CALCIO & CALCIO / “SI VIAGGIARE, EVITANDO LE BUCHE PIU’ DURE…”

Durante l’ 11^ puntata del talk show di Teleducato è stato toccato il tema dell’allenatore, con un azzardo: che abbia già pronte le valigie. Telefonata del professor Delsignore che ha spiegato le condizioni fisiche di Giovinco

clip_image001(Lorenzo Fava) – One man show. Io sarò anche un po’ Boni-centrico, ma il Saltimbanco non è mai banale. Piaccia o no Enrico Boni riesce sempre a dare quel quid in più al programma, un po’ come il prezzemolo che aggiunge sapore e qualità al piatto in cui lo si mette. L’altra sera, nell’ 11° appuntamento con Calcio & Calcio (che sarà in onda pure lunedì 14, nonostante la sosta) la performance del colorito opinionista ha fatto registrare un’elevata percentuale di consensi dal pubblico a casa e, in buona parte, anche da quello in studio (inclusi i rappresentanti del Parma Club di Traversetolo, uno dei quali mi ha perfino manifestato la volontà di iscriversi suo fans club su Facebook, “ENRICO BONI contro tutti!” di cui sono il presidente). In fase di presentazione, il “Profeta” stupisce gli astanti, presentandosi con una valigia: «Questa è la valigia di Franco Colomba – non chiedetemi come me la sono procurata perché c’è il segreto d’ufficio – a cui io farò il favore di portarla in stazione dove gli acquisterò un biglietto di sola andata per Bologna! Abbiamo perso una partita che avremmo vinto con qualsiasi altro allenatore. Quindi, valigia di Colomba, biglietto di sola andata per Bologna». «Pensavo fossi tu ad andartene, Enrico», la sibillina replica del conduttore, Michele Angella.
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clip_image001[4]Boni sostiene che la sconfitta contro la Lazio è vergognosa in quanto si è perso, per mano tecnica, con una squadra che si reggeva in piedi “con le grucce”; insolita l’esternazione di Chiara Andreoli: la bionda conduttrice di “Piacere mi presento” (rubrica con una intervista ritratto che di mezzora precede ogni lunedì sera il dibattito di Calcio & Calcio), infatti, una volta tanto si ritrova d’accordo con l’ex voce di Radio Bruno – e dice di esserne preoccupata! –, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento rinunciatario della squadra e di chi la guida («Mi sento come se a Roma clip_image001[6]avessimo lasciato 3 punti»). L’acerrimo antagonista di Boni, alias Andrea Schianchi – che trova il modo di prendersela con i senatori di questo gruppo, Lucarelli e soprattutto Morrone, responsabili, secondo lui, sul gol della Lazio e di un avvio poco brillante di stagione – assume, invece, le difese del tecnico e giustifica le mancate convocazioni di Palladino & co (e il tardivo ingresso di Valdes) poiché sarebbero ancora giocatori sulla via del recupero. Questa la chiosa del Saltimbanco: «Ogni volta che sento parlare Schianchi mi tornano in mente i “Promessi Sposi”: sembra clip_image001[8]di essere in un Lazzaretto. Tutti infortunati, Palladino lo manderemo a “Chi l’ha visto” a questo punto…». E pure io sono d’accordo – come potrebbe essere diversamente? – dal momento che Palladino riceve uno tra gli stipendi più alti nel Parma e che prima di arrivare nel Ducato, nello scorso gennaio, era nel giro della Nazionale. Il Parma non può concedersi il lusso di rinunziare a un giocatore del suo calibro. Bisognerebbe, forse, prendere in considerazione l’ipotesi di un turn over più ampio. soprattutto dalla trequarti in su, visti l’infortunio di Floccari, le prove incolori del pur calcio e calcio fine trasmissionevolenteroso Pellè e la condizione fisica approssimativa di Giovinco. Il numero 10 crociato, tra l’altro, ha dovuto abbandonare il raduno di Coverciano a causa dell’infortunio che non gli aveva permesso di concludere la partita di domenica contro la Lazio. A questo proposito è intervenuto telefonicamente in trasmissione il professore Roberto Delsignore, capo dello staff medico del Parma, che ha verificato in prima persona le condizioni della “Formica Atomica”, il quale ha affermato che si tratta solo di un affaticamento muscolare che gli impedirà di allenarsi e giocare con i compagni della Nazionale, ma probabilmente potrà tornare già alla ripresa contro l’Udinese di Guidolin.

clip_image001[1]Altro tema caldo è quello di Crespo. Boni propone all’argentino un aut aut che trova parecchi assensi anche tra i più accaniti tifosi gialloblù: «Faccio un appello perché so che i giocatori del Parma ci guardano e ci guarda anche Hernan: Hernan, a gennaio pianta lì, pianta lì! Dal momento che sai che questo allenatore ti fa fare solo 5 minuti ogni tanto. O hai le orecchie buone – come le mie – e hai sentito qualche voce sul cambio di Colomba oppure vai via a gennaio, ma non farti umiliare in questo modo. Non ti meriti questo.» Tesi che raccoglie il consenso anche tra gli abituali clip_image001[3]acerrimi oppositori del Saltimbanco. Questi del resto sa perfettamente che Psycolomba non può reggere il confronto con Crespo, incontrastato idolo di sempre dei tifosi ducali e il trainer deve fare bene attenzione a non commettere ulteriori passi azzardati. Angella, premettendo che si tratta di un gioco perché Colomba, come gli conferma Schianchi, è al momento ben saldo in panchina, lancia il toto-allenatore per la prossima stagione: secondo Boni, però, l’attuale tecnico farà le valigie prima del panettone natalizio e a sostituirlo sarà uno tra Donadoni o Ballardini; ai tifosi ospiti e al clip_image001[5]“Roseo” stuzzica l’idea di vedere in panchina Gasperini, scottato dall’ultima esperienza all’Inter, Zeman farebbe, senza dubbio, al caso di un Parma spettacolare e ambizioso, come aveva apertamente chiesto Leonardi in conferenza stampa, Pea e Di Matteo sono il futuro degli allenatori italiani. A me non dispiacerebbe De Canio, allenatore esperto di A, che ha condotto il Lecce – salvo poi abbandonarlo a giugno per la mancanza di un progetto societario – ad una bella salvezza nello scorso campionato, mostrando un gioco propositivo e un’organizzazione di squadra ben congegnata. L’oracolo esclama: «I Parmigiani hanno iniziato a togliersi le bende dagli occhi». Intanto c’è la sosta per meditare prima della la partita contro l’Udinese di Guidolin che potrebbe rappresentare in un modo o nell’altro il croce-via della stagione.
Lorenzo Fava (Presidente Enrico Boni Fans Club)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO / “SI VIAGGIARE, EVITANDO LE BUCHE PIU’ DURE…”

  • 9 Novembre 2011 in 08:00
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    Buondí Majo, grazie per la sua rassegna stampa con cui ha sintetizzato i passaggi piú interessanti delle due trasmissioni di approfondimento calcistico della nostra città. Gli spunti di riflessione piú interessanti sono stati offerti da Calcio&Calcio; per quanto riguarda Bar Sport devo sottolineare come da qualche tempo gli invitati si lascino andare ad un vociare cacofonico ed irritante che impedisce di comprendere le parole dei singoli e denota poco rispetto per gli spettatori. Penso che alla lunga quest'anarchia possa determinare uno spostamento di share da TV Parma a Teleducato nonostante i validi Milano, Bertini, Piovani e Bellé. Gavazzoli farebbe bene allora ad estrarre il cartellino giallo per Frigeri, Cervi e Gallerani sempre chiassosi ed esagitati. Vorrei fare alcune considerazioni su Colomba. Il dibattito relativo al mancato turn over é basato prevalentemente sulla passione sportiva, che porta ad esprimere commenti poco coerenti e molto distanti dalla realtà, di cui spesso sono anch'io vittima. Per arrivare a scegliere chi schierare in campo sicuramente bisogna valutare tanti fattori che solo un allenatore puó conoscere e ventilare il cambio di Colomba solo per questo mi sembra ingeneroso oltre che superficiale. Non crede che anche lui conosca perfettamente l'attaccamento dei tifosi per Crespo? Io mi fido delle sue valutazioni e il fatto che non ceda ad un facile populismo la dice lunga sul suo carattere: Colomba sa il fatto suo e non teme di andare avanti per la sua strada. Del resto é sempre stata riconosciuta da tutti la sua capacità di schierare ogni giocatore nel ruolo a lui piú congeniale, non vedo perció perché debba aver improvvisamente perso tale caratteristica che ne ha uniformato i giudizî al suo arrivo a Parma. Se gli stessi conduttori televisivi promuovono il totoallenatore ai primi venti di polemica non bisogna poi lamentarsi della cronica mancanza di progettualità che ci affligge. Mettiamoci nei panni di GhiLeo che devono programmare un progetto con uomini che sistematicamente vengono processati in piazza. Teniamoci allora stretto Franco Colomba, che possiede qualità vincenti e cerchiamo di spostare il dibattito altrove. Mi riferisco al mercato di riparazione di gennaio e alla mia posizione a riguardo di cui ho trovato un inaspettato alleato in Italo Cucci con il suo autorevole intervento sulla Gazzetta di Parma di ieri. Grazie per l'attenzione e buon lavoro. Cordialmente, parmigiano.

  • 10 Novembre 2011 in 17:49
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    Salve Parmigiano, mi scuso con Lei come ho fatto prima con febbredacalcio per il ritardo nella risposta, dovuta al fatto che non avevo trovato un adeguato tempo per potermi dedicare compiutamente al dialogo coi lettori. La rubrica di "critica televisiva", che divido con il promettente "primavera" Lorenzo Fava, è diventata nel tempo uno dei punti fissi di stadiotardini.com . Come a livello nazionale spesso i divi della Tv occupano le pagine dei giornali, perché non rendere protagonisti anche coloro che il lunedì sera appaiono sul nostri piccoli schermi locali? La cosa era nata un po' per gioco e alle volte ancora ci mettiamo in mezzo qualche battuta o qualche aneddoto di alleggerimento, ma spesso traiamo spunto per proseguire analisi su tematiche che ci stanno a cuore. Per esempio nell'ultimo pezzo su Bar Sport, al di là delle curiosità cromatiche sui maglioncini degli opinionisti, quello che mi ha colpito è stato il dibattito sulla mentalità vincente con il malizioso interrogativo curiosamente posto dal pur governativo Piovanone. Lorenzo Fava, che è giovane e deve ancora farsi, non ha pensato, invece, che se avevo dato spazio al "lancio" di Calcio e Calcio, con losservazione di Angella che il Parma dell'Olimpico era provinciale alla Lecce o Chievo e non stupefacemte come lo vorrebbe il GhiLeo, poi mi sarebbe piaciuto incentrasse la propria composizione su questa tematica, anziché celebrare tout court il suo vate (è messo bene anche lui…) Boni. Ma come ci sono preferenze per un calciatore piuttosto che un altro da parte dei tifosi, lo stesso dicasi per gli opinionisti: non è detto infatti che al grande pubblico possano piacere più i moderati che i caciaroni. Anzi, temo che anche i vertici delle Tv ingaggiando determinati personaggi lo facciano nella speranza che la gazzarra che ne può derivare alzi gli indici di ascolto. Peraltro io credo che dopo 30 anni di teatrini la gente si sia un po' rotta le scatole e preferisca un ritorno alla seriosità, ma forse sono un po' di parte, essendo che sono io a pensarla così. In soldoni non credo proprio che il cartellino giallo verrà mostrato a Cervi, Gallerani e Frigeri, anche se a quest'ultimo io mi sono permesso di ricordare che non è bello dar del rimbambito a uno. Non so se ci possa essere una migrazione da un canale all'altro, come Lei paventa, ma anch'io, pur indossando a gettone la casacca di Bar Sport trovo che Calcio & Calcio, pur avendo mezzi assai ridotti, riesca a difendersi molto bene e ad avere spunti assai interessanti. Io credo, e già l'ho scritto in passato, che la famosa squadra affiatata di Bar Sport anziché essere il puntodi forza diventi il punto debole della trasmissione, laddove ci si lascia andare a sketch e battute personali che capiscono solo gli amici in studio ma non il telespettatore a casa.
    Sull'argomento Crespo La rimando alla risposta che ho datto nel commento precedente a febbredacalcio e alla lettera aperta che sto per pubblicare. Sono anch'io dell'idea che Colomba, in assoluto, faccia bene ad andare avanti sulla sua strada, senza cedere alle pressioni di popolo (e non solo): ciò non toglie che, a mio modesto avviso, non abbia gestito bene il valore Crespo, non dandogli fiducia, ad inizio stagione, dopo la convincente doppietta al Grosseto, prima dell'esplosione di Floccari. Ma sottoscrivo la sua frase: "Colomba sa il fatto suo e non teme di andare avanti sulla sua strada".
    Totoallenatori in TV sono d'accordo con lei: anche per me è fuori luogo parlarne. Specie adesso. Ma nello stesso tempo, però, mi metto nei panni di chi confeziona la scaletta e sa che comunque questi argomenti coinvolgono la gente, attirano la loro attenzione. Nella mia utopia stile "Athletic Bilbao" non solo mi piacerebbe si desse più spazio a calciatori del territorio, ma anche mi piacerebbe che gli stessi rimanessero a lungo nel club, e lo stesso dicasi per l'allenatore. Ma, appunto, è una utopia… (continua…)

  • 10 Novembre 2011 in 17:49
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    (…continua) Sul discorso mercato di riparazione: sono contento per Lei che ha trovato in Cucci un inaspettato alleato per la campagna pro ritorno a Parma di Amauri. Io non dico che sia contrario, tutt'altro. Però non credo che di questi tempi di difficile congiuntura sia etico richiedere ulteriori sforzi economici al presidente. Sua madre, narra la leggenda, avrebbe detto, parlando pubblicamente dinnanzi ad una platea di imprenditori (se non ricordo male) che non riteneva giusto immettere altri soldi nella squadra di calcio quando aveva il suo daffare nel mandare avanti le aziende penalizzate dal difficile momento economico. Non a caso sarebbero arrivati due nuovi soci a portare finanze fresche nel club. Abbiamo già Giovinco e Floccari. C'è Crespo. C'è Palladino (che è il primo o secondo calciatore più pagato della rosa): non credo sia il caso di aggiungere ulteriori attaccanti, benché l'anemia sia conclamata. Poi, dove li mettiamo? Se propri vogliamo Amauri mettiamo sul mercato Palladino e Floccari, sempre ammesso saltino fuori interessanti compratori. Pretendere di tenerli tutti non è morale. E poi l'ingaggio dell'Oriundo è decisamente fuori portata. L'operazione, semmai andava fatta prima, quest'estate, senza prendere Floccari. Rendiamoci conto delle reali possibilità. Poi se vogliamo sognare facciamolo pure, ma illudersi non è mai conveniente. Cordialmente Gmajo

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