L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-NAPOLI 1-2 – I TRE TENORI NON MI HANNO INCANTATO. E GIORDANO VA FERMATO COME ROMAGNOLI

Non condivido il titolo della redazione on line del Corriere della Sera di ieri sulla partita del Tardini. E neanche il sottotitolo in cui il fuorigioco di Lavezzi è soltanto “sospetto” e non acclarato…

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – I titolisti dei quotidiani sovente amano fare i fenomeni. Specie in prima pagina. Ma anche i loro colleghi delle redazioni on line non vogliono essere da meno. E parto da questa considerazione per spiegare il mio di titoli, dove mi trovo ad affermare che i tre tenori (del Napoli) non mi hanno incantato. In realtà non solo non mi hanno incantato solo loro, ma direi l’intera squadra partenopea a lungo soggiogata dai Donadoniani, alla prima partita interna veramente ad alto livello, con una certa continuità e non solo a sprazzi come in precedenti prove. Ma se me la sono presa soprattutto con i tre tenori è in risposta al titolo del corriere.it sulla gara di ieri, secondo cui: “Il Napoli dei tre tenori incanta il Parma”. Comprendo che quando c’è di mezzo Parma, causa il Regio, la musica lirica possa ispirare chi ci guarda da lontano (magari con stereotipi e luoghi comuni pure quando fanno gli inviati qui, come Aldo Cazzullo), ma quel titolo non lo condivido affatto perché se ieri c’era una squadra che non si era fatta incantare (piacevole novità) questa era il Parma. E almeno un terzo (Hamsik) dei tenori giallo-azzurri (ohibò quella casacca: tinta tenue per tinta tenue tanto valeva il classico azzurro) ha steccato: leggermente meglio gli altri due (Cavani e Lavezzi), anche se un po’ appannati come il resto della squadra di Mazzarri. E lo stesso tecnico lo ha onestamente rimarcato che i suoi ieri non erano i soliti, o erano i soliti post-Coppa. Così come con altrettante franchezza ha ammesso i vantaggi arbitrali ricevuti (pur ricordando i torti di una settimana prima). Il più evidente di questi piacerini è stato senza dubbio il nulla osta dell’assistente dell’infelice Valeri (in nomen non omen, stavolta) Giordano che si è “Romagnolizzato” (nella accezione del famosissimo collega maceratese, protagonista di Milan-Juve) nel non vedere l’evidente fuorigioco, solo “sospetto” però il medesimo titolista della versione on line del Corriere della Sera.

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corriere della sera tre tenori incantano ma in dovaSe quello era solo “sospetto” e non “acclarato” potrei suggerire al collega milanese una carriera da guardalinee, con i tempi che corrono potrebbe anche avere successo… Certo se ci fosse giustizia a questo mondo (inteso nel mondo alla rovescia del calcio italiano) se a Romagnoli è stata stroncata la carriera lo stesso dovrebbe avvenire per Giordano, il quale, però, non avendo commesso la corbelleria in Milan-Juve probabilmente riuscirà a sfangarla con una punizione più leggera rispetto all’altro “occhio di lince”. Ci vorrebbe, invece, una sorta di par condicio, ma ha voglia Ghirardi a pretender “rispetto per tutte e 20 le iscritte della serie A”, così come ieri ha reclamato da Varriale (sui Rai Due) dopo aver imposto il silenzio a tutti i suoi sottoposti, incluso Donadoni, uno al quale si potrebbe evitare di mettere la museruola, dal momento che – dinnanzi al microfono – è sempre moderato e ponderato e sa quel che dice. Direi che della pattuglia di oratori del Parma mi pare il più dotato come mezzi, forma, lessico, contenuti e signorilità. Altri sono magari più veementi o genuini, ma, complice anche la piazza che li ospita, difficilmente, con le loro parole o i loro atteggiamenti, possono razionalmente ottenere quei vantaggi che vorrebbero. Lo stesso Ghirardi ieri, a Stadio Sprint, ha detto che si sarebbe aspettato una telefonata da Nicchi o Braschi che gli dicessero bravo per la linea di fair play, sportività e di non attacco alla classe arbitrale nonostante i torti subiti. E invece, ha fatto capire senza troppi giri di parole il Ghiro, siamo stati ripagati con un arbitraggio che ci ha penalizzato. Allora: che i vertici dell’AIA prendessero pubblica parola per elogiare il Parma e il suo presidente mi sembrava abbastanza improbabile, ma come lo stesso Tommaso ha rimarcato quella stessa sera dei soprusi perpetrati al Parma a Genova c’era stato il velenosissimo Milan-Juve dei veleni. Va da sé che l’attenzione mediatica venisse catalizzata dal gol non-gol di Muntari, al cospetto del quale le cavolare di Romeo e della sua ghenga era evidente passassero inosservate. Del resto se al Tardini viene il Napoli il Parma apre la Curva Sud per ospitare 5.000 napoletani (con relativo incasso annesso), se viene il Chievo va ancora bene che, per risparmiare, non si chiuda l’intero settore ospiti… Il 17 marzo il Parma ospiterà il Milan: fin da ieri sono fioccate email a stadiotardini.com con la richiesta di info per poter acquistare il relativo biglietto per poter assistere allo spettacolo: ebbene, la stessa cosa era avvenuta pochi giorni prima per il Napoli o per la Juve, ma quando ospitiamo le Cenerentole piuttosto che le Genoveffe non c’è tutta questa attesa o frenesia. E’ dunque fisiologico che finiscano sotto silenzio o che abbiano meno cassa di risonanza le castronerie ai danni del Parma (e di una qualsiasi delle formazioni di pari valore) piuttosto che a qualche big. A questo punto mettersi a starnazzare o a stracciarsi le vesti – come vorrebbero tanti nostri tifosi, alcuni dei quali hanno vomitato anche nel nostro lavandino dei commenti la propria legittima rabbia e frustrazione per quanto accaduto ieri – non serve assolutamente a nulla, perché se Conte piange dal pulpito juventino fa sensazione e lo ascoltano (e magari indirettamente poi lo aiutano, per via della sudditanza psicologica, che in modo più moderno potremmo definire “condizionamento”), se altrettanto avesse fatto da quello barese probabilmente sarebbe stato compatito come i più. Un anno fa, dopo che il Napoli in circostanze analoghe, ci soffiò la partita (allora, però, con molte più colpe nostre rispetto a ieri), ebbi modo di scrivere su stadiotardini.com che le rumorose uscite a reti unificate di Ghirardi e Leonardi non solo erano superflue ma perfino controproducenti. Del resto la settimana dopo a Marassi con la Sampdoria, non ci toccò certo un arbitraggio favorevole e piovvero deferimenti. Ebbene, a un anno di distanza, rimango della stessa identica idea. Da giornalista non apprezzo mai il silenzio stampa: ma quello deciso ieri dalla Società aveva una sua plausibile logica e coerenza, vista la linea sposata di non belligeranza, se non proprio collaborazionismo, con il sistema arbitrale. E mi duole che colui che si è assunto pubblicamente la decisione di averlo ordinato (alias il Presidente, che ha parlato di “sua imposizione”) sia stato poi il primo ad infrangere, appena qualche ora dopo, il muro del silenzio con la sua esternazione telefonica nel programma televisivo di stato. Tra l’altro riferendo concetti in palese contraddizione con quello spirito di fair play e sportività da lui stesso promulgati fino a poco prima (e dunque con quale credibilità?). La settimana scorsa scrissi che ero piacevolmente stupito dalla inaspettata maturità dei nostri vertici, capaci di far buon viso a cattivo gioco nonostante l’atroce beffa di Genova: essendoci la luna di miele in atto con Donadoni pensavo che proprio la signorilità di quest’ultimo fosse riuscito a seppellire i retaggi da serie C per cui per ottenere qualcosa bisogna fare la voce grossa con l’arbitro. Una settimana dopo, invece, non mi trovo parimenti entusiasta, perché l’esternazione di Ghirardi che tanto piacere ha fatto anche ad alcuni dei nostri più fedeli lettori (tipo Parmigiano, che si era dichiarato già contro lo “stile buonista del Parma” in tema di arbitraggi), io me la sarei risparmiata, perché oltre alla scarsa coerenza ha mostrato il “re nudo”, cioè il fatto che dalla linea soft intrapresa si aspettava dei vantaggi. E invece, puntuale, è arrivata la beffa (perché non solo non ci hanno detto grazie, ma anche siamo stati danneggiati gravemente per la seconda volta in una settimana). E allora io dico, soprattutto allo stratega “Parmigiano”, che lo stile deve essere una cosa in cui credi, non che l’applichi a tuo piacimento sperando di trarre giovamento. Alla faccia della sportività e del fair play… Perché se io arbitro capisco che tu società predichi che mi sei vicino solo per ruffianarmi te la faccio pagare alla prima occasione utile. Nella mia utopia calcoli di questo tipo non dovrebbero aver ragione di esistere e penso che sia “vetero-calcio” quello per cui si crede di ottenere qualcosa alzando la voce. Lo dice anche Donadoni: chi la pensa così non ha capito nulla di questo mondo. E se nel caso di una “big” qualche, forse, qualche vantaggio lo puoi anche ottenere, se sei una piccola te lo puoi sognare… Indipendentemente che il quotidiano locale ti faccia il piacere di titolare “Furto con destrezza” o cose di questo tipo. Sono convinto che un silenzio vero – non fasullo come quello di ieri, in cui alla fine si è parlato, ufficialmente (Ghirardi), ufficiosamente (Leonardi) e fuori onda (Donadoni) – avrebbe fatto molto più rumore delle solite sceneggiate al quale il calcio ci ha abituato. Quoto, in proposito, quanto argomentato stamani da Paolo Grossi sulla GdP, parole che faccio totalmente mie, avendo saputo esprimere così bene il mio stesso pensiero: “Bene ha fatto il Parma a scegliere la strada del silenzio. Per una volta siamo d’accordo sulla trita strategia del silenzio stampa. E non avremmo infranto il muro neppure ai microfoni della Rai, come pure ha fatto Ghirardi ieri sera. A volte i silenzi fanno più rumore delle parole. Primo perché nel calcio c’è tanto parlare e poco tacere, secondo perché la voce del Parma, e i dirigenti sono i primi a saperlo, pur dolendosene, è flebile flebile”. La scelta, poi, di parlare dai microfoni della Rai, via telefono, evidenzia anche una assoluta mancanza di riguardo nei confronti di chi ieri era al Tardini a lavorare: prima di tutto nei confronti di Sky – che paga anche salatamente il prodotto calcio, che è fatto di azioni in campo e chiacchiere fuori – e via via tutti gli altri (soprattutto i mezzi di comunicazione locale che poi si vorrebbero vicini nel sostegno) costretti poi a riciucciare le frasi telefonate. La migliore strategia – e sono sicuro che la capo ufficio stampa Maria Luisa Rancati ci ha pensato, ma di solito queste decisioni se le arrogano i vertici, anziché avvalersi del buon senso dei professionisti della materia – sarebbe stata quella di tacere fino a stasera per poi magari sfogarsi nei due salotti televisivi. Ma è evidente che l’appeal di un canale nazionale, per chi è così sensibile ai riflettori, sia maggiore rispetto alle antenne locali. Il lettore Roger ha cercato di stimolarmi in tutti i modi per farmi perdere il mio tradizionale aplomb e farmi dire chiaramente che la partita di ieri è stata rubata, perché lui, che di giornalismo se ne intende, argomenta che “un buon giornalista dovrebbe SCRIVERLO, e non limitarsi a mezze parole. Di questo passo ci spediscono in B, e questo non va bene”. A Roger ho già risposto oggi, nella sezione commenti, ma qui sintetizzo: “Di furto hanno parlato giornali che vantano un numero di lettori ben superiore a quello di stadiotardini.com : si accontenti di quello. Fare del gratuito populismo non mi va proprio. Ciò non toglie che ieri il Parma sia stato penalizzato da evidenti errori arbitrali che gli hanno impedito di raccogliere un risultato positivo… Lei pensa davvero che se io da questo blog, che unisce una nicchia di circa 2.000 lettori quotidiani, mi metto a strapparmi le vesti e a strillare, facendomi lavandino di tutto il vomito rigettato in queste ore verso la classe arbitrale (giustamente) dai tifosi possa davvero cambiare qualcosa e, perché io mi indigno non ci spediscono in B ?”. Prendo spunto, invece, da un altro lettore, Filippo 1968, e cambiare argomento: “Qualcuno ci ha fatto caso che il parma da due giornate sta giocando bene???” In effetti sono due giornate che il Parma propone prove all’altezza: a Genova aveva ancora accusato una certa carenza di personalità finendo per essere condizionato (negativamente) dai torti arbitrali, anziché reagire, come si conviene a chi è forte e crede nei propri mezzi. Nella mia precedente omelia laica, non a caso, avevo cercato di dare più importanza, nell’analisi, ai problemi palesati dal Parma che non ai torti subiti, proprio al fine di non concedere alibi ai giocatori e alla società; dopo la gara con il Napoli, invece, diviene difficile fare i puristi con i calciatori (stendiamo un velo pietoso su Okaka…) dal momento che le pecche delle giacchette nere sono state “imparabili”. La classifica langue, ma gettare la croce addosso a Colomba come hanno fatto alcuni nostri frequentatori, secondo cui i punti andavano fatti prima, è ingiusto ed irrispettoso nei confronti di chi il Parma lo aveva salvato davvero meno di un anno fa ed è stato (a mio avviso) ingiustamente cacciato. La buona sorte, che aveva sorriso al nuovo arrivato quando la squadra continuava a palesare a random i vari limiti che avevano contraddistinto anche la gestione tecnica precedente, sembra avergli voltato le spalle proprio in occasione dei due match più convincenti del nuovo corso. Credo che sia un inutile esercizio quello di star qui a mettere i due allenatori uno contro l’altro, né mi entusiasmano i muro contro muro. Piuttosto stiamo ben concentrati e attenti perché, a dispetto delle previsioni precipitose di colleghi che amano sentenziare e pontificare, non è affatto vero che il Lecce sia già morto e sepolto. E i recenti exploit del Siena ci hanno pericolosamente fatti avvicinare alla zona rossa. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-NAPOLI 1-2 – I TRE TENORI NON MI HANNO INCANTATO. E GIORDANO VA FERMATO COME ROMAGNOLI

  • 5 Marzo 2012 in 17:09
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    Majo ha letto le VERGOGNOSE parole di nicchi? Perchè non comincia lei a fare un bell'articolo su questo, che se aspettiamo che si svegliano alla gazzetta di Parma facciamo in tempo a tornare tra i diletanti?

    Incazzato nero

  • 5 Marzo 2012 in 17:21
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    Si, ho letto, grazie della segnalazione…

  • 5 Marzo 2012 in 18:36
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    Egr. Majo, effettivamente l'intervista telefonica di Ghirardi nel contesto del silenzio stampa da lui stesso appena dichiarato è stato un autogol, un ulteriore passo falso nell'ambito della comunicazione del Parma. Sono d'accordo con lei anche quando sostiene che lo stile dev'essere il risultato di profonde convinzioni, pena diventare una messinscena stucchevole oltre che controproducente. Se vogliamo potremmo dire che un coerente silenzio stampa sarebbe stato ben più tosto delle mezze dichiarazioni, delle flebili allusioni e delle parole laconiche che Leonardi, Donadoni e Ghirardi ieri hanno rispettivamente rilasciato. Credo tuttavia che questi impacciati tentativi di reazione da parte della dirigenza del Parma esprimano la volontà di non subire passivamente a lungo i torti arbitrali e questo è sicuramente un bene. Come dice il mio amico Filippo1968 ci vorrebbe un dirigente ad hoc che nel Parma curasse l'aspetto comunicazionale: lui suggerisce Montali, io Gavazzoli ma al di là dei nomi credo che la carenza nell'aspetto mediatico del Parma sia sempre più grave. Evidentemente il buon Tommaso da quando lei ha lasciato l'ufficio stampa del Parma non è più riuscito a trovare un sostituto alla sua altezza… Cordialmente, Parmigiano.

  • 5 Marzo 2012 in 19:38
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    In queste ore, sarebbe meglio difendere società e squadra che hanno subiro torti enormi cpiuttosto he andare a cercare il pelo nell'uovo sulle capacità comunicative di Ghirardi, il quale comunque è stato correttissimo. Un pezzo così, caro Majo, e te lo dico da giornalista professionista con 20 anni di mestiere, secondo me avrebbe senso solo su Tuttosport o sul Mattino di Napoli. Che senso ha mettersi a disquisire sulle scelte di Ghirardi quando ti hanno fregato 5 o 6 punti puliti puliti con totale mancanza di rispetto? I parmigiani sono ipercritici soprattutto con se stessi e le loro cose, ma il Parma calcio almeno in questo caso va difeso come un patrimonio di tutta la città. Anche se la società e la dirigenza attuale possono non essere simpatici a qualcuno

  • 6 Marzo 2012 in 10:17
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    Ma come??…Il vate del giornalismo locale che mi attacca a mezzo "editoriale"???…Che caduta di stile……..Mi aspettavo anche l'intervista agli impeccabili suoi amici tifosi del circolo "made in vesuvio", sono stato deluso……
    Continui così sig.Majo.
    Con stima.

  • 6 Marzo 2012 in 10:42
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    Proprio al mondo non esiste gratitudine: anziché sentirsi onorato per essere stato citato (non attaccato, please) persino in un "editoriale" di quello che definisce vate (ma forse si è dimenticato la R finale…) del giornalismo locale, Roger parla di caduta di stile… Mah !
    Non ho intervistato i miei amici del circolo "made in Vesuvio" per il semplice fatto che domenica non ho avuto il tempo di presentarmi presso la loro sede (sempre ammesso fosse aperta) per sottopormi al rito degli sfottò, che avrei sportivamente accettato con lo stesso spirito di fair play con il quale gli stessi mi avevano accolto tra loro dopo la nostra vittoria al San Paolo. Perché loro ed io abbiamo un modo di intendere l'antagonismo sportivo un po' più sano di Lei e di altri che lo esasperano (anticamera di situazioni che possono degenerare). Già qualche giorno fa preferii glissare sulle sue provocazioni a proposito di "Parma Partenopea": stavolta, invece, Le rispondo anche perché nel mio modo di vivere il calcio c'è spazio anche per l'avversario con il quale mi piace condividere la comune passione – sia pure da sponde opposte – per il calcio. L'altra sera quando mi sono presentato a fare foto e filmati della serata sono stato accolto come un amico e riverito, sebbene tutti sapessero che non sono certo un tifoso del Napoli o un napoletano. Saluti Gmajo

  • 6 Marzo 2012 in 10:51
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    Ma Majo, essendo Lei il vate del giornalismo locale, lo sa che gli eleganti tifosi del napoli si sono letteralmente calati le braghe al gol dei loro beniamini??
    Lo sa che lavezzi e compagnia bella all'uscita degli spogliatoi hanno fatto il cosidetto dito medio ai tifosi del Parma. O di queste cose non VUOLE parlare??…..
    Alla faccia della sportività.
    Ma sono sicuro che, per un giornalista impeccabile come Lei, si sia trattato solo di una spiacevole dimenticanza…..

  • 6 Marzo 2012 in 11:49
    Permalink

    Egregio Roger, il "generalizzare" è un modo di fare e di esprimersi che lascio volentieri a Lei. Che gli "eleganti tifosi del Napoli" si siano "letteralmente calati le braghe ai gol dei loro beniamini" me lo dice lei: io, sebbene Lei continui a definirmi vate del giornalismo locale, non me ne sono accorto. Non li ho visti dal vivo, poiché in altre faccende affaccendato (ero nella cabina di Radio Rai ad ascoltare e a filmare Giuseppe Bisantis, che, quale cronista del servizio pubblico era decisamente più compassato, professionale ed elegante rispetto allo sbraitante telecronista-tifoso partenopeo della cabina attigua) né ovviamente nei riflessi filmati, né, prima di Lei, qualcuno me lo aveva riferito.
    Ciò non toglie che se i tifosi napoletani erano 5.000 e a mostrare il deretano siano stati anche 100 lei faccia una spiacevole generalizzazione. Che poi tra quei 100 ce ne fosse qualcuno di quelli di "Parma Partenopea!" di cui ribadisco sono onorato di aver documentato l'inaugurazione della propria sede, è tutto da vedersi.
    Del supposto dito medio di Lavezzi dal pullman ho appreso ieri sera negli studi di Bar Sport: una collega mi ha spiegato di aver sentito (quindi testimonianza indiretta e non diretta) un gruppo di nostri tifosi esclamare "ma cosa fa con quel dito" o magari, questo lo penso io, "quel dito mettitelo in quel posto". In trasmissione era arrivato un SMS o una email con quella denunzia. Io, sarò garantista, ma qualche dubbio, da cronista più anziano, me lo pongo: come si fa, ad esempio, ad avere l'occhio di lince (indubbiamente superiore a quello del segnalinee Giordano…) per scorgere l'eventuale gestaccio dai vetri offuscati del torpedone campano? Detto questo se Lavezzi si fosse macchiato di questo oltre ad essere un cafone maleducato non si sarebbe comportato da professionista. Ma il semplice fatto che dieci persone in gruppo abbiano detto "ma cosa fa con quel dito" non ho la prova provata che il dito l'abbia mostrato. Lei Roger, è sempre molto impaziente, ma nella vita (e nel giornalismo) ci vuole calma e gesso. La recensione di Bar Sport devo ancora farla, del resto ho preferito, stamani, dedicarmi al dialogo coi lettori, in quella sede avevo in programma di tirar fuori, con tutti i condizionali del caso, "la mano di Lavezzi", di cui, ripeto, avevo appreso in quella sede.
    Comunque si fa presto a "sbattere il mostro in prima pagina: ieri, su Tuttosport, ad esempio, era stato scritto che Ghirardi aveva dato del ladro a De Laurentiis, circostanza che chi era lì nei pressi mi ha assolutamente negato essere avvenuta, anzi tra i due ci sarebbero stati baci e abbracci. Eppure sul web si sono moltiplicate le news "Ghirardi dà del ladro a De Laurentiis": si fa presto da un venticello ad alzare un polverone.
    Cordialmente Gmajo

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