SCENARI / BRESCIA SUCCURSALE DEL PARMA SUL MODELLO DELL’OSPITALETTO CON IL BOLOGNA?

Lo scrive Brescia Oggi che titola: “Penocchio presidente con un consiglio allargato”. L’idea sarebbe di Ghirardi che vorrebbe concretamente aiutare la squadra della sua città nella successione a Corioni. E non solo girandole qualcuno dei tanti esuberi della rosa crociata

brescia oggi 19 12 2011(gmajo) – Tommaso Ghirardi, in occasione del 98° Compleanno del Parma ha fatto un bel regalo ai giornalisti bresciani, non solo invitandoli alla presentazione in pompa magna del nuovo erigendo Centro Direzionale di Collecchio (che li ha fatti un po’ sgolosare, perché le rondinelle non hanno un centro di allenamento di proprietà, ma sono in affitto), ma anche istradandoli su una probabile pista per il post-Corioni che porterebbe diritto all’attuale vice presidente del Parma Diego Penocchio. Proprio il Ghiro, infatti, parlando con loro nella Villa del Ferlaro, ha rivelato che sarebbe felicissimo se questi facesse il salto di qualità da vice presidente, a presidente. Ovviamente del Brescia. Non del Parma, dal momento che la presidenza del Parma, per ora, non ha alcuna intenzione di mollarla. Oggi. In futuro chissà, perché visto che stiamo parlando di scenari ipotetici nessuno ci vieta di pensare che un domani possa esserci che ne so… Leonardi presidente del Parma (i suoi estimatori narrano che si starebbe prodigando per trovare capitali esteri da trapiantare nella compagine) e Ghirardi del Brescia. Il futuro, come soleva dire l’ex presidente Angiolini, riposa sulla ginocchia di Giove… Fatto sta che l’indiscrezione di Penocchio presidente del Brescia, fomentata da Ghirardi, ha preso piede e sta facendo sognare i tifosi lombardi.

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assist ghirardi penocchioLui, l’interessato, alias Diego Penocchio, tace. Ha elargito solo un no comment al collega Vincenzo Corbetta di Brescia Oggi, altrettanto ha fatto con noi. Segno che qualcosa bolle in pentola? Secondo me, a breve, lo staniamo, perché il passaggio di proprietà potrebbe avvenire, secondo i si dice, addirittura durante le vacanze di Natale. Del resto a suo tempo il passaggio di proprietà della società in bonis Parma FC dall’Amministrazione Straordinaria del Parma AC di Bondi alla Eventi Sportivi di Ghirardi e Medeghini (con l’intercessione di Alberto Guareschi e il fattivo apporto di Banca Monte Parma) maturò proprio nei giorni di Capodanno, anche se perfezionato poco dopo. La differenza sostanziale, però, è che allora Tommaso portò via a prezzo di schemawebsaldo non solo un club ripulito da ogni debito pregresso, ma anche quel Centro Sportivo di Collecchio, negato agli altri competitor Valenza e Sanz: il Brescia, invece, non ha strutture o proprietà immobiliari e i debiti ammontano a 30 milioni di euro. Il Plenipotenziario del Brescia Calzoni (il cui passato di direttore generale alle Fiere di Parma lo avevamo già raccontato mesi fa) assicura che gli interlocutori che ha trovato hanno un progetto serio, tale da superare anche questi non trascurabili dettagli. Vedremo. Anche perché in ambienti calcistici si dice che Della Valle, per privarsi della Fiorentina, si accontenterebbe appena (si fa per dire) di 20 milioni. Il Brescia, di fatto, ne costerebbe 10 in brescia oggi 18 12 2011più. Ma di questo Brescia alla Parmigiana (questo il titolo di ieri di Brescia Oggi, perdonate il gioco di parole, ma il quotidiano si chiama così) c’è interesse non solo al di là del Po, ma anche al di qua: stamani la Gazzetta di Parma, infatti, ha proposto una riedizione ragionata di quanto ieri Corbetta aveva teorizzato nel suo servizio, ma esaltando soprattutto gli intrecci di mercato (potrebbero infatti vestire la casacca azzurra con la V bianca i tanti esuberi della rosa crociata). Ma visti i tanti intrecci in ballo (del futuro del Brescia a tavola al nuovo ristorante di Penocchio i Templari c’erano sia Corioni che Ghirardi, oltre ad altri industriali bresciani, che si ipotizza coinvolti nella cordata di salvataggio) sono convinto che a Parma se ne parlerà ancora. Gabriele Majo

AGGIORNAMENTO

Sul tema è intervenuto oggi in Lega Tommaso Ghirardi. Ecco le sue parole:

"Io presidente di un club di Serie B? E’ la stampa bresciana che ne parla. Con tutto il bene che voglio a Brescia e a Corioni però, non c’è l’interesse. Neanche il mio vice al momento ha intenzione di fare questo passo. Interesse per i giovani talenti delle rondinelle? Il Brescia ha calciatori interessanti, ma che hanno bisogno ancora di molta esperienza. Devono essere lasciati tranquilli, non escludo la possibilità che esistano calciatori che possano interessarci ma devono essere lasciati crescere".

(gm) – Sarà anche la stampa bresciana a parlarne, ma a metterli sulla pista, ribadiamo, era stato lo stesso Ghiro alla Villa del Ferlaro. Riproponiamo si seguito il video registrato allora

 

ADDENDUM – GLI ARTICOLI DI BRESCIA OGGI del 18 e 19.12.2011

brescia oggi 19 12 2011LA CENA. Ecco come è nata l’idea di Tommaso Ghirardi per dare un aiuto concreto a Corioni

«PENOCCHIO PRESIDENTE CON UN CONSIGLIO ALLARGATO»

E il sostegno sarebbe immediato anche per rinforzare la squadra

di Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 19.12.2011)

Mentre da una parte si infittiscono i colloqui milanesi, dall’altra si lavora sull’asse Brescia-Parma. La cena di una settimana fa al ristorante «ITemplari», in corso Matteotti, è l’embrione di un progetto indipendente dalla trattativa che sta portando avanti Ugo Calzoni. L’occasione, va ricordato, era l’inaugurazione del locale di Diego Penocchio, vice presidente del Parma e amico del numero uno degli emiliani Tommaso Ghirardi. Al tavolo del locale di Penocchio, oltre a Ghirardi, c’erano Gino Corioni, il lumezzanese Sandro Bertoli della Abert di Passirano (posateria, articoli da cucina); Elio Ghidoni, presidente della Ghial di Castegnato (lavorazione dell’alluminio); Tiberio Lonati dell’omonimo gruppo di Brescia che produce macchine per calze; Roberto Bersi della Bicomet con sede in via Oberdan, in città (leader nella lavorazione e nella commercializzazione di rottame). Nel corso della cena l’argomento principe è stato il calcio. Corioni ha illustrato la situazione del Brescia, la sua richiesta di aiuto economico e l’intenzione di passare la mano. E Tommaso Ghirardi, che per il presidente biancazzurro nutre affetto sincero («È sempre stato il mio modello»), ha lanciato l’idea: creare un gruppo per sostenere Corioni. E il progetto è: Penocchio presidente, gli altri commensali in un consiglio aperto a ingressi di altri imprenditori. Alla proposta ghirardiana c’è chi ha storto la bocca e chi si è mostrato interessato. Ma il segreto è durato pochi giorni. Venerdì mattina a Collecchio, nel corso della presentazione della nuova sede del Parma, Ghirardi ha svelato la sua idea ai giornalisti bresciani che, sulla strada per Livorno, dove il Brescia era impegnato nel posticipo serale della penultima di andata di serie B, si sono fermati in Emilia.

UNA RIVELAZIONE, quella dell’imprenditore di Carpenedolo, che si può sintetizzare in questo modo: «Penocchio è un mio amico e spero che rimanga con me a fare il vicepresidente del Parma – la premessa di Ghirardi -. Però non mi dispiacerebbe se volesse fare il salto di qualità, passare da vice presidente a presidente. Se si interessasse al Brescia, sarei il primo ad applaudirlo». Penocchio, interpellato da Bresciaoggi nella giornata di sabato, ha opposto un cortese ma fermo «no comment». Di sicuro le sue visite alla sede del Brescia, già sospette ai tempi, adesso lo diventano ancora di più. Così come la foto che campeggia ancora oggi sul sito ufficiale del Brescia Calcio che ritrae Penocchio e Calzoni fianco a fianco al centro «San Filippo». Era il 6 settembre, il Brescia prima squadra andava a gonfie vele e Penocchio, in quell’occasione si fermò anche a osservare la squadra allora diretta da Beppe Scienza in allenamento. Si parlò di pura visita di cortesia. Adesso qualcosa si sta muovendo e il regista, o meglio lo chef di questo Brescia alla parmigiana è Ghirardi, disposto ad aiutare Corioni anche sul mercato, come fece due anni fa quando spedì in prestito Budel e Cordova, poi risultati decisivi per la promozione in serie A: «Ho 10 giocatori che possono fare comodo al Brescia», sono le parole dell’ex numero uno del Carpenedolo a Collechio. Ricordate l’Ospitaletto succursale del Bologna? E se avvenisse qualcosa di simile tra Brescia e Parma?

Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 19.12.2011)

 

brescia stringe per cessioneLASOCIETÀ. Ecco gli scenari per il passaggio di proprietà. Ma restano alcuni ostacoli difficili da superare

BRESCIA STRINGE PER LA CESSIONE. CALZONI: «SONO GIORNI DECISIVI»

Gino Corioni e il «consulente» Ugo Calzoni: sono giorni di trattative?

Chi arriva si accolla 30milioni di debiti senza avere proprietà immobiliari?

Ma il «consulente» è sicuro: «I nostri interlocutori hanno un progetto serio»

di Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 19.12.2011)

Brescia e i bresciani moriranno corioniani? E per corioniani non si intende fans di Gino Corioni, e uno è libero di esserlo o meno, ma con l’imprenditore di Ospitaletto al comando della società ancora chissà per quanto. Il dilemma, in questi giorni, è noto:da una parte c’è chi, come Ugo Calzoni, assicura che «è iniziata la settimana decisiva per la cessione dell’azienda», come viene chiamato il Brescia dal manager incaricato da Corioni di trattare il passaggio di proprietà. Dall’altra c’è la realtà di una società difficilmente vendibile per una serie di ragioni: strutturali, congiunturali ed economiche. «Siamo nella settimana decisiva – dice Calzoni – .E per la prima volta abbiamo trovato interlocutori che stanno trattando in modo diverso dagli scorsi anni. Si tratta di professionisti che conoscono molto bene la realtà bresciana, che hanno un progetto serio per il futuro dell’azienda».

CALZONI esclude che Corioni possa rimanere alla guida di una società allargata:«Assolutamente no – la replica del manager -. Noi stiamo trattando la cessione dell’intero pacchetto azionario. C’è un mandato preciso, ampio dato da Corioni a vendere. La sua intenzione di passare la mano è nota, evidente, trasparente». Tutto è in mano a un advisor milanese,uno studio di professionisti che ha l’incarico di trovare acquirenti per il Brescia Calcio: «La trattativa si sta portando avanti con modalità diverse rispetto al passato – ribadisce Calzoni -. I nostri interlocutori hanno ben presente la situazione, le condizioni perché la volontà di Corioni di cedere il Brescia dopo 20 anni di presidenza ci sono tutte». Sono anni, però, che suona la stessa musica. Che Corioni è stufo, che la società sta per essere ceduta. E ogni volta nulla cambia, in primis il proprietario: «Ma questa è una trattativa seria – assicura Calzoni -, portata avanti su basi e su presupposti mai verificatisi prima. I tempi? Il mercato incombe, bisogna rinforzare la squadra per conquistare la salvezza. Di sicuro senza il passaggio di proprietà per Corioni tutto diventerebbe più difficile. Il presidente non è più in grado di affrontare come un tempo la gestione della società».

Ma chi prende il Brescia cosa trova? Innanzitutto una società indebitata per poco più di 30 milioni di euro. Una cifra dalla quale Ubi Banca, che è anche lo sponsor principale dei biancazzurri, di recente ha chiesto a Corioni di rientrare. Il momento economico è travagliato per tutti. È difficile pensare a qualcuno che, in una fase del genere, investe capitali importanti nell’acquisto di una società di calcio. Tra l’altro, negli ultimi 15 20 anni, è dura trovare un club ceduto nel modo classico, il passaggio di proprietà .Tommaso Ghirardi, da sempre vicino a Corioni, ha speso 4 milioni di euro per rilevare il Parma in amministrazione controllata dopo il crac Parmalat e risanato da Enrico Bondi.

CHI PRENDE IL BRESCIA sa bene di prendere una società con un settore giovanile che in passato ha sfornato grandi talenti (bresciani come Pirlo, Diana, Volpi, i Filippini; stranieri come Hamsik) e che non ha esaurito la sua vena. Corioni punta sulla valorizzazione e sulla cessione dei giovani per alleggerire ulteriormente un bilancio già meno pesante grazie alla riduzione dei costi, in primis del monte ingaggi della prima squadra, passato dai 23 milioni della serie A agli 8 attuali. Ma il Brescia non ha beni immobili di proprietà. Non ha una sede (quella di via Bazoli è in affitto), non ha un centro sportivo come l’Atalanta (Zingonia) e il Parma (Collecchio). Di recente se l’è costruito pure la Cremonese. E in provincia anche il Montichiari da qualche anno si è dotata di Montichiarello, il centro dove lavorano la prima squadra di serie C2 e giovanili.

I ragazzi del Brescia si allenano a volte sul sintetico e anche non su campi regolamentari, la prima squadra lavora in città (al San Filippo), in provincia (di recente Lograto) o sul campo di un albergo, a Coccaglio. Da secoli si favoleggia di uno stadio nuovo e intanto si continua a giocare al «Rigamonti» che, fatto salvo l’affetto che si deve ai monumenti, è totalmente inadeguato. Questo troverà l’eventuale acquirente del Brescia. Il dubbio è legittimo: Brescia e i bresciani moriranno corioniani?

Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 19.12.2011)

brescia alla parmigianaLe grandi manovre

La sosta natalizia apre alle voci di mercato e societarie

SOCIETÀ. Nei giorni scorsi Corioni ha incontrato alcuni imprenditori in un ristorante del centro-città

BRESCIA, LA TRATTATIVA E’ IN TAVOLA? ECCO LA RICETTA ALLA «PARMIGIANA»

Tommaso Ghirardi ha lanciato l’idea, il suo «vice» Penocchio ci sta pensando

E l’operazione piace ad altri imprenditori bresciani: in pista Bertoli e Lonati?

di Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 18.12.2011)

ALTAVOLO del locale di Penocchio, oltre a Ghirardi e a Corioni, ci sono il lumezzanese Sandro Bertoli dell’Abert di Passirano (posateria, articoli da cucina); Elio Ghidoni, presidente della Ghialdi Castegnato (lavorazione dell’alluminio); Tiberio Lonati dell’omonimo gruppo di Brescia che produce macchine per calze; Roberto Bersi della Bicomet con sede in via Oberdan, in città (leader nella lavorazione e nella commercializzazione di rottame). Lo chef naturalmente è Ghirardi, che investe subito Penocchio, intento a fare gli onori di casa: «Perché non ti interessi al Brescia? E perché tutti voi non date una mano al mio amico Gino Corioni?». Un primo attimo di sbigottimento, poi il discorso piano piano si mette in moto. L’idea suscita da subito la curiosità dei commensali, mentre Corioni spiega la situazione. Interpellato da Bresciaoggi, il presidente biancazzurro dice: «Sì, sono stato a cena al ristorante di Penocchio e si è parlato anche di calcio». Ma è l’unica apertura di Corioni, che quando gli si parla di Ghirardi e della candidatura Penocchio risponde così: «L’altra sera Penocchio è stato gentilissimo, ma non m’ha detto nulla – giura il numero uno del Brescia –. Se è così, se è davvero interessato, se mi vuole dare una mano, nei prossimi giorni lo chiamerò senz’altro». E il punto sulle trattative? «Le mie intenzioni sono note. Cerco soci, compagni d’avventura, un successore. Trattative? Forse tra qualche giorno, la più prossima è scegliere il ristorante dove andare con mia moglie». Fin qui Corioni. Diego Penocchio, invece, fa catenaccio: «Sono fuori Brescia, non ho letto niente. Non rilascio dichiarazioni». Inutile insistere anche sulle sempre meno infrequenti visite al «S. Filippo» e alla sede di via Bazoli: «Ho già parlato a suo tempo, buona serata».

PENOCCHIO è presidente del gruppo industriale Ormis di Castegnato e amministratore delegato di Brixia Incipit, la holding già nella compagine societaria del Parma e che è stata fondata insieme a Ghirardi e ad altri eredi di famiglie con legami con la Hopa di Emilio Gnutti, tra cui i figli di Tiberio Lonati. Uno dei commensali al tavolo di Corioni e Ghirardi. Brixia Incipit è una sorta di cassaforte, una società di investimenti che rileva partecipazioni di aziende. La prossima sarà il Brescia? La presenza al tavolo di Corioni dello «chef» Ghirardi, di Penocchio e di Lonati non sembra casuale. E c’è anche chi è stato o è ancora vicino al mondo dello sport. Evaristo Bertoli della Abert, cognato di Carletto e Aldo Bonomi, è stato per anni socio e presidente dell’Associazione calcio Lumezzane nella fase del passaggio dai dilettanti ai professionisti (prima metà degli anni ’90). La Ghial di Ghidoni è stata lo sponsor del primo scudetto del Calvisano (2005). La trattativa è in tavola, si parla di nuovi incontri già prima di Natale. Non resta che aspettare che qualcuno sforni e serva.

Vincenzo Corbetta (da Brescia Oggi del 18.12.2011)

laffranchi brescia oggi 18 12 2011MERCATO. Si riapre l’asse tra l’Emilia e Brescia che due anni fa portò alla promozione in A

BLASI, NWANKWO E PEREIRA I POSSIBILI RINFORZI DAL PARMA

MA C’E’ IL NODO IACONI DA RISOLVERE: IL DIRETTORE SPORTIVO CHIEDE PIENI POTERI

di Gian Paolo Laffranchi (da Brescia Oggi del 18.12.2011)

Da Manuele Blasi (in scadenza) a Graziano Pellè (difficile), passando per Obiora Nwankwo e Danilo Pereira (belle promesse): i consigli per gli acquisti non mancherebbero per un Brescia disposto ad affacciarsi in casa-Parma. Non c’è nemmeno bisogno di bussare: l’uscio è aperto, perché non approfittare della disponibilità di Tommaso Ghirardi, patron emiliano dal cuore bresciano che già due anni fa affidò all’amico presidente Gino Corioni due rinforzi come Budel e Cordova (e fu serie A)?

Il problema è a monte. La vera domanda è: chi si occuperà del mercato invernale del Brescia? La risposta dovrebbe essere scontata. Il Brescia ha un direttore sportivo esperto, Andrea Iaconi, abituato da una vita a condurre campagne acquisti e cessioni in piena autonomia. Ma Corioni è un presidente italiano vecchio stampo: competente quanto imprevedibile, capace di riconoscere i meriti altrui quanto tendenzialmente decisionista. Corioni può dar retta al suo direttore sportivo quando si tratta di scegliere un allenatore (è successo con Scienza in estate), ma anche bypassarlo per rifare il contratto a un terzino messo all’indice (Gilberto Martinez, reintegrato due settimane fa). Gli scontri non mancano, l’ultimo la scorsa settimana. Il nodo: carta bianca o ministero senza portafoglio? Quale margine operativo ha il diesse nel Brescia attuale, tra vicende societarie in evoluzione (possibili novità a breve), risultati sportivi e di bilancio a costante rischio-collasso?

IACONI stava per salutare Corioni in estate, quando gli fu impedito di acquistare una delle punte che aveva in mano l’ultimo giorno di mercato. Come reagirebbe e a gennaio, al posto dei giocatori che segue da tempo, il suo presidente decidesse di spendere (per esempio) per un attaccante della scuderia di Mino Raiola? Iaconi l’anno scorso ha lasciato Grosseto per divergenze con il patron Piero Camilli. Legato al Brescia da un contratto triennale, per proseguire il suo lavoro chiede una sola garanzia: un mandato ampio. Opportuno un chiarimento tra le parti. Se otterrà da Corioni le risposte che cerca, Iaconi nei prossimi giorni incontrerà il nuovo tecnico Alessandro Calori per decidere il da farsi. Per l’attacco nuove piste: sul taccuino i soliti nomi (da Matteo Ardemagni a Pablo Granoche), possibile un sondaggio per Daniele Cacia, in rotta con il Padova (ieri espulso, a secco da un mese).

Gian Paolo Laffranchi (da Brescia Oggi del 18.12.2011)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “SCENARI / BRESCIA SUCCURSALE DEL PARMA SUL MODELLO DELL’OSPITALETTO CON IL BOLOGNA?

  • 19 Dicembre 2011 in 19:39
    Permalink

    Mi sembra un titolo piuttosto esagerato, pur comprendendone la ratio. L'equazione Ospitaletto:Bologna=Brescia:Parma è improponibile per questioni di storia dei club, di dimensioni di città e tifoserie (figurarsi a Brescia…)e di mera economia di scala. Collaborazione di mercato forse, ma è ben altra cosa.
    Avanti Majo

  • 19 Dicembre 2011 in 20:01
    Permalink

    Si, l'equazione è in effetti un po' azzardata, se la mettiamo sul peso specifico dei club menzionati, tuttavia il collega Corbetta di Brescia Oggi, dal quale l'ho copiata, voleva fare riferimento esplicito a quell'asse Bologna-Brescia all'epoca d'oro di Corioni, tanto per far rendere l'idea. La sola collaborazione di mercato, invece, mi pare molto limitativa: se si muove Penocchio, come pare, deduco che Ghirardi non stia fermo. Un aiuto al suo "delfino" lo potrebbe dare e non solo in termini di giocatori. Alla cena dell'altra sera c'era anche lui ed altri che si ipotizza possano essere parte attiva della cordata di salvataggio del Brescia: non so se si trattava solo di una visita di cortesia nel locale di un amico per una inaugurazione. E poi è stato proprio il Ghiro a lanciare la volata a Penocchio presidente, come si può vedere e ascoltare nel filmato amatoriale che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, parlandone senza veli ai giornalisti. Insomma, non credo che il Brescia possa solo essere una discarica degli esuberi, ma anche qualcosa in più. Grazie per lo sprone. Cordialmente Gmajo

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