LA MENTALITA’ VINCENTE SECONDO COLOMBA

La trascrizione integrale della conferenza di oggi a Collecchio, nella quale l’allenatore ha replicato agli appunti mossi (prima di tutto a lui) ieri dall’Amministratore Delegato: “Io dico soltanto: andiamo avanti così, con la solita voglia, la solita grinta, la solita determinazione che abbiamo avuto fino adesso. Quest’anno, ma anche l’anno prima. Ha ragione il direttore, la mentalità deve essere vincente: ma dobbiamo costruircela vincendo, non a priori o a prescindere. La si costruisce vincendo e dando il meglio di se stessi. Tutto qua. Ecco come la penso io”.
colomba conferenza stampa 01 11 2011(gmajo) – Oggi era Ognissanti anche per me, e mi sarebbe piaciuto, nonostante il triplo della paga (tanto 0 x 3 fa sempre 0…) prendermi qualche ora di relax: tuttavia, dopo aver spronato, assieme al collega della Gazzetta di Parma Sandro Piovani, durante la conferenza stampa (al richiamo della quale solo noi due avevamo risposto presente) l’allenatore Franco Colomba a rispondere agli appunti mossi (prima di tutto a lui) ieri dal DG Pietro Leonardi, ho pensato che fosse interessante proporre non solo i video amatoriali, ma anche la trascrizione integrale del suo pensiero esposto oggi. Un Colomba orgoglioso, sicuro delle proprie idee e delle proprie referenze guadagnate sul campo e ricordate agli eventuali smemorati che se le fossero dimenticate. Ieri, titolando Leonardi Vs Colomba, per me è scontro istituzionale, non penso affatto di avere esagerato, dal momento che stiamo vivendo un deja vu: la situazione è la medesima dell’ultimo anno di Guidolin. Evidentemente in giro, nonostante Marino, c’è ancora voglia di sbornia da calcio champagne: sarò retrogrado, ma io preferisco il calcio vincente secondo Colomba. Quel distinto signore che ha salvato il Parma portando tranquillità, senza sbattere le porte, che ha il coraggio di dire con garbo pane al pane e vino al vino.
All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa di Colomba a Collecchio


Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Buongiorno mister, mi scusi se inizio subito con l’argomento Leonardi, ma come lei può capire è abbastanza caldo. Intanto la sua famosa assenza non era per la cabala, come lei aveva detto domenica sera…
“Io credo di sì, però va bene, dai…”
Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Ieri il direttore generale ha chiesto al Parma di stupire. E di conseguenza lo ha chiesto anche al suo allenatore…
“Noi non vogliamo solo stupire, noi vogliamo ancora di più: vogliamo vincere. Vogliamo essere protagonisti di un bel campionato, e questo essere protagonisti passa attraverso partite belle e partite meno belle, partite vincenti e partite non vincenti. E’ ovvio, però, che l’intendimento è sempre quello di andare in campo per vincere. Credo che un discorso del genere, visto che possiamo anche partire dall’anno scorso, e Leonardi questo lo sa bene, perché ne abbiamo parlato spesso, allora per salvarci dovevamo passare da tante vittorie, ed è successo anche con squadre importanti. Quindi non c’è una preclusione a vincere. Mai. Questo sarebbe sbagliato e sono d’accordo con lui, perché l’atteggiamento passivo è la prima cosa che non voglio neppure io. E mi sembra di averlo dimostrato. Questo per quanto riguarda me. Ma anche per quanto riguarda i ragazzi: onestamente è una squadra che da come lavora, da come si muove, dalla volontà che ha, ha voglia di far bene, ha voglia di vincere. Nell’arco delle tre partite siamo incappati in questa prestazione non brillante e dobbiamo cercare di evitarlo: molto spesso, nonostante la buona volontà, questo non accade. Però siamo d’accordo che dobbiamo fare un buon campionato”.
Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Purtroppo gli alti e bassi avevano caratterizzato gran parte della scorsa stagione: probabilmente anche questo aspetto potrebbe aver influito nell’analisi del direttore generale. Dopo un inizio abbastanza difficile, però, la prima vera caduta è stata quella di Milano…
“Ma sì, infatti… Io credo che tutti noi vogliamo fare bene. Non c’è una sola persona nel gruppo di lavoro che voglia fare così così o vivacchiare. Assolutamente. Sappiamo tutti che il percorso è lungo e difficile e tutto quello che facciamo è in funzione della vittoria. Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità: poi ci scontriamo con degli avversari che hanno la propria volontà, il proprio obiettivo, e le loro cose, e molto spesso queste volontà non collimano. Questa è la verità. Però che stia tranquillo il direttore, su questo profilo cercheremo sempre di dare il nostro meglio”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Siccome questo discorso sembra voler mirare anche a qualcosa di più della semplice – e difficile, peraltro – salvezza: secondo te basta un eventuale cambio di mentalità, se ce n’è bisogno, per arrivare a qualcosa di più, o serve anche qualcos’altro?
“Non dobbiamo cambiare assolutamente niente, secondo me. La mentalità si acquisisce vincendo delle partite e allora ci si convince delle proprie possibilità, così come l’anno scorso eravamo convinti che ci si salvasse vincendo, non pareggiando o facendo partite modeste o mediocri. E quest’anno per convincerci che possiamo fare qualcosa in più, bisogna cercare di vincere. Certo, nell’ottica delle tre partite non è sempre facile centrarle tutte o essere brillanti in tutte e tre le partite. E così è stato. San Siro è senz’altro una vetrina, ed è stata una vetrina brutta, così come a Napoli è stata una vetrina bellissima, così come Cesena è stata una partita di quantità e di sostanza notevole nel nostro campionato. A me dispiacessimo moltissimo per la partita con l’Atalanta: chiaramente non per la prestazione, ma perché non è stata condita dal risultato. Questo è quello che mi è dispiaciuto molto, perché nonostante uno sforzo enorme, in quella gara, non siamo riusciti a centrare l’obiettivo. L’Atalanta, del resto, poi, l’altro giorno ha pagato, perché dopo una prestazione buona nel primo tempo in cui poteva vincere con qualche gol di scarto, poi ha pagato dazio nel secondo tempo. Quindi probabilmente a loro è toccata la stessa sorte nostra, perdendo pur senza averlo meritato. Quindi, nel calcio, è un dare e un avere.
Chiudendo questo argomento, perché onestamente sono delle cose che lasciano il tempo che trovano, io dico questo: qui c’è una squadra, un allenatore, una società, un direttore che l’ha dichiarato pubblicamente, che vogliono fare bene. Quindi, sotto questo profilo, c’è la massima voglia, non dico di stupire, ma di raggiungere dei risultati, che è diverso, perché alle volte stupire è un po’ una parola che lascia il tempo che trova. Stupire se c’è il risultato. Quindi io voglio il risultato e lo voglio raggiungere, se possibile, facendo delle belle partite. E mi sembra che finora i risultati che abbiamo ottenuto sono passati attraverso buone prestazioni. Quando non abbiamo fatto delle buone prestazioni, tranne con l’Atalanta, tanti buoni risultati non sono arrivati, quindi vuol dire che dobbiamo centrare le prestazioni e sotto questo profilo il direttore ha avuto ragione a San Siro e lì era difficile proprio perché non abbiamo centrato la prestazione”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti, questa polemica non polemica, potremmo definirla così, secondo te quanto potrà condizionare questa settimana di lavoro che porta alla Lazio?
“Per me il discorso polemica non polemica è già chiuso, perché io credo sia giusto pensare e guardare avanti. E’ inutile stare a voltarci indietro tra l’altro in cose che si sono concluse con una prestazione positiva e questo è importante. E questa deve essere una ulteriore base per poter dire lavoriamo bene e cerchiamo di fare i risultati ovunque, come del resto abbiamo quasi sempre fatto, Cercando il risultato sempre, non nascondendoci come dire andiamo a Milano, o andiamo a Napoli, o andiamo a Udine… Il risultato lo cerchiamo ovunque, questo lo si sappia. Da sempre. Da quando sono qua, per lo meno…”
Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Il fatto stesso che il Parma non abbia mai pareggiato è una sorta di prova di questa sua mentalità vincente…
“E’ una prova che cerchiamo di vincere e non cerchiamo di vivacchiare, se possibile… Certo: ci vuole equilibrio. Ci vuole equilibrio in una partita, perché l’andare a testa bassa è sbagliato, essere passivi è sbagliato, così come può essere accaduto, o sembrato, a Milano. Per cui noi cerchiamo di preparare le partite nel modo migliore. E il modo migliore è quello di capire le caratteristiche dell’avversario, di essere in grado di fargli del male, di capire le nostre potenzialità dove possano arrivare. Queste sono valutazioni che si fanno continuamente, ma la squadra del Parma va sempre in campo per i tre punti, non va in campo per un punto. Io credo che il punto debba essere il frutto di una mancata vittoria, oppure di una sconfitta salvata. Ecco, quello sì: ma in partenza un punto non lo accetto da nessuna parte. Ma questo non è mai successo: con i tre punti non fa parte della mentalità che si deve avere; si possono fare dei ragionamenti utilitaristici solamente quando non puoi vincere, quando non ce la fai a vincere, oppure quando raggiungi il pareggio da una sconfitta. Ma non a priori…
Gabriele Majo (http://www.stadiotardini.com/) – Anche prima della partita con il Milan lei aveva detto che i tre punti in palio con i rossoneri valevano esattamente come quelli in palio con il Cesena, o il Napoli, o l’Atalanta…
“Certo. Ma poi è ovvio che ti scontri con delle realtà. Realtà che sono gli avversari e vai a cercare di capire sul campo dove puoi arrivare. E’ sempre il campo che decide, non è mai prima della partita. Io dissi una battuta tempo fa, cioè prima del Napoli, che non è tanto tempo fa: il cappello me lo levo dopo. Non prima…”
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti Franco, parlando di calcio giocato: al momento non abbiamo notizie ufficiali sull’assenza di Floccari, ma la sensazione è che per qualche partita, addirittura, magari, fino alla fine dell’anno solare, potresti non averlo; io avevo immaginato che al di là della scelta tattica di affrontare il Milan con due pedine veloci, per cercare di metterle in difficoltà, fosse anche un piccolo studio per qualcosa di alternativo per l’attacco…
“Io credo che ci siano tantissime strade; noi possiamo essere efficaci in diverse maniere: è anche vero che siamo a campionato in corso, è anche vero che abbiamo mostrato delle buone attitudini per determinate cose, ma io dico questo: Biabiany era rimasto fuori per essere in grado di giocare al 100% con il Cesena, visto che non era al 100%; Lucarelli era rimasto fuori perché è diffidato e aveva un problemino alla coscia, così come altre piccole cose… Cioè: si fanno delle scelte alle volte dettate non soltanto dalla voglia di tentare qualche cosa per forza, ma anche per vedere, per valutare. Capiterà che dovremo essere senza un giocatore o senza un altro: vedremo come potremo ovviare a queste assenze anche di giocatori determinanti. Quindi, voglio dire: ci vuole a mio avviso la volontà di provare a modificare qualcosa senza stravolgere, solo per il gusto di dire sono capace di allenare una squadra con un modulo o con un altro modulo. Io non sono qui per dimostrare le mie capacità di distribuire saggezza o sapienza calcistica, sono qui per sfruttare al meglio i giocatori che ho, e siccome penso, spero e credo di poterlo fare, visto che sono 21 anni che faccio questo lavoro, allora, a questo punto, cerco di farlo nel modo che conosco io, che è un modo abbastanza concreto, poco spumeggiante, forse, ma abbastanza pratico”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti, e questa Lazio? Perché a noi tocca di incontrare sempre le squadre più forti del campionato, l’Atalanta, ad esempio; il Milan che l’ha confermato con la vittoria poi a Roma; fortunatamente il Cesena no, però questa Lazio in forma la è: va a vincere, gioca, però gioca anche giovedì in Europa League…
“Per noi gioca domenica: onestamente di giovedì non mi interessa… Gioca con noi, è una buona squadra, forte, da rispettare, di qualità, che si è migliorata nel corso di questi ultimi anni; è sicuramente una realtà importante, concreta. Questo non vuol dire che andiamo là per perdere, o con la mentalità sbagliata. Andiamo là per cercare di fare punti, perché i punti sono quelli che danno ossigeno e linfa nuova alla nostra classifica che è l’obiettivo principale”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Faccio l’ultima domanda, almeno da parte mia: se potessi scegliere un motto per questa settimana, non so zitti e pedalare, tranquillità… Non so: cosa metteresti fuori all’ingresso degli spogliatoi da far leggere tutti i giorni ai tuoi giocatori…
“Non mi piacciono queste cose, onestamente: leggo ogni tanto di qualcuno che scrive motti sulle lavagne e compagnia e mi fanno scappare da ridere queste cose. Io dico soltanto: andiamo avanti così, con la solita voglia, la solita grinta, la solita determinazione che abbiamo avuto fino adesso. Quest’anno, ma anche l’anno prima. Continuiamo così, ascolta me. Continuiamo così perché la mentalità, ha ragione il direttore, deve essere una mentalità vincente, e dobbiamo costruircela vincendo, non a priori o a prescindere. Si costruisce vincendo e dando il meglio di se stessi. Tutto qua. Ecco come la penso io”.
(Franco Colomba, conferenza stampa al Centro Sportivo di Collecchio di martedì 01 .11.2011 – Videoregistrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.