QUEL BOIA SALTIMBANCO CHE VUOLE LA TESTA DI COLOMBA

A Calcio & Calcio nuova (discutibile) performance di Enrico Boni, raccontata su stadiotardini.com dal presidente del suo Fan Club su FB Lorenzo Fava

Boni boia(Lorenzo Fava, presidente Enrico Boni Fan Club) – Le parole di Pietro Leonardi (“Ero più preoccupato dopo il Chievo ed amareggiato dopo Juve e Fiorentina. Dopo la Roma invece sono molto fiducioso, la sconfitta è una questione di episodi”), lanciate in un servizio che ha preceduto la 5^ puntata della trasmissione “Calcio & Calcio”, hanno allarmato e innervosito non poco i tifosi gialloblù. Enrico Boni (alias, il Saltimbanco’) in fase di presentazione ha rubacchiato 30 secondi al conduttore, Michele Angella, per esternare le sensazioni poco positive – captate già prima dell’inizio del campionato – dopo la partita notturna contro la squadra capitolina: “Mi rivolgo al Presidente Ghirardi e al Direttore Leonardi, che guardano sempre questa trasmissione che è la loro preferita, di cui io sono l’attore protagonista: voglio la testa del trainer!” Non a caso, l’ex voce radiofonica della squadra ducale si era travestito da boia, con tanto di scure, pronto a decapitare il tecnico Colomba, reo di non dare mordente ai giocatori e di imporre loro un modulo spregiudicatamente difensivo (e nonostante ciò si subiscono gol a valanga). A casa le teste si dividono (non perché Enrico gliele abbia mozzate!): i membri del suo fans club di FacebookENRICO BONI contro tutti!” – lo sostengono, i detrattori non gliene risparmiano una. Nemmeno la pronuncia del cognome Colomba, di cui Boni sarebbe colpevole di allargare troppo la seconda “o”…
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27092011007Michele Angella – che si è sentito di dissentire del camouflage boniano – ha dato la parola al ‘verbo’ di Teleducato, il noto opinionista della rosea gazzetta, Andrea Schianchi: “Mi sembra presto per chiede la testa di qualcuno. Cacciare via il Mister ora significherebbe il fallimento del progetto di Ghirardi e Leonardi. Riguardo le dichiarazioni del Direttore Generale, mi sembra un po’ troppo la parola ‘ottimismo’ – è ovvio che lui deve dire così perché fa il Direttore -; però si sono visti dei progressi che sono da sottolineare”, dice. Il ragionamento di Schianchi non fa una grinza, ma, a mio modo di vedere, era davvero molto improbabile fare peggio delle partite precedenti, nelle quali non si era mai visto un vero e proprio tiro nello specchio della porta avversaria (includo anche la partita con il Chievo). E come ha fatto notare lo stesso Angella, l’avversario – la Roma, non era di certo nel suo più florido momento di forma psico-fisica. Il parere dei tifosi non ha aggiunto fiducia. Soprattutto nei confronti della società: l’ottimo Pino dalla Calabria, ma residente a San Polo, noto ascoltatore (o meglio, opinionista telefonico – lo definirei così – vista la frequenza settimanale con cui interviene) del programma, ha puntualizzato che, ascoltando una nota radio nazionale, ha sentito parole poco edificanti, quasi di sfregio nei confronti della squadra 27092011005emiliana che non è riuscita a battere una compagine probabilmente ancor più in difficoltà, sebbene abbia qualità individuali non indifferenti. Paco Misale (che spesso mi ha tolto i concetti di bocca, anticipandomi), prima firma della pagina sportiva del quotidiano “Parma Qui” si è rifatto a concetti di boniana memoria: il Parma ha giocato per l’ennesima volta con i 9/11 (che, secondo molti, non garantiscono più affidabilità) della formazione che nella scorsa primavera ha conquistato in modo roboante la salvezza. Perché ora costoro non riescono a esprimersi sugli stessi livelli? Sarà forse anche ora di abbandonare il 4-4-2 (o 4-4-1-1 che di si voglia) al fine di cambiare sistema di gioco? L’appunto di Misale – al debutto stagionale a “Calcio&Calcio” – è davvero mirato e proficuo per lanciare un altro tema scottante: Daniele Galloppa. Il biondo centrocampista romano, ex Siena, sta attraversando un periodo non fortunato; le partite giocate finora dal numero 8 crociato stanno screditando il suo valore dimostrato due stagioni or sono (soprattutto nel girone d’andata) con Guidolin condottiero. Finora colui che dovrebbe27092011011 essere il faro del gioco del Parma non ha ancora illuminato le luci del Tardini con la sua qualità e con le sue caratteristiche offensive, atte al gioco di rimessa. Tanta imprecisione nei passaggi, poca lucidità nei momenti di impostazione e cucitura. Può essere che il problema sia che giochi fuori ruolo? O bisogna addurre le cause di questo momento poco brillante al fato che debba ancora recuperare dall’infortunio, occorsogli più di un anno fa? Sempre su Galloppa è proseguito il discorso, perché – come probabilmente i tifosi più affamati di notizie sapranno – il centrocampista, durante la scorsa settimana, ha rilasciato un’intervista che ha sorpreso giornalisti, tifosi e società per la sua schiettezza; in sintesi, il concetto di Galloppa evidenziava come le due trasferte finora effettuate dalla squadra emiliana (condite da 7 gol incassati) debbano far riflettere tutti, giocatori compresi: le individualità in attacco sono buone, ma c’è da osare di più! Parole sacrosante per Boni, che rivolge i suoi complimenti al centrocampista numero 8. “Con le sue parole non sarei riuscito a formulare un articolo per la 27092011010Gazzetta per cui io scrivo”, ha affermato Andrea Schianchi. Secondo me, invece, Galloppa con sincerità (e un po’ di ingenuità) ha rimarcato gli errori e i problemi, non da poco, che stanno affliggendo il Parma. Può essere questo il primo segno di scollatura tra la squadra e il tecnico. E si tratta di una pubblica affermazione di uno che in campo ci va. Manifeste le critiche per le prestazioni affatto incoraggianti di Daniele Galloppa, domenica sera rilevato dal marocchino Abderrazzak Jadid, che ai più – vedi il consigliere comunale, nonché collega del Saltimbanco al quotidiano ‘La Sera’, Matteo Caselli e, tutto sommato, il sottoscritto – non è dispiaciuto, perché ha dimostrato che con i piedi ci sa fare. “In campo ci va chi è buono”, ha suggerito lo scatenato Schianchi: probabile dunque che possa essergli rinnovata la fiducia. Capitolo arbitri: Orsato – citato nella telefonata notturna del Ghiro a “Controcampo” in 3^ serata ogni domenica notte (di fatto lunedì mattina) su Italia 1 –, il quale sarebbe stato colpevole di non aver allontanato anzitempo dal campo il danese della Roma Kjaer (che si sarebbe meritato la seconda ammonizione) ha dato sicurezza e dimostrato autorità durante l’andamento della partita. In un27092011009 intervento ho sottolineato questo mio credo e mi sono riagganciato al discorso centrocampo: i due centrali di difesa non sono aiutati da Morrone e Galloppa che garantiscono poco filtro e scarsa copertura (soprattutto il secondo), si sente, per ciò, la mancanza di uno come Dzemaili. Ecco perché il Parma ha la peggiore difesa del campionato, per il momento. Il signor Pino dalla Calabria ha annuito alla mia sentenza, ma un tifoso neutrale, Giovanni da Bari, il quale aveva detto di voler parlare “con l’unico che ne capisce di calcio in trasmissione (Schianchi, nda)” –per questo si è sentito dire un ironico “Grazie, eh!” da parte mia – ha giudicato la difesa del Parma modesta e da serie B; ma, questa sentenza era già stata emessa in tempi non sospetti dal “Profeta” Enrico Boni, che pretende di vedere in campo Santacroce (al posto di Paletta). Signor Giovanni, facciamo che in studio ce n’eran due almeno che di calcio ne capiscono… La trasmissione si è chiusa con una previsione sul cammino del Parma: il calendario dice Genoa, Napoli, Milan e Atalanta; fare punti (almeno con il Genoa) è l’imperativo, altrimenti la testa del trainer potrebbe anche cadere più presto di quanto si potesse immaginare ad agosto. Donandoni, secondo Boni è già in pole; voci, fresche di oggi, di corridoio danno Delio Rossi contattato dal Parma e dal Cesena, la strada più semplice potrebbe essere Gigi De Canio, abile maestro e sapiente condottiero. Le prossime due sfide saranno decisive. La scure di Boni colpirà davvero il mister grossetano, che tanto bene aveva fatto la scorsa stagione?
Lorenzo Fava (presidente Enrico Boni Fan Club)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.