SCHIANCHI CHOC A TELEDUCATO: “LA PAROLA TIFOSO MI FA SCHIFO”

“Preferisco spettatore, tifo significa fazione. Io, invece vado allo stadio come al teatro o al cinema e voglio fischiare o applaudire in base a quello che vedo e poi finisce lì”. Il giornalista della Gazzetta dello Sport ha incendiato lo studio di Calcio & Calcio dibattendo sui fatti avvenuti domenica a Genova. Controcorrente, invece, il Saltimbanco Boni: “Non è successo nulla di grave, non ci sono stati feriti: a Roma in passato era successo anche di peggio. Il problema è il governo del calcio italiano, sono i poteri che non decidono e non riformano, altro che quattro cretini…”

 

schianchi a calcio e calcioNon solo Parma ieri sera nel talk show sportivo di Teleducato. Nella parte finale del programma, infatti, è stata aperta una riflessione su quanto accaduto domenica pomeriggio allo stadio Marassi durante Geona-Siena, con un gruppo di ultras rossoblù che hanno interrotto la partita costringendo i giocatori genoani a sfilarsi le proprie maglietta poiché non ritenuti degni di indossarle. E Andrea Schianchi è subito partita in quarta: “In questo Paese il mondo del calcio è una zona franca in cui sono consentite cose che altrove non sarebbero permesse. Ci sono presidenti che per i loro trascorsi giudiziari non potrebbero dirigere una normale azienda e che invece nel calcio prosperano. Ci sono i tifosi che compiono atti di violenza e che vengono lasciati agire indisturbati”. E poi giù ancora più duro: La parola tifoso mi fa schifo, perché vuol dire essere di parte, io preferisco la parola spettatore, lo spettatore è quello che va a vedere una partita, un evento o uno spettacolo, approva o disapprova, ma poi finisce lì”.

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michele angella calcio e calcio 23 04 2012Gli ha fatto eco il conduttore di Calcio & Calcio  Michele Angella: “Viviamo in uno strano Paese, in cui le rivolte si fanno per la sconfitta di una squadra di calcio: a Messina, città con un altissimo indice di disoccupazione e di corruzione, anni fa i tifosi bloccarono la ferrovia per protestare contro il fallimento della squadra di calcio…". “Non siamo capaci di accettare la sconfitta, manca cultura sportiva” ha sentenziato laconico Romeo Azzali, attuale sindaco di studio calcio e calcio 23 04 2012Mezzani, un passato come allenatore professionista in C, a Brescello e Alessandria. Controcorrente, invece, Enrico Boni: “Non è successo nulla di grave, a Roma in passato è successo anche di peggio. Il problema é il governo del calcio italiano, sono i poteri che non decidono e non riformano, altro che quattro cretini”. Il Saltimbanco avrebbe anche voluto meglio esternare il suo pensiero, ma il conduttore ed il resto del perbenista parterre glielo hanno calcio e calcio 23 04 2012impedito. Azzali gli ha fatto la ramanzina: “Lo sai che sono il primo ad accettare gli scherzi, ma su queste cose proprio no”. Ma la provocazione del Variopinto sembrava seria e probabilmente meritevole di ascolto, poiché offriva un punto di vista alternativo rispetto alla vulgata comune. Sull’altro canale, intanto, il giornalista-tifoso (mai definizione fu più calzante) Sandro Piovani stava facendo una sorta di apologia, derubricando i fatti successi ad un mero, eccessivo, atto di enrico boni saltimbanco 23 04 2012 calcio e calcioamore dei tifosi per la squadra. Sì, certo, ma a questo punto anche il delitto d’onore è un atto d’amore. Il Saltimbanco, però, ha ragione: decisamente più gravi gli episodi di Roma, con tutte le connivenze che avevano evidenziato. Quelli di domenica avevano, almeno, una motivazione sportiva, l’estrema delusione e il timore della retrocessione: non si trattava di episodi di delinquenza comune. Boni ha tentato più volte di far capire che majo sui fatti di genovanon è scorso del sangue. E meno male, ci mancherebbe altro… Ma il problema, come scriveva ieri il nostro direttore Gabriele Majo, è che ci si è trincerati, indignati, dietro lo spogliarello imposto ai calciatori, poiché non ritenuti degni di portar la maglia, quando quello che più ha dato fastidio è stata l’interruzione del gioco per oltre un tempo, che ha dimostrato chiaramente come il sistema calcio nostrano faccia acqua da tutte le parte, se bastano 40 energumeni a tenere in scacco uno stadio intero.

chiara andreoli 23 04 2012 calcio e calcioPrima ancora la discussione aveva affrontato un tema decisamente meno scottante, ma molto interessante per gli appassionati gialloblù: il mercato per la prossima stagione e il possibile ritorno di Amauri, su cui aveva insistito la scorsa settimana anche la Gazzetta di Parma. Una ipotesi che però, Boni a parte, non ha trovato particolari entusiasmo in studio. “A me piacciono i centravanti che sanno giocare a calcio” questo il commento quasi sprezzante di enrico boni 23 04 2012 calcio e calcioSchianchi. Un po’ perplessi pure i tifosi presenti in studio: dubbi che derivano sia dalla carta di identità dell’italo-brasiliano che dalle sue condizioni fisiche. Da segnalare infine l’avvio scoppiettante del Saltimbanco che ha donato un grembiule da “rezdora” a Chiara Andreoli: “Il tuo ruolo é in cucina, cara la mia Chiara!” … e poi, indossando una felpa del Brasile,  ha ricordato a Schianchi i giudizi negativi espressi su Jonathan al suo arrivo in Emilia: “Altro che schianchi calcio calcio 23 04 2012parcheggiatore, questo é un ottimo giocatore”. “Tengo a precisare che la definizione non era mia, ma dei suoi compagni di squadra all’Inter” ha ribattuto il giornalista del primo quotidiano sportivo italiano, che ora rischia di entrare nel mirino dei tifosi per le sue parole pronunciate ieri sera.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “SCHIANCHI CHOC A TELEDUCATO: “LA PAROLA TIFOSO MI FA SCHIFO”

  • 24 Aprile 2012 in 12:15
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    sei un giornalista di merda schianchi lo hai sempre dimostrato

  • 24 Aprile 2012 in 12:33
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    E pensare che a me fá schifo la parola " Schianchi" se accompagnata da questo idiota di pseudo giornalista

    Il Manno

  • 24 Aprile 2012 in 12:43
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    i giocatori del Genoa che si levano le maglie chinando il capo a 50 delinquenti sono la pagina più triste della domenica dello stadio marassi.
    Apriamo le porte di casa nostra ai ladri!

  • 24 Aprile 2012 in 13:13
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    Delinquenti? Per quale articolo penale?
    Stano che in pochi si sono indignati quando Abete e i presidenti litigavano appena morto Morosini: non rispettare la morte, la peggior violenza.
    Ma in televisione non l'han menata, dunque va bene. Pecoroni.

  • 24 Aprile 2012 in 13:29
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    Scianchi ha(avrebbe) ragione ,ma….non è che stiamo parlando di calcio in Italia?Il posto dove i giocatori vendono i derby,scommettono con gli zingari, i presidenti li beccano con le valigiette piene di contanti,i procuratori fanno il bello e brutto tempo,il paese dove le squadre ogni tanto vengono retrocesse per doping,dove per entrare allo stadio i comuni mortali vengono perquisiti come delinquenti e cosi' via….no ,ma sbattiamo in prima pagina i fatti di Marassi ,cosi' per un po' tutto il marcio resta in penombra.Detto da me che dalla "sottocultura" Ultras (in senso sociologico) sono lontano anni luce.

  • 24 Aprile 2012 in 14:05
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    All'anonimo delle 13.15 dico di aggiungere anche il sottoscritto nella categoria "giornalisti di merda", se proprio vuole utilizzare questo linguaggio così poco castigato che mal si concilia con lo stile che abbiamo da sempre voluto dare a stadiotardini.com .Perché se tale anonimo (che da uomo di merda – scusatemi l'espressione, ma lo ripago con la stessa moneta, perché va bene porgere l'altra guancia, ma non troppo – non ha neppure il coraggio di firmarsi con uno straccio di nick name, se non con il proprio nome e cognome) ritiene che Schianchi lo sia per l'espressione che ha usato, è giusto che mi accomuni, giacché la penso nello stesso identico modo di lui (stranamente, perché di solito ci troviamo ad essere avversari più che alleati, o per lo meno non la vediamo nello stesso identico modo). Al di là delle espressioni forti o choc, anch'io come Schianchi (col quale mi scuso se non ho "mondato" l'offesa anonima ricevuta) reputo che allo stadio ci si debba andare da spettatori civili, come si va al cinema, o a teatro, sostenendo i propri giocatori e non offendendo quelli altrui, Mi trovo d'accordo con l'utopia di Boni che vorrebbe tifosi mischiati e senza barriere. Questo sarebbe il calcio migliore. Altro che altre brutture.
    Lo stesso ragionamento lo faccio al Manno, il quale, almeno, ha avuto il coraggio di firmarsi col suo nome e cognome. Sì può più o meno essere d'accordo con Schianchi (o con me), ma c'è modo e modo per esprimerlo. Asserire che ti fa schifo la parola Schianchi specie se accompagnata da questo idiota di pseudo giornalista significa diffamare il collega: Tu sei liberissimo di farlo, ma io non voglio di certo essere Tuo complice. Purtroppo di problemi di giustizia e di avvocati ne ho avuti di più seri da affrontare e non mi va di essere Tuo correo in questo "reato". Per cui io prendo le distanze. Tra l'altro io e te ci conosciamo da una vita e sai perfettamente che stadiotardini.com non è un lavandino dove vomitare offese a chiunque, neppure a Schianchi che da personaggio pubblico quale è sa perfettamente che è normale, esponendosi con affermazioni anche forti, può ricevere improperi ed offese. Ma c'è modo e modo. Non mi piace che si offenda, piuttosto che si replichi, in modo costruttivo, con argomenti. Se invece si preferisce l'invettiva questo non è l'indirizzo giusto.
    Gabriele Majo

  • 24 Aprile 2012 in 14:51
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    il calcio in italia ha veramente stancato…io stesso mi chiedo dopo aver vissuto …il calcioscommesse negli anni 80..i fatti legati al doping….scandali vari da passaporti falsi,fino falsi in bilancio….adesso ancora scandali legati alle scommesse….E DA SEMPRE EPISODI DI VIOLENZA GRATUITA SUGLI SPALTI E FUORI IN ULTIMO QUELLO DI GENOA SIENA..e mi chiedo appunto, cosa non mi faccia desistere dal non seguire più il questo sport ??questa disciplina sportiva che da anni ha dimostrato di non riuscire a ripulirsi totalmente,e di essere scollegato alla grande dalle vicissitudini dell Italia attuale??cosa mi lega ancora ad esso?? ….. trovo come unica risposta il fatto di essere tifoso della squadra della mia città, un modo di rappresentare Parma con orgoglio(poi per me che abito a Milano ancor di più!)….quindi a me la parola tifoso non mi fà schifo……capisco Schianchi che rilascia una dichiarazione che può sembrare forte e roboante ma a me non tocca minimamente,credo che la sua critica sia riferita solo ai 40/50 genoani saliti alla ribalta domenica ..insomma quella frangia violenta di teppisti,senza arte e nè parte esseri socialmente inutili a cui non piace stare nel gruppo …essere tifoso magari non rende molto obiettivi nei giudizi legati all aesito di una partita e va bene il calcio tanto è materia opinabile ,ma se sei violento lo sei dentro e spaciarti per tifoso ti dà solo una scusa per vivere di prepotenza….la parola tifoso non è da associare a certi individui…….. sempre come dice Schianchi si può guardare la partita approvare e disapprovare da spettatori ..ma anche da Tifosi….basta dislmettere i panni del tifoso al 90mo minuto….
    saluti
    FILIPO1968 -(TIFOSO PARMIGIANO DA SEMPRE)

  • 24 Aprile 2012 in 15:05
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    Tutto questo stracciarsi le vesti per quanto avvenuto a Genova(fatto assai triste,ma da contestualizzare)somiglia a chi ,cadendo in una vasca di sisso(il calcio italiano) si preoccupa della macchia di sugo sulla camicia….cerchiamo di dare la giusta importanza al foot ball ,ma anche ai suoi contorni che sono li' da vedere ed evitiamo bersagli facili ,quando su altro si chiudono gli occhi.

  • 24 Aprile 2012 in 15:38
    Permalink

    Non mi sono ancora espresso sulla questione e magari il mondo nemmeno avrebbe bisogno del mio parere 🙂 però in questa sede, potendolo firmare con nome e cognome, lo espongo molto volentieri.

    E' inconcepibile che quaranta, cinquanta persone siano così incapaci di accettare la sconfitta della propria squadra, surclassata sul CAMPO (e senza il favore di certe decisioni arbitrali, ma se pure fosse si può sempre manifestare civilmente il proprio disappunto) da un avversario che nel confronto col Genoa si è dimostrato più preparato ad affrontare una partita di quella importanza, fino al punto di imporre deliberatamente lo stop dell'incontro.

    Sì, sono il primo a pensare che i TIFOSI non siano il male di questo calcio (anche se poi ci sono tifosi e tifosi) e sì, anche io sono orgogliosamente NON TESSERATO. E ancora sì, bisognerebbe scandalizzarsi allo stesso modo anche quando viene fuori che calciatori e dirigenti, alle spalle dei TIFOSI che si sobbarcano chilometri e ore di viaggio pur di seguire la squadra del cuore, si mettono d'accordo per truccare quella o questa partita, magari scommettendoci su qualche migliaio di euro per ricavarne in cambio somme molto più elevate (ed io mi scandalizzo così tanto che a volte mi chiedo chi me lo fa fare di farmi il fegato amaro per un pareggio che poi dopo si scopre essere pilotato). Ecco, in questo senso trovo molto fastidiosi i predicozzi di certi personaggi, tipo Preziosi, che pubblicamente predicano benissimo salvo poi esser beccati, sempre pubblicamente, a razzolare molto male. La pastetta tra Genoa e Venezia di qualche anno fa non penso di essermela inventata io e la 24 ore piena di soldi che passava da certe mani a certe altre mani non è il frutto della mia immaginazione. Insomma, prima di additare gli altri come colpevoli, e arrogarsi il diritto di fare la morale, bisognerebbe fare la conta degli scheletri che ognuno di noi ha nell'armadio.

    Il calcio è da ripulire ad ogni suo livello. Da quei "tifosi" che pensano di poter andare a dettare legge in uno stadio a quei calciatori che tramando alle spalle dei primi metterebbero in pegno anche le proprie madri pur di truccare una partita e ricavarne tutti i benefici del caso. Liquidare i tifosi come l'unico male del calcio significa avere una visione volutamente parziale delle dinamiche che lo governano. —> SEGUE

  • 24 Aprile 2012 in 15:38
    Permalink

    CONTINUA —> Detto questo, trovo che sia ancora più illogico che qualcuno abbia giustificato e cercato di dare qualche motivazione alla sceneggiata di Genova (e non sono pochi).
    No, secondo me non ci siamo. E non me ne voglia Piovani, ma un atto d'amore smette di essere tale nel momento in cui sfocia nella prepotenza. Per intenderci: un delitto d'amore sarà anche il sintomo di un eccesso d'affetto (anche se è tutto da verificare e anche se poi ci sono situazioni e situazioni), ma pur sempre delitto resta. E poi onestamente credo di essermi perso qualcosa, o meglio penso che mi siano sfuggiti dei dettagli se, come emerge dai fatti di Genova, onorare la maglia significa non retrocedere. Io sono dell'idea che si può scendere di categoria anche onorando la maglia. Ma se anche si retrocedesse senza onorararla, è giusto che un tifoso esasperi la sua protesta fino al punto in cui crede di poter essere in diritto di sospendere la partita cui sta assistendo? Sarà anche un luogo comune, ma in serie A (ed in qualsiasi altro campionato del globo terracqueo) c'è qualcuno che vince, qualcuno che chiude l'anno a metà classifica ed un paio di squadre che scendono di categoria. Il Genoa, se dovesse andargli tutto storto, non sarà nè la prima, nè l'ultima squadra a fare un salto in cadetteria. La differenza tra uno che ci tiene alla propria squadra ed un altro che invece se ne batte i cosiddetti, sta tutta qui: considerare che non sempre si può avere ciò che si vuole e nel calcio, come nella vita, ci sta di incappare in un momento non proprio felice e deludere le aspettative che noi stessi ci eravamo posti.

    Se poi deve passare il concetto per cui retrocedere (o più in generale deludere le attese estive) equivale a non onorare la maglia che si indossa, allora si percorra l'idea di quell'altro fenomeno che risponde al nome di De Laurentiis, che qualche anno fa avrebbe firmato carte false pur di avere una Serie A sulla falsa riga della NBA, nella quale nessuno retrocede e alle grandi piazze generalmente viene risparmiata l'ipotesi di dover chiudere i battenti in caso di fallimento del proprio progetto tecnico. Ma poi siam sicuri che a nessuno gireranno le scatole se la propria squadra non vince il titolo?

  • 24 Aprile 2012 in 17:20
    Permalink

    Io continuo a sorprendermi di come la gente invece che manifestare la propria rabbia contro i calciatori non vada a incazzarsi sotto il parlamento, fuori dalla sedi dei partiti corrotti, fuori dalle aziende degli imprenditori incapaci e ladri che creano disoccupazione e povertà. La maglia (metaforicamente) bisognerebbe farla togliere a loro. Ma convengo con quanto ha fatto capire Schianchi ieri sera: c'é tutto l'interesse che il disagio sociale venga incanalato dentro gli stadi e non sfoci nelle piazze.

  • 24 Aprile 2012 in 18:48
    Permalink

    Ahahahah! A me fate ridere…i fatti di Genova? Prima di parlare dei fatti di Genova, dovete trovarli questi fantomatici fatti! Quando i gobbi tiravano le bombe carta sulle nostre teste nessuno si è indignato…d'altronde, ammazzare un tifoso vale tanto quanto sputare una cicca per terra…vero? A ma giusto, il tifoso non và bene perchè è una parola faziosa…ok IO SONO UN TIFOSO PERCHè TIFO PARMA E ODIO TUTTE LE ALTRE SQUADRE ITALIANE (TRANNE LE GEMELLATE)! Ma non ammazzo mica nessuno io…alcuni pulotti invece a quanto pare si, e anche alcuni gobbi…nessuno si indigna perchè gli juventini hanno picchiato dei bambini fuori dallo stadio? No vero? Non ne parla nessuno… Bhe io sono ORGOGLIOSO DI ESSERE UN TIFOSO E NON UNO SPETTATORE DI TEATRO! Il calcio non è teatro, il calcio non comporta lo stare seduto, zitto e al massimo fischiare ma con riserbo, alla parmigiana (perchè senò il vicino pensa che sono un capannone…). Io allo Stadio SALTO, CANTO, URLO, MI INCAZZO, GIOISCO E APPLAUDO E TUTTO IL PIU' FORTE POSSIBILIE E NE VADO FIERO! Alla faccia di chi vorrebbe il Tardini come il Regio. A ognuno il suo, se non vi garba lo Stadio guardatela in TV.

    – Il Manno –

  • 24 Aprile 2012 in 20:47
    Permalink

    purtroppo hai ragione vladimiro,ma è dalla fine degli anni 70 che il disagio sociale è stato incanalato negli stadi non è cosa degli ultimi anni,gli ultimi moti di piazza risalgono a bologna nel 77…..purtroppo…..
    Monti70

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