L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CATANIA 3-3, IL CONTRAPPASSO DELLA RIMONTA

“Chi di 3-3 ferisce, di 3-3 perisce. I nostri eroi crociati che domenica si erano nutriti ingurgitando un gatto vivo rimontando al Lecce due gol in cinque minuti, stavolta si sono fatti fare cippirimerlo dal Catania trovatosi a lungo sull’identico parziale di 3-1…”

Archimmagine -007(gmajo) – Chi di 3-3 ferisce, di 3-3 perisce. L’inesorabile legge del contrappasso – pure senza fare né morti né feriti – ha trovato nuova concreta applicazione ieri sera allo stadio Tardini, laddove i nostri eroi crociati che domenica si erano nutriti ingurgitando un gatto vivo rimontando al Lecce due gol in cinque minuti, si sono a propria volta fatti raggiungere dal Catania di Montella, trovatosi a lungo sull’identico parziale di 3-1, prima di trovare sulla propria strada i Babbo Natale Santacroce (il cui cognome è abbastanza in tema) e Feltscher che hanno generosamente donato la possibilità di pareggiare agli avversari. Eupalla, dea del pallone, ha così dispensato due 3-3 in 3 giorni, entrambi “maledetti” dai fischi dei tifosi gialloblù (ieri sera più gialli, grazie al cadeau natalizio di Ghirardi per proteggersi dal freddo… del calcio moderno). Se quelli di domenica sera, a rimonta perfezionata, ci erano parsi ingenerosi ed esagerati, con lo stesso metro di giudizio possiamo affermare che quelli di ieri sera sono sacrosanti. Perché stavolta non sei stato tu a beffare gli avversari, più o meno meritatamente, bensì loro a fare cippirimerlo a te, nonostante per gran parte della partita fosse andata in scena la migliore interpretazione stagionale. Pari e patta, dunque, anche nella guerra dei fischi, sperando di porre quanto prima la parola fine a questa brutta pagina.

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angella nord coreanoSarebbe bello, poi, che questo Parma capace di tutto e di più (come chioserebbe il nordcoreano Angella “stupefacente”) trovasse una sua normalità stabilizzando il proprio mutevole e multiforme atteggiamento che assieme ai fischi attira gli schiaffi. Morali, veh ? Non materiali, perché grazie a Dio alla nostra latitudine, (Coly a parte a parti invertite), queste cose non capitano. Rileggendo i 180’ casalinghi in tre giorni si vede come il Parma ne abbia giocato all’altezza appena la metà, raggiungendo un bottino di gran lunga inferiore rispetto alle aspettative dei più ottimisti (6) e dei più razionali (4). L’andamento lento delle ultime gare (4 punti dei 15 disponibili in 5 appuntamenti) non è entusiasmante né confortante, nonostante la compagnia di chi sta facendo peggio dell’anno precedente sia folta e numerosa in questa stagione livellata verso il basso (solo l’Udinese, per ora, ha fatto decisamente meglio): ma non è bello pensare ai problemi degli altri, soprattutto se tanto ti danno da pensare già i nostri. E’ inconcepibile infatti come una partita che nella ripresa ti induceva a sbadigliare poiché già satollo per la indigestione dell’ottimo primo tempo (reti di pregevole fattura, dialoghi Lazzaro Giovinco-Floccari da favola, dominio del campo, etc. etc.) si possa essere trasformata nell’ennesimo incredibile incubo stagionale. Purtroppo la costante del “preso un gol, ne becco subito dopo un altro” si è confermata anche ieri, assieme all’ulteriore pessimo dato di squadra più rimontata (7 volte) del campionato. E dire che nel primo tempo il rituale era stato evitato perché appena un giro di lancette dopo il pareggio di Almiron Biabiany riusciva a riportare subito in vantaggio i suoi. Evento raro. Quello che era un evento inedito fino a domenica sera, Floccari in rete, ha trovato una immediata replica nella puntata successiva, ieri, e tra l’altro non su calcio di rigore. Considerato l’affiatamento con la resuscitata Formica Atomica, ieri in veste di assist-man (due riusciti) diviene meno pressante la richiesta per un uomo gol da prendersi alla riapertura del mercato: anzi, se nessuno dei due dovesse essere ceduto (lunedì sera il sornione Piovani a Bar Sport ha buttato tra il serio e il faceto lì la bomba a mano che non è escluso che lo stesso Giovinco possa salutare la compagnia, a fronte di una offerta alla quale il Parma non possa dire di no, mentre nelle puntate precedenti si parlava del forte interessamento per l’ex laziale della Fiorentina) diviene persino immorale reclamare un “puntero”. Ieri sera elencando tutte le frecce del suo arco Colomba non ha menzionato Crespo, ennesimo segnale che la nuova avventura dell’Highlander al Parma è proprio terminata. Certo non nel modo che si auspicava. Ma credo che sia meglio per tutti se a Gennaio andrà a giocare da qualche altra parte, senza proseguire oltre con questo calvario. Rivedere il progetto in corsa potrebbe sortire effetti peggiori, che non lasciarlo proseguire tranquillamente, potendo puntare sulla contemporanea disponibilità di Floccari e Giovinco, senza trascurare il Fulmine Nero Biabiany. Certo che se quest’ultimo avesse scagliato più precisamente una seconda saetta verso Andujar forse la vittoria avrebbe potuto essere portata in porto. O forse no, come ha detto dinnanzi a Sky lo sconsolato Colomba, dal momento che il Parma versione Rai (di tutto di più) forse non sarebbe riuscito a mantenere il vantaggio neppure con tre gol di scarto al proprio attivo. E qui entra in gioco una componente psicologica che il fine Tonino Raffa, radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, ha evidenziato ieri sia nella popolare trasmissione di Radio Rai, sia al microfono di stadiotardini.com nella intervista esclusiva che gentilmente ci ha concesso (ascoltabile cliccando qui):

“Contro il Lecce il Parma è stato salvato dalla paura di perdere, contro il Catania, invece, è stato frenato dalla paura di vincere, perché aveva fino a un quarto d’ora dalla fine il risultato in pugno. Ho espresso anche l’opinione che è stato il rigore trasformato da Lodi a cambiare l’inerzia della partita, perché quel rigore ha ridato fiducia al Catania ed il rigore è nato da una ingenuità di Santacroce e ha messo paura al Parma che nel finale ha subito il 3-3. Riflessione in chiave natalizia: ci sarà molto da lavorare sulla difesa, perché una squadra che ha due match point in casa in due partite interne contro avversarie tutto sommato abbordabili o alla sua portata, è vero che ha fatto 6 gol, ma ne ha anche presi 6, e su questo ci sarà molto molto da lavorare”. Dunque ci sarà da intervenire più sul reparto arretrato che non in attacco: “Sì – conferma Tonino Raffa al microfono di stadiotardini.com – perché va in affanno ed incappa in qualche ingenuità. Per quanto riguarda il reparto attaccanti io ho rivisto bene dopo tanto tempo Floccari, che si è mosso discretamente, portando la squadra a salire, è stato bravo nelle sponde e ha anche fatto un bel gol. Appena recupera al 100% è sicuramente un’arma in più a disposizione di Colomba. Le delusioni maggiori, ripeto, sono quelle che riguardano la fase difensiva, perché per fase difensiva bisogna intendere non solo il reparto arretrato, o il pacchetto difensivo in sé, ma tutti i movimenti insieme che la squadra fa quando è in possesso palla. E su questo bisognerà lavorare parecchio. Dovrà quindi essere un periodo non solo di festa, ma anche di lavoro e riflessione, senza fasciarsi la testa, perché questo Parma si può tirare fuori dai pasticci direi abbastanza prima che finisca il campionato”. Come si dice nello slang internettiano “quoto” in pieno, e non sono l’unico, perché tra i commenti vedo che anche “allemedio” la pensa così. Buone vacanze a tutti. Meno che a Leonardi, perché per lui sta per iniziare un periodo impegnativo. Ma naturalmente non possiamo fargli mancare il nostro Buon Natale. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CATANIA 3-3, IL CONTRAPPASSO DELLA RIMONTA

  • 22 Dicembre 2011 in 19:17
    Permalink

    ormai è una costante prendere gol su cross, la maggior parte dei quali proveniente dalla sinistra: Fiorentia, Novara, Lecce, Catania solo per citarne alcuni!! altro che attaccante serve un buon difensore: è possibile che i due centrali titolari, non avvertendo praticamente l'esigenza di competizione (Brandao è da "chi l'ha visto" e Santacroce non viene mai preso in considerazione, giustamente se gioca come ieri!), giochino con poca attenzione in certi momenti o è altro il motivo?
    colgo l'occasione per fare tanti auguri di buon natale e felice anno nuovo!! Forza Parma sempre!!

I commenti sono chiusi.

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