martedì, Febbraio 27, 2024
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BAR SPORT / ORLANDINI “TRASH” TIRA A MANO LE VECCHIE TROIE DEL CALCIO…

E Gallerani è bravissimo (e si becca i complimenti di Milano) a deviare il discorso su Achille…

Bar Sport slide(gmajo) – I vari accadimenti delle ultime ore (cioè l’esonero a mio avviso “di pancia” di Franco Colomba e la successione con un altro galantuomo, almeno quello, come Roberto Donadoni) ha fatto sì che non potessi “recensire” prima di adesso, mercoledì, tarda mattinata (un parto più lungo che la sostituzione di un allenatore…), la puntata di lunedì sera di Bar Sport su Tv Parma, impreziosita dalla presenza, in studio, di un rappresentante della Società Parma F.C., il responsabile delle relazioni esterne e presidenziali Mirco Levati, che si è dovuto un po’ arrampicare sugli specchi, come vi abbiamo già raccontato con un post in presa diretta, per spiegare una scelta che ancora ufficialmente non era stata compiuta. Sul comunicato in attesa di arrivo, infatti, ha un po’ giocato tutta la sera il conduttore Giuseppe Milano (e non solo) e poi – beffa delle beffe – l’attesa nota di licenziamento è arrivata, come si suol dire, solo sui titoli di coda…

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donadoni annunzioInfatti solo a sigla partita, alle 22.31, è apparso sul sito ufficiale – per quei pochi fortunati che sono riusciti a vederlo in tempo reale dal momento che a causa dei troppi contatti è presto caduto “down” (nel suo piccolo anche stadiotardini.com, negli ultimi due giorni ha triplicato i contatti, superando abbondantemente le 3.500 visite quotidiane, pur senza avere inconvenienti del genere) – l’atteso dispaccio-Godot, ribattuto con una email dell’ufficio stampa e comunicazione che noi abbiamo ricevuto due volte (alle 23.04 e 23.06), mentre a Teleducato, come ci ha raccontato ieri nel suo reportage su Calcio & Calcio, Lorenzo Fava, l’orario di arrivo è stato calcio e calcio profezia bonialle 22.44, dunque leggermente prima. Insomma il povero Levati, che non è che già di suo sia un principe del foro, è stato mandato nella pubblica piazza (televisiva) a dire niente o quasi, dal momento che più di tanto non poteva sbottonarsi, salvo quel “La società ha deciso di cambiare per migliorare”, scandito alle 20.39, cioè due ore prima circa rispetto alla ufficialità. A cantare la suonata ci ha pensato, scadendo persino nel trash, chi lo avrebbe mai detto!, il dottor Giorgio Orlandini, l’ex potentissimo direttore dell’Unione Parmense degli Industriali (presenza mai casuale nel salotto nei momenti topici), il quale, preso dalla vis oratoria è arrivato a definire i giocatori “vecchie troie del calcio”. Ad attutire la portata di quelle gravi parole, ci ha pensato, DSC07281prendendosi il pubblico plauso del conduttore Giuseppe Milano, per come la manovra gli è riuscita, niente meno che Michele Gallerani di Sky, il quale con un giro di parole ha virato su Achille, tanto per rimanere in tema di Troia. O di Omero. Sostanzialmente Orlandini (che come avevamo anticipato in un commento di questi giorni, sabato 14 alle 12.30 alla Corale Verdi sarà uno degli ottimo premiati al “«Sant’Ilario per lo Sport», quale “dirigente industriale da sempre vicino al mondo sportivo”, come si legge nella motivazione del Consiglio Direttivo dei Veterani dello Sport di Parma, presieduto da Corrado Cavazzini, che organizza l’evento presentato da Pino Colombi e Manuela Boselli, anche se per questa uscita televisiva sarebbe stato meglio che lo revocassero, magari per riconsegnarglielo tra un anno…) nella sua “filippica” contro Colomba il Demostene di noialtri voleva argomentare che Colomba non era riuscito a dare il giusto carattere grintoso ai giocatori, che secondo lui sarebbero appunto delle meretrici della pedata. Al che il “Gallero” gli ha replicato che, indipendentemente da chi sia la guida tecnica, Colomba o Donadoni, uno la grinta e carattere ce li ha di suo, anche Achille, tanto per citare Troia… A contrapporsi alle tesi del “decisionista” Orlandini (spalleggiato da Antonio Cervi, che la pensava come lui), assai favorevole all’esonero di Psycolomba, perché a suo dire aveva l’atteggiamento di chi aspettava sera, che era troppo tranquillo, che non aveva una convinta partecipazione alle gare, che non sapeva leggere le partite, che non sapeva trasmettere tensioni, che non credeva in questa squadra molle che non ha dentro voglia di fare (proprio a questo punto gli è uscita la deplorevole frase “vecchie troie del calcio”) o non sapeva motivarla a gettare il cuore oltre l’ostacolo è stato, udite udite, niente meno che Gian Franco Bellè, il quale spesso in passato, specie quando era ancora in servizio alla Gazzetta di Parma, si era sempre mostrato in piena sintonia con lui. Lunedì sera non è stato così: Bellè era tra quelli Pro-Colomba dello schieramento (si è dichiarato tale anche Guido Schittone) e non lo ha nascosto definendo quella serata triste per Parma calcistica, visto che non è certo nello stile di questa città cambiare dieci allenatori in cinque stagioni, cioè da quando c’è Ghirardi. Bellè ha confessato di sentirsi amareggiato nel constatarlo e che sarebbe stato decisamente più corretto concedere due ultime chance all’allenatore esonerato nei due scontri diretti in programma con Siena e Bologna. Il “Nonno” poi ha elencato che sono ben 26 i calciatori impiegati in campionato da Colomba, anche se Piovani (un altro che a naso non mi sembrava parteggiasse per l’allenatore che fu) gli ha contestato il fatto che gran parte di questi fossero andati in campo solo per pochi minuti. Avevamo iniziato la recensione parlando di Levati, concludiamo con una sua annotazione: “Non si cambia allenatore a cuor leggero: lo si fa solo per ragioni importanti. Non abbiamo ancora la certezza, ma se la decisione è questa sappiamo che è comunque sofferta. La società, il direttore, hanno fatto delle valutazioni, evidentemente arrivando alla conclusione che da entrambe le parti non c’era la forza per raggiungere l’obiettivo prefissato”. Quale obiettivo? “La salvezza o l’Europa?”, gli hanno chiesto gli altri interlocutori. “Una tranquilla salvezza”, ha risposto Levati. Per quello, a mio avviso, sarebbe bastato Colomba. Prendendo un tecnico di nome l’asticella delle aspettative si alza. (E più si illude, più c’è il rischio di deludere, come non mi stancherò mai di ripetere…). Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “BAR SPORT / ORLANDINI “TRASH” TIRA A MANO LE VECCHIE TROIE DEL CALCIO…

  • Anonymous

    buongiorno
    sono anch io dell avviso che il cambio è stato avventato e figlio di un mal di pancia del presidente….un mese fà non ricordo se ospite o in un collegamento telefonico alla domenica sportiva dopo la vittoria contro l udinese spendo 2 parole su quella partita:l udinese più dimessa e sulle gambe dell anno….e credo che quella vittoria abbia fatto illudere qualcuno di troppo ..ma andava analizzata meglio …bisognava capire che il divario tra noi e loro è stata la conseguenza di una serie di coincidenze a noi favorevoli in quella precisa giornata e stop ..noi bravi a sfruttarle ma il divario c era e c è probabilmente anche se non cè riprova la domenica successiva le avremmo buscate… cmq il divario in classifica lo testimonia ampiamente).
    tornando in argomento Ghiradi ha definit Colomba un valore aggiunto ed un allenatore sottovalutato….poi una serie di parite non felici ha fatto radicalmente cambiare il giudizio delprsidente nei confronti del nostro ex tecnico…….ora …quello che mi scoccia è questo primo:una squadra che deve salversi incontra sempre momenti di difficolta e di crisi..se ad ogni momento poco felice si interviene in modo così drastico,senza nemmeno cercare di compattarsi..e reagire..ma anzi gettando benzina sul fuoco con frasi neanche troppo sibilline.(tra lui e Leonardi).. allora significa che Ghirardi in questi 5 anni di presidenza paga ancora dazio al suo noviziato nel mondo "pallonaro" della serie A,continuando a commettere i soliti errori d incompetenza …che se all inizio erano tollerabili ora non più ,perchè la continuità va bene in caso di successo ..se si tratta di sbagli continui va da sè che si ripercuotono a piramide su ambiente squadra e tifosi…e secondo:in questi 5 anni tutti questi cambi d allenatore testimoniano che il progetto deve ancora iniziare..quindi partiamo da zero ad oggi non si è costruito niente
    distinti saluti
    Filippo1968

  • Anonymous

    Quoto Filippo1968.
    Non è mai partito un progetto e non è in corso ora. Forse dal prossimo anno si spera che venga programmato qualcosa di piu concreto. Di certo non si può parlare di progetto se il piu forte della squadra è Giovinco che andrà alla Juve e tantissimi titolari sono over 30 in fase calante (vedi Morrone,Lucarelli e Zaccardo). Di giovani ce ne sono pochi, mi auguro che sul mercato si possa in futuro trovare qualche giocatore interessante cosi come fa l'Udinese (vero esempio da seguire) che ha una rete osservatori vastissima, un presidente poco impulsivo e intenditore ed evidentemente un direttore sportivo davvero bravo. Quando vedremo a Parma prospetti diventare gioielli come è successo con sanchez, benatia, danilo, isla per citarne alcuni? Forse quando ci sarà qualcuno con le competenze e il coraggio di comprarli e quando davvero si avrà voglia di avere un proprio progetto invece di puntare sempre sull'usato sicuro per la paura di retrocedere…se vediamo le nostre ultime campagne acquisti si leggono nomi come valiani, modesto,gobbi e altri sul genere. Giocatori onesti ok, ma non giocatori da progetto sui quali sai che se funzionano li compri a poco e li vendi a tanto. Ne avevamo preso uno, borini, è stato immediatamente dato via perché ingolositi dai milioni. Anche l'Udinese volendo dava via sanchez al primo anno, ma avrebbe preso la metà. Manca la voglia di rischiare, mancano le competenze per rischiare, investire, programmare. Sbaglio?

    Tino

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