mercoledì, Giugno 19, 2024
News

NON SOLO PABON – PASION SUDAMERICANA, LA CATENA DI MONTAGGIO DEI TALENTI

Cresce, tra i tifosi crociati, la febbre per il neo-acquisto colombiano, che si spera faccia rinverdire, emulandole, le antiche gesta di Asprilla: ma dall’altra parte dell’emisfero ci sono tanti altre possibili prede per i cacciatori di calciatori. Luca Bellelli, giovane penna all’esordio su stadiotardini.com, fa un excursus permettendosi consigli per Leonardi e Preiti…

gino peruzzi - foto da fifa com(Luca Bellelli) – Quarti di finale di Copa Libertadores: in piena emergenza difensiva, il Vélez Sarsfield pesca forse il peggiore di tutti gli avversari, il Santos di Elano, Ganso e soprattutto Neymar. Mister Gareca lancia il terzino destro – non ancora ventenne – Gino Peruzzi. A guardare negli occhi Neymar. Peruzzi dichiara che userà le maniere forti contro l’erede (o presunto tale) nientepopodimeno che di Pelè. Mantiene fede alle sue parole: nella gara d’andata è un autentico leone, Neymar non tocca mai la palla; quella dell’argentino ancora senza passaporto italiano è una prestazione a dir poco rocciosa. Il Vélez vince 1-0 con gol della meteora piacentina Ivan Obolo e culla il sogno di arrivare in semifinale, ma al ritorno, nonostante un’altra grande prova di Peruzzi, i brasiliani vincono 1-0 e trascinano la partita ai rigori, dove prevalgono. Gino Peruzzi ha già dimostrato grande carattere e ottime doti atletiche. Non è di certo uno che tira indietro la gamba.

Continua la lettura all’interno

Lui è uno dei più interessanti prospetti argentini, uno degli ultimi in ordine di apparizione in quella catena di montaggio di talenti che è il Sudamerica. Il Subcontinente – e l’Argentina in particolare – è da sempre terra di caccia per chi per chi vuole accaparrarsi talenti purissimi possibilmente a buon prezzo. Oltre alle corsie preferenziali con Spagna e Portogallo (spesso per ragioni linguistiche), negli anni al tavolo di gioco si sono presentate Italia, Francia (il colpaccio Ronaldinho-Psg su tutti), Olanda, più di rado Inghilterra e Germania, di recente Russia e arabi assortiti grazie ai petrodollari. Una così vasta mole di compravendite (a onor del vero più compra che vendite) col Sudamerica ha inevitabilmente portato alla proliferazione di affari che non si sono poi rivelati tali. La trappola più spesso disseminata sul terreno di gioco ha come protagonista il bomber che in patria segna valanghe di gol e, una volta approdato in Europa, si dissolve pian piano, finché non se ne perdono le tracce. Dopo mesi di straziante gestazione, el Tanque di turno viene venduto a un offerente qualunque oppure rispedito nella terra natìa (spesso le due cose coincidono) dove, misteriosamente, ricomincia a segnare anche quando non vuole. Il caso più recente riguarda la Fiorentina, incappata in Santiago Silva che faceva faville nel Vélez con Ricky Alvarez (Inter, più bassi che alti) e Maxi Moralez (Atalanta, 2 gol al Genoa alla prima, altra doppietta a noi, poi un po’ di penombra). Sbarazzatasene senza troppe remore a gennaio, non senza dispiaceri tra i tifosi, di cui era un idolo,ha visto il carrarmato uruguagio trascinare il Boca in finale di Libertadores a suon di gol pesantissimi, molti sulla sirena (ma, per le prestazioni, ripassare, please). Chi ha avuto la pazienza di aspettare (o non è riuscito a vendere) è stato talvolta ripagato alla grandissima (Parma-Crespo), altre volte ancor più cocentemente deluso.
A parte un paio, qui di seguito eviteremo di menzionare attaccanti: troppo facile innamorarsene in un amen, ricordiamoci che la strega cattiva è sempre in agguato.
Partiamo quindi da Roman Martinez, centrocampista di grande forza, dai piedi buoni, avvezzo all’inserimento. È dell’Espanyol (e questo potrebbe essere un problema) ma in prestito da 2 anni al Tigre (la squadra da cui comprammo Fontanello, o tentammo di farlo, ammesso che sia mai esistito). Fisico importante (1.84 di altezza), nel pieno della maturità (1984), un numero 8 classico. È notizia di qualche giorno fa che il River Plate, dovesse riuscire a riemergere dalla limacciosa Segunda Division, sarebbe fortemente interessato a lui. Ha già curriculum europeo (l’Espanyol lo prese proprio dal Tigre nell’estate 2008, salvo poi girarlo al Tenerife l’anno dopo e ancora al Tigre nel 2010/2011). Si tratta di un giocatore completo. Fossimo in Leonardi andremmo a dargli più di un’occhiata e ci andremmo con una penna in mano.
Infrangiamo subito la condizione autoimpostaci di non nominare attaccanti tirando in ballo Emilio Zelaya, classe 87, 177 cm, argentino. Punta veloce, mobile, altruista, buona visione di gioco. Non starebbe granché simpatico a Paletta: di recente ha schiantato il Boca col suo Arsenal de Sarandi estromettendolo con ogni probabilità dalla corsa per il titolo. Di Zelaya l’1-0 di testa dopo 80 secondi e l’assist del 2-0. Si avvale della ciclonica collaborazione sulla fascia destra di Carlos Carbonero (1990), già nazionale colombiano, di proprietà dell’Estudiantes (a proposito, nel frattempo, addio al calcio di Juan Sebastian Veròn) che lo ha prestato all’Arsenal per l’anno solare 2012. Scarpe arancioni stile El Toro Loco, Carbonero è una sorta di Biabiany primo modello con piede più educato. Ottimo in prospettiva, su di lui ben presto piomberà qualcuno. Saremo noi?
Peraltro, paragonando Carbonero a Biabiany abbiamo infranto anche il secondo proposito che ci siamo imposti (in questo caso tacitamente): evitare paragoni, ma stavolta era troppo succulento.
Tornando al Vélez, 50 metri davanti a Peruzzi sgomma Juan Manuel Martinez (El Burrito). Del 1985, fantasia e corsa al servizio del Fortin. Infaustamente sembra che il suo numero di targa se lo sia segnato il già prima onnipresente Genoa, figurarsi ora con Lo Monaco al potere. Anche l’Atalanta vorrebbe invitarlo al ballo tentando il colpo nemmeno tanto grosso di un anno fa con Maxi Moralez. Martinez è meglio del Frasquito: più forza fisica, forse meno fantasioso nelle giornate buone ma sicuramente più continuo in periodi di vacche magre, con più fiuto del gol.
Se sulla strada trovate parcheggio al supermercato del Boca Juniors, sappiate che non è economico, ma la merce è già montata (e anche bene).
Si parte con Juan Sanchez Mino, davvero bravo, 01/01/1990, passaporto spagnolo, già un figlio di 2 anni. Copre tutta la fascia sinistra e sembra piacergli, anche se nasce mezzala. Segna pure qualche gol, ma soprattutto è dotato di grande sangue freddo anche nelle bolge argentine. Ah, prima avremmo dovuto darvi la brutta notizia: la Juve lo punta, ma non potrà comprare tutti (o sì..?).
Al centro della difesa, alla sinistra del Padre Rolando Schiavi (39 anni, forse troppi) randella senza troppi complimenti Juan Manuel Insaurralde. Mancino, classe 1984, 1.84 di altezza (toh, come Roman Martinez…). Che dice, Direttore, di ritentare il colpo Paletta? Ci vuole un difensore così che diventi subito idolo. La notizia della rottura dei legamenti della caviglia sinistra: 2 mesi di stop +1 di riabilitazione potrebbe favorire l’abbassamento del prezzo.

Ci sbilanciamo e parecchio su Lucas Viatri, 1987, passaporto italiano, attaccante, rientrato da un mese circa dopo la rottura del crociato a ottobre. Si è presentato con un gol pazzesco al Cilindro di Avellaneda nel Clàsico Racing- Boca. Pretende il posto da titolare (ne ha ben donde, ma davanti a lui furoreggia il già citato Tanque Silva). Senza paura di smentite, un 9 vero.
Con questo scritto, non si pretende di fare il lavoro di chi è lautamente pagato per allestire un organico competitivo e che è di certo più indicato a farlo; sono solo consigli di chi ha visto questi ed altri impavidi per un po’ di tempo, senza una rete di osservatori pronti a scovare giovanissimi e (ci auguriamo) sfavillanti peruviani. Questi sono giocatori che prima di tutto ci mettono la pasiòn. Luca Bellelli

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

 

PARMIGIANI, VE LO SPIEGO IO CHI E’ PABON…

 

AL PARMA PABON, IL NUOVO JUARY

SI SCRIVE PABON, MA NON SI LEGGE JUARY…

 

METEORismi di Lorenzo Fava / FONTANELLO, MISTERIOSO PACCO POSTALE…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “NON SOLO PABON – PASION SUDAMERICANA, LA CATENA DI MONTAGGIO DEI TALENTI

  • Grandissimo Bello!!!

  • scritto davvero molto interessante e ben impostato… anche per chi non conosce bene il calcio sudamericano.. ottimo lavoro

  • Gabriele Majo

    Ringrazio a nome dell'autore, al quale farebbe piacere (del resto come al suo direttore…) conoscere l'autore di sì gradito attestato di stima…
    Cordialmente
    Gmajo

I commenti sono chiusi.