lunedì, Marzo 4, 2024

SACCHI, CARO PARMA TE LA SPIEGO IO LA MENTALITA’ VINCENTE…

L’ex Ct ora coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16, ha assistito a Roma-Parma 1-2 (Coppa Italia Primavera) e, al microfono di Gabriele Majo in esclusiva per stadiotardini.com, ha spiegato: “Allora: la mentalità vincente, di cui si sente sempre parlare, ma che in pochi sanno definire o sanno di cosa si intende, è il frutto di una capacità lavorativa e di conoscenze, senza le quali non ci può essere mentalità vincente. Allora diventi prudente. Poi vuoi vincere, ma con prudenza. E non ho mai visto, appunto, che si riesca a vincere con prudenza…”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

8 pensieri riguardo “SACCHI, CARO PARMA TE LA SPIEGO IO LA MENTALITA’ VINCENTE…

  • parmigiano

    Complimenti Direttore per questa esclusiva. Spesso i risultati nel proprio lavoro si ottengono tramite una buona dose di "sfacciataggine" e l'intervista a Sacchi, apparso visibilmente irritato dalle domande distraenti durante il suo lavoro di supervisore per la Nazionale, ne è un esempio. Nonostante la "tagliata" finale il messaggio centrale era già stato raccolto e cioè: "la mentalità vincente è il frutto di una capacità lavorativa e di conoscenze". Credo che questa sentenza meriti ulteriori approfondimenti. Cosa ne pensa? Grazie mille.

  • Gabriele Majo

    Grazie mattiniero Parmigiano. In effetti non è che "Arrighe" sprizza gioia da tutti i pori per l'intervista che gli abbiamo strappato, che appunto lo stava distraendo dal suo compito istituzionale, tuttavia ci ha fornito quelle due / tre perle meritevoli. Una che non ho esaltato nei vari servizi riguardava la viabilità modificata a Collecchio, essendo che si è perso nel tentativo di raggiungere quel Centro Sportivo che lo aveva visto allenatore e dirigente. Le altre due le ho utilizzate una per il titolo e occhiello del video (cioè la definizione del concetto di mentalità vincente) , l'altra (quella del settore giovanile crociato zeppo di calciatori esteri e non nazionali) nell'occhiello della video intervista a Vittorio Campanini con il suo commento a Parma-Roma. Ed entrambe queste perle le ho riproposte pure nell'odierno fritto misto. Insomma abbiamo fatto bottino. Sul discorso della mentalità vincente, come ho chiosato sempre nel fritto misto, sarò blasfemo ma non mi trovo d'accordo col CT vicecampione del mondo del 94, poiché un conto è un grande club, un conto è un club di II fascia (o III) come il Parma attuale, laddove è necessario quel minimo di prudenza per non schiantarsi al suolo al primo tentativo di volo (vedesi l'era Marino). Io, quindi, confermo la mia dichiarazione di voto per Colomba memore dei risultati ottenuti – proprio contro le grandi – nella passata stagione. Risultati che ci hanno fatto salvare. risultati conseguiti non con uno sfrontato calcio propositivo, ma con un onesto calcio all'italiana, per il quale va bene il motto ghirardiano: "Correre e picchiare". A San Siro puoi stupire (magari non vincere) se vai in campo col coltello tra i denti, appunto con un certo tipo di mentalità, che prescinde le scelte degli uomini da parte dell'allenatore o il vestito tattico. A San Siro, al new Delle Alpi e al Franchi mancava la mentalità vincente, e sarebbe andata così anche se il tecnico avesse osato un po' di più. Almeno, io la penso così… Saluti Gmajo

  • parmigiano

    Egr. Majo, sono d'accordo con lei nel difendere a spada tratta Colomba, tecnico di cui apprezzo stile, mentalità ed esperienza. Credo che lui sia la persona più adatta al Parma, anche nell'ottica ambiziosa di cui si sta parlando tanto in questi giorni. Condivido anche la sua perplessità sul valore dell'equazione prudente=perdente coniata da Sacchi soprattutto se applicata alla nostra dimensione attuale. Credo infatti che la mentalità prudente per noi sia in determinati casi assolutamente vincente ed é per questo che reputo la gara persa a San Siro una pausa strategica di fondamentale importanza in previsione del match vinto domenica scorsa, i cui punti in palio valevano doppio essendo il Cesena un nostro diretto avversario nella lotta per non retrocedere. Lo spunto di Sacchi più suggestivo a mio parere é quando parla di "mix di capacità lavorativa e conoscenze". Sarebbe interessante approfondire questo tema perché rappresenta parecchia carne al fuoco che, unita al suo fritto misto, potrebbe tornare utile per preparare una gustosa paella. Come va intesa allora la perifrasi arrighiana "capacità lavorative"? Chi é in grado di interpretarne l'autentico significato? Bisogna dedurre che sia vincente colui che sa fare bene il proprio lavoro? Se é questo il significato inteso da Sacchi dovremmo tradurre la sua definizione così: "é vincente colui che sa fare bene e che conosce il proprio lavoro". La faccenda peró a questo punto si complicherebbe ulteriormente, perché la domanda successiva sarebbe ovviamente questa: si puó dissociare la conoscenza del proprio lavoro con il buon risultato del medesimo? Io credo di no. Bisogna allora interpretare l'enigmatica espressione sacchiana come: "arte nell'applicarsi in una determinata disciplina" che, applicato ai nostri pedestri atleti, andrebbe inteso nella capacità di allenarsi con profitto e attuare diligentemente gli schemi e le tattiche insegnate dal tecnico. Per concludere allora la squadra vincente sarebbe quella che si allena con impegno e che applica bene in campo le conoscenze di un allenatore sapiente. Siamo ancora nel sentiero tracciato dal nostro attento supervisore o ci stiamo inoltrando pericolosamente in una selva inestricabile di rovi? Alla prossima.

  • Gabriele Majo

    Caro Parmigiano, grazie per la interpretazione totale della dotta definizione di Sacchi. Essendo in effetti in parte criptica avevo un po' svicolato, limitandomi alla parte finale dell'enunciazione, che era peraltro quella più attinente al dibattito mediatico di questi giorni suscitato dall'esternazione di Leonardi.
    Anche perché talora l'oracolo non è proprio chiarissimo nelle sue enunciazioni…
    Non mi trovo d'accordo, invece, nel ritenere la gara di Milano una pausa strategica. Nel senso che non credo proprio che qualcuno nel calcio intenda programmare una sconfitta, anche se poi nei fatti può sembrare così, col senno di poi. Certo l'aver risparmiato del tutto Lucarelli poiché diffidato (ammissione dalla conferenza stampa colombiana di martedì) non è grande prova di coraggio e può essere uno dei capi di imputazione all'origine dell'uscita leonardiana. Ma se la rosa è di 29 giocatori e invochiamo continuamente l'utilizzo dei giovani perché una volta che il tecnico lo fa (sia pure in una occasione per lo meno discutibile, se non proprio sbagliata) perché metterlo in croce? Né ho capito perché il buon Piovani se la sia presa tanto con me quando a Bar Sport ho espresso questo concetto. Cioé: Colomba è stato messo in croce perché non cambia mai modulo e uomini, una volta che inventa qualcosa e fa un po' di rotazione, lui che è così propenso ad affidarsi sempre agli stessi fedelissimi, deve poi venir fuori questo pandemonio. Se ha 29 uomini in rosa perché non usarli, sia pure contro il Milan. E se anziché Nwankwo avesse messo a centrocampo lo stra-pompato Danilo Pereira stavamo pure qui a cuocerlo sulla graticola? E in assenza di Lucarelli Feltscher, sia pure inesperto fin che si vuole (ma nazionale Venezuelano) non era forse il più fisicato del parco deifensori da opporre allo strutturato Ibra? Certo anche l'attacco dei nanetti senza pincaglioni non mi piaceva, eppure una logica poteva pur averla. Ma quando il Parma non gira possiamo anche farci prestare Ibra che le cose cambiano di poco. Ma non credo che sia colpa di Colomba, se di questi black out sono anni che soffriamo… Cordialmente Gmajo

  • parmigiano

    Carissimo Direttore, la sua disamina relativa alle scelte di Colomba in occasione del match di San Siro mi trovano assolutamente d'accordo con lei. Il mio intendimento nel definire come pausa strategica la suddetta gara riguardava piú che altro la vis agonistica vista in campo. Mi spiego meglio. Non avrei alcuna difficoltà a credere che Colomba abbia rassicurato la squadra prima della partita che qualora fosse sopraggiunta una sconfitta non sarebbe successo nulla di grave, infatti nelle interviste del dopopartita egli appariva tutt'altro che turbato, né la cosa mi scandalizzerebbe affatto. Nella gestione delle forze psico-fisiche di un gruppo di atleti credo che sia molto umano oltre che saggio concedere loro una pausa in alcuni momenti nevralgici, specie se ci si trova in un periodo intenso come quello di un trittico settimanale della serie A italiana. E non mi si obietti che stiamo parlando solamente di giovani strapagati senza alcuna responsibilità professionale né particolarmente sollecitati dal punto di vista intellettuale, perché non é questo il punto. Ogni team va gestito conoscendone le risorse, comprendendone le aspettative e prevedendone le reazioni: solo un grande leader puó riuscirci e il Parma a mio avviso possiede un grande allenatore. Vorrei a questo punto chiosare riguardo alla chiara scelta di quest'ultimo di puntare con forza sulla medesima formazione di titolari nonostante le pessime prove di Torino e Firenze e la folta rosa di promettenti rincalzi a sua disposizione. Colomba sa che una squadra fa risultato quando al suo interno si creano determinati automatismi che solo il tempo sa dare: se la formazione fosse stata sistematicamente cambiata, da una parte avrebbe perso tempo per acquisire intesa e velocità di fraseggio tra i giocatori, dall'altra avrebbe bruciato le giovani seconde linee di volta in volta arruolate. Credo che quella di San Siro sia stata la partita con cui Colomba abbia voluto dimostrare il risultato delle scelte da piú parti invocate dopo le prime sconfitte del campionato, vale a dire uno scontato turn over. Per questo ho parlato di pausa strategica: per dare appunto fiato al gruppo in vista del Cesena e per sopire le mormorazioni che stavano montando da piú parti. Per quanto riguarda la reazione che il suo argomentare ha provocato in Piovani mi spiace di non poter addurre alcun argomento visto che non ho assistito alla diretta televisiva, che il mio dispositivo mobile non mi dà accesso ai contenuti flash dell'archivio del sito di TV Parma e che la sua proposta tramite youtube dell'ultima puntata di Bar Sport é stata circoscritta al pur lungo intervento telefonico del Presidente. Non pretendo tuttavia di rubarle ulteriore tempo per caricare anche quella parte di puntata ma soprattutto per leggere le mie ulteriori disquisizioni che ne deriverebbero. Augurandole un buon inizio di giornata dalla mia postazione di lavoro notturno le rinnovo i miei piú sentiti saluti. Cordialmente, parmigiano.

  • Gabriele Majo

    Carissimo Notturno Parmigiano, pur essendo scritta indubbiamente in punta di penna, la motivazione del suo pensiero per cui Colomba abbia scientemente deciso di perdere a San Siro non mi convince affatto, perché non esiste sportivo al mondo che rinunci ad una competizione, pur conoscendone le difficoltà. E neppure credo che volesse dimostrare qualcosa a chi lo tirava per la giacchetta con la storia di turn over o modulo. Semplicemente, secondo me, aveva fatto delle scelte – magari opinabili, del resto come è opinabile qualsiasi scelta – che non lo hanno totalmente ripagato, anche se non vanno addossate responsabilità specifiche a Feltscher, Nwankwo e Valdes per la pessima serata. Serata che ci aveva tutti tele-trasportati al New Delle Alpi o al Franchi, altri teatri di epiche imprese al contrario. In quei giorni gli allievi sembravano aver smarrito la lezione di Psycolomba di pochi mesi prima (e pure nella gara vinta col Chievo, in cui vergognosamente ci siamo fatti chiudere nella nostra metà campo e sovente in area dal Chievo di Di Carlo, pur avendolo battuto con una certa dose di fortuna) ma poi seppero tornare in carreggiata, appunto fino al tonfo col Milan. Certi alti e bassi sono tipici di una squadra di II / III fascia quale è il Parma: non li avesse finiremmo diritti in Champions League… Cordialmente Gmajo

  • parmigiano

    Proprio scientemente no, ma che almeno inconsciamente Colomba abbia presentato alla squadra la partita di San Siro senza la medesima importanza di quella narrata nell'epico "Fuga per la vittoria" forse si. Resta il mio pur sempre un ragionamento di tipo induttivo, per cui al grado estremo di ipoteticità, ma il piccato intervento di Leonardi a riguardo lascia spazio a qualche dubbio in piú. Cordialità, parmigiano. PS Cosa vuol dire URL sotto al nome nel format di invio dei commenti? É lo spazio per comunicarle la mia mail senza che questa venga poi pubblicata? E le altre opzioni a cosa servono? Grazie ancora.

  • Gabriele Majo

    Per me la mentalità "pareggiante" (inculcata dall'allenatore) tradottasi in mentalità perdente si era vista chiaramente a Firenze. Per il resto al New Delle Alpi non c'erano mentalmente proprio i giocatori, così come a San Siro, ma indipendentemente dalla tattica dettata dall'allenatore.
    Url sotto al nome nel format di invio dei commenti è il sito internet di riferimento, qualora uno ce l'abbia. Per esempio quando posto un commento su parma.repubblica.it assieme al mio nome e cognome (non uso nick name, perché mi piace assumermi le responsabilità di quel che dico, mettendoci nome e cognome, essendo particolarmente orgoglioso delle mie idee) aggiungo nell'url http://www.stadiotardini.com
    Per mandarmi la mail la cosa più semplice è scrivermi: stadiotardini@stadiotardini.com
    Sulle altre opzioni non saprei. Sono un po' negato… Semmai chiederò lumi al solito webmaster. Saluti Gmajo

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