LUTTO – LA MORTE DI ALFREDO PROVENZALI, ANIMA DI TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO, SCOMPARSO NELLA NOTTE DEL SUO 78° COMPLEANNO

provenzali intervista di majo giugno 2012(gmajo) – Avrebbe compiuto 78 anni proprio oggi (era nato a Genova Sampierdarena il 13.07.1934), ma questa notte è scomparso Alfredo Provenzali, storico radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto. La notizia è stata data stamani durante il Gr1 delle 8: dopo la messa in onda della storica sigla della trasmissione la conduttrice Carlotta Tedeschi si è collegata con il capo redattore sport di Radio Rai Riccardo Cucchi che ne ha tracciato un ricordo, accennando alla mitica scuola di radiocronisti di cui ha fatto parte assieme ai mostri sacri Enrico Ameri, Sandro Ciotti e Roberto Bortoluzzi. All’Highlander, rimasto al microfono fino all’ultima puntata della scorsa stagione della seguitissima trasmissione, pochi giorni fa era stato attribuito il Premio Agnes, ma a causa di problemi di salute non era potuto andare a Capri a ritirarlo. Un paio di anni fa – mai riconoscimento fu più meritato – i Veterani dello Sport di Parma gli avevano attribuito il premio “Sport Civiltà”: in quella occasione fui io, subito dopo la designazione, ad avere il privilegio di comunicargli per primo la notizia e ad aver il privilegio di intervistarlo, prima di rivederlo al mitico Teatro Regio (dove mi svelò in esclusiva di aver recitato in gioventù) per il ritiro, e poi l’anno scorso a Bologna per la presentazione del volume “Clamoroso al Cibali”. Fu in quella occasione che potei registrare una video intervista con lui. E stamani proprio vedendo lo straordinario numero di contatti su quel link ho avuto il sentore di quello che stanotte era successo. Ma i primi timori li avevo avvertiti quando, in occasione degli ultimi Europei, non lo avevo sentito in trasmissione. Commosso ora lo saluto con deferenza: se n’è andato un simbolo. Un maestro.

All’interno la trascrizione dell’intervista di Gabriele Majo ad Alfredo Provenzali (settembre 2010), il link per ascoltarla e il link per rivedere la video intervista di giugno 2011

CLICCA QUI PER RIVEDERE LA VIDEO INTERVISTA DI GABRIELE MAJO AD ALFREDO PROVENZALI (GIUGNO 2011)

CLICCA QUI PER ASCOLTARE L’AUDIO INTERVISTA DI GABRIELE MAJO AD ALFREDO PROVENZALI (SETTEMBRE 2010) IN OCCASIONE DELLA ASSEGNAZIONE DEL PREMIO SPORT CIVILTA’ (da Tuttoilcalcioblog.it)

 

Provenzali

Pubblicato sabato 11 settembre 2010 da RaiBobo alle ore 17:06 per la rubrica: Dietro il microfono

ESCLUSIVA TUTTOILCALCIOBLOG.IT

INTERVISTA AD ALFREDO PROVENZALI

Altro super grande colpo per il nostro Gabriele Majo. Intervista esclusiva ad Alfredo Provenzali, conduttore di Tutto il calcio minuto per minuto

Al conduttore di Tutto il Calcio, che nel 2011 festeggia il 50° col microfono, il prestigioso 34° Premio Internazionale Sport Civiltà

PROVENZALI: “IL CALCIO RITROVI LA SUA SEMPLICITA’…”

“Io però ancora ufficialmente non so nulla, eh…” Così ha risposto Alfredo Provenzali, conduttore di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, al nostro Gabriele Majo che lo ha contattato ieri sera, giovedì 9 settembre 2010, subito dopo la sua designazione quale vincitore del 34° premio Sport Civiltà nella categoria Radio e Televisione, prezioso riconoscimento che gli sarà assegnato il prossimo 15 novembre al Teatro Regio di Parma. “Certo che ci sarò”, ha garantito, prima di una lunga e piacevole chiacchierata…

Alfredo Provenzali, prima di tutto sarà un premio per la sua persona, visto che è al microfono – stando a Wikipedia – ininterrottamente dal 1966…
“In effetti è dal ’61, quindi sono 50 anni tondi tondi…”
Per un solo anno non ha potuto festeggiare assieme al 50° di Tutto il Calcio…
“Appunto. Ho cominciato un anno dopo…”
Lei riceverà questo prestigioso premio per indubbi meriti personali, ma idealmente vorrebbe estenderlo a tutti i suoi colleghi di Tutto il Calcio, in occasione del 50°?
“E’ chiaro… Credo che il premio sia per la Trasmissione, per quello che ha rappresentato e per quello che continua a rappresentare, più che per le persone che fanno parte di questo gruppo.”
Cosa rappresenta Tutto il Calcio minuto per minuto nell’era di Sky?
“Direi la poesia rispetto a quello che oggi è questo mondo che è tutto meno che poetico…”
All’appuntamento col microfono lei si avvicina con la stessa sensibilità di una vota? Con la stessa emozione?
“Praticamente è ancora come la prima volta, non è cambiato niente. Più che la stessa emozione direi che c’è sempre la stessa paura che c’era la prima volta: paura di sbagliare, paura di non essere all’altezza, tante sensazioni che sono sempre quelle di una volta.”
C’è da avere più “paura” a condurre la trasmissione o a fare l’inviato sui campi?
“Indubbiamente è molto più difficile fare l’inviato sul campo, non c’è ombra di dubbio, anche se probabilmente la responsabilità è maggiore a stare in studio, perché si ha tutto sulle spalle, però è molto più difficile essere direttamente in prima linea che non in fureria…”
Lei è una sorta di trait d’union tra la vecchia scuola di Tutto il Calcio, i Grandissimi, – cioè Carosio, Martellini, Ameri, Ciotti, etc – e la nuova generazione, quella dei Cucchi, dei Gentili, se vogliamo, anche se adesso ha fatto questo “tradimento” con la televisione…
(sorride)… “Sono rimasto l’ultimo dei vecchi…”
A proposito di Bruno Gentili: ha sentito queste due sue prime telecronache?
“Io normalmente ascolto la Radio e basta: però, siccome Bruno è un amico, ho voluto fare un’eccezione dando un’occhiata alla televisione per ascoltare un amico che debuttava in un impegno così difficile. Indubbiamente c’era l’emozione delle prime volte, ed è comprensibilissimo, però Bruno è talmente bravo che credo che la supererà tranquillamente e tra un po’ avremo un signor telecronista.”
Nella prima uscita mi era parso già più televisivo, e per questo un po’ frenato, nella seconda uscita mi è parso di sentire più un commento tipico di Bruno Gentili alla Radio: è una sensazione che condivide?
“Mah: Bruno ha fatto per molti anni la Radio, e quindi è difficile cambiare completamente sistema, modo di dire, modo di parlare, di approccio all’avvenimento: quindi io lo capisco perfettamente. Ma il fatto che sia apparso un po’ ‘radiofonico’ per conto mio non è un difetto, ma un pregio…”
Un pregio, sottoscriviamo pure noi… Un calcio, questo moderno, che fa parlare, che fa discutere: lei dall’alto della sua esperienza, dall’alto dei suoi 50 anni di calcio e di Radio, come giudica l’annata che sta per partire, tutte le polemiche che ci sono state, tessera del tifoso, non tessera del tifoso? E’ un calcio un po’ diverso, un po’ più brutto rispetto
“Diciamo sicuramente che è completamente diverso rispetto a prima, sul fatto della bruttezza o della bellezza bisognerà poi vedere in fondo quali saranno i risultati definitivi. Però c’è un po’ troppa tensione in questo mondo: ci si dimentica che il calcio è sempre stato lo sport più bello fra tutte le varie discipline sportive, e lo è stato per una ragione molto semplice, perché il calcio è sempre stato lo sport più semplice appunto. Adesso, invece, si tenta di complicarlo, sia nel linguaggio degli addetti ai lavori, che nella organizzazione, probabilmente perché si ha una certa paura che le cose semplici non abbiano più quell’interesse che una volta potevano avere: tuttavia, per conto mio sbagliamo, perché proprio la semplicità del calcio è la sua bellezza. Non dimentichiamoci che in questo mondo, dove impera la tecnologia, dove c’è di tutto, eccetera, basta prendere due o tre bambini, metterli in una stanza, assieme a televisori, a Nintendo, ad altre diavolerie di questo mondo e poi buttare in mezzo a questa stanza un pallone: improvvisamente i bambini dimenticheranno tutte le diavolerie di questo mondo per correre dietro a questo pallone, naturalmente senza sapere cosa farne,incespicando, cadendoci sopra, senza sapere come calciarlo, però il fascino del pallone è un qualcosa che credo non possa essere cancellato.”
Questo premio “Sport Civiltà” racchiude due parole molto importanti, significative, appunto Sport e Civiltà, nelle quali Alfredo Provenzali sicuramente si riconoscerà…
“Il concetto dovrebbe essere lo stesso, praticamente. Purtroppo, però, ahimè, negli ultimi tempi lo sport, in alcuni momenti, è stato molto poco civile. L’augurio è naturalmente che possa tornare ad esserlo, perché sport e civiltà sono due concetti che dovrebbero andare a braccetto, andare di pari passo, altrimenti non avrebbe ragione di esistere, soprattutto lo sport…”
Un premio che le verrà assegnato a metà novembre nel prestigioso Teatro Regio di Parma: Parma che lei ha avuto modo di seguire nell’Epopea iniziale nelle Coppe Europee negli anni ’90…
“Un grande Parma, un gran bel ricordo… Ma quando si parla del Regio di Parma, diciamo che il mio ricordo va al di là dello sport, al di là del calcio, perché improvvisamente mi è venuto in mente, tornando indietro di qualche secolo, che io al Regio di Parma ho recitato…”
Ah sì?
“Quando ero universitario facevo parte della compagnia del Teatro Universitario di Genova: allora un anno abbiamo fatto una rievocazione del futurismo con uno spettacolo che mi ricordo si chiamava Urrà……… (tanti puntini) TàTàTà, con testi dei maggiori futuristi. Lo spettacolo, pur essendo solo per l’Università di Genova, ebbe molto successo e ad un certo punto l’abbiamo portato anche al Festival del Teatro Universitario di Parma e devo dire che mi vanto, in una certa maniera, mi pavoneggio, diciamo così, perché io al Regio di Parma ho recitato. Ed ora ci tornerò, dopo moltissimi anni: sarà un ritorno con piacere e naturalmente con emozione.”

Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “LUTTO – LA MORTE DI ALFREDO PROVENZALI, ANIMA DI TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO, SCOMPARSO NELLA NOTTE DEL SUO 78° COMPLEANNO

  • 13 Luglio 2012 in 10:42
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    Un vero grande: "L'emozione più grande è quella che devo ancora raccontare" hai detto. Ma per noi ne hai raccontate tantissime. Grazie.

    M

  • 13 Luglio 2012 in 19:22
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    Caro Gabriele, da appassionato della radio, forse quanto te, sarebbe una bella gara, fra noi, trattengo le lacrime, nel ricordo di Enrico Ameri, Sandro Ciotti e Alfredo Provenzali.

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