domenica, Giugno 23, 2024
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EURO 2012 – “GOD SAVE (ONLY) THE QUEEN”

Roy Hodgson[6](Luca Russo) – Simpatici gli inglesi, specie da quando hanno superato la fase a gironi di Euro 2012. Non che gli risultasse difficile esserlo anche prima. Sapete come funziona: al peg…ehm…al meglio non c’è mai limite. Sì, avete capito bene: si tratta di humour. Più commestibile e meno sofisticato di quello anglosassone. Forse meno ricercato, elegante e raffinato, ma decisamente più immediato. Questione di gusti, comunque. A proposito, di gusto ce ne vuole, ce ne vorrebbe anche per festeggiare ‘correttamente’ un passaggio di turno all’Europeo di calcio. Altrimenti si corre il rischio di far la loro fine. Quella degli inglesi. Che una volta battuta l’Ucraina, hanno tirato un sospiro di sollievo. Non per l’aver conquistato la prima piazza nel girone. E nemmeno per essersi guadagnati l’accesso ai quarti a dispetto di chi se li immaginava fuori già al primo turno. Ma semplicemente perché “abbiamo evitato la Spagna”. E questa dal loro punto di vista “è già una gran bella notizia”.
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Poi ricaricano: “sì, l’Italia è una buona squadra, ma possiamo batterla. L’essenziale è essere scampati al pericolo iberico”. Come attirarsi le nostre simpatie in un quarto d’ora, lezione numero uno. Lasciamoli fare, lasciamoli esultare e correre festanti per il campo. In fondo un po’ contenti lo siamo anche noi di aver preso loro. E non la talentuosa Francia o i padroni di casa vestiti di giallo e blu, che in una partita da dentro o fuori avrebbero regalato l’anima al diavolo pur di allungare il sogno di un’intera nazione. Molto meglio gli inglesi, fidatevi. Qualche pregio, sì, ma anche tanti limiti. Giocano con un 4-4-2 vecchio stampo. Facile da leggere, difficile da attaccare. La linea di metà campo e quella di difesa si muovono all’unisono, come fossero un tutt’uno. Con la prima che in fase difensiva arretra di botto per soffocare sul nascere gli assalti del nemico. Sia che arrivino per vie centrali, sia che giungano dalle corsie laterali. L’obiettivo è proteggere una retroguardia troppo lenta e poco reattiva per fronteggiare da sola, senza il filtro del centrocampo, il fuoco nemico. Se la fase di non possesso coinvolge più o meno tutto il collettivo, quella d’attacco è un affare che riguarda Gerrard e i due attaccanti. Stop. Palla al centrocampista del Liverpool, che ha ancora lo sprint tipico dei contropiedisti, e cross in mezzo per la testa di Carroll o i tagli di Rooney. Andate a pescare su Youtube le reti dei britannici a questo europeo. Capirete di che stiamo parlando. E’ tutta qui la nazionale guidata da Hodgson. Bene, ma come si attacca questa Inghilterra? E, soprattutto, come ci si difende da questa Inghilterra? Loro fin qui hanno preso gol con un tiro da fuori e da calcio piazzato. Pirlo può esserci utilissimo sia nel primo che nel secondo caso: non scordiamoci che in porta c’è Hart, uno che farebbe la riserva anche del Lupatelli visto a Parma. Marchisio, che la rete l’ha sfiorata a ripetizione nella fase a gironi, ha nei piedi il colpo necessario per metterne in mostra tutti i limiti. Thiago Motta e De Rossi, sebbene debbano concedere qualche centimetro alla coppia Terry-Lescott , da bravi incursori conoscono i tempi coi quali fiondarsi su un pallone che origina da calcio d’angolo. Non serve poi tanto per far breccia nella retroguardia inglese. E preoccupiamoci poco anche dei loro attacchi. Detto che è assolutamente necessario annullare Gerrard, dai cui piedi dipende quasi tutto il fatturato del team anglosassone, sarebbe bene che Milner crossasse molto meno rispetto al suo solito (Rooney, Carroll e Welbeck in area ci restano o ci arrivano proprio perché dall’alto qualcosa di giocabile prima o poi arriva) e che Young, un destro spostato a sinistra e per questo tendente ad accentrarsi per concludere a rete (alla Robben, per intenderci), venisse stoppato dal nostro esterno in servizio. Continuino pure gli inglesi a fregarsi le mani per aver scansato gli spagnoli. Noi, intanto, lavoriamo nell’ombra affinché si pentano di aver passato il turno e di aver sperato di beccare la squadretta e non lo squadrone. God Save (only) the Queen. Appunto, solo la Regina. Non l’Inghilterra. Luca Russo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".