L’OPINIONE DI MAJO DOPO GENOA-PARMA 2-2: “ROMEO AIUTA IL PARMA A CONFERMARE LA PROPRIA VOCAZIONE CROCEROSSINA”

“Pesanti gli errori della terna arbitrale, ma Donadoni rimane fedele alla sua linea di non tirar in ballo i fischietti. Apprezzabile. La miglior prova offerta dai crociati sotto la gestione del nuovo tecnico si è però chiusa con uno degli atavici problemi palesati con il suo predecessore: il farsi recuperare dagli avversari nel finale”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Mercoledì 15 febbraio 2012, dopo il recupero di Parma-Juventus, in tempo reale dalla sala stampa del Tardini, alle ore 21.03 – dopo che l’ex ct azzurro, oggigiorno tecnico dei crociati, in merito al piagnisteo di Conte, che aveva argomentato che alla Juve gli arbitri hanno paura di fischiare calci di rigore a favore, aveva replicato che lui non parla mai di arbitri, e che non è elegante lo faccia chi è alla guida di squadre importanti come Juve, Milan o Inter – il sottoscritto aveva vergato su stadiotardini.com il titolo: “Donadoni, lezione di stile a Conte”. Sbirciando sul mio display il mio occasionale compagno di banco, che era la prima firma della Gazzetta di Parma Paolo Grossi, mi aveva sussurrato: “Io aspetterei a fare un titolo così dopo una partita in cui è il Parma a doversi lamentare degli arbitraggi, non oggi…”. A questo punto dovrei replicare oggi il medesimo titolo, dal momento che ieri, giornata in cui il Signor Romeo (quello del presunto “Capitano di Merda” pronunziato in faccia a Morrone dopo Fiorentina-Parma di due stagioni fa) ne ha combinate di tutti i colori (per altro a svantaggio di tutti i colori e non solo a senso unico), il nostro nocchiero, unico a proferir parola della comitiva gialloblù, per scelta societaria (“In queste situazioni, con gli animi un po’ surriscaldati si può cadere in qualche errore…”), ha signorilmente glissato sulle varie malefatte del fischietto veronese e dei suoi collaboratori.

Continua la lettura all’interno

parma beffatoLegittimato, dunque, il nostro titolo di dieci giorni fa, ci permettiamo di chiosare quello di prima pagina della Gazzetta di Parma in edicola stamani, che urla: “Parma beffato al 96’ – Arbitraggio sotto accusa”. La prima sensazione che il lettore può avere è che a mettere sotto accusa l’arbitraggio sia il Parma beffato al 96’. In realtà così non è, perché il Parma non ha affatto messo sotto accusa l’arbitraggio, dal momento che donadoni gdpl’unico oratore, in ossequio ai propri equilibrati ed apprezzabili principi, si è guardato ben dal farlo, nonostante il pressing alto dei giornalisti (di casa nostra) che avrebbero voluto estorcergli qualcosa in più, elencando il gol annullato a Giovinco, per un inesistente fuorigioco, il generoso rigore concesso al Genoa, che ha riacceso la partita nel finale e il recupero record (ed oggettivamente immotivato) di ben 7’, all’ultimo dei quali Palacio (bestia nera crociata, giunto al settimo sigillo personale contro i ducali) riusciva miracolosamente a pareggiare. Ma egli, secondo quanto riporta Sandro Piovani dagli “spogliatoi” di Marassi non ha concesso nulla alle sterili recriminazioni: “Inutile fare altri discorsi che parlino di cose diverse dal calcio giocato… Mi piace parlare di calcio, l’ho detto non più tardi di una settimana fa, credo che questo sia il momento giusto per confermarlo. Se pensassi che chiacchierando posso guadagnare punti… ma non è così…” E qui possiamo riallacciarci ad una delle frasi da lui pronunziate la sera del 15 febbraio, quando affermò: “So che se l’arbitro non mi ha donadoni lezione stile contefischiato qualcosa non torna indietro. Quindi finisce lì. E se penso reclamando, protestando, avendo atteggiamenti di questo genere che la volta dopo mi avvantaggino in questo modo, credo di aver capito molto poco di questo mondo”. Era questa la famosa lezione di Donadoni a Conte. Una lezione anche al Parma, che sembra averla ben appresa – come sono lontani, per fortuna, i tempi remoti della B in cui, su mandato presidenziale, Andrea Berta veniva spedito nello stanzone degli arbitri a urlare “Vergogna”, collezionando deferimenti a raffica, o quelli più prossimi tipo il Parma-Napoli della stagione passata tra le Genoveffe e le Cenerentole al centro delle 14 03 2011 quattro genovefferecriminazioni televisive di Ghirardi e Leonardi – e forse anche a noi dei media, anche se il referenziato titolista di prima pagina del principale organo di informazione cittadino, più o meno consciamente ha offerto un alibi mettendo in luce la giornata no di Romeo e dei suoi collaboratori, piuttosto che evidenziare gli atavici problemi di una squadra, reduce sì dalla migliore prestazione sotto il nuovo allenatore, ma ancora capace di dilapidare al fotofinish quanto costruito prima. Mi viene da pensare alla infausta metamorfosi di Novara, se non altro perché i fantasmi di Marino (a Lucia Brianti – capo-comitiva, nell’occasione, DSC00410assente il mitico Baroni, per ragioni di salute costretto ad andare per cantine nel piacentino, del pullmino dell’Associazione Petitot – sembrava di aver rivisto nel Genoa lo stesso abituale Parma del Picciotto di un anno fa) sono stati rianimati dai nostri crocerossini. A differenza di allora, però, il capitombolo non è stato costruito con una ripresa giocata dai nostri presuntuosamente e con sufficienza (non nella accezione di voto), quanto solo con il crollo nei minuti finali con gli avversari sospinti dal proprio pubblico che ha iniziato opinione majo dopo novaraa crederci dopo l’insperato assist di Romeo. Ma se il Parma è la squadra più perforata nell’ultimo quarto d’ora ci sarà pure un motivo, che esula dalle corbellerie della giacchetta verde fosforescente, anche se Donadoni ieri ha definito casuale la circostanza (“semmai rianalizzeremo qualora la cosa si ripetesse altre 4-5 volte”), peraltro prendendo in esame la sua sola gestione, ma è evidente che esista un fil rouge che la lega a quella del suo predecessore, dal momento che a random i vizi di allora continuano a riemergere, anche perché i calciatori sempre quelli sono… gdp romeo peggiore in campoCorbellerie arbitrali che – è bene ricordarlo – hanno penalizzato anche gli avversari, come si legge anche all’interno degli articoli della Gazza, anche se non nei suoi titoli (significativo quello di pagina 48 “Romeo peggiore in campo”, in cui nel catenaccio sono menzionati solo i torti contro i crociati: “Il gol annullato a Giovinco resta un ‘mistero’. Il rigore al Genoa? Il mani è involontario. Sette minuti di recupero: una decisione incomprensibile”): Aldo Tani, moviolista del quotidiano locale, riporta i forti dubbi dei telecronisti di Sky (senza peraltro dirci chi fossero: non per fare il professorino, ma se si menziona il parere di qualcuno, al di là della qualifica, sarebbe meglio metterci anche il nome e il cognome), ad esempio, sull’evidente mancato calcio di rigore per i rossoblù per il salto scomposto e a gamba tesa di Modesto su Zè Eduardo: “Non si capisce il metro di giudizio su questi due episodi. Un rigore dato che non c’era e uno netto non concesso”. Io non sarei assolutista sul fatto che il primo penalty non ci fosse – il braccio alto, in area, è comunque da kamikaze – mentre il secondo, che ha fatto entrare in campo l’intera panchina rossoblù a protestare, mi pareva sacrosanto. Romeo, tuttavia, che aveva gratificato i padroni di casa poco prima con la massima punizione non se la deve esser sentita di concederne un’altra a stretto giro di posta: ma poi ha pensato di fare la compensazione della compensazione con il mega ingiustificato recupero, grazie al quale Palacio ha salvato Marino, togliendo due punti al Parma e regalandone uno ai suoi. Prima ho definito fantasmi i mariniani: sempre cercando di fare una lettura sportivamente obiettiva della partita, direi che tutto sommato il pari ci sta, perché se Mirante ha meritato davvero l’8 in pagella elargitogli da Paolo Grossi (che peraltro reputo di manica larga con Lucarelli, che si inutilmente è fatto cacciare per proteste, andando a penalizzare la squadra per la o le gara o gare successive, in quanto avendo i galloni da capitano la squalifica potrebbe essere maggiore ad una sola giornata. A proposito chissà se Romeo gli ha dato anche a lui del capitano di merda… E anche a Modesto io avrei comminato una insufficienza) è evidente che – rigore neutralizzato, sia pure parzialmente, a parte – egli, per meritarlo, abbia sventato parecchi pericoli: ergo, gli avversari non erano del tutto dei morti in campo. Del resto dalla particolare angolatura di Marino: “Il Genoa meritava di più”. Addirittura… Comunque sia “Bazguale” ha asserito che ieri sera i suoi abbiano saputo costruire nitide palle gol rispetto anche a gare vinte. Rimane il fatto che il suo Genoa, come il suo Parma, non abbia una precisa fisionomia positiva… Per rimanere obbediente all’invito di Donadoni di non parlare di arbitri, e coerente con me stesso, aggiungerò che, al di là degli episodi già così tanto sviscerati, ho trovato eccessivo il numero di cartellini gialli comminati, sei in totale, 4-2 per il Parma (si fa per dire), di cui una pesante, quella del diffidato Valiani che terrà compagnia in tribuna all’espulso Lucarelli nel match contro il Napoli. Gli altri ammoniti sono stati Biabiany, Musacci e Mirante tra i nostri oltre a Rossi e a Kucka dei loro. Un po’ tanti, in effetti, e al computo manca il perdonato Modesto, entrato a gara in corso in luogo di Gobbi. Tra i due vige una sorta di principio dell’alternanza: quando uno parla in sala stampa, la partita successiva la gioca l’altro, anche se l’esterno dal cognome vagamente juventino facilmente dovrà rimanere ai box qualche settimana dopo esser uscito in barella per un presunto stiramento muscolare ai gemelli (la diagnosi precisa sarà formulata dopo gli accertamenti diagnostici non ancora effettuati mentre scrivo); è andata decisamente meglio all’altro goleador di giornata, Floccari (grande merito nella sua realizzazione all’incontenibile Biabiany e a Giovinco) che in campo si era procurato una sub lussazione, subito ridotta dal dottor D’Alessandro e dal masso fisioterapista Balotta. Trasportato dal dottor Raffaele Ballini in ospedale a Genova (il medico sulla via del ritorno a bordo di una lussuosa auto con i vetri oscurati che ha protetto la privacy degli altri viaggiatori si è fermato nello stesso autogrill, un po’ meno di alto bordo, dell’area servizio di San Benedetto, così come il pullmino con i 14 petitoniani raccattati tra Fidenza, Parma e Collecchio) l’attaccante è stato subito dimesso con l’arto immobilizzato perché era stata scongiurata la frattura. E così Donadoni ha potuto tirare un sospiro di sollievo, non tanto perché – come ha spiegato nel dopo gara – aveva il timore di perdere l’attaccante, quanto perché lui non meritava di doversi fermare per infortunio. Come sua abitudine l’allenatore ha riservato un pensiero anche a chi non schiera l’undici iniziale: ieri l’esclusione eccellente e a sorpresa era stata quella di Morrone (che fosse per evitare che Romeo gli desse, di nuovo, del capitano di merda, come sembrava gli avesse detto a Firenze, anche se poi Stefano, per la ragion di stato, era stato costretto a rimangiarsi tutto?): a centrocampo, infatti, si è rivisto il rientrante Galloppa, quale interno sinistro, confermati, invece, Mariga e Musacci, poi uscito a gara in corso per consentire l’ingresso del degradato di giornata. Ma Donadoni ha riservato uno zuccherino pure a Valdes, inviato in tribuna pur essendo un giocatore che a suo avviso non lo meriterebbe per le qualità che ha, ma i posti sono quelli che sono e la rosa numerosa lo costringe a scelte di questo tipo: “e tra l’altro ora rientrano dagli infortuni pure Paletta e Brandao, per cui in tribuna dovrà mandarne anche di più ogni volta”. Per la prossima gara i problemi di abbondanza glieli ha risolti Romeo, poi ci si penserà… Un’ultima annotazione, prima di concludere, riguarda un tema che sta molto a cuore all’amico prima che collega Jonathan Belletti di Radio Bruno, appassionato sostenitore dell’appaiamento di Biabiany al fianco di Giovinco nell’attacco del Parma. Della questione aveva interrogato il tecnico alla vigilia e questi si era dimostrato possibilista: poi nei fatti Donadoni lo ha anche accontentato dopo l’infortunio di Floccari, perché anziché mandare in campo l’attaccante Okaka ha preferito inserire il centrocampista Valiani (andato sull’out destra con l’avanzamento del Fulmine). Mossa che se l’avesse fatta Colomba gli avrebbero dato del catenacciaro (ma siamo in Quaresima e come fioretto devo rispettare quello di non menzionarlo…). Io non sono parimenti entusiasta sull’attacco leggero italo-francese: per me Biabiany è una ira d’Iddio quando può cavalcare la sua bella prateria a destra, non lo vedo per una partita intera farsi il mazzo nel mezzo per creare opportunità a Giovinco come fa il povero Floccari. Per me i tre debbono giocare insieme. Esattamente come ieri: davanti il 10 e l’11, sull’out il 7. E pazienza se questi con il 3 5 2, quando si tramuta in 5 3 2, alle volte è costretto a fare il terzino… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO GENOA-PARMA 2-2: “ROMEO AIUTA IL PARMA A CONFERMARE LA PROPRIA VOCAZIONE CROCEROSSINA”

  • 26 Febbraio 2012 in 18:50
    Permalink

    Caro Gabriele, visti i precendenti, per mutuare un linguaggio tanto caro al fischietto veronese, possiamo tranquillamente dire che Romeo è proprio un arbitro di merda… Non trovi?! Scusa il francesismo ma mi sono adeguato alla pochezza di quell'individuo… Davide.

  • 26 Febbraio 2012 in 19:35
    Permalink

    Debbo prendere le distanze, quale tenutario del blog, che è anche una testata giornalistica, dalla tua affermazione, o Davide, perché dare dell'arbitro di merda – francesismo a parte – è una offesa a mezzo stampa anche se rivolta al Sig. Romeo il quale, almeno stando a quanto aveva dichiarato Morrone, poi costretto a rimangiarsi la delazione, ma io continuo a credergli, avrebbe utilizzato la stessa espressione proprio per rivolgersi al capitano… Magari si potrebbe dire che il suo è stato un arbitraggio di merda, ma detto francesismo su queste colonne stona un po', per lo stile che ci siamo dati.
    Nel mio pezzo ho ricordato ancora una volta con sdegno il caso Romeo-Morrone perché al di là del patteggiamento, utile per la ragion di stato trovo la condanna al capitano offeso un assurdo giuridico, anche se le sentenze non andrebbero mai commentate, specie se passate in giudicato. Io, però, credo di avere la spina dorsale dritta, per cui tutta quella vicenda continuo a vederla col fumo negli occhi. Per me Morrone aveva detto il vero (considerato il contesto in cui aveva riferito la frase, in modo spontaneo e genuino a freddo e non a caldo o con premeditazione) e non aveva detto il falso. E poi fargli ammettere di aver detto il falso per ottenere uno sconto di pena è stata una strategia che poco ha reso onore al capitano, alla giustizia sportiva e all'intero movimento. Ribadisco che in quella occasione il calcio italiano ha perso per l'ennesima volta la propria credibilità: se c'era da punire qualcuno questi era l'arbitro autore dell'offesa (e non a caso rimasto lontano da casa Parma per oltre una stagione) e non certo chi l'offesa l'aveva subita. Io cercai a suo tempo di attirare sul tema l'attenzione anche del CT Prandelli, il quale però, glissò come si può leggere a questo link
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/prandelli-la-questione-arbitrale-e-il.html

    E, a proposito di link (poi magari li aggiungo anche nel pezzo) quelli sotto riportati riconducono ad alcuni miei interventi su stadiotardini.com dedicati alla questione.

    http://www.stadiotardini.com/2011/01/morrone-deferito-perche-offeso-da-romeo.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/02/camporese-e-morrone-il-calcio-rifletta.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/02/morrone-15000-euro-di-multa-per-il.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/monica-bertini-e-il-deferimento-di.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/01/prandelli-la-questione-arbitrale-e-il.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/11/un-anno-fa-parma-udinese-era.html
    http://www.stadiotardini.com/2011/11/caso-morroneromeo-sulla-gazza-duro.html

    Cordialmente
    Gmajo

  • 26 Febbraio 2012 in 19:36
    Permalink

    Ieri il PARMA, meritava di stravincere, ora spiego.
    fino al rigore regalato da romeo al genoa , noi siamo stati superiori in tutto, poi l' arbitro ha riaperto la partita, i nostri si sono impauriti , minacciati anche dall' arbitro ( perchè è stato ammunito Mirante ?, perchè Lucarelli era così nervoso ? ) e nel finale ben 7 minuti di recupero per cosa??
    gia romeo è un arbitro che viene da una città nostra concorrente per la salvezza, gia in passato ha combinato tanti guai, ma questo come fa ad arbitrare il Parma ?????
    spero vivamente che la società faccia presente alla lega della sua incompetenza e che non ci arbitri più, o al massimo lo faccia presente lei Sig. Majo alla società da parte mia.
    Stefano

  • 26 Febbraio 2012 in 20:02
    Permalink

    Caro Stefano, che il Parma stra-meritasse di vincere non sono così convinto, perché Marino non ha tutti i torti nel dire che i suoi hanno creato un buon numero di occasioni, neutralizzate da Mirante, cui Paolo Grossi in pagella ha attribuito un significativo 8. E se il tuo portiere è il migliore vuol dire che gli avversari qualcosa hanno fatto. Poi che il Genoa, come il Parma di un anno fa, non abbia una precisa fisionomia in campo è tutto un altro discorso. Così come è vero che il Parma ha dominato, dopo aver avuto la ventura di passare per primo in vantaggio ed incanalando la gara sui binari più congeniali al cospetto di una squadra in crisi di risultati e per forza di cose frenetica ed irrazionale. Che poi l'arbitraggio di Romeo sia stato nettamente insufficiente è un altro discorso: ma ha penalizzato, comunque, anche gli avversari. Insomma, pur standomi sulle scatole per la questione Morrone, non attribuirei al solo Romeo le colpe della sconfitta di ieri. Una squadra forte e tosta se anche subisce uno o più torti arbitrali deve essere più forte di questi eventi. Al contrario una squadra che si fa sopraffare da questi eventi è mediocre. E mediocre rimane pure all'indomani della sua prova più bella agli ordini del nuovo allenatore.
    Mirante è stato ammonito perché ha perso tempo, Lucarelli quando protesta eccede sempre un po': pensiamo ai nostri limiti e non facciamo i piagnoni alla Conte sugli arbitraggi…
    Poi non credo che ricusando un arbitro, come lei chiede, il Parma possa avere chissà quali vantaggi. Speriamo solo che non ce lo mandino più e amen, ma star lì a far pressioni in questo senso non credo sia funzionale.
    Ovviamente la mia analisi tende ad essere il più asettico possibile, come è giusto che sia per chi esercita il mio mestiere: capisco che il tifoso possa essere incavolato.
    Cordialmente Gmajo

  • 27 Febbraio 2012 in 12:03
    Permalink

    Caro Gabriele,
    diciamo che adesso il fuoco comincia a farsi sentire. Perche' il Lecce fa paura davvero, non come dice il Sig. GALLERANI a tv parma che le ultime tre sono già retrocesse perchè tanto non vincono mai………………….
    Secondo la tua opinioni se malauguratamente dovremo lottare (visto il nostro calendario molto brutto) con lecce, siena e bologna avremo la forza di salvarci???
    Floccari credo che sia out per diverso tempo, biabiany non segna quasi mai, giovinco ormai pensa più a se stesso che alla squadra……

  • 27 Febbraio 2012 in 18:53
    Permalink

    Caro Gabriele,
    perchè i media ignorano completamente la prestazione fornita dall'arbitro di genova, mentre sono attenti anche a come muove il braccio l'arbitro della partita d milano ("cosa indica tagliavento: il centrocampo?")?
    dato che dopo 2 giorni non ho sentito nessuno che spiegasse il perchè dei 7 minuti di recupero (3 ne erano anche troppi!!!), volevo conoscere come la pensa lei

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI