabato 25 a Torrechiara si girerà la battaglia di Waterloo (io non potrò prender parte per seguire le nozze del secolo tra Monica Bertini e il calciatore Giovanni La Camera), lunedì 27 ciak, motore ed azione al Teatro Valli di Reggio Emilia e martedì 28 l’approdo a Parma città. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.