EURO 2012– NINIS MI RICORDAVA GIOVINCO. MA FORSE HO PRESO UN ABBAGLIO…

Germania-Grecia 4-2 dal piccolo schermo: “Restiamo coi piedi nel presente e concentriamoci sull’Inghilterra. Poi a missione felicemente ultimata ci preoccuperemo dei tedeschi…”

ninis1(Luca Russo) – Intanto cerchiamo di non dilatare troppo i nostri orizzonti. Restiamo coi piedi nel presente e concentriamoci sull’Inghilterra. Poi, a missione felicemente ultimata, ci preoccuperemo della Germania. Che supera la Grecia (4-2) dopo una partita in cui prima si ‘diverte’ a sbagliare tutto (o quasi tutto) e poi dà l’impressione di poter fare gol ogni volta che supera la linea di metà campo. Prestazione double face quella dei tedeschi. Dalla cintola in su le cose vanno che è una meraviglia. Ma quando la palla ce l’hanno gli altri son dolori. Che aumentano di intensità se chi hai di fronte rispolvera il sempre efficace calcio all’italiana: tutti arroccati a difesa della propria area in attesa che gli altri sbaglino, che gli altri lascino aperto uno spiffero in cui infilare una di quelle ripartenze vecchio stampo. Catenaccio e contropiede. Un tempo ne eravamo i maestri. Un tempo eravamo noi a fare il contrattacco. Ora tocca a noi lamentarsi delle tante palle gol che creiamo e non concretizziamo e recriminare perché l’avversario ha fatto centro al primo tentativo.

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DSC_0001Ma, si sa, i tempi cambiano e oggi abbiamo in testa l’idea di proporre un calcio differente, (propositivo, per dirla come Leonardi), in linea di massima più divertente ed elegante di quello che praticavamo fino a pochi anni fa, ma che non sempre si porta dietro i frutti sperati. Il dubbio, comunque, resta: ci conviene giocare alla spagnola, col rischio di restare eternamente belli ed incompiuti, invece che all’italiana, mettendo in preventivo la possibilità di vincere annoiando? Non crediamo. Ed è la Germania vista contro la Grecia a dirci il perché. Dei tedeschi dicevamo che da metà campo in avanti ninis2 (1)sono davvero tanta roba. Manovra avvolgente, continui movimenti senza palla, cambi di gioco e poi o improvvise verticalizzazioni o cross al centro per la testa di una delle torri d’attacco. Quanta grazia. I guai arrivano quando la parola passa all’avversario. La Germania non è un fulmine di guerra nel recuperare le posizioni di difesa, accetta con presunzione l’uno contro uno sulla ripartenza avversaria e quindi ci può stare che prenda gol anche da una squadra che in rete ci va il giusto. Agli ellenici son ninis3bastati due passaggi per arrivare in porta e permettere a Samaras di restituire equilibrio alla gara. Posto che c’è da superare l’Inghilterra per arrivare alla Germania, pensate che un’Italia troppo alta sul campo abbia vita facile contro una squadra che ha bisogno di spazi per esprimersi al meglio? O pensate  che ai tedeschi potrebbe andare di traverso il nostro catenaccio? A voi la risposta. Però se al posto di Samaras ci mettiamo Balotelli ed al posto di Ninis il neojuventino Giovinco, siamo convinti che Germania-Grecia termina con un risultato diverso, molto diverso dal 4-2 finale. Non stiamo qui a dire che sarebbero passati quelli in blu. Però, forse, chissà…
DSC_0002A proposito di Ninis: altra prestazione sottotono per l’interessante prospetto recentemente acquistato dal Parma. Sotiris, impiegato sul fronte destro dell’attacco greco (attacco è un parolone per quel che ha espresso la Grecia contro la formazione teutonica), ha combinato pochissimo con la sfera tra i piedi (quante palle perse al momento di ripartire!), concludendo a rete soltanto al 31’ del primo tempo, quando ha cercato di impensierire Neuer con un tiro preciso ma assai debole. In difesa non è che si sia comportato meglio. Suo l’errore da cui scaturisce il primo vantaggio tedesco: Lahm riceve palla sulla sinistra, si accentra per attaccare lo spazio, prende la mira e trafigge l’estremo greco. Ninis avrebbe dovuto chiudergli lo specchio della porta e invece si è scansato. Nell’intervallo viene giustamente sostituito. Mi ricordava Giovinco questo giovanotto ellenico. Non vorrei aver preso un abbaglio… Luca Russo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.