IO, NON FRATELLO DI ROCCO M.

“Un lettore della Gazzetta di Parma chiede lo spostamento fuori città dello stadio, ma io non sono del medesimo avviso…”

rocco m(gmajo) – Ora che anche la Società Parma FC sembra essersi decisa a puntare decisamente sul mantenimento, anche per il futuro, dello Stadio Tardini (così aveva solennemente dichiarato l’AD Leonardi ai masterizzandi di Tor Vergata, per poi confermare il proposito in una breve chiacchierata con stadiotardini.com, la stessa nella quale aveva preannunciato entro fine mese la presentazione del nuovo piano industriale quinquennale del club, ma forse avevamo capito male noi nell’intendere quello di novembre, lui, forse, alludeva dicembre) c’è chi, prendendo spunto dal caos di Parma-Verona ha preso carta e penna virtuale per esprimere un parere contrario sul quotidiano locale. Un lettore della Gazzetta di Parma – tale Rocco M. che immagino, per i contenuti, non sia Rocco Marroni, o meglio Rocco dei Boys, del quale avevo solennemente dichiarato di essere un fratello, dopo aver dato la mia testimonianza in merito ai fatti di Roma dopo il suo arrestoinfatti chiede lo spostamento fuori città dello stadio, ma io non sono del medesimo avviso…

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Intanto il mio non fratello Rocco M. (in calce la lettera integrale) si arroga il diritto di parlare a nome dell’intera cittadinanza: non credevo avesse un mandato così ampio per agire. Non sarebbe forse meglio, quando si esprime una opinione, dire io la penso così? E magari il mio vicino di pianerottolo pure? No, c’è sempre da parlare come se l’io fossimo tutti. Sul fatto che il Parma abbia meritato di perdere con il Verona non c’è dubbio: mi scuso del ritardo con cui pubblicherò su stadiotardini.com le mie opinioni in merito, ma non è mia intenzione snobbare la derelitta Coppa Italia, così come fa questo lettore che la definisce “partitella” o come hanno fatto i calciatori del Parma con il loro comportamento non all’altezza sul terreno di giuoco, e pure, alla vigilia, il tecnico dei vincenti Mandorlini, anche se questi probabilmente stava interpretando la celebre favola della Volpe e l’uva. Indubbiamente la pessima abitudine di tenere il sedile dell’auto sotto le natiche anche per spostarsi di pochi metri (magari ce l’ha pure lo stesso Rocco M. che potrebbe chiedere di delocalizzare la circolazione delle auto solo sulle autostrade) contribuisce all’aumento del traffico, parimenti alla fitta coltre di nebbia che quella sera non ha risparmiato (quasi fosse un presagio del match) il capoluogo con gravi ripercussioni sul traffico cittadino (situazione ripetutasi anche ieri, pur non essendoci il via vai di poco più di 3.000 tifosi, due terzi dei quali in arrivo dalla città di Romeo, sia l’arbitro, sia lo spasimante di Giulietta, e non poco più di un migliaio, complessivi, come in maniera non veritiera asserisce l’estensore della lettera) e sul livello di smog. A proposito: il quotidiano locale ospita pure un’altra missiva, firmata da Magda Pasini, la quale reputa ridicola l’odierno divieto di circolazione delle auto straordinario, in considerazione: “…delle centinaia di macchine (poi dicono che c’è la crisi) che hanno invaso a passo d’uomo in cerca di un parcheggio i viali periferici della città strombazzando al semaforo tra via Battei e via A. Frank e, naturalmente, creando non poco inquinamento nell’aria”. Probabilmente si sarebbe potuto fare qualcosa di meglio per ovviare al problema, sapendo preventivamente che ci sarebbe stata questa mini invasione di tifosi dell’Hellas, ma sinceramente mi pare pretestuoso per chiedere lo spostamento dello stadio fuori città. Ancor di più se, come fa il mio non fratello Rocco M., si conclude la propria epistola sparando un falso di dimensioni colossali: “Chi ci perderebbe? Solo quattro pensionati che vanno allo stadio in bicicletta”. Ebbene, caro mio non consanguineo, chi si reca all’Ennio sulle due ruote sono ben più di quattro pensionati, che meriterebbero un maggiore rispetto da parte sua e che venissero emulati da altri, che non rinunziano mai alla propria quattro ruote. Lo stadio in centro, indubbiamente, comporta dei problemi, è va considerato: tuttavia altrettanti, se non di più, li si avrebbero delocalizzandolo fuori. Io trovo che questi disagi, peraltro assai limitati nel tempo, possano essere maggiormente tollerati, anche nel nome di una tradizione che va consolidata, a dai vantaggi indotti che si hanno nell’avere una squadra di serie A che gioca a poca distanza da negozi ed esercizi pubblici. Di cattedrali nel deserto, magari tirate su con denaro pubblico, in questi tempi di crisi, non ce n’è proprio bisogno: teniamoci stretta, con la serie A, il nostro storico impianto. Gabriele Majo

LA LETTERA DI ROCCO M. PUBBLICATA SULLA GAZZETTA DI PARMA DI OGGI 01.12.2011

LO STADIO? FUORI CITTA’

Signor direttore,

la cittadinanza è stanca di dover sopportare i disagi dello stadio in centro città. L’altra sera, per una partitella che il Parma ha meritatamente perso, alla quale hanno assistito un migliaio di spettatori o poco più, il traffico è stato sconvolto dalle chiusure fin da metà pomeriggio. Ore e ore di code. Basta, non se ne può più. Portiamo lo stadio vicino all’autostrada o da qualunque altra parte ma lontano dal centro. Anche le forze dell’ordine sarebbero molto più contente di non avere gli ultras in giro per la città. Il Parma potrebbe avere un bellissimo stadio su misura per il calcio come quello della Juve. Al posto del Tardini, il Comune potrebbe fare un parco. Se ne avvantaggerebbero tutti. Chi ci perderebbe? Solo quattro pensionati che vanno allo stadio in bicicletta.

Rocco M.
Parma, 29 novembre

LA LETTERA DI MAGDA PELOSI PUBBLICATA SULLA GAZZETTA DI PARMA DI OGGI 01.12.2011

UN DIVIETO CHE FA RIDERE

Signor direttore,

vorrei sapere dai nostri cervelloni che sono alla guida della città di Parma, cosa credono di ottenere con la chiusura del traffico, quando l’altra sera, in occasione della partita di calcio, centinaia di macchine (poi dicono che c’é la crisi) hanno invaso a passo d’uomo in cerca di un parcheggio i viali periferici della città strombazzando al semaforo tra via Battei e via A. Frank e, naturalmente, creando non poco inquinamento nell’aria. A questo punto il divieto di circolazione per un giorno fa semplicemente ridere per non dire altro.

Magda Pasini

Parma, 30 novembre

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “IO, NON FRATELLO DI ROCCO M.

  • 1 Dicembre 2011 in 14:22
    Permalink

    a mio parere sono due lettere false, e visto che ci si avvicina alle elezioni cittadine, qualcuno ci marcia sopra per portarsi a casa i voti di un paio di quartieri. Ne leggeremo ancora parecchie da qui a primavera….
    Saluti
    Temilaluce

  • 1 Dicembre 2011 in 15:24
    Permalink

    Sinceramente, Temilaluce, non mi sento parimenti dietrologo, anche se in effetti quel "Rocco M.", con cui è siglata la lettera dell'oppositore dell'Ennio, può dare la stura a maliziosi pensieri. Non ho il minimo dubbio, invece, che sia reale la seconda lettera, quella di Magda Pasini, anche perché non fa espliciti riferimenti allo spostamento dello stadio e critica apertamente chi ha scelto di fare oggi una giornata straordinaria di stop alle auto. Inoltre le elezioni sono ancora piuttosto lontane: non penso che siano già iniziate le grandi manovre, e comunque non so quanto possa essere capiente il serbatoio di voti di coloro che vorrebbero delocalizzare il Tardini. Penso che di questi tempi nessun futuro candidato abbia voglia di tirare a mano la questione spostamento del Tardini, anche perché, "Bambole non c'è una lira…" Cordialmente Gmajo

  • 1 Dicembre 2011 in 20:06
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    Io per non sbagliare ho risposto alla lettera inviandone un'altra al Direttore (che secondo me non verrà mai pubblicata)….l'ho mandata dall'IPad quindi dopo, se riesco, nei commenti ti posto il testo…così almeno sò che te la pubblicherai.

  • 1 Dicembre 2011 in 20:24
    Permalink

    Come promesso, Majo, ti scrivo qui il testo della lettera al direttore in risposta a Rocco M.:

    Egregio Direttore,
    vorrei rispondere al sig. Rocco M. in merito alla sua lettera (per me molto fastidiosa) riguardante lo spostamento dello Stadio Ennio Tardini dal centro in altro loco causa traffico.
    1) – Innanzitutto vorrei sapere per quale motivo si arroga il diritto di parlare a nome di tutta la cittadinanza?
    2) – Anch'io, siccome uscivo da lavorare, martedì sera sono andato all'Ennio in macchina e devo dire che a rendere difficoltosa la circolazione c'era un bel nebbione che forse lei non ha notato in quanto pregiudizievole nei confronti dello Stadio
    3) – A me spiace dover tornare a dire sempre le stesse cose ma purtroppo finchè ci sono persone come lei devo ripeterle: lo Stadio è lì dal 1920 o giù di li quando la zona Cittadella era campagna e non un quartiere residenziale per benestanti ergo se chi, per vivere nel lusso, compra casa nel quartiere Cittadella dovrebbe pensare chi vicino c'è la Stadio. A me personalmente dá molto fastidio il traffico creato dal Barilla Center o dall'Esselunga della via Emilia ma non ho mai chiesto a nessuno di spostarli….a questo punto, seguendo la sua logica e quella di chi la pensa come lei, dovremmo far spostare l'Esselunga, il Barilla Center, l'Ipercoop, la Cittadella stessa, la Villetta (che nei giorni dei morti crea casino) e in generale qualsiasi luogo o rotonda che crei code e disagi vari…siate seri…
    4) – In merito alla sua proposta di costruire un parco al posto dello Stadio le chiedo se non le basta che in zona ci sia la Cittadella…è un parco se non erro…o sbaglio? Anche qui, siate seri. L'unica cosa che vi fà odiare lo Stadio è che non è très chic…a voi non vá giù l'idea di condividere una zona del centro con una struttura come lo Stadio, frequentato da qualsiasi genere di persona. È meglio avere un parchetto o un teatro (di proposte nel tempo ne sono state fatte…ricordo quel signore sulla Gazzetta tempo fá che auspicava gare d'atletica al Tardini) frequentato da pochi eletti piuttosto che lo Stadio frequentato da tutti, vero? Credo che l'unica persona che ha detto parzialmente il reale motivo del suo e del vostro astio nei confronti del Tardini sia stata una signora sempre tramite Gazzetta uno o due anni fá: scrisse "non è bello che i turisti vedano lo Stadio, sarebbe meglio un teatro"….bel motivo da strabucco!
    5) – I quattro anziani in bicicletta sarebbero gli unici a rimetterci? Innanzitutto dovrebbe portare rispetto a quei 4 anziani i quali, pur di seguire una loro passione, continuano a fare sforzi anche pedalando! Dopodiché le dico che c'è gente come il sottoscritto che allo Stadio ci vá a piedi in venti minuti e che gode ad essere vicino.
    Concludo dicendo che non sono certo le due ore domenicali in cui chiudono le strade che possono nuocervi…sembra che voi vi spostiate in massa sempre nelle ore delle partite (due partite al mese, non di più)…non avete proprio nulla da fare in casa la domenica pomeriggio? Oppure è l'aperitivo della domenica pomeriggio che ne risente? Fate un pò ridere….come fá ridere chi ha deciso di installare quella gabbia di polli per entrare in curva Nord occupando metá carreggiata.
    GIÙ LE MANI DALL'ENNIO!

    Mannella Francesco
    Via Toscana, 45/1
    0521247685

    La Gazzetta non me la pubblicherà mai…pensaci te! Rendila visibile!

  • 2 Dicembre 2011 in 00:46
    Permalink

    Ciao Manno, grazie per la lettera così bene circostanziata. A presto Gmajo

  • 2 Dicembre 2011 in 09:16
    Permalink

    Egr. Mannella, mi permetta di farle notare che le sue motivazioni sono deboli tanto quanto quelle del Sig. Rocco. Del resto perché mai lei si deve alterare se un cittadino esprime le sue idee? Da parte mia devo dire che le lagnanze degli abitanti adiacenti allo stadio sono tutt'altro che pretestuose e glielo dice uno che ha abitato per 26 anni a ridosso del Tardini. Le assicuro che vedersi impedito l'accesso a casa propria per "motivi di sicurezza" da parte di solerti agenti municipali non avviene che in occasione di partite di serie A e dal ventennio ad oggi si é sperimentata tale limitazione della libertà solo negli ultimi anni. La sua lettura a riguardo ha semplicemente il sapore dell'invidia classista che non giova certamente alla sua causa. Le consiglio dunque di trovare argomenti piú forti in occasione delle sue prossime lettere ai direttori. Cordialmente, Parmigiano.

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