DEFERIMENTI: IL PARMA NON COMMENTA MA STUDIA LE CARTE

Patteggiamento o processo? I legali del club hanno 5 giorni di tempo per decidere la linea da seguire: il rischio sono squalifiche ed ammende per Ghirardi e Leonardi. Il club non avrà penalizzazioni

trasferimenti(gmajo) – Sgombriamo subito il campo da ogni possibile timore: la pioggia di deferimenti, che a random sta interessando un po’ tutti i club della serie A, e che oggi è caduta su Juventus, Siena e Parma, non comporterà il rischio di penalizzazioni in classifica, non trattandosi di illeciti o “reati” più gravi ma soltanto di infrazioni esclusivamente di carattere formale. E’ un po’ come quando un agente di servizio sulla strada ti ferma e qualcosa da contestare lo trova sempre, che ne so, la mancanza del triangolo o il non aver azionato il dispositivo di segnalazione visiva (la freccia) nell’accostare a destra dopo che è stato intimato l’alt. La sensazione è che sia un semplice modo per fare cassa, se si considera che le società e i loro rappresentanti rischiano soprattutto sanzioni di carattere economico (multe), ma pure squalifiche. I legali delle varie società coinvolte hanno ora cinque giorni di tempo per studiare la migliore strategia difensiva: la scorciatoia è il patteggiamento – che comporterebbe da un lato l’ammissione di colpa (come l’ “innocente” Morrone nel caso Romeo), però con una oblazione si scongiurerebbe il rischio di fastidiose inibizioni dei dirigenti che ostacolano la normale attività di una società (nel caso del Parma FC, tra l’altro, sono coinvolte entrambe le persone giuridiche con potere di firma, vale a dire il Presidente Ghirardi e l’Ad Leonardi) – l’iter normale, invece, prevede il processo dinnanzi la Commissione Disciplinare Nazionale.

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L’amministratore delegato Pietro Leonardi, contattato telefonicamente da stadiotardini.com, ha preferito non commentare la notizia del deferimento odierno – della società Parma Fc, del presidente Tommaso Ghirardi e suo – per non rischiare un ulteriore deferimento in caso di esondazioni verbali (curioso che Conte non sia stato deferito per “dichiarazioni lesive della classe arbitrale o di tesserati” dopo il Parma-Juve dei veleni, mentre l’Ad Leonardi, dopo le esternazioni di Parma-Napoli dello scorso campionato, sullo stesso tema, ma assai più circoscritte nei tempi e nei modi, …) e perché é il club preferirà esprimersi nelle sedi opportune, dopo che i legali avranno stabilito quale linea difensiva seguire.La comunicazione ufficiale del deferimento, infatti, è arrivata solo nel pomeriggio di oggi: ci sono cinque giorni di tempo per decidere che fare, anche se i fatti contestati sono vecchi di alcuni anni, e già oggetto di precedenti interrogatori da parte della Procura Federale che ha deciso oggi, sulla scorta degli elementi raccolti, per questa sorta di “rinvio a giudizio”. Al fine di fare un po’ di opera di divulgazione – cercando di non fare inorridire gli esperti di diritto sportivo e di farci capire anche da chi non è colto ma solo inclita – vediamo di incunearci un po’ nella materia: insomma, in buona sostanza, cosa hanno fatto di male il Ghiro e il Leo? Diciamo che si sono avvalsi di professionisti, per portare a termine alcune operazioni di mercato, non compilando deleghe sui moduli federali, bensì su carta semplice. Insomma una questione più di forma che di sostanza. Nella notizia che abbiamo postato nel pomeriggio abbiamo fatto riferimento ai trasferimenti di Fontanello e Bojinov (“pendenze” di pertinenza di Tommaso Ghirardi), ma è piuttosto singolare il caso che riguarda Pietro Leonardi, il quale è stato deferito per una operazione che non si è neppure conclusa, quella, cioè, relativa al trasferimento non perfezionato di Mac Donald Mariga al Manchester City. La contestazione mossa all’AD è quella di aver dato l’incarico al procuratore Tullio Tinti (da sempre molto vicino a Tommaso Ghirardi, ed “ispiratore”, prima dell’arrivo di Leonardi di diverse operazioni di mercato) di sondare se il Manchester City era davvero interessato all’acquisto del keniano. Tra l’altro stiamo parlando di una operazione non solo non conclusa, ma portata avanti in ambito internazionale e le norme FIFA, diversamente da quelle della FIGC non prevedrebbero i mandati. All’agente, tra l’altro, non è stato riconosciuto nulla, dunque non c’è stato movimento di denaro. Identica la fattispecie per Fontanello contestata a Ghirardi, il quale si era avvalso del procuratore Cosentino il quale si era offerto di risolvere ogni pratica per portarlo in Italia. Per Bojinov era comunemente risaputo che Jerry Palomba fosse il suo procuratore: a meno che uno non facesse l’investigatore privato anziché il dirigente sportivo risultava difficile intuire che potesse non essere registrato sull’apposito albo, per altro inaccessibile, per opportuna verifica, da chi non ne è iscritto, e dunque uno si deve fidare, anche perché stessa sorte pare venisse riservata a chi provava a chiedere informazioni in merito alla reale procura di un giocatore in Federazione, laddove, per non violare la privacy, l’abitudine era quella di non rispondere. Insomma una questione di lacci e lacciuoli che arricchirà le casse federali con i proventi delle multe a pioggia grazie ai deferimenti, diversi dei quali sono già stati calendarizzati anche per altre società. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “DEFERIMENTI: IL PARMA NON COMMENTA MA STUDIA LE CARTE

  • 23 Febbraio 2012 in 19:01
    Permalink

    abbiamo anche la spada di damocle della penalizzazione in classifica,gia' siamo virtualmente quart'ultimi,un ottima prospettiva non c'e' che dire,non oso immaginare dove saremmo senza la miniserie del''effetto donadoni, ora che siamo rientrati nei ranghi del nostro valore

  • 23 Febbraio 2012 in 20:11
    Permalink

    Buonasera gentile anonimo (qui sarebbero graditi contributi firmati, ma tant'é…) mi permetto di dissentire sul suo catastrofismo. Non siamo né praticamente, né quartultimi; men che meno pende il rischio della penalizzazione, se non in microscopica percentuale, come sancito anche dall'avv. Grassani, uno dei massimi esperti di diritto sportivo italiani (il quale non ha escluso la possibilità, pur ritenendola assai improbabile) nell'intervista esclusiva che ci ha concesso. Non fasciamoci la testa inutilmente, dunque. Cordialmente Gmajo

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