PERRONE: “LA TESSERA DEL TIFOSO VA RIPENSATA ESCLUSIVAMENTE COME STRUMENTO PRIVATISTICO DI MARKETING DEI CLUB, SVINCOLATO DA OBBLIGHI DI LEGGE”

Intervista esclusiva di stadiotardini.com al Delegato alla Sicurezza del Parma FC che spiega: “Il fallimento non deriva da un problema di comunicazione, ma di genesi: la mancata adesione al programma viene recepito dalla Prefettura come la mancanza di un criterio infrastrutturale dell’impianto: è come dire a un famoso supermercato se non fai la Tessera Fidelity ti chiudo i parcheggi…” – Il caso dei tifosi napoletani che per poter assistere alla gara di domenica hanno sottoscritto la Tessera del Bologna. Ma la Club Azzurro Card si può sottoscrivere anche negli sportelli parmigiani di Poste Italiane

(gmajo) – La fortissima richiesta della indispensabile Tessera del Tifoso da parte dei tifosi partenopei, desiderosi di assistere, nel settore ospiti del Tardini che per l’occasione sarà allargato all’intera Curva Sud – al mezzogiorno di fuoco di domenica (Parma-Napoli, kick off ore 12,30) probabilmente è il classico canto del cigno del progetto del fu ministro Maroni, che con ogni probabilità verrà totalmente ripensato. La società Parma FC, come propria abitudine prima di ogni match di cartello, questa settimana ha sospeso l’emissione della propria Y-Blu, al fine di evitare il rischio di “regalare” la propria Tessera del Tifoso a chi non tifa crociato: e così i tanti supporter della squadra di Mazzarri si sono arrangiati sottoscrivendo quella del Bologna in un istituto bancario felsineo con sportelli in città. Ma la Club Azzurro Card si può sottoscrivere anche negli sportelli parmigiani di Poste Italiane, come ha spiegato il delegato alla sicurezza del Parma FC Stefano Perrone nell’ intervista esclusiva a stadiotardini.com, allargando poi il discorso sul futuro della “odiata” Tessera: “In una riunione federale mi sono permesso di far notare che noi eravamo in controtendenza rispetto ai macro-dati che stavano dando loro di incremento dell’afflusso agli stadi. Noi abbiamo avuto una diminuzione che raggiunge anche il 40-50% nel settore ospiti, ma che è generalizzata in tutto lo stadio. Sono stati messi troppi ostacoli e si è persa la fascia di pubblico delle famiglie, dei giovanissimi e degli anziani. Bisogna fare un passo indietro…”

All’interno la trascrizione integrale dell’intervista esclusiva di Gabriele Majo al Delegato alla Sicurezza del Parma FC Stefano Perrone

Stefano Perrone, in questi giorni che precedono la partita con il Napoli la Tessera del Tifoso ha avuto una impennata di richieste: sono perfino arrivate richieste di emissione a noi di stadiotardini.com, che ovviamente non c’entriamo nulla. Come mai tutto questo interesse per questo discusso strumento solitamente poco amato?

“Per le trasferte, ormai, quest’anno è prassi consolidata che per accedere ai settori ospiti è necessario possedere la Tessera del Tifoso per i residenti della regione della squadra ospitata, in questo caso la Campania: cioè un campano, residente in Campania, per venire domenica allo Stadio Tardini, ha bisogno della Tessera del Tifoso. Per cui abbiamo avuto grosse richieste anche noi come società, ma il Parma F.C. ha assunto la politica in occasione e in concomitanza di partite di cartello, di non far sottoscrivere tessere ai tifosi, onde evitare di fare Tessere del Tifoso del Parma a tifosi che non tifano Parma. Le Poste Italiane, che sono l’emettitore della Tessera del Tifoso del Napoli mi risulta che abbiano emesso delle Tessere del Tifoso (del Napoli) anche a Parma, perché il circuito postale copre tutta l’Italia, e molti tifosi del Napoli, pur di poter essere presenti, hanno fatto perfino la Tessera del Bologna, perché la Cassa di Risparmio di Bologna ha emesso delle Tessere del Tifoso…”

I tifosi del Napoli interessati ad essere presenti domenica al Tardini ancora questa possibilità, quindi…

“Sì: possono fino a ridosso dell’evento…”

Immaginiamo, dunque, che domenica ci sarà una folta affluenza: il Settore Ospiti sarà allargato?

“Il Settore Ospiti è ormai praticamente esaurito nei suoi 2.500 ospiti; abbiamo ancora il “polmone” della capienza della Curva Sud, che quest’anno non è mai stata aperta, perché doveva essere il famoso settore per i non tesserati o fidelizzati della squadra ospite, ma anche questo è stato un progetto ministeriale che non è andato a buon fine, perché poi quest’anno non è stata autorizzata una sola trasferta per i non fidelizzati – e non parlo del Parma, ma dell’intera serie A – per cui è rimasta inutilizzata, ma in questa occasione potremmo utilizzarla però appannaggio dei possessori della Tessera del Tifoso come estensione del Settore Ospiti”.

E’ il canto del cigno per la Tessera del Tifoso? Si dice, infatti, che ormai il suo destino sia segnato… Che sentori ci sono?

“La Tessera del Tifoso, senz’altro, ha subito forti critiche da molte tifoserie organizzate, ma anche da parte delle Società. E queste critiche derivano dai risultati che sono stati una forte riduzione di pubblico, nelle partite casalinghe con una flessione di abbonati e soprattutto diminuzione di una fascia di pubblico che al contrario dovrebbe essere quella di supporto allo stadio, perché ha inciso di più verso le famiglie, i giovanissimi e gli anziani che non verso le tifoserie organizzate. Faccio un esempio molto semplice che porto anche nelle riunioni che facciamo regolarmente: a Parma abbiamo avuto una riduzione drastica e forte della fascia di età dei ragazzi che vanno dai 14 ai 17 anni, perché per sottoscrivere la Tessera del Tifoso c’è bisogno di un genitore: senza genitori non si può sottoscrivere la Tessera, perché l’avente potestà deve firmare per il minore. In questo caso è facile intuire che un genitore per mancanza di tempo o di voglia, o per non consentire al figlio di andare allo stadio, spesso non si è presentato a firmare e questi ragazzi pur desiderosi di farlo non hanno sottoscritto l’abbonamento. Lo stesso dicasi per i nonni che vogliono accompagnare i nipoti: il nonno non può sottoscrivere la Tessera del Tifoso per il nipote. Siamo arrivati ai paradossi…”.

Il nostro “controspionaggio” ci ha riferito di una recente riunione, piuttosto movimentata, tra i delegati alla sicurezza dei vari club, durante la quale pare che Stefano Perrone si sia fatto sentire, portando il dato, un po’ in controtendenza del Parma, rispetto a certi numeri che venivano illustrati in quella sede dagli organizzatori…

“I dati che vengono portati sono “macro” e si riferiscono a tutto il territorio nazionale, secondo cui ci sarebbe stato un aumento di tifosi negli stadi: probabilmente il sold out (cioè il tutto esaurito, nda) dello Juventus Stadium ha aumentato questi numeri. Io, in rappresentanza del Parma Calcio, mi sono permesso di far notare che probabilmente eravamo noi in controtendenza rispetto agli altri, perché noi abbiamo avuto una diminuzione importante delle presenze allo stadio, sia nel settore ospiti, che è una diminuzione, forse, che raggiunge anche il 40-50%, ma che è generalizzata in tutto lo stadio, dando come giustificazione quella che dicevo prima: abbiamo aumentato la difficoltà di accesso allo stadio, abbiamo aumentato il limite: se prima lo stadio era un bellissimo contenitore e la gente entrava velocemente ed entravano in tanti, adesso, invece, abbiamo messo delle barriere troppo alte per entrare allo stadio. Quindi dobbiamo fare un passo indietro. Abbiamo fatto notare che la Tessera del Tifoso ha dato queste problematiche e che probabilmente va rivista. Va ridisegnato quello che è lo scopo della Tessera del Tifoso. La Tessera del Tifoso deve tornare ad essere uno strumento privatistico in mano a una società. In queste riunioni, poi, asserivano che il fallimento o l’insuccesso della Tessera del Tifoso derivava da problemi di comunicazione: in realtà, per me, è un problema di genesi, perché nel momento in cui la non adesione al programma viene recepito dalla Prefettura come la mancanza di un criterio infrastrutturale dell’impianto, di fatto sto obbligando una società sportiva a creare uno strumento di marketing contro la sua volontà. O meglio: lo farà ai minimi termini, non ci investirà denaro, non ci investirà risorse. E’ come dire a un famoso supermercato se non fai la Tessera Fidelity ti chiudo i parcheggi. Questo è il colmo di questa tessera del tifoso. Per cui si tratta di riprendere il possesso di questo strumento, che deve tornare ad essere uno strumento marketing, commerciale, ma completamente svincolato e staccato da quelli che sono obblighi di legge o di controllo o quant’altro. Considerando anche che da un anno e mezzo è attivo ‘Questura on line’, che è un controllo diretto e veloce dei nominativi: a chi fa un biglietto viene controllato in tempo reale se ha o meno motivi ostativi alla emissione dello stesso. Per la Tessera del Tifoso non si una ‘Questura on line’: è un paradosso ! Gli elenchi vengono mandati dalla società emettitrice, in questo caso Lottomatica, alle Questure di competenza, le Questure di competenza le rimandano alla Centrale di elaborazione della Polizia di Stato, e vengono rimandate alle Questure e dalle Questure vengono rimandate alle Società. Per cui abbiamo creato anche due strumenti che fanno la stessa cosa ma in due modi diversi: uno lungo, e l’altro, invece, veloce. A questo punto, dunque, bisogna rivederla: non so se questi sia il Canto del cigno o la morte della Tessera del Tifoso, ma senz’altro si sono messe in evidenza, in questi due anni, le sue grosse criticità. In una riunione, sempre fatta con la Federazione, rappresentanti della Uefa hanno illustrato progetti analoghi fatti in altri stati, ad esempio in Olanda, durati un anno, poi li hanno tirati via, proprio perché non hanno portato nessun miglioramento dal lato sicurezza”.

E in Italia che aria tira?

“In Italia, adesso, sono uscite delle nuove determinazioni che stanno ponendo una nuova fase sperimentale della Tessera del Tifoso: stanno cercando di snellirla, stanno mettendo delle nuove agevolazioni per il tifoso per renderla più semplice, più accettabile. Ritengo che questa sia una cosa ancor più controproducente rispetto alla Tessera del Tifoso: creiamo confusione verso il pubblico, creiamo confusione verso le Società e verso gli operatori che devono gestire queste modifiche del tutto fantasiose e fatte senza un minimo di programma”.

(Stefano Perrone, Delegato alla Sicurezza del Parma FC. Video intervista esclusiva e trascrizione a cura di Gabriele Majo, direttore responsabile di www.stadiotardini.com)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “PERRONE: “LA TESSERA DEL TIFOSO VA RIPENSATA ESCLUSIVAMENTE COME STRUMENTO PRIVATISTICO DI MARKETING DEI CLUB, SVINCOLATO DA OBBLIGHI DI LEGGE”

  • 1 Marzo 2012 in 19:28
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    Un appunto in merito a questo passaggio dell'intervista

    "perché poi quest’anno non è stata autorizzata una sola trasferta per i non fidelizzati, e non parlo del Parma, ma dell’intera serie A"

    Io son stato a Novara pur nelle condizioni di non tesserato. E ho acquistato un tagliando per la curva ospiti che in quella occasione sulla carta si sarebbe dovuta dividere in due settori: uno da destinare ai tesserati, l'altro ai non fidelizzati. Nei fatti, invece, fummo mescolati gli uni agli altri…allo stesso tempo, però, ricordo delle difficoltà che impedirono (se la memoria non mi tradisce) ai Boys di poter assistere all'incontro.

    Per il resto mi allineo alle considerazioni di Perrone soprattutto quando dice che "sono stati introdotti due strumenti per fare la stessa cosa". Ed in effetti è questo uno dei punti che due anni fa mi spinse a non sottoscrivere alcuna tessera: se per acquistare un biglietto ho bisogno di comunicare i miei dati anagrafici alla società che li emette, in modo che la Questura mi conceda il "nulla osta" ad assistere alla manifestazione sportiva per la quale sto comprando il tagliando, perchè devo sottopormi ad un secondo controllo (in questo caso effettuato per il tramite della TdT) che ha lo stesso scopo del primo?

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