L’OPINIONE DI MAJO DOPO PALERMO-PARMA 1-2 : “COMPLIMENTI A DONADONI PER IL TRIS. MA COLOMBA – SARO’ DE COCCIO – PER ME NON ANDAVA CACCIATO”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Mi scuso con i lettori se sarò un po’ più breve del solito (per fortuna, staranno pensando…), del resto, però, si è fatto un po’ tardi e incombe già la partita di Lecce, ormai, per i Crociati, non più uno scontro salvezza. Dopo lo splendido tris, per i quali non ho certo remore a fare i complimenti a Mister Donadoni (il successo di Palermo segue quelli su Novara e Cagliari), il Parma è più che salvo ed inquadra, anzi, quell’ottavo posto, alias lo Scudettino del Gruppone, sinceramente impensabile prima di questo ravvicinato – ed inaspettato – filotto. Ieri sera Febbredacalcio, che non ha mai goduto molto Colomba, ha postato un commento con delle cifre che inequivocabilmente oggi, dopo l’ultimo exploit, sono penalizzanti nei confronti dell’allenatore cacciato, e assai lusinghiere per chi lo ha sostituito. A scanso di equivoci ribadisco ancora una volta – anche appannaggio di Angioldo, che fa un po’ le orecchie da mercante – che a me non interessa star qui a misurare se sia più bravo l’uno o l’altro dei nocchieri: io non mi sono trovato d’accordo sulla cacciata del Salvatore, a prescindere, indipendentemente da Donadoni. Anche se fosse arrivato Capello per me quell’esonero rimane di pancia o un capriccio presidenziale. Del resto come aveva confermato lo stesso Ghirardi con la scelta di toni, parole e spiegazioni durante una recente puntata di Bar Sport

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Poi il fatto che il Parma avesse mantenuto durante l’intera gestione Donadoni gran parte dei difetti del Parma di Colomba mi aveva offerto la possibilità di rimarcare più volte quanto si sarebbe potuto far a meno di mandarlo via, giacché i problemi risiedevano in altre componenti che non nella guida tecnica. Queste mie argomentazioni, tuttavia, non volevano certo svilire il lavoro di Donadoni (che ho sempre riconosciuto, peraltro), per il quale – caro Angioldo – nutro gli stessi medesimi sentimenti che avevo per Colomba, dal momento che sono entrambi due brave persone con le quali mi trovo bene. Anzi, in conferenza stampa mi trovo anche meglio con Donadoni, giacché insieme abbiamo dato vita ad imperdibili sketch in conferenza stampa e poi ha un timbro di voce più alto e favorisce l’ascolto ai fruitori delle video registrazioni amatoriali che proponiamo agli utenti di stadiotardini.com . Forse, Angioldo, di sentimentale c’è la valutazione che io mai e poi mai avrei cacciato un allenatore che mi ha salvato dalla retrocessione, che nel caso di Ghirardi sarebbe stata la seconda in pochi anni e poi hai voglia a saldare il debito… Comunque se il filotto di tre gare vinte è riuscito a Donadoni, non abbiamo la riprova che non avrebbe potuto fare lo stesso anche il suo predecessore, dal momento che gli ingredienti sono gli stessi (anche se un po’ cambia la ricetta): non solo, proprio Colomba la scorsa Primavera aveva fatto volare il Parma come sta volando ora in questo finale con Donadoni. Si vede che ai nostri eroi si addice la bella stagione. Del resto visto che il 43% delle segnature del Parma sono dipese direttamente o indirettamente da Giovinco è anche capibile. A scanso di equivoci, dunque, mi inchino ancora una volta dinnanzi al simulacro di Donadoni, riconoscendone la bravura, la sagacia, la fortuna e i risultati: ma sarò de coccio, Colomba non lo avrei cacciato.

Del resto anche a Palermo il Parma ha giocato solo un tempo: rispetto al solito, però, c’è stata una inversione. Se con Novara e Cagliari ha fatto bene la prima parte, stavolta memorabile è stata la seconda. Che però non deve cancellare i problemi emersi piuttosto evidenti prima. Nonostante la sbornia per la bevuta dei nove punti consecutivi. Perché se nella prima frazione il Palermo avesse chiuso 3-0 non ci sarebbe stato da boffare, viste le corbellerie difensive (in primis di Sicurezza Santacroce) e la cronica sterilità offensiva palesate. Poi la metamorfosi: con un Parma che avrebbe steso anche un avversario più tosto di quello andatosi via via ad afflosciare come un palloncino. Sissignori, lo Scudettino del Gruppone è alla portata del Parma, se i nostri sapranno mantenere questo invidiabile stato di forma il Catania è raggiungibile e doppiabile, mentre gli altri sono già alle spalle. Come è facile passare dalle stalle alle stelle: la delusione di ieri è la rivelazione di oggi. E viceversa. Normale in un campionato in cui i valori espressi (non nominali) da tre quarti delle contendenti sostanzialmente si equivale. Anche la Fiorentina, di recente, ha avuto delle affermazioni, peraltro anche di prestigio: ma basteranno per cambiare i connotati di una stagione che li ha visti esprimersi ben al di sotto delle legittime aspettative, del resto come lo stesso Palermo o peggio ancora il Genoa? Allora godiamoci pure questo arrivo in volata. Parma verso l’ottavo posto: chi l’avrebbe mai detto? Ah no, scusate, era tutto già scritto. Programmato. Direi anzi progettato…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

32 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PALERMO-PARMA 1-2 : “COMPLIMENTI A DONADONI PER IL TRIS. MA COLOMBA – SARO’ DE COCCIO – PER ME NON ANDAVA CACCIATO”

  • 26 Aprile 2012 in 20:50
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    Buonasera Majo, io vorrei spendere invece due parole sulla metamorfosi di Donadoni che, a differenza dei primi periodi, ultimamente sta tirando fuori quella sana aggressività che tanto desideravo. Chissà che ogni tanto non gli capiti di bazzicare anche sui forum… se così fosse colgo l'occasione per complimentarmi personalmente con lui, perché ha dimostrato di saper colmare quello che reputavo essere il suo più grande difetto, vale a dire l'eccessiva pacatezza. Le lascio immaginare quanto mi abbia fatto piacere sentire dalle sue parole che durante l'intervallo di ieri si sia arrabbiato di brutto coi suoi, i quali poi hanno saputo addirittura vincere nel secondo tempo grazie alla sua sfuriata. Per questo da oggi sono diventato a tutti gli effetti un "Donadoniano" e ho messo in soffitta il nomignolo "Dondonadoni" che avevo coniato per punzecchiarlo un po': egli ha infatti dimostrato di saper essere cattivo al punto giusto quando serve e questo è esattamente quello che mi aspetto da un allenatore del Parma. Per questo non finirò mai di ringraziare Ghirardi per il suo "capriccio presidenziale". Cordialmente, Parmigiano.

  • 27 Aprile 2012 in 06:09
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    Buondì Majo, con la sua metamorfosi Donadoni é diventato a pieno titolo l'allenatore del futuro del Parma, con cui sarà progettata ogni operazione dell'imminente mercato estivo. D'ora in poi quindi non dovremo più parlare solo di "Ghileo", bensì di "GHILEDO". Cordialmente, Parmigiano.

  • 27 Aprile 2012 in 07:45
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    Buongiorno Gabriele, non sono d'accordo sul fatto che Donadoni e Colomba si equivalgono in quanto il Sig. COLOMBA nelle stesse giornate (17) ha portato a casa 19 punti, con diverse figuracce vedi TORINO, MILANO, FORENZE e NOVARA. Il mister DONADONI invece di punti ne ha portati a casa 25, senza fare nessuna figuraccia e anzi avendo anche un calendario sulla carta ben più tosto di quello del Sig. COLOMBA. Comunque che sia stato mal di pancia o meno del Presidente, credo che grazie a questo avvicendamento il Parma abbia un gran bell'allenatore per la prossima stagione. In primis giocave, che ha vinto e che sa ammettere gli errori fatti nell'interpretazione della gara. Il sig. COLOMBA credo che avesse ben poche di queste caratteristiche……

    UN SALUTO MARCO

  • 27 Aprile 2012 in 08:29
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    Si Gabriele, hai ragione… sei di coccio… Davide…

  • 27 Aprile 2012 in 08:40
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    Vorrei rimarcare un fatto su cui nessuno ha posto un accento. L'esultanza di Okaka. In un tempo in cui i calciatori pensano a produrre esultanze più televisive che spontanee, il nostro numero Ventuno segna e, come ai vecchi tempi (o, per esempio, come faceva l'immenso Barbuti, con cui ho avuto l'onore di poter fare una foto nel prepartita di Parma-Pisa (2-0) del Maggio del 2009, foto che peraltro ci fu scattata da uno storico e simpaticissimo (a pelle, visto che non ci ho mai parlato) esponente della Curva Nord), corre sotto lo spicchio (spicchietto in quel caso) di stadio riservato ai Parmigiani (i Boys che anche a Palermo c'erano!), si attacca alla transenna e gioisce insieme ai suoi tifosi…in quella che secondo me è l'esultanza più bella e significativa cui un calciatore possa abbandonarsi! Bravo Okaka…nota di estremo merito per il tuo gesto!

    Cercavo di capire quale fosse il momento in cui il Parma ha dato una svolta al suo campionato. So di poter andare controcorrente, ma se il Parma non è mai stato effettivamente risucchiato al di sotto della linea di galleggiamento (leggi dalla terz'ultima piazza in giù) è perché Colomba, prima di essere cacciato, ha messo da parte un bel po' di punticini. Come? Col filotto di vittorie ad inizio campionato: Chievo (nei minuti finali), la passeggiata sul Genoa, il colpo grosso al San Paolo ed infine la battuta d'arresto rifilata all'Udinese. Sono state queste le vittorie che ci hanno riempito la pancia, garantendoci adeguati livelli di sopravvivenza, prima di cadere in letargo. E quando Donadoni è arrivato al nostro capezzale è successo che pur arrivando in una casa nuova ha trovato il frigo pieno…o comunque con una quantità di viveri tale da permettergli di dedicarsi innanzitutto alla casa, in cui dei lavori comunque andavano fatti, e solo successivamente alla spesa, grazie alla quale procurarsi qualcosa da mettere sotto i denti.

    Non nego e non mi dispiace (anzi!) che Donadoni abbia portato novità interessanti sul piano della mentalità: il Parma ora se vuole la partita la fa e non la subisce. E se gare come quella di Palermo qualche tempo fa le perdevamo (senza mai destare l'impressione di poter rientrare in partita), ora invece sappiamo di poterle anche vincere a patto che ci si metta d'impegno e si presti una maggiore attenzione in fase di non possesso. E così come è vero che Donadoni ha dato la svolta alla stagione del Parma con la vittoria sulla Lazio, è altrettanto vero che se con lui non siamo mai andati in riserva è perché chi l'ha preceduto, Colomba, aveva messo da parte parecchia legna.

  • 27 Aprile 2012 in 09:53
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    In risposta al Sig. Russo,
    volevo solo ribadire che le vittore fatte con CHIEVO, GENOA E UDINESE sono perfettamente alla portata del Parma, diciamo che l'unica vittoria che non era alla portata è stata quella col NAPOLI. In compenso però il Sig. COLOMBA è riuscito a perdere a NOVARA e con l'ATALANTA in casa, e pareggiare in modo squallido con LECCE E CATANIA. Credo che il frigo fosse quello in vetrina al MARCO POLO e forse la spesa andava fatta per non morire di fame…..

    Cordialmente MARCO

  • 27 Aprile 2012 in 10:19
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    Spero che quest'anno in sede di campagna acquisti, ci sia qualche risorsa in più da investire, che la tranquillità economica e la salvezza raggiunta per tempo con un lungo periodo di vacanza per la concomitanza deli Europei, consenta la composizione di una rosa competitiva snella nei numeri( max 22-24 giocatori) assortita e soprattutto a disposizione del tecnico sin dal ritiro pre campionato(lmeno per la maggior parte).Certe decisioni anche dolorose, vengano prese per tempo,certe cessioni appaiono non più rimandabili, credo che civilmente il pubblico del Tardini (dei soloni imbrattatori di post nei forum non mi interesso) abbia dato indicazioni precise sul gradimento o meno di certi atleti, se ne tenga conto….
    Avendo pochi atleti impegnati con le Nazionali Europee, non avendo preliminari di Coppe da disputare, senza il patema di sanzioni in calcioscommesse, c'è la possibilità di programmare con cura una stagione,,senza sorprese spiacevoli.
    Angioldo

  • 27 Aprile 2012 in 10:51
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    Io quoto per intero la lucida analisi di Luca Russo, cui lascerò in eredità il compito di opinare dopo le partite, nel minuto in cui appenderò il computer al chiodo. O meglio, nel finale si potrebbe fare qualche piccolo distinguo, ma va bene così.
    A Marco e a tutti gli altri detrattori di Colomba ricordo che prepotenza, arroganza, mancata riconoscenza, credersi più forti di quel che si è et similia non sono buoni compagni di viaggio. Donadoni, il profeta voluto dal lungimirante Ghirardi, sarà anche bravo, bravissimo. Ciò non toglie che chi ti aveva salvato il culo l'anno prima meritava ben altro trattamento, a fronte del rendimento che la sua squadra stava offrendo in linea con quanto detta squadra avrebbe potuto offrire. La classifica di oggi sorride perché hai centrato tre vittorie di fila, ma rimane un campionato mediocre, sia sotto la prima che sotto la seconda gestione tecnica. Anche se credo che vada rivisto il modo di giudicare un campionato, tenendo presente la massima di Leonardi "i conti si fanno alla fine". Se il durante non è un granché pazienza. Il gruppone è composto da 11 squadre separate tra loro da pochi punti, ecco perché da una settimana all'altra passi dalle stelle alle stalle e viceversa.
    A Marco: non sia presuntuoso. Non esistono partite alla portata o non alla portata. Per cui non sputi sulla "dispensa" di Colomba, che il suo bel mattoncino lo aveva messo. Pareggiare in rimonta non è mai squallido, se si salva un risultato (Lecce), al contrario esser rimontati come con il Catania è segno di dabbenaggine. Ma era colpa dell'allenatore? Una squadra da dodicesimo posto, che viaggiava a a quella media, nella parte iniziale del campionato, avrebbe potuto benissimo, nel finale, vedendo come sono andate le cose, togliersi le stesse soddisfazioni anche con l'altro allenatore, che nella scorse primavera diede il meglio di se, portando il Parma ad una insperata salvezza. Continuiamo a parlare di allenatori, quando i problemi erano evidentemente altri, al di là del filotto di tre gare consecutive vinte.
    Cordialmente
    Gmajo

  • 27 Aprile 2012 in 11:26
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    Salve Majo.sento l'esigenza di intervenire per tentare di farle notare un particolare (ma comunque evidente) sul "caso Colomba",che mi sembra strano che un cronista preparato come lei non riesca a cogliere.Io sono un romantico del calcio ed ero molto riluttante all'esonero di mister Colomba,sia per la grande riconoscenza del miracolo fatto l'anno scorso,sia come dice lei, della sufficiente stagione e la relativa tranquillità che si aveva appunto fino al momento dell'esonero.

    Poste queste premesse,credo che siano evidenti agli occhi di tutti,i benefici portati dalla gestione Donadoni.Il cambio al timone,ha portato una persone con idee all'avanguardia,che in poco tempo ha "smontato e rimontato" lo schema di gioco,fino ad arrivare ad un collaudato e solidissimo 3-5-2 con l'intuizione Ancellottiana di Valdes playmaker.Il caro mister Colomba oltre il suo famoso 4-4-2 non andava,e quando gli avversari prendevano le contromisure,ci ritrovavamo in braghe di tela.
    Un'altra pecca evidente della gestione Colomba è stata la gestione della squadra.se è vero da un lato che a dicembre facendo giocare sempre gli stessi 11 eravamo salvi,non saprei se lo saremmo adesso magari con una squadra bollita dalla stanchezza.Donadoni ha saputo gestire al meglio le risorse a disposione,sapendo rivalutare giocatori come Santacroce,e portando alla ribalta i nuovi come okaka e jonathan.infine l'ultima nota riguarda la grande mentalità che finalmente si intravede,e anche questo non può non essere merito del nuovo mister.partite come Palermo e Lazio credo che non le avremmo portate in porto,e se a genova e col napoli non fosse successo quello che è successo probabilmente ora avremmo gli stessi punti della Roma in Europa League.se tre indizi fanno una prova,mi dispiace ma io sto con Donadoni,e spero di averlo ancora per anni.non dico che sia Guardiola,ma per noi può rappresentare un vero valore aggiunto.
    Cordiali saluti.FORZA PARMA
    Andrea I.

  • 27 Aprile 2012 in 11:26
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    Ciao Gabriele.

    Al di là del paragone Donadoni-Colomba (il secondo tutta la vita, a parer mio), non sono per nulla d'accordo sul fatto che la seconda gestione tecnica (Donadoni) sia stata mediocre come la prima (Colomba).

    Finalmente non si subiscono imbarcate di goal in trasferta, la squadra reagisce agli schiaffi incassati (Palermo-Parma docet), più giocatori coinvolti alla causa Parma (Valdes e Santacroce in primis).
    I numeri poi parlano abbastanza chiaro sotto tutti i punti di vista: vittorie, pareggi, sconfitte, reti fatte e subite.
    Mettere sullo stesso piano Colomba e Donadoni non è oggettivamente giusto.

    Su una cosa concordo con te: anche Colomba ha dato il suo contributo per questa salvezza.
    19 punti (seppur ottenuti con un calendario alla portata) non sono una miseria. Indubbiamente.

    Francesco.

  • 27 Aprile 2012 in 11:40
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    * Ovviamente volevo scrivere Donadoni tutta la vita.
    Mi scuso per l'errore.

    Francesco.

  • 27 Aprile 2012 in 13:59
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    Talvolta basta scrivere due righe in cui si riconosce di aver detto una cazzata e si fa anche una figura migliore.

    Arrampicatore sugli specchi

  • 27 Aprile 2012 in 14:16
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    Bene, allora comincia a scriverle Tu, caro arrampicatore, perché la cazzata l'hai scritta tu.
    Io non mi arrampico su nessuno specchio: riconosciuto a Donadoni i meriti che ha, gli stessi vanno riconosciuti a chi c'era prima di lui, a mio avviso ingiustamente cacciato. E rimarrebbe cacciato ingiustamente sebbene il suo successore – chiunque sia e chiunque fosse stata – fosse pure riuscito a vincere lo scudetto. Scusatemi, ma io non sono uno che sale sul carro del vincitore: gli riconosco i meriti come è giusto che sia, ma non scordo come si è arrivati a questo punto. Non certo con la programmazione, ma con un mal di pancia o capriccio presidenziale. Se poi questo ha fatto sì che trovassimo (ma solo il tempo ci dirà se è così) un allenatore da Parma tanto meglio. Ma certo non era stato programmato così. E se mi ostino a difendere Colomba è perché mi fa letteralmente schifo come è stato trattato e come viene trattato da certuni che vengono qui a comporre sputando contro di lui. Senza un minimo di riconoscenza. Il lato umano conta più del lato tecnico;: se no basta andare a comprare le partite per arrivare sempre primi… Se sei contento così, caro arrampicatore, buon per te. Ma per me esistono valori che vengono prima di tutto. Anche prima di un filotto con 9 punti con tre mezze partite giocate. Cordialmente Gmajo

  • 27 Aprile 2012 in 15:37
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    Direttore, molti di noi scrivono qui per piacere personale, per un po' di vanità per il gusto della polemica e si possone permettere di essere TIFOSI, faziosi ed anche ostinatamente attaccati ad un proprio pregiudizio, ma Lei da professionista dovrebbe essere più oggettivo nelle sue prese di posizione, capisco ed apprezzo la coerenza ma….come tanti altri leggo tra le righe del suo "accanimento terapeutico" al capezzale del carissimo Colomba per nobili motivi di riconoscenza personale che nulla hanno di tecnico, dicevo che si intuisce un motivo di risentimento professinale verso questa dirigenza e proprietà, se così fosse sarebbe gradito un suo chiarimento, le chiedo questo in quanto ho avuto modo di leggere il suo sfogo di ieri in cui faceva riferimento ad una sua delicata posizione professionale che mi ha sorpreso ed amareggiato, inducendomi a riflessioni tutt'altro che positive sulla meritocrazia che domina la categoria dei giornalisti.
    Con immutata stima di chi non giudica le persone dal successo economico( quello va e viene) ma da altri parametri più costanti nel tempo…Angioldo

  • 27 Aprile 2012 in 16:17
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    Ciao Gabriele, guarda io ti seguo spesso e ti ritengo una persona cocciuta ma intelligente. Non riesco a capire però, come ha scritto Angioldo prima, questo tuo accanimento contro la dirigenza del Parma. Anche nei momenti più positivi tiri fuori qualcosa di torbido, lo vedo anche dai titoli che estrapoli da ogni conferenza stampa…riporti sempre la parola polemica o qualcosa che possa sembrare tale. Il Parma sembra essersi incamminato definitivamente verso la salvezza grazie per 1/3 a Colomba e per i restanti 2 a Donadoni che ha avuto un calendario più complicato e per come ha saputo gestire la rosa. Non dimentichiamoci che, se non ci fosse stato l'inaspettato expolit del Lecce che ci ha un pò impensierito ma non di più, staremmo parlando di salvezza in carrozza. Non capisco il senso di rimarcare Colomba e come è stato cacciato ora, lo hai fatto a suo tempo? Bene avevi anche ragione, ma ora non ha senso se non quello di guastare un momento di gioia con la solita vena polemica. Ti mando un saluto e buon lavoro

  • 27 Aprile 2012 in 16:59
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    Egregio Angioldo,
    la differenza tra il sottoscritto e Voi lettori è appunto rimarcata dal suo assioma secondo cui un professionista deve essere oggettivo nelle sue prese di posizione: ed è proprio quello che mi prefiggo ogni qual volta mi metto alla tastiera. Mentre trovo che diversi di voi spesso parlino per pregiudizi, luoghi comuni, prese di posizione, insomma da tifosi. Va bene così, come dice Lei, visto che è un libero spazio di svago: ma il fatto che io non mi accodi alle Vostre opinioni, pur rispettabili, (o alle opinioni comuni) non significa che io non faccia esercizio di obiettività nell'esporre il mio punto di vista. Di fare l'avvocato di Colomba, come ho spiegato millanta volta, prima che avessi l'onore di annoverarLa tra i miei lettori, non ne avrei voglia: intanto perché non sono pagato da lui, né ricevo prebenda alcuna, ancor di più perché reputo stucchevole il confronto tra il prima e il dopo e star qui a misurare questo è più bravo di quello è un esercizio che non mi garba. Ma siccome c'è pieno di gente che sputa sul piatto in cui ha mangiato, e questo mi dà un tremendo fastidio, allora – a costo di arrampicarmi sugli specchi – sto qui a difenderlo all'inverosimile. Perché non solo è stato cacciato ingiustamente, ma si sono alimentate (come già ai tempi di Guidolin) le condizioni per poter giustificare quello che è stato (a mio parere) e che rimane un capriccio presidenziale. Che poi questo mal di pancia sia stato foriero di una svolta positiva tanto meglio per il Parma, ma star qui ad alzare la cresta come se fossimo al culmine di una stagione memorabile e così programmata mi pare un tantinello azzardato.
    Continua

  • 27 Aprile 2012 in 17:00
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    (Prosegue)
    Come dissi allo stesso Colomba un anno fa lui fu per me una piacevole sorpresa: non lo accolsi certo con l'arpa e con la cetra. Anzi. Siccome ebbi modo di seguire dal vivo uno scorcio della sua stagione bolognese (ospite di Baraldi) confesso che ero un po' tanto prevenuto nei suoi confronti. Ma con il passar del tempo sia per le qualità umane sia per quello che fece per il Parma ebbi modo di mutare la mia considerazione per lui. Quando arrivò Donadoni, come nel caso di Colomba lo accolsi in modo freddo, non tanto per lui, quanto, appunto per la decisione da padrone delle ferriere di Ghirardi di cacciarlo pur non essendoci razionali motivi per farlo. Col passar del tempo, però, anche Donadoni mi ha conquistato (si vede che sono un po' come una farfalla…) per cui non ho difficoltà a riconoscere i suoi meriti e a ringraziarlo per quel che sta facendo. Come scrivevo ieri, poi, mi trovo anche molto bene nel dialogo in conferenza stampa, per cui lunga vita a lui. (Anzi, quando si ventilava di Gasperini non credo di esser stato contro Donadoni). Quindi è chiaro che non ho motivi sentimentali per parteggiare per l'uno o per l'altro. Sono equipollenti.
    Lei, poi, allarga il ragionamento parlando di risentimento professionale che io potrei avere verso questa dirigenza/proprietà: mi perdoni, Angioldo, ma come suggeriva Lei nelle prime note un professionista non deve avere simpatie/antipatie mentre esercita la sua professione. Ed è esattamente quello che faccio e mi duole che Lei, pur manifestandomi grande ammirazione, possa solo sospettare che io scriva con risentimento. Amico mio, in questo momento l'unica cosa che mi è rimasta è la mia credibilità. Non posso certo metterla in gioco facendo opinioni "di pancia" o "capricci majani". Io ho dato la vita per questo lavoro (e direi pure per il Parma, che seguo, professionalmente dagli anni '80): fin da bambino (avevo 11 anni quando il compianto Drapkind mi accolse a Radio Parma, forgiandomi) mi hanno insegnato la deontologia che per me non è un obbligo, ma un piacere. Mi creda, è fuori pista se pensa che le mie valutazioni (per Colomba, per Donadoni, per Ghirardi o per Leonardi) siano frutto di simpatie/personali. Se fanno cose che reputo positive li celebro, se fanno cose che non mi convincono lo scrivo. Con grande pulizia, serenità d'animo, obiettività, senza pregiudizi.
    La mia situazione professionale non c'entra nulla con i giudizi che esprimo. Poi se un lettore viene qui a provocarmi dicendo "come mai un professionista come lei non era a Palermo" gli rispondo che più di quello che faccio non posso fare, appunto perché sono un povero disoccupato (lasciamo perdere il perché, perché tanto non c'entra con il discorso che stiamo facendo) che più di aprire un sito che segue con passione non può fare.
    In estrema sintesi: se Colomba fosse stato cacciato da Pedraneschi, Stefano Tanzi, Ceresini nello stesso modo in cui è stato cacciato da Ghirardi, avrei scritto le stesse identiche cose. Ho menzionato i presidenti in carica durante la mia attività professionale per dire che Majo giornalista è sempre lo stesso: ero scomodo quando era difficile esserlo nella dominazione Calisto, e continuo ad esserlo ora. Non lecco il culo a nessuno, faccio il grillo parlante, non sono complice e non vado a cena con nessuno. Non l'ho mai fatto e non lo farò mai. Cordialmente Gmajo

  • 27 Aprile 2012 in 17:18
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    Caro Claudio,
    se i detrattori di Colomba non fossero venuti qui a stuzzicarmi mostrandomi ora (dopo tre mezze partite vinte, totale nove punti) lo score di Donadoni (ovviamente tre mezze partite fa la situazione era un po' diversa) ieri sera, quando di riffa o di raffa e un po' di corsa mi sono trovato a scrivere la mia opinione dopo Palermo avrei scritto probabilmente dell'altro (del resto vanto la definizione che piace "Scudettino del Gruppone") lasciando perdere lo stucchevole ricordo di Colomba. Ma siccome non mi va affatto che ci siano degli ingrati che continuano a sparlare di uno cacciato ingiustamente allora mi pongo dalla parte opposta e difendo quel che vuol essere fatto passare per mio protetto.
    Questo per il discorso Colomba.
    Quanto sul discorso dei titoli che estrapolo dalla conferenze stampa: ti ringrazio per il fatto che riconosci che cerco di renderli sfiziosi, di trovare un argomento che possa invitare il lettore a cliccarli, ma ciò non significa che uno voglia fare polemica. Rendo solo più appetibile la mia merce, pur scialba che sia. Se uno dice qualcosa di diverso dal solito, o visto da un'altra angolatura è sempre visto come polemico, che pesca nel torpido o nel torbido? Boh. Scusa, Claudio, ma se devo essere uguale agli altri e a offrire gli stessi titoli triti e ritriti che ci sto a fare? E poi i titoli delle conferenze si basano su argomenti o domande che cerco di tirare fuori io: sono polemici? Non so che farci. Io direi che sono solo argomenti giornalistici.
    Infine. Io non guasto la gioia di nessuno: proprio perché è il momento più difficile – dopo tre vittorie in tre gare (mezze) di Donadoni – non mi tiro indietro nel difendere chi è stato cacciato a mio modo di vedere ingiustamente. E ripeto: lo direi anche se il Parma stesse vincendo lo scudetto. Perché non era certo stato pianificato questo splendido finale.
    Per il resto credo che valgano le stesse risposte del commento precedente a seguito dell'intervento di Angioldo.
    Ciao Gmajo

  • 27 Aprile 2012 in 17:59
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    Gabriele, io non credo che i tuoi articoli siano scialbi anzi, se vengo qui a leggerti un motivo ci sarà. Spesso hai iniziative interessanti come quando documenti lo stato dei lavori a Collecchio o fai domande in conferenza stampa che i giornalisti "abbottonati" non fanno o ancora quando parli di iniziative dei tifosi. Non hai bisogno di estrapolare una presunta parola o un accennato pensiero polemico (che poi vanno quasi sempre in un'unica direzione) per rendere appetibili i tuoi pezzi. E sulla vicenda Colomba non ti ho contestato la sostanza del pensiero quanto la tempistica, come avrebbe detto un famoso politico "Che c'azzecca" l'esonero di Colomba ora? Compito del giornalista, lo hai appena ricordato, è quello di riportare i fatti e la cronaca attuale, non necessariamente andare a riprendere robe di mesi fa, ma poi per cosa? per rispondere a qualche utente che ti aveva ricordato quanto bene abbia fatto Donadoni? Non mi sembra proprio il caso. Un saluto

  • 27 Aprile 2012 in 18:20
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    Ciao Claudio. Ci sono le notizie e ci sono anche le opinioni. Dalle conferenze cerco di estrapolare le cose più sfiziose e su quelle titolo, ma non con intento polemico. Polemica di cosa, poi?
    Sul fatto che gli utenti elogino Donadoni mi sta bene, ma se si sparge letame su Colomba lo difendo. Come a momento opportuno difenderò (cosa per altro già fatta) Donadoni.
    Sulla tempistica: se do una notizia cerco di essere il più tempestivo possibile; se do un'opinione posso anche fare del revival. Del resto se due anni fa non si fosse consumato il delitto Guidolin ora non staremmo qui ad arrovellarci il cervello su Colomba e Donadoni…
    (scusa la polemica…)
    Ciao Gmajo

  • 27 Aprile 2012 in 21:51
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    ciao Gabriele,
    mi tocca rispondere in quanto mi sento tirata in causa tra
    " i detrattori di Colomba che sono venuti qui a stuzzicarmi mostrandomi ora (dopo tre mezze partite vinte, totale nove punti) lo score di Donadoni (ovviamente tre mezze partite fa la situazione era un po' diversa) ".
    Un mese fa circa, nel periodo più critico della gestione Donadoni, ti scrissi che se continuava così mi sarebbe toccato, forse, darti ragione.
    Avrei comunque postato il mio commento di parziale bilancio dopo lo stesso numero di partite.
    Non mi va neanche di essere accusata di ingratitudine o di sputare nel piatto dove si è mangiato.
    Sono grata a Colomba per l'insperata salvezza, così come sono grata a Ulivieri, Beretta, Carmignani e Ranieri etc..
    Ma questo non significa che avremmo dovuto tenerceli a vita,
    non ti pare ?
    A Colomba una seconda chance è stata data, non è stato in grado di ripetere gli straordinari risultati dell'anno precedente ed è stato esonerato, punto e basta.
    Per me l'argomento è chiuso, mi pare invece che tu non perda l'occasione di ritirarlo fuori ad ogni occasione.
    La tua affermazione che non avresti approvato il suo esonero neanche se stessimo per vincere lo scudetto poi mi lascia veramente stupefatta :
    sai bene che la stragrande maggioranza degli introiti di una società di calcio arrivano dalle tv e che c'è una bella differenza tra un 9/10° e
    12/ 13 °posto.
    Non vedo dove cosa ci sia di così riprovevole ad esonerare un tecnico quando si ritiene che più di tanto non possa fare e si cambia sperando di ottenere risultati migliori.
    Va bene la gratitudine, ma non mi risulta che nel frattempo il Parma sia diventato una Onlus.

    Febbredacalcio

  • 27 Aprile 2012 in 22:43
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    P.S. e non mi rispondere per favore che, chissà, forse anche Colomba avrebbe potuto raggiungere gli stessi risultati, perché allora potrei obiettarti che chissà, forse anche con Marino ci saremmo salvati…
    E a proposito di gratitudine personalmente trovo scandaloso, questo sì, il trattamento riservato a Crespo.

    Febbredacalcio

  • 28 Aprile 2012 in 00:26
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    Ciao Febbre, fai bene a sentirti tirata in ballo perché effettivamente sei stata tu, peraltro in modo garbato, ad espormi le cifre dei due allenatori, anche se sei in buona compagnia perché, malgrado il mio evidente impegno a cercar di far sì che Colomba non dica venga amato, ma per lo meno rispettato, ottengo l'effetto contrario.
    Detto questo parto dalla fine, cioè dal tuo secondo messaggio, quando, cioè, dici che la mancanza di riconoscenza c'è stata con Crespo. Allora: se la discriminante è chi ti è simpatico allora siamo d'accordo, ma se vogliamo essere obiettivi stiamo parlando della stessa identica materia. Ovvero la mancanza di riconoscenza. Che se riconosci ci sia stata per Crespo non vedo perché tu non debba ammettete lo stesso per Colomba. Poi, ti dirò: l'allenatore è un unicum, i calciatori erano 28. Crespo aveva sì un grande passato, ma razionalmente non era più quello di prima. E lo si vedeva in allenamento. Il tuo Donadoni era arrivato alle stesse identiche conclusioni del mio Colomba. Ma all'origine di tutto ci sta un errore – che accomuna come aveva acutamente osservato qualche mese fa Sandrone Piovani – i due: la conferma da parte della società nel minuto in cui c'erano dei dubbi. L'esonero di Colomba, oltre ad essere un capriccio di pancia presidenziale (lo ha ammesso lo stesso Tommaso in un onesto e sanguigno collegamento a Bar Sport, quando affermò che lo cacciò perché lui era il presidente e Colomba non gli aveva dato le risposte che si voleva sentir dare o dire) è la evidente dimostrazione della mancanza di progettualità. Perché che Colomba non fosse Mourinho lo sapevano anche i muri. E che Colomba avrebbe guidato con onesta tranquillità la squadra al 12° posto pure. Perché tale era il valore della squadra ai suoi tempi. Poi i detrattori di Colomba – sempre assai lucidi – riescono a dire che lui non faceva giocare Jonathan ed Okaka. Grazie al cavolo, sono arrivati dopo ! Poi voglio dire, voi che continuate a tirar fuori il luogo comune (peraltro piuttosto pilotato) della maggiore valorizzazione della rosa: vogliamo parlare di Musacci? No dico, perché da quando è stato inventato Valdes non gioca più… Voi direte: grazie al cavolo se è meglio Valdes di Musacci è giusto che giochi lui. Perfetto: ma se questo discorso lo faceva Colomba non andava bene. Suvvia, cerchiamo di essere obiettivi. Ma chiudo questa parentesi che non mi va di cadere nello stesso Vostro errore di soppesare i due tecnici, che non è la materia del discorso. Il tema è appunto la mancanza di riconoscenza che coniugata alla ubris ha portato alla cacciata di Colomba, per me oggettivamente più grave di quella di Crespo, che sarà stato un simbolo del Parma degli anni '90, ma che nell'ultimo periodo non era più lui. A Colomba è stata data la possibilità e non l'ha saputa sfruttare? No, dico: è stato cacciato prima, prematuramente, per un capriccio di pancia presidenziale. Non ha avuto alcuna possibilità. Quell'esonero, peraltro scritto prima del 5-0 a San Siro da una serie di delegittimazioni, gli ha impedito il giusto coronamento del proprio lavoro.
    Se il Parma non è una onlus per Colomba (che aveva raccolto 19 punti, non noccioline) lo stesso dicasi per il fu-Crespo. Poi che ad inizio stagione si dovesse puntare su di lui, quando ancora poteva dare qualcosa è un altro discorso. Ma una volta accompagnato sul viale del tramonto era divenuto improponibile. CONTINUA

  • 28 Aprile 2012 in 00:27
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    PROSEGUE
    Sempre sulla seconda chance concessa a Colomba (che magari se la era anche guadagnata sul campo): tu dici che non ha saputo ripetere gli stessi strabilianti risultati dell'annoi prima. E ci mancherebbe altro: ci avrebbe portato a vincere lo Scudetto ! Il campionato è una lunga corsa a tappe, che riserba risultati insperati: certe volte tre mezze partite ti portano 2 punti, certe altre volte tre mezze partite 9. Ma il problema non era l'allenatore.
    Infine sul mio ragionamento ("non sono d'accordo sull'esonero manco stessimo per vincere lo scudetto") che ti lascia stupefatta: ribadisco che non è stata fatta allora una scelta razionale, perché c'era la consapevolezza di ottenere di più. Quelle sono le favolette raccontate dopo per indorare la pillola. Colomba è stato cacciato perché non ha dato a Ghirardi le risposte che si aspettava e lui dall'alto dell'Olimpo dove sta lo ha fulminato. Quindi vale lo stesso ragionamento sportivo anche per le questioni economiche: se anche c'è differenza – ma poi mica così tanta tra 10° e 12° – degli introiti per i diritti tv, me ne impipo. Perché i valori umani – tra cui la riconoscenza – nella mia testa vengono prima di tutto. Non pretendevo che Colomba restasse a vita: ma avrebbe meritato di concludere il mandato. E lo ribadisco adesso (ma solo adesso) che i numeri stanno dando ragione a Donadoni. Anche perché il mio ragionamento è a prescindere dai numeri e dai risultati, che non sto certo qui a mettere in discussione. Buonanotte Gmajo

  • 28 Aprile 2012 in 01:09
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    Eppure a me di Colomba manca soprattutto un atteggiamento…quel suo saper chiamare a raccolta la squadra, specie al termine delle partite, per compattarla ancor più di quanto avesse già fatto col lavoro settimanale. Di Colomba si può dire che non ha saputo riproporre anche quest'anno quell'affinità col gruppo che gli aveva permesso, l'anno prima, di condurlo in scioltezza tra un'impresa e l'altra. Però gli va anche riconosciuto un merito, che ora magari qualcuno sottovaluta o ha dimenticato: ho il piacevole sospetto che nelle ultime sette, otto giornate dello scorso campionato qualunque tifoso del Parma fosse seriamente (ed anche un po' follemente) convinto che quel Parma, così arrembante e così convinto dei propri mezzi (ritemprato dalla cura Colomba), avrebbe potuto battere chiunque. Ed in questo senso la mano di Colomba si è vista e soprattutto l'hanno sentita i nostri avversari di allora. Io quest'anno, sia con la prima gestione che con la seconda, la magia di quelle ultime sette partite non l'ho più ritrovata. E va bene che il pericolo l'abbiamo scampato anche quest'anno. Ma con modalità diverse da quelle della stagione passata. E passi pure che in certi casi conta molto di più il cosa che non il come…però tra qualche anno noi tutti ci ricorderemo di quell'anno in cui il Parma nelle ultime sette giornate capovolse il campionato ed il proprio destino passando da una retrocessione quasi certa ad una rapida ed entusiasmante scalata verso la permanenza in A. E non della salvezza di quest'anno…ottenuta col ritmo tipico dei passisti. E si sa che nel ciclismo la gente tende ad affezionarsi a chi in montagna si alza sui pedali e fa il vuoto dietro di sè. Ecco, quest'anno con Colomba prima e Donadoni poi siamo rimasti nella pancia del gruppo, senza provare né il brivido di una fuga né lo spavento di esserne la coda. Al contrario lo scorso anno con Colomba ci siamo presentati nelle retrovie ai piedi dello Zoncolan…per poi essere i primi sul Gran Premio della Montagna. Con in mezzo un'occhiata ai nostri avversari, la bandana che vola via sull'asfalto prima del tornante buono…e poi lo scatto…e poi…il vuoto!

    E scusate tanto…ma se è giusto ricordare ancora oggi l'impresa titanica in cui Ranieri dovette lanciarsi per salvarci qualche anno fa, è altrettanto giusto tenere a mente il capolavoro affrescato da Colomba nella primavera del 2011.

  • 28 Aprile 2012 in 07:07
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    Vorrei invitare tutti i lettori ad esprimere una classifica di gradimento di tutti gli allenatori a Parma nel dopo Tanzi.
    Li elenco in ordine sparso omettendo qualche "brutto ricordo" e lasciando fuori Donadoni il cui lavoro non si è ancora concluso:Ulivieri,Pioli,Prandelli,DiCarlo,Beretta,Ranieri,Guidolin, Colomba.Lascio a voi il piacere di stilare una griglia ideale.Poi se il giochino ha successo lo potremmo riproporre per altre figure professionali dell'ambiente ….
    Angioldo

  • 28 Aprile 2012 in 08:09
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    Ciao Gabriele, volevo dire a te e a tutti i tifosi del parma una cosa perchè non ci godiamo questo bel momento della squadra e basta senza pensare se questo o quello avrebbero fatto ugualmente bene o ancora meglio, basta ora c'è donadoni che è un tecnico bravissimo e una persona come poche sta facendo benissimo che senso ha parlare ancora di colomba marino ecc..Tutti gli esoneri sono quasi sempre dei capricci presidenziali non solo quello di colomba lo stesso Donadoni ne ha vissuti tanti di questi capricci in nazionale a cagliari e anche a napoli se il cinepanettone avesse creduto veramente in lui donadoni avrebbe ottenuto gli stessi risultati di mazzarri.Quindi ragazzi pensiamo al presente e speriamo che donadoni resti a parma a lungo perché vorrà dire che le cose vanno bene e sopratutto se ci saranno dei momenti critici che società e tifosi continuino a sostenere lui e la squadra . Un saluto claudia

  • 28 Aprile 2012 in 10:31
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    Ciao Claudia,

    ricordare i defunti è un'opera pia, per cui, soprattutto in un momento di gioia è giusto ricordarci chi prematuramente (e controvoglia) ci ha lasciato… Del resto se abbiamo il tempo di star qui a disquisire di queste cose vuol dire che il momento è felice, se no ci arrabatteremmo a strologar fuori chissà quali argomenti, né si rovina la giocosità per l'attimo felice se si disquisisce della bravura o meno di un allenatore. Come vedi Angioldo non ha neppure perso il buon umore andando a proporre il giochino/sondaggio sugli allenatori del 2000, anche se a mio modesto avviso non sono corrette le omissioni tra i nomi proposti: avrebbe dovuto lasciarli tutti. Poi sta a i votanti scegliere, se no il sondaggio è viziato. Vogliamo fare come alle elezioni che c'è un grande fratello che decide per tutti noi?
    Infine di nuovo complimenti a Luca Russo per i suoi lucidi contributi, incluso l'ultimo postato.
    Approfitto per una postilla: Claudia, probabilmente, ha ragione nell'invitare a godersi il momento. Ebbene: ci si gode il momento felice se si ha già la testa al Parma futuro? Da alcuni giorni a questa parte – cioè da quando il Parma è salvo non solo virtualmente – la GdP (che ben conosce i gusti dei lettori) ha iniziato a far réclame alle operazioni mercatali del trio Leonardi-Imborgia-Preiti (si sa mai che scrivendo sul quotidiano locale si alzi le quotazioni dei giocatori). Anche oggi si legge che nel ritiro di lecce si sta già costruendo il Parma del futuro. Io mi accontenterei se si costruisse quello del presente, perché mi sono fatto la bocca allo Scudettino del Gruppone (definizione di cui detengo il copyright e sono orgoglioso che sia arrivata perfino, sia pure senza citazione dell'autore, sul principale quotidiano cittadino). Star qui a pensare se ci sarà o meno Giovinco mi viene il groppone: perché rovinarci la festa, come direbbe Claudia? Già ci propineranno mille indiscrezioni a campionato concluso, è proprio necessario star qui a rimbambirci con l'oppio dei popoli (il calciomercato) quando ancora Big Ben non ha detto stop?
    Cordialmente Gmajo

  • 28 Aprile 2012 in 13:10
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    Buongiorno Gabriele,
    questo è l'ultimo commento che posto sull'argomento, che francamente ha stancato me e credo buona parte dei lettori, e accolgo l'invito di Claudia a guardare avanti sperando che si faccia tesoro degli errori passati per dare forma finalmente al famoso "progetto" .
    I miei giudizi, nonostante quello che pensi te, non sono dettati da antipatie o antipatie personali ( per es. Guidolin non è che mi stesse molto simpatico, ma non per questo non ne ho apprezzato e stimato il lavoro e i risultati ottenuti ).
    Se poi tu ritieni che i "19 punti, non noccioline" raccolti da Colomba fossero un buon risultato e che per gratitudine non andava esonerato,
    chiudo ancora una volta con delle cifre :
    Punti in alla 17° giornata : 19 ( esattamente come il tanto e giustamente anche da me esecrato Marino )
    Colomba : 5 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte – differenza tra reti fatte e subite di 10 ( 21-31)
    Marino : 4 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte – differenza reti 3 ( 14-17 )

    Febbredacalcio

  • 28 Aprile 2012 in 13:51
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    Amen

  • 28 Aprile 2012 in 14:03
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    Mi allineo alla considerazione di GMajo, una considerazione che arrivati a questo punto del campionato solo in pochi, e non ne ho mai capito bene il perché, riescono a "figliare". In effetti mi risulta abbastanza complicato capire quale sia il piacere derivante dal parlare già ora del prossimo campionato e del prossimo mercato estivo quando in pentola bollono ancora quattro partite di questo campionato. C'è una piazza soddisfacente da conquistare e noi, tifosi e grossa parte dei media, già siamo proiettati al prossimo campionato. Come se arrivare ottavi, decimi o sedicesimi fosse sostanzialmente la stessa cosa. E invece no. E non voglio farne una questione solamente economica, anche perché i soldi entrano nelle tasche di qualcun'altro e non mie. Ragiono e parlo da tifoso…da tifoso che vorrebbe vedere la sua squadra cercare di dare il meglio di sè indipendentemente dal fatto che abbia o meno già raggiunto l'obiettivo che si era prefissata. Per me un ottavo posto, col materiale umano a disposizione del Parma e alla luce di una stagione in cui più di una volta siamo stati vicini al rischio di dover ragionare da candidata alla retrocessione, sarebbe oro colato. Considerando che aritmetica alla mano saremmo anche in corsa per l'Europa League…viene da sè che queste ultime quattro partite un senso ce l'hanno. Eccome se ce l'hanno. Avevo dato un titolo alla gara vinta in scioltezza contro il Cagliari (La Noia di V.Rossi)…faccio la stessa cosa con le ultime quattro giornate da cui siamo attesi: Il Meglio Deve Ancora Venire di Ligabue…e sì, perchè se dovessimo vincerle tutte io dico che il Parma avrebbe la possibilità di sfondare anche il muro dell'ottavo posto…e spingersi un po' più in alto. Staremo a vedere. Ma è essenziale che la squadra affronti questo scorcio finale di campionato con lo stesso impegno che ha profuso per raggiungere anzitempo la tanto agognata salvezza.

    Per chiudere vorrei esprimere un desiderio e mi piacerebbe veder recapitata la mia richiesta ai diretti interessati: va bene che il Parma difficilmente potrà ritornare a percorrere i fasti dell'era Tanzi…però ritornare a vincere qualcosa potrebbe non essere un'utopia. Basterebbe, e vengo al succo della mia insolita richiesta, prendere sul serio un impegno come la Coppa Italia. Ecco, l'anno scorso l'abbiamo snobbata, trattata come l'ultima delle competizioni…e secondo me è stato commesso un errore molto grave. Per una realtà come la nostra a cui sembrano precluse le primissime piazze del campionato, l'unica strada da battere per ritornare ad assaporare la vittoria è quella di onorare la Coppa Italia. Vorrei che dall'anno prossimo il Parma, inteso come staff dirigenziale e tecnico, si ponesse l'obiettivo di fare più strada possibile nella seconda competizione italiana. Che oltre a dare un pass per l'Europa che conta (anche se non come la Champions) ci farebbe di nuovo provare l'ebrezza da cui si viene travolti quando si alza una coppa al cielo…ed anche la tifoseria ne verrebbe fuori rinforzata…perché salvarsi è bello, ma lo è ancora di più esultare per una coppa sollevata nel cielo di Roma…e invadere Piazza Garibaldi per far festa e baldoria fino a notte inoltrata…meditate gente, meditate.

    e…tanto per addentrarsi come si deve nelle ultime quattro fatiche di questa stagione…FORZA PARMA!

  • 29 Aprile 2012 in 11:35
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    Verissimo, chiedo venia :andavano indicati tutti,ma siccome il sondaggio voleva avere un valore affettivo e non scientifico, si sembrava indelicato proporrre Cuper Passarella Marino Cagni e Carmignani con il risultato di frantumare i consensi …..
    Aggiungiamoli pure….spero non averne dimenticati altri.
    Angioldo

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